Giustizia – Friedrich Dürrenmatt


Trama

Tutta giocata di sponda è la partita di biliardo (umano) su cui si impernia questo romanzo giallo: o meglio “antipoliziesco”, giacché sin dall’inizio ci esibisce l’assassino. La prima palla a finire in buca, per un colpo a la bande, è la testa calva del professor Winter, esimio germanista: centrato dai proiettili dello squisito consigliere cantonale Kohler, cade con la faccia nel piatto di tournedos Rossini che stava gustando nel ristorante Du théâtre. Quindi, a una a una, rotoleranno in buca le altre palle – un playboy, una squillo d’alto bordo, una perfida nana, un protettore -, delineando un autentico rompicapo: “II comandante era disperato. Un omicidio senza motivo per lui non era un delitto contro la morale, bensì contro la logica”. Kohler, poi, in galera è l’uomo più felice del mondo: trova giusta la pena, meravigliosi i carcerieri, e intreccia serafico ceste di vimini. Ha un unico desiderio: che l’avvocato Spät, squattrinato difensore di prostitute, si dedichi finalmente a un’impresa seria (ma a lui sembrerà pazzesca) e riesamini il caso partendo dall’ipotesi che non sia Kohler l’omicida: “Deve solo montare una finzione. Come apparirebbe la realtà, se l’assassino non fossi io ma un altro? Chi sarebbe quest’altro?”. Accettata la sfida, Spät precipiterà ben presto in un gorgo, in una surreale commedia umana e filosofica che tiene tutti – lettori in primis – col fiato sospeso: per quale ragione Kohler è di umore tanto allegro? E perché mai ha ucciso Winter?

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Per Luigi non odio né amore – Gianni Antonio Palumbo


Trama

Che fine ha fatto il giovane insegnante Mattia Landi? Qual è la causa della follia della bella Eleonora, amante dell’uomo? Cosa si cela dietro il misterioso affare di via delle Ortensie? Nell’anno 1978, presso l’immaginaria cittadina di Candevari, nella provincia brindisina, prendono avvio le indagini del commissario Fano e della sua zelante e affascinante collaboratrice Marta. L’obiettivo punta alle due istituzioni scolastiche del posto, il Principe Amedeo e l’Accademia Amaranta. Un accademico manipolatore, fanatico ammiratore di Robespierre, un amore omosessuale fiorito nella clandestinità, un docente scivolato giù dalla torre campanaria della Chiesa della Maddalena, l’angeliismo fasullo di alcuni studenti e infine una misteriosa ragazza che vive nascosta in biblioteca… Sono questi gli ingredienti di una fiaba nera che cattura gradatamente sino al sorprendente finale.

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L’omicidio è denaro – Petros Markaris


Trama

In Grecia nessuno sembra occuparsi dei più poveri, di coloro che sono rimasti ai margini della società. Il vecchio militante di sinistra Lambros Zisis progetta così di far nascere il “movimento dei poveri”, perché la crisi non è finita: nonostante le bugie dei politici che raccontano di una ripresa degli investimenti, il mondo sta cambiando sempre più velocemente – tra il turismo mordi e fuggi che minaccia di svuotare Atene e gli immigrati che cercano in Europa un nuovo futuro – ma a pagare il conto sono sempre gli stessi. Eppure non è l’idealismo del suo vecchio amico Zisis a preoccupare il commissario Kostas Charitos – o almeno, non solo – quanto piuttosto i feroci omicidi di due investitori stranieri, uccisi a coltellate sulle note di una vecchia canzone popolare. Per trovare il colpevole, Charitos dovrà affrontare uno dei casi più difficili della sua carriera, indagando in una Atene sospesa tra speranza e disillusione, tra la bellezza immortale della sua storia e il caos dei nostri tempi.

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La bestia a due schiene – Giada Trebeschi


Trama

Nero. Il colore della fuliggine londinese, del mistero, del retroscena di quello che è la grande, imponente e maestosa facciata vittoriana.
In questa oscurità continua, in questa Londra di fine ottocento in cui Jack lo squartatore può agire indisturbato, si muovono personaggi che si mostrano solo nel momento in cui un accidentale fascio di luce li rivela per poi tornare, come a teatro, a nascondersi di nuovo nel buio più profondo.
Nel tentativo di far diradare le tenebre, Scotland Yard chiede in segreto allo scozzese Duncan Primerose d’infiltrarsi nella compagnia che sta mettendo in scena l’Othello poiché si sospetta che l’attore principale, Jack Hutchinson, la stella che tutti adorano, sia proprio il feroce assassino che uccide le prostitute a Whitechapel.
Duncan accetta l’incarico e, vestendo i panni di uno dei dieci membri della compagnia, si rende presto conto che ognuno di loro, oltre a odiare profondamente Hutchinson nasconde segreti inconfessabili. Che Hutchinson sia davvero un mostro? O che siano le voci messe in giro su di lui a farlo credere tale?
In una discesa agli inferi ancora più nera di quella de Il vampiro di Venezia Giada Trebeschi conduce il lettore in un viaggio claustrofobico che si muove lungo i cunicoli più nascosti e impervi dell’animo umano creando un giallo della camera chiusa il cui fine ultimo non è solo la risoluzione del caso.

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L’assassino ci vede benissimo – Christian Frascella


Trama

Capelli sale e pepe e una lingua affilata, il talento autodistruttivo di un ex poliziotto cacciato per corruzione, un terrore ancestrale per i legami. È ancora lui, Contrera. Ed è in gran forma. Nonostante l’ex moglie, rimasta incinta dopo un’ultima notte di passione. Nonostante la nuova travolgente compagna, che è ancora all’oscuro di tutto. Nonostante la figlia adolescente che galoppa su una strada non proprio raccomandabile – d’altronde, chi è lui per giudicare? Ma non c’è tempo per mettere in ordine i tasselli di questo girotondo femminile, perché una sera di novembre due uomini vengono freddati in un locale del quartiere multietnico torinese Barriera di Milano. E guarda caso Contrera si trova sul luogo del delitto – stavolta ha rischiato grosso. Il principale sospettato è Eddie, un metro e novanta, nero come la notte in una miniera di carbone, grande amico di tante disavventure. Non resta che cercare di incastrare il vero colpevole prima che le cose si mettano troppo male per lui. Anche perché Sergione, il peggiore razzista sulla faccia di Barriera, ha radunato la Ronda, un manipolo di residenti e forze dell’ordine in incognito, esasperati dalla piega violenta presa dal quartiere e decisi a riportare l’ordine, non prima di averne lavato le strade col sangue.

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L’ombra del potere – Viveca Sten


Trama

Meta prediletta di velisti e poeti, Sandhamn è tra i luoghi più incantevoli dell’arcipelago di Stoccolma. Un’isola magica, con tradizioni e consuetudini ben radicate e gelosamente custodite da famiglie che, come quella di Nora Linde, ci abitano da generazioni. A luglio, tempo di vacanze, Nora si trova a Villa Brand, per festeggiare la sua promozione a pubblico ministero e godersi l’estate insieme a Jonas e alla piccola Julia. La stagione offre però una novità: Carsten Jonsson, noto uomo d’affari arrivato da Londra, si è stabilito con moglie e figli nella sua nuova residenza di lusso a Fyrudden, sul lato meridionale. Una costruzione immensa tra il mare e la pineta, che provoca non pochi malumori tra la popolazione locale, come una serie di piccoli incidenti pare confermare. Una festa in grande stile per tutti dovrebbe calmare le acque, ma il gesto di pace finisce in dramma: un furioso incendio devasta la proprietà, e quando le fiamme finalmente si placano, tra la cenere e le macerie viene alla luce un corpo carbonizzato. Da dove arriva tanto odio? Fino a che punto può spingersi la gente dell’isola per cacciare uno straniero? Il rogo potrebbe avere a che fare con il passato di Jonsson? O c’entrano forse i suoi loschi contatti russi? È Thomas Andreasson a guidare le indagini, nessuno alla centrale di Nacka conosce l’arcipelago meglio di lui. Ma per Thomas, in polizia ormai da vent’anni, nonostante il prezioso sostegno di Nora questa nuova caccia al colpevole sarà molto faticosa, complicata dal senso di inadeguatezza e dai dubbi sempre più assillanti sul proprio ruolo di poliziotto.

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Le ricette della piccola libraia – Melanzane Ripiene

Ingredienti

  • Melanzane piccole qualità siciliana.
  • Pane raffermo;
  • Pomodorini;
  • Parmigiano grattugiato;
  • Galbani;
  • Wusthel;
  • Capperi;

Preparazione

Lavare per bene le melanzane; poi eliminate ben bene ed eliminate la parte superiore. Poi incidete tutto il perimetro intorno al taglio che servirà per sigillare tutto il ripieno delle melanzane.

Utilizzando uno scavino, andate a svuotare di tutta la polpa l’intera melanzana. Dopodiché tagliate la polpa a dadini e soffriggetela con un filo d’olio di oliva, uno spicchio d’aglio e un poco di sale. Prendete una ciotola ben ampia,versateci il pan grattato,il formaggio grattugiato, i pomodorini, i wusthel e i capperi. Al termine aggiungete la polpa soffritta.

Con il composto ottenuto, riempite le melanzane. Chiudete tutto il ripieno con il tappo formato in precedenza. Dopodiché, mettetele a friggerle in una padella con olio d’oliva per circa 6 minuti. Infine lasciatele raffreddare e servitele .

Omicidio al civico 7 – Angelo Marenzana


Trama

1936, quattordicesimo anno dell’èra fascista. Dopo la recente scomparsa della moglie Betti, il commissario Augusto Maria Bendicò, condizionato dal proprio dolore, preferisce sbrigare pratiche burocratiche al sicuro della scrivania piuttosto che essere in prima linea a dialogare con sé stesso o, meglio, con quella che lui crede sia la voce della sua amata. Ma un nuovo caso lo costringe ad affrontare i fantasmi del passato. Il corpo di Eleonora Picchio, affascinante e giovane promessa canora del Cavallino Bianco, viene ritrovato senza vita sulle scale interne di un palazzo in via Dante 7. La seconda morte in circostanze poco chiare nell’arco di quindici giorni. Poco tempo prima, infatti, dopo il coinvolgimento di Tullio Carbone nello scandalo del fallimento dell’agenzia di investimenti, si era consumato un dramma nel dramma: la sorella Matilde era caduta dalla finestra di casa nel bel mezzo della notte. Ma si era trattato veramente di un incidente? C’è una relazione tra le due donne? In questura sembrano tutti concordi ad archiviare entrambi i casi come fatalità, anche in vista della prossima dichiarazione del duce sulla nascita dell’impero. Ma il commissario è deciso ad andare fino in fondo nell’inchiesta grazie anche al sostegno del dottor Silvera. Alessandria è in fermento. La guerra in Etiopia è al termine e la vittoria dell’Italia è cosa fatta. Ma la verità deve venire a galla, a costo di rovinare una festa che il popolo crede di meritare… Un giallo storico ambientato in un’epoca che ha segnato la nostra Storia e che ancora oggi è al centro di un dibattito sociale e culturale che sembra non trovare una pacificazione.

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I MAESTRI DEL GIALLO – ERNEST WILLIAM HORNUNG

a cura di Luigi Guicciardi


Succede a volte – nelle rivisitazioni storiche del Giallo come la nostra – di avvertire la necessità di tornare indietro, per recuperare una linea di scrittori accomunati dall’aver elevato a protagonista, tra gli ultimi anni dell’800 e il primo quarantennio del ‘900, un tipo particolare di “ladro/bandito gentiluomo”. Un personaggio che di rado agisce nell’anonimato o con la violenza, basandosi invece sulle proprie doti di astuzia, fascino, signorilità, cultura  e bella presenza per rubare gli oggetti più difficili da ottenere, a volte per mantenersi, ma anche per l’emozione dell’atto stesso. Capostipite storico di tale figura (ma al di fuori del genere strettamente Giallo) potrebbe apparire oggi il Rocambole di Pierre Alexis Ponson du Terrail, creato nel 1857 come personaggio negativo, ma avviato poi, dal quarto romanzo della serie, a una drastica evoluzione positiva (con l’evasione dal carcere e il pentimento) e a una precoce influenza sui tanti seguaci letterari. Ricordiamo tra questi Il Mago, Maschera bianca, i quattro giusti, Il briccone galantuomo di Edgar Wallace; il Jimmy Valentine di O. Henry, il Blackshirt di Bruce Graeme, l’Hamilton Cleek di Thomas W. Hanshew, fino ai più famosi Arséne Lupin di Maurice Leblanc e Simon Templar (The Saint) di Leslie Charteris, nati narrativamente nel 1907 e nel 1939: epigoni più o meno aggiornati di un archetipo letterario di eroe romantico che ha il suo primo esponente (medievale!) in Robin Hood. A proposito del quale, giova qui ricordarne le nove caratteristiche basilari fissate da uno storico come Eric Hobsbawm, in gran parte comuni agli eroi del poliziesco che abbiamo appena citato:

1. la sua carriera di fuorilegge non comincia con un delitto, ma come vittima di un’ingiustizia o di una persecuzione per un’azione giudicata criminosa dall’autorità (ma non dalla sua gente);

2. rimedia da sé alle ingiustizie;

3. sottrae al ricco per dare al povero;

4. non uccide se non per autodifesa o per giusta vendetta:

5. se sopravvive torna dai suoi come cittadino onorato, membro della comunità (da cui di fatto non si distacca mai);

6. è aiutato, ammirato, appoggiato dai suoi;

7. perisce solo a causa di un tradimento;

8. è (teoricamente) invisibile e invulnerabile;

9. non è nemico delle autorità supreme, fonti di giustizia, ma soltanto dei rappresentanti delle oppressive autorità locali.

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Il concerto dei destini fragili – Maurizio de Giovanni

TRAMA

Il dottorino, l’avvocato, la donna dell’Est che fa la domestica. Tre persone che potrebbero non incontrarsi mai, non hanno nulla in comune. L’avvocato è immerso in una vita da privilegiato e nel rimpianto di un unico amore perduto. La donna lotta per la sopravvivenza e per offrire un futuro migliore a sua figlia. Il dottorino vive per il lavoro, una vocazione che gli è costata il sogno di una famiglia. Fino a che la realtà non si capovolge e queste tre persone qualcosa in comune ce l’hanno. Una cosa piccolissima, invisibile. Che cambia le carte in tavola per ciascuno in modo diverso, portando in superficie la trasgressione, la disperazione, il coraggio. Questa è la storia dell’intreccio dei loro destini ma è anche molto di più: è una profonda ricognizione nel mistero della mente messa a confronto con l’amore e la paura, con la responsabilità e la morte. Il romanzo di Maurizio de Giovanni sorprende e commuove per la sua intensità letteraria e umana. Perché le vite di questi tre personaggi sono le nostre e questa storia parla di noi. Dei dilemmi che segnano ciò che siamo, dei fantasmi che abbiamo dentro, della forza di cui siamo capaci quando decidiamo di affrontarli.

Recensione a cura di Livia Frigiotti

Storie, storie di vita che chiunque potrebbe trovarsi a vivere. Storie di fantasia, ma in realtà sono storie di tutti i giorni (per rubare il titolo a una canzone celebre di Riccardo Fogli). Sono destini fragili e uniti da uno stesso comun denominatore, si ritrovano a vivere un difficile periodo della loro vita, la cui matrice è per tutti la stessa, ma poi gli farà prendere strade diverse a seconda delle loro scelte.

Non è un giallo, non è un noir, è uno di quei libri di storie che l’autore ama e sa scrivere. De Giovanni aveva detto più volte che non avrebbe voluto lasciare nulla di scritto relativamente al periodo della Pandemia che stiamo vivendo, poi però ha cambiato idea, realizzando un racconto di storie difficili e tragiche utilizzando tutta la sua delicatezza nel creare personaggi e storie di vita.

Non nomina mai il covid, cerca di passarci al lato, accanto, cercando di sfiorarlo appena, quasi per non svegliare quel terribile mostro che per dei mesi ci ha tenuti lontani dalla nostra realtà quotidiana. Ha portato via molte vite, ha portato via sorrisi e serenità, ha stravolto ritmi e abitudini, ci ha resi schiavi di attrezzature di protezione e ci ha obbligati a stare lontani per sicurezza. De Giovanni ha voluto raccontare il momento peggiore della nostra vita senza però forzare mai la mano, tutto realizzato con maestria grazie alla sua capacità di raccontare storie attraverso la descrizione dei sentimenti e delle paure.

I suoi personaggi sono tangibili come sempre, entrano nell’immaginario e scambiano il proprio animo con il lettore. Ci si ritrova a provare empatia, simpatia e antipatia. Le loro scelte obbligate o scellerate segneranno le loro strade e il loro destino. Un destino che a causa di qualcosa di così sconosciuto, alla scienza come alla medicina, si dimostrerà fragile come non avrebbero mai pensato che potesse essere. Bisogna leggerlo per poter meditare quanto davvero rischiamo la nostra vita e quella dei nostri cari ogni giorno.

Dettagli

  • Genere: Narrativa Contemporanea
  • Copertina flessibile: 155 pagine
  • Editore: Solferino (6 agosto 2020)
  • Lingua: Italiano
  • ISBN-10: 8828205199
  • ISBN-13: 978-8828205197