Rubrica “Alla ricerca del libro perduto” – Il diavolo sulle colline – Cesare Pavese

Trama

Tre giovani amici lasciano la città per una vacanza nella campagna piemontese e qui, tra gite, incontri, scoperte e avventure sentono prepotente la tentazione di violare la norma, di superare il limite, nella ricerca del vizio che porterà il più inerme, il più giovane a esserne travolto. Se dal tempo in cui è stato scritto “Il diavolo sulle colline” la giovinezza è cambiata, la paura del desiderio che Pavese racconta è ancora la stessa. E identiche sono le tensioni e le fragilità di un’adolescenza sognatrice, più portata a fantasticare che ad agire, in attesa di un evento straordinario che sconvolga la noia di giornate sempre uguali.

Recensione a cura di Dario Brunetti

La casa editrice Einaudi vuole omaggiare Cesare Pavese, uno dei più grandi scrittori italiani del xx secolo riproponendo Il diavolo sulle colline, un romanzo scritto nel 1948 e pubblicato l’anno successivo.

Seconda opera del volume che compone il trittico La bella estate, comprende anche il romanzo Tra donne sole.

La storia di tre giovani studenti, nonché amici inseparabili, l’io narrante (l’innominato) sembra un ragazzo modello, educato, Pieretto colto, il più intellettuale dei tre e infine Oreste, un campagnolo disincantato, bonaccione fin troppo credulone e ingenuo. Un giorno durante il loro avventurarsi per le colline incontrano Poli, un giovane cocainomane, figlio dei padroni della tenuta il Greppo, attirati dai suoi modi gentili e piuttosto invitanti decideranno di fargli compagnia nei suoi spostamenti a bordo della sua auto.

A loro viene confidata la sua relazione giunta al capolinea con l’ex amante Rosalba che farebbe qualsiasi cosa pur di restare insieme al Poli, ma di qui in avanti sarà l’inizio di mille vicissitudini che porterà i tre giovani all’incontro con un’altra donna, una femme fatal di nome Gabriella, moglie del Poli per la quale il buon Oreste avrà un debole.

E’ cosi si fondono due stili di vita completamente differenti, ci troviamo cosi i tre giovani universitari voler provare nuove emozioni e sensazioni decisamente più forti, abbandonare la sonnolente e soporifera campagna ma sicuramente nel pieno rispetto delle sue regole, come nel caso specifico di Oreste per tuffarsi nella vita borghese che affoga nella noia, facile a concedersi al lusso più sfrenato e dove i vizi diventano qualcosa di imprescindibile e all’ordine del giorno, soprattutto nella coppia formata da Poli e Gabriella.

Con una scrittura potente e particolarmente incisiva, Cesare Pavese affronta le tematiche dei conflitti di una gioventù che riesce con poco a farsi abbindolare e a cadere e precipitare nel vizio, il personaggio del Poli è un elemento forte, in verità un povero scapestrato, ma al tempo stesso trainante che riesce a conquistare tre giovani con le sue bravate e con quella sua capacità di infrangere le regole facendo prevalere il suo anticonformismo.

La grandezza di questo romanzo sta nel perdersi in modo favorevole nel suo attualismo, mentre scorrono le pagine non sembra di essere nel 1948 ma di vivere una realtà molto presente, effettivamente la storia narrata abbraccia intere generazioni, il racconto di un’estate piemontese appartiene a tanti giovani del passato e del presente sembrando qualcosa di interminabile, la si trova collocata nell’adolescenza di ognuno di noi e quindi appartenere a ogni epoca, forse per qualcuno più o meno coinvolgente ma alla fine veritiera.

Il diavolo sulle colline è un libro che val la pena riscoprire, si percepisce dalla narrazione quanto l’autore senta vicino il suo Piemonte, alla riscoperta delle sue terre, dall’incantevole bellezza della natura e dei suoi paesaggi, il respiro di quell’aria salubre della collina e riesce nel suo intento di costruire una storia che nel bene o nel male dei suoi personaggi la rendono vivida ed essenziale.

Un’opera di un grande scrittore, poeta, critico letterario e intellettuale che ha deciso di mettere fine alla sua esistenza in una camera d’albergo in un’estate del 1950, facendo uso eccessivo di sonnifero, un disagio esistenziale che l’ha reso vulnerabile di fronte a una vita che meritava degnamente di essere vissuta più a lungo, la sua debolezza ha vinto su di lui a tal punto di arrivare allo scopo di annullarsi per sempre, per un amore perduto che ha fin troppo tormentato il suo animo sensibile e a pensare che proprio in quell’anno il suo stato depressivo gli aveva fatto dare il suo addio alla scrittura, da dichiarare con risolutezza “ Io non scriverò mai più”.

Dettagli

  • Copertina flessibile : 168 pagine
  • Genere : Narrativa-Classica
  • ISBN-10 : 8806245929
  • ISBN-13 : 978-8806245924
  • Editore : Einaudi (26 maggio 2020)

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