ATTRAVERSARE LA NOTTE – HERVE’ LE CORRE

Trama

Da una delle più grandi voci del noir francese contemporaneo, un’appassionante indagine su un insospettabile serial killer a caccia di donne.

«Con il suo ultimo noir, lo scrittore sprofonda in una Bordeaux crepuscolare e piovosa». – Le Monde

In quanto comandante di polizia giudiziaria, le giornate di Jourdan sono un susseguirsi di cadaveri, balordi in fuga, scene di orrore e disperazione, sangue. Non ne può più, è esaurito, ha il disgusto per la vita che fa. Eppure è un bravissimo poliziotto, al comando di una squadra di giovani affiatati, ma quel lavoro lo assorbe troppo, l’ha portato gradualmente ad allontanarsi dalla moglie, si sente svuotato e solo. Louise abita in un piccolo appartamento con il figlio Sam, di otto anni. È ancora molto giovane, viene da una prima fase di vita segnata dalla scomparsa prematura dei genitori, poi da alcuni anni di droga ai quali è miracolosamente sopravvissuta. Sbarca il lunario facendo assistenza agli anziani a domicilio e vive terrorizzata dall’ex compagno, un violento che la minaccia, la segue, la picchia. In una Bordeaux invernale spazzata dalla pioggia e dal vento le loro strade si incontrano mentre Jourdan è impegnato a dare la caccia a un assassino di donne, un individuo spietato dall’aspetto ordinario, insospettabile. Tre vite arrivate a un punto critico, tre percorsi che si intrecciano nel fango, reale e metaforico, di una metropoli violenta e indifferente. Chi dei tre riuscirà a venire fuori dal fango? E come?

RECENSIONE  a cura di Edoardo Todaro

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Lo scammaro avvelenato e altre ricette – Gabriella Genisi

Trama

25 novembre. Nella città affollata e piena di turisti in attesa del Natale, il bed & breakfast di Carmela, la sorella di Lolita Lobosco, riscuote sempre più successo. Tra gli ospiti, anche uno scrittore romano, Enrico Fasulo, che ha deciso di ritirarsi a Bari per qualche settimana e dedicarsi alla stesura del suo nuovo libro. Carmela, sensibile al suo fascino, cucina per lui e, tra le sue tante specialità, gli prepara uno scammaro squisito secondo la ricetta di nonna Dolò. Il giorno dopo, l’uomo viene trovato morto. L’autopsia non lascia dubbi sulla causa del decesso: si tratta di avvelenamento, probabilmente dovuto al botulino presente nei peperoni con cui è stato condito il piatto. La polizia accusa la donna di omicidio colposo, fatto che mette ulteriormente in crisi il rapporto tra le sorelle e minaccia di pregiudicare la carriera di Lolita. Esclusa dalle indagini, provata dalle tensioni familiari e dal rapporto sempre più burrascoso con Caruso, la tenace commissaria comunque non si arrende e fa quello che le riesce meglio: investiga, decisa a provare una volta per tutte l’innocenza di Carmela. Una storia avvincente e deliziosa, arricchita dalla raccolta di tutte le ricette di casa Lobosco: oltre cento piatti, dalle stuzzicanti preparazioni finora inedite ai grandi classici della tradizione pugliese, come la focaccia, i panzerotti e la parmigiana, rivisitati secondo il gusto di Lolì.

Recensione a cura di Dario Brunetti

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La commedia umana – William Saroyan

Trama

Homer è un ragazzino di quattordici anni pieno di entusiasmo. La famiglia Macauley, da cui proviene, è modesta: il babbo è morto e il fratello maggiore è partito per la Seconda guerra mondiale; eppure tutti si dedicano con energia a quel che va fatto: la mamma alle galline come all’arpa, la sorella agli studi e al pianoforte, e Ulysses è il fratellino più curioso del mondo. Homer, che di giorno frequenta il liceo, la sera si tuffa in bicicletta alla volta dell’ufficio del telegrafo, dove lavora come portalettere. Pochi giorni, e già si rivela come il messaggero più veloce della West-Coast. Entra così nel mondo degli adulti: il suo segreto è prendere sul serio le cose e i sogni per diventare qualcuno, anzi, capire di esserlo già.

Recensione a cura di Paola Varalli

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…che Dio perdona a tutti – Pif 

Trama

Arturo è un trentacinquenne, non ha ancora una fidanzata e fa l’agente immobiliare. Il suo principale obiettivo nella vita è mantenere immutato lo stato delle cose. Ha poche passioni che, con scarso successo, cerca di condividere con gli amici di calcetto. La più importante e irrinunciabile sono i dolci, in particolare quelli con la ricotta. Almeno fino a quando entra in scena lei, Flora: la figlia del proprietario della pasticceria che fa gli sciù più buoni di Palermo, il dolce preferito di Arturo. E in un istante diventa la donna dei suoi sogni. Sveglia, intraprendente, ma anche molto cattolica, Flora sulla religione ha la stessa pignoleria di Arturo sui dolci, ed è proprio così che lui la conquista, interpretando Gesù durante una Via Crucis. Quel giorno è per Arturo un vero calvario, perché durante il tragitto si accorge di aver dimenticato i più semplici insegnamenti cattolici e sbaglia tutto, dando vita a una rappresentazione ai limiti del blasfemo. Ciò nonostante, Flora s’innamora e per un periodo felice i due stanno insieme, senza che lei si accorga della sua indifferenza religiosa e, naturalmente, senza che Arturo la confessi. Un precario equilibrio, fatto di sotterfugi e risposte liturgiche bofonchiate a mezza voce, che non può durare. Quando lei se ne accorge, Arturo, un po’ per sfinimento e un po’ per provocazione, reagisce con insolita fermezza: seguirà alla lettera la parola di Dio. Per tre settimane. Una rivoluzione che cambierà la sua vita, rivelando a lui, ma anche a Flora e a tutti coloro che li conoscono, amici e colleghi compresi, una verità molto scomoda. Pif esordisce nel romanzo con un’opera che ci costringe a riconsiderare i rapporti che ci legano gli uni agli altri e il senso profondo delle parole solidarietà, uguaglianza, verità.

Recensione a cura di Elio Freda

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YOUTHLESS  FIORI  DI  STRADA – MASSIMO  CARLOTTO, PATRIZIA  RINALDI, ALESSANDRA  ACCIAI, PASQUALE  RUJU, MASSIMO TORRE

TRAMA:
Veneto, una cascina tra le verdi colline coltivate a prosecco, ospita sette ragazzine. Sono tutte minorenni e in fuga. Dalla famiglia, dalla polizia, dalla vita. Anna e Claudia Veneto, una cascina tra le verdi colline coltivate a prosecco ospita un gruppo di ragazze. Sono tutte minorenni e in fuga. Dalla famiglia, dalla polizia, da se stesse. Anna ha sedici anni ed è incinta, e assieme a sua sorella Claudia nasconde un terribile segreto. Domitilla è una bellissima diciassettenne dal cognome nobile che non l’ha salvata, anzi: la ragazza dipende dall’eroina e dalla chimica che riesce a trovare. Léa è una ragazza francese che sta per compiere diciotto anni, attivista dei centri sociali, ricercata per aver ferito un poliziotto durante scontri di piazza. Rachida è una giovane senegalese. Cerca la madre e una vita più sopportabile, lontano dal sistema di valori inaccettabile del suo clan. Teresa è una sedicenne calabrese dallo sguardo feroce: figlia di ’ndrangheta, scappa dalla propria famiglia che le ha ucciso la madre. Infine c’è Stella: di lei non si sa quasi nulla, appena arrivata è scomparsa. Viene trovata morta e le ragazze nel panico decidono di cambiare zona. Ma prima che possano farlo irrompono nella cascina due poliziotti, il sovrintendente Cristoforo Marino e il vicecommissario Giustina Rebellin, che le catturano. Riescono a liberarsi, ma a caro prezzo. Inizia la loro Odissea, un viaggio che le porta lontano dal passato verso un futuro che sembra impossibile da raggiungere, dal Veneto verso la Calabria, inseguite da Giustina, implacabile, perversa e crudele, mentre il superiore di lei, il commissario capo Valerio Pavan, comincia a capire che le zone d’ombra della vicenda sono molte.

RECENSIONE a cura di Edoardo Todaro

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Il taglio freddo della luna – Piera Carlomagno

Trama

Gli ultimi istanti di quiete, l’ultimo lampo di spensieratezza: è l’inizio del pranzo di fine estate che Marina Pietrofesa Cortese, matriarca ottantenne, ha imbandito per la famiglia, in uno degli eleganti lidi della costa ionica lucana. Certo è strano che Wlady, nipote prediletto di Marina, non sia arrivato, ma la sua assenza è solo un’increspatura nell’atmosfera dorata che avvolge quella famiglia di antichi latifondisti. Ben diversa la giornata di Viola Guarino, chiamata ad analizzare una scena del crimine che sembra una quinta teatrale: il professor Vittorio Ambroselli ucciso come Marat nella vasca da bagno della sua casa ricca di opere d’arte. Uno come Ambroselli, riflettono gli inquirenti, tra cui l’affascinante sostituto procuratore Loris Ferrara, poteva avere molti nemici: era il fisico della Fossa Irreversibile in cui, a pochi chilometri da lì, negli anni Cinquanta, erano state nascoste le scorie nucleari americane. E quando viene a galla la relazione di sua figlia diciassettenne, Ginevra, con il giovane Wlady – la cui assenza comincia ad assumere i contorni di una scomparsa – i due casi appaiono inequivocabilmente collegati. La soluzione si trova solo nel presente o in un passato che, come le scorie nucleari, è sepolto nelle profondità della colpa? L’ultima estate dell’innocenza: un evento, un’esperienza, un topos che per i protagonisti di questa storia torna e si ripete come una maledizione. Piera Carlomagno tesse in questo nuovo noir una trama di ombre in cui stavolta anche l’indomita Viola Guarino, anatomopatologa e un po’ strega, faticherà a non restare invischiata.

Recensione a cura di Dario Brunetti

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Il buio e il miele – Giovanni Arpino

Trama

Il capitano Fausto, protagonista del libro, l’ufficiale che per un incidente di pace e non di guerra ha perso la vista e una mano, è un Achab senza Balena Bianca, prigioniero di un mondo nero, un Ulisse senza Iliade, al quale resta la possibilità di una piccola Odissea (una settimana, cinque più due come si dice nel gergo delle caserme), tra Genova e Roma, con tappa conclusiva Napoli dove lo attende (proprio a Napoli, la città del sole) un appuntamento con la morte. Lo strano destino di questo romanzo è di essere più famoso con il suo nome di battaglia cinematografico, “Profumo di donna”, che con il suo titolo originale. “Il buio e il miele” ha ispirato memorabili interpretazioni a due grandissimi attori come Vittorio Gassman (1974) e Al Pacino (1992).

Recensione a cura di Elio Freda

Esce nel 1969 a firma di Giovanni Arpino, Il buio e il miele, romanzo che ispirerà due pellicole, una italiana – Profumo di donna – per la regia di Dino Risi (con Vittorio Gassman nei panni del capitano in pensione Fausto Consolo) il successivo remake americano Scent of a Woman con protagonista Al Pacino.  

La trama del romanzo ruota attorno alla figura del protagonista, Il capitano dell’esercito Fausto G., cieco e privo di una mano a causa a causa di una bomba esplosa durante un’esercitazione nella quale . anche il tenente Vincenzo V. ha perso la vista. Fausto, ha deciso di partire da Torino per recarsi a Napoli a fare visita all’amico e a fargli compagnia sarà un giovane studente che sta svolgendo il servizio militare. I due protagonisti hanno una diversa posizione gerarchica e il capitano cerca in ogni modo di mettere in difficoltà il ragazzo sfruttando la sua posizione di potere. Un carattere burbero e altezzoso quello del capitano, piuttosto remissivo e rispettoso, ma anche deciso e risoluto quello della giovane recluta. Fausto, ad esempio, quando incontra il giovane che lo deve accompagnare, non vuole neanche conoscere il suo nome, ma anzi decide che lo chiamerà Ciccio, lo stesso nome che usava con i precedenti assistenti. Le vicende del romanzo sono narrate in prima persona dallo stesso Ciccio. Sarà proprio Ciccio a narrare, in prima persona, le vicende di un romanzo in cui i contrasti e le contrapposizioni risultano essere l’elemento comune ai fatti della storia. Il Viaggio reale, da Torino a Napoli, fa in realtà da sfondo, è il pretesto per il vero viaggio, quello interiore, che i due protagonisti, copieranno, ricco di spunti e riflessioni circa le prove che la vita pone durante il suo corso. Ad una Torino nebbiosa, che sembra accentuare le asperità tra i due compagni di viaggio, con Fausto risoluto nel voler denigrare Ciccio fa da contraltare il sole di Napoli, che accoglierà due personaggi completamente trasformati dalla loro esperienza alla fine del viaggio. Il titolo è indicativo di un altro forte contrasto: il buio è la condizione in cui versa Fausto da nove anni in seguito ad un incidente ma è anche il suo stato mentale, la sua attitudine alla vita, un rifugio che sta inaridendo l’esistenza del capitano; il miele, l’amore nella in una forma pura, essenziale, offerto a Fausto dalla giovane Sara. Il tutto sotto gli occhi attenti del protagonista cui questa esperienza cambierà il suo approccio alla vita che lo attende. C’è tanto degrado nelle pagine di questo romanzo su cui incombe un’atmosfera malinconica, grigia; ma c’è anche l’altro lato della medaglia, le emozioni che sbocciano, sentimenti puri e forti come l’amore e l’amicizia. Una prosa semplice solo all’apparenza, che regala immagini nitide e affascinanti; un ritmo scandito non tanto dagli eventi quanto piuttosto da una lenta e inesorabile trasformazione che prende per mano il lettore e lo trascina, pagina dopo pagina verso un finale sorprendente, considerate le premesse. 

Giovanni Arpino, nato a Pola nel 1927 da genitori piemontesi e morto a Torino nel 1987, ha scritto romanzi, libri per ragazzi ed è stato giornalista sportivo. Tra i suoi libri: Sei stato feliceGiovanni (1952); Gli anni del giudizio (1958); La suora giovane (1959); Un delitto d’onore (1961); Una nuvola d’ira (1962); L’ombra delle colline (1964, premio Strega); Il buio e il miele (1969); Randagio è l’eroe (1972); Domingo il favoloso (1975); Il primo quarto di luna (1976); Azzurro tenebra (1977); Il fratello italiano (1980, premio Campiello); La sposa segreta (1983). Passo d’addio, uscito per la prima volta nel 1986, è il suo ultimo romanzo. 

Dettagli

  • Editore ‏ : ‎ Baldini + Castoldi (14 marzo 2014)
  • Lingua ‏ : ‎ Italiano
  • Copertina flessibile ‏ : ‎ 148 pagine
  • ISBN-10 ‏ : ‎ 8868520230
  • ISBN-13 ‏ : ‎ 978-8868520236
  • Genere : Narrativa

LA RAGAZZA CHE VIENE DAL BUIO – MICHAEL ROBOTHAM

TRAMA:
Chi è Evie, la ragazza senza passato? Da cosa fugge? Da bambina è stata trovata nascosta in una stanza segreta all’indomani di un terribile delitto avvenuto proprio sotto i suoi occhi. Grazie alla dote che la contraddistingue, un’istintiva abilità nel capire quando qualcuno sta mentendo, ha aiutato Cyrus a risolvere un caso apparentemente impenetrabile. Ora per lo psicologo è il momento di sciogliere l’enigma più complesso di tutti e fare luce sul passato di Evie. Prende così il via una lunga e angosciante indagine, durante la quale, passo dopo passo, il velo di mistero si squarcia e si compone il quadro della vera identità della ragazza. Ma più Cyrus si avvicina alla verità, più espone Evie al pericolo, non lasciandole altra scelta che scappare. Entrambi si troveranno di fronte a un’amara verità: a volte è meglio che alcuni segreti rimangano sepolti e alcuni mostri non vengano evocati.

RECENSIONE a cura di Edoardo Todaro

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BELL’ ABISSINA – CARLO LUCARELLI

TRAMA:

Nella “Presidenziale”, la sezione della polizia che si occupa della sicurezza di Mussolini, c’è un gruppo molto particolare chiamato “Squadra Fognature”, comandato a perlustrare il sottosuolo di strade e piazze su cui passerà il Duce, a caccia di eventuali bombe. Ed è durante una di queste perlustrazioni che agli inizi degli anni ’30 gli agenti della Fognature trovano le ossa dello scheletro di una donna, sgozzata e scarnificata. Dieci anni più tardi, a Cattolica, il commissario Marino, segretamente e attivamente antifascista col nome di battaglia “Locàrd”, riceve le confidenze di uno degli ex agenti della Fognature: forse la morte della ragazza, e di tante altre, ha a che fare con la famiglia di Francone Brandimarzio, un ricco imprenditore che ha fatto fortuna nelle Colonie, e che adesso si è ritirato a Cattolica, insieme al figlio Attilio e a una giovane e affascinante ragazza eritrea. Una famiglia all’apparenza irreprensibile, e soprattutto intoccabile, dal momento che foraggia gerarchi corrotti e ladri di regime, occultando e distribuendo fiumi di denaro sporco. Il commissario Marino si rende conto che, oltre a smascherare un assassino seriale, questa indagine può mettere in grave difficoltà il regime, ma il filo su cui si muove è davvero sottile, e il rischio di cadere dietro l’angolo.

RECENSIONE  a cura di Edoardo Todaro:

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