Alla ricerca del libro perduto: Noi che ci vogliamo così bene di Marcela Serrano

Proseguo con le mie proposte per questa rubrica che divido con Dario Brunetti. Non c’è un filo logico o cronologico nelle mie scelte, sono libri che mi sono cari, che hanno un significato profondo nella mia storia di lettrice. Il libro che propongo oggi fa parte del filone latinoamericano, quello che mi ha fatto conoscere moltə autrici e autori che mi sono entratə nel cuore. Di Marcela Serrano ho scelto il primo libro “ Noi che ci vogliamo così bene”, non lo ritengo il migliore, ma è quello che me l’ha fatta conoscere, apprezzare e che mi ha fatto scegliere di continuare a leggerla, conscia che la sua scrittura lenta, così attenta al mondo femminile mi avrebbe catturata.

Trama

Nell’estate del 1990 Ana, Maria, Isabel e Sara, quattro amiche, decidono di fare una vacanza insieme, riunendosi nella casa di Ana sul lago. Lontano dai figli, dai mariti, dal lavoro, le amiche si raccontano, senza inibizioni, le proprie personali esperienze. Nasce così una moltitudine di racconti il cui universo comune è fatto di dolore, amore, humour, vita privata e pubblica. La casa sul lago diventa un autentico contenitore di parole, emozioni, ricordi e rabbia, l’occasione per fermare l’attimo e fare un bilancio che non vuole essere solo privato ma anche sociale.

Recensione a cura di Manuela Baldi

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La libraia tascabile – Come incontrare il libro giusto e vivere felici (o avere subito voglia di leggerne un altro!) – Cristina Di Canio

Trama

Una mattina d’autunno, in libreria arriva la mail di Alberto, un anziano cliente, con dentro l’identikit di una donna: “Non so niente di lei, se non che porta una borsa molto grande, verde acqua, in cui rifugia gli occhi e le mani quando qualcuno la guarda. Cerca qualcosa e non lo trova mai, secondo me fa solo finta, per non incrociare lo sguardo degli altri…”. Alberto sa che Cristina, la sua libraia, saprà trovare il libro giusto per questa donna schiva. E sa che quel libro, come una mano tesa, aprirà la porta a un incontro. Le librerie sono posti così: che a tintinnare sia la porta d’ingresso o la notifica di un messaggio dei lettori, da lì passano i fili di molte vite che intessono con i libri la tela invisibile di nuove storie. Tutto questo però non sarebbe possibile senza il quotidiano impegno di fare la spola con i grossisti, alzare la serranda, aprire scatole, spolverare copertine, gestire fatture e resi… Ci sarebbe da scoraggiarsi, ma la protagonista di queste pagine non aspira a essere una libraia qualunque, lei desidera farsi “libraia tascabile”: sa bene di non poter tenere nel suo piccolo negozio tutti i libri che vorrebbe, di non conoscere tutta la letteratura del mondo, ma vorrebbe poter scivolare nelle tasche dei suoi lettori come una di quelle edizioni economiche che, da ragazzi, ci hanno fatto innamorare per la prima volta. Perché un buon libraio è una creatura straordinaria, che sa far tornare i conti e organizzare eventi, che si sente parte di una grande rete fatta di persone e per questo non teme le nuove possibilità offerte dal web, che – soprattutto – legge instancabilmente i libri e gli animi di coloro che li cercano. In queste pagine la libraia tascabile ci racconta i suoi incontri, ci svela che cosa accade quando la serranda si abbassa, ci contagia con la sua incrollabile fiducia nel potere trasformativo delle parole.

Recensione a cura di Manuela Baldi

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Quando volevamo fermare il mondo – Antonio Fusco

Trama

Solitario, taciturno, appassionato di musica rock, Massimo Valeri è un ispettore di polizia, da tutti chiamato l’Indiano per via dei tratti somatici ereditati dalla madre, una circense di origine sinti che lo abbandonò quando aveva due anni. Vive su una barca che un tempo apparteneva al padre adottivo e non ha legami se non quello con la sua moto, che gli fa riscoprire l’anima nomade. Seduto al tavolino di un chiosco vicino al mare, sta aspettando una persona legata a un passato dal quale è fuggito molti anni prima, dopo aver vissuto la delusione del tradimento. Pietro, l’amico con cui condivideva sogni e ideali, che era come un fratello finché l’amore per Giulia non li ha divisi mandando tutto in frantumi. Una distanza incolmabile che fatalmente si è quasi annullata a Genova, nei drammatici giorni del G8, dove entrambi, senza saperlo, si trovavano a pochi metri l’uno dall’altro, solo su due fronti opposti: Massimo tra chi vestiva la divisa, Pietro tra i manifestanti No-global. Un’esperienza sconvolgente che, in modo diverso, ha lasciato su di loro cicatrici profonde. È giunto il momento della resa dei conti fra due anime una volta vicine, separate dalle scelte personali e dagli schieramenti. Un incontro che forse permetterà a entrambi di ripartire finalmente con una nuova vita. Sullo sfondo di uno degli eventi più tragici della storia recente, un romanzo di tensione mette in scena i destini di due amici che si ritrovano inesorabilmente ai due lati della barricata.

Recensione a cura di Achille Maccapani

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GATTI NERI E VICOLI BUI – MAURIZIO de GIOVANNI; FRANCESCO  PINTO; SERENA VENDITTO.

TRAMA: Tre racconti inediti, tre indagini piene di sorprese, per chi ama il giallo, Napoli e il buonumore. Maurizio de Giovanni ci conduce per mano nello storico caffè Gambrinus, dove s’incontrano per la prima volta l’ispettore Lojacono dei Bastardi di Pizzofalcone e Mina Settembre, l’assistente sociale più amata d’Italia. E saranno scintille… Con Francesco Pinto ci spostiamo nei mitici anni ’60, nella base NATO di Napoli, dove Sam Caputo, pianista di professione, incontra un giovane Peppino Di Capri e cerca di far luce sul delitto di un ufficiale americano. Serena Venditto ci riporta nella Napoli di oggi, liberando fra le strade del centro storico i suoi divertentissimi investigatori di via Atri, per non tacer di Mycroft, l’irresistibile gatto nero, per venire a capo di un brutale tentato omicidio.

RECENSIONE a cura di Edoardo Todaro

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Io no – Lorenzo Licalzi

Trama

Flavio e Francesco sono fratelli. Il primo è un pragmatico uomo d’affari, dirige con successo l’azienda di famiglia e ha saputo far sua una vita che ha trovato già pronta. Il secondo, musicista e viaggiatore, è di quelli che fin da piccoli vanno a sbattere contro il mondo, e da grandi si ritrovano disillusi pur senza perdere l’ironia. Difficile immaginare due vite più diverse, due orbite più distanti. Eppure la corrispondenza tra le certezze di Flavio e le inquietudini vagabonde di Francesco è troppo precisa per non far pensare a due opposti che, inesorabilmente, tornano ogni volta ad attrarsi. E poi ci sono le donne, ad aggrovigliare i destini: c’è Laura, moglie di Flavio da sempre innamorata di un altro, ed Elisa, l’incontro travolgente, la scintilla che Francesco non sapeva neppure di stare aspettando. “Io no” è la storia di questi amori: sovrapposti, sfasati, ricambiati, nascosti; è, soprattutto, il racconto esilarante e drammatico di un grande viaggio, quello che ognuno intraprende alla ricerca di se stesso. O di qualcuno che gli assomiglia.

Recensione a cura di Elio Freda

Romanzo d’esordio, “Io no” di Lorenzo Licalzi è un romanzo corale che ha per protagonista Francesco, un ragazzo ribelle ed inquieto alla disperata ricerca di sé stesso. La sua vita si intreccia con quella di suo fratello Flavio, che è l’opposto; Flavio infatti porta avanti con successo l’azienda di famiglia, è molto inquadrato e l’orgoglio di papà. I personaggi femminili sono Laura (la moglie di Flavio) e Francesca (un’amica di Laura che finisce col frequentare Francesco).  Il romanzo si sviluppa attraverso le diverse voci narranti, con salti temporali avanti e indietro nel tempo. La trama si sviluppa con storie d’amore che si incrociano, segreti che vengono svelati e che giustificano i comportamenti e l’atteggiamento nei confronti della vita da parte dei diversi personaggi.

Lo stile utilizzato da Licalzi è diretto e senza fronzoli, tagliente e ironico, con una comicità di fondo (specialmente nella prima parte del romanzo) che rendono piacevole e divertente la lettura. Personaggi molto ben delineati e caratterizzati ed eventi narrati che appartengono al quotidiano sono ingredienti che rendono impossibile non immedesimarsi e non provare emozioni forti: a prescindere infatti dalle mie perplessità sullo sviluppo della trama, in questo libro non si riesce a ridere e piangere.

Proprio il registro linguistico che si avvicina in maniera incredibile al linguaggio parlato di tutti i giorni, che caratterizza i personaggi al punto tale da riconoscerli in amici e conoscenti non solo per ciò che raccontano ma per come lo raccontano, rappresenta il punto di forza di questo romanzo.

La trama costruita affinché tutto torni, quasi si avesse l’obiettivo finale di comporre un puzzle per cui ogni pezzo (evento) debba per forza essere trovare la giusta collocazione è l’aspetto che mi ha intrigato meno.

Il tono e l’atmosfera della storia subiscono delle “virate” che mi sono sembrate forzate; la storia ha degli sviluppi si inaspettati, ma i colpi di scena finiscono per indebolire invece di ravvivare la storia.

È comunque un libro molto più che godibile e la voce dell’autore lascia il segno: io ho finito con leggerli quasi tutti i suoi romanzi.

Dettagli

  • Editore ‏ : ‎ BUR Biblioteca Univ. Rizzoli; Prima edizione (18 marzo 2009)
  • Lingua ‏ : ‎ Italiano
  • Copertina flessibile ‏ : ‎ 219 pagine
  • ISBN-10 ‏ : ‎ 881703097X
  • ISBN-13 ‏ : ‎ 978-8817030977
  • Genere : Narrativa

L’equilibrio delle lucciole – Valeria Tron

Trama

Ogni punto di partenza ha bisogno di un ritorno. Per riconciliarsi con il mondo, dopo una storia d’amore finita, Adelaide torna nel paese in cui è nata, un pugno di case in pietra tra le montagne aspre della Val Germanasca: una terra resistente dove si parla una lingua antica e poetica. È lì per rifugiarsi nel respiro lungo della sua infanzia, negli odori familiari di bosco e legna che arde, dipanare le matasse dei giorni e ricucirsi alla sua terra: ‘fare la muta al cuore’, come scrive nelle lettere al figlio. Ad aspettarla – insieme a una bufera di neve – c’è Nanà, ultima custode di casa, novant’anni portati con tenacia. Levì, l’altro anziano che ancora vive lassù, è stato ricoverato in clinica dopo una brutta caduta. Isolate dal mondo per quattordici giorni, nel solo spazio di quel piccolo orizzonte, le due donne si prendono cura l’una dell’altra. Mentre Adelaide si adopera per essere utile a Nanà e riportare a casa Levì, l’anziana si confida senza riserva, permettendole di entrare nelle case vuote da tempo, e consegnandole la chiave di una stanza intima e segreta che trabocca di scatole, libri ricuciti, contenitori e valigie, in cui la donna ha stipato i ricordi di molte vite, tra uomini, fiori, alberi e animali, acqua e tempo. Una biblioteca di esistenze, di linguaggi, gesti e voci, dove ogni personaggio è sentimento, un modo di amare. Fotografie, lettere, oggetti che sanno raccontare e cantare il tempo: di guerra e povertà, amori coltivati in silenzio, regole e speranza, fatica e fantasia. Un testamento corale che illumina le ombre e le rimette in equilibrio. La bellezza intensa che respira oltre la vita e rimane in attesa di parole. Tuffarsi nella memoria significa avere il coraggio di inventare un altro finale e vivere oltre il tempo che ci è stato concesso, per ritrovare il luogo intimo di ognuno. La casa.                                                                                                                                

Recensione a cura di Manuela Fontenova

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Come vento cucito alla terra – Ilaria Tuti

Trama

Louisa Garrett Anderson e Flora Murray aprono la prima unità chirurgica gestita esclusivamente da donne, per uomini, in zona di guerra. Il primo conflitto mondiale è esploso e queste dottoresse ed infermiere volontarie lasciano l’Inghilterra, troppo rigida e bacchettona per accettare un tale cambiamento. La loro meta è Parigi, dove apriranno il primo ospedale inglese in terra francese. Le Lady Doctors sono donne medico, ma la loro attività è limitata alla cura di donne e bambini. Per questo quando i soldati arrivano feriti e malconci nell’ospedale parigino della Croce Rossa sembrano più spaventati dalle dottoresse donne che dai colpi ricevuti. I soldati urlano, invocano un medico uomo, un medico vero, e il Capitano Alexander e i suoi uomini sono tra questi. Soffia così il vento del cambiamento, un soffio che prende il cuore di Cate, dottoressa di origini italiane, e di Alexander, e li porta lontano verso la libertà per loro e per tutti coloro che arriveranno dopo. In Come vento cucito alla terra, Ilaria Tuti sa descrivere l’anima umana e lo fa con la maestria di un intagliatore che separa strato dopo strato fino ad arrivare al cuore dei protagonisti.

Recensione a cura di Oriana Ramunno

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Delitti a Fleat House – Lucinda Riley

Sinossi

L’improvvisa morte di Charlie Cavendish, nell’austero dormitorio di Fleat House, è un evento scioccante che il preside è subito propenso a liquidare come un tragico incidente. Ma la polizia non può escludere che si tratti di un crimine e il caso richiede il ritorno in servizio dell’ispettore Jazmine “Jazz” Hunter. Jazz ha le sue ragioni per aver abbandonato la carriera nella polizia di Londra e accetta con riluttanza di occuparsi dell’indagine come favore al suo vecchio capo. Quando uno dei professori viene trovato morto e poco dopo un alunno scompare, è chiaro che la vicenda sia molto più complicata di quanto potesse

sembrare all’inizio. Intrighi familiari, tradimenti e vendette: sono tanti i segreti racchiusi nelle mura di Fleat House e alcuni attendono di venire alla luce da tempo.

Recensione a cura di Marika Mendolia

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GLI AVVERSARI di John Grisham

Trama

Un ex avvocato in fuga, un condannato a morte a un passo dalla fine e due fratelli rivali eredi di un famoso studio legale sono i protagonisti di tre storie tra le migliori che John Grisham abbia mai raccontato, riunite in questa che è la sua prima raccolta di novelle in cui si alternano con efficacia suspense, emozione e divertimento. In Ritorno a casa, l’avvocato Jake Brigance – già protagonista de Il momento di uccidere, L’ombra del sicomoro e Il tempo della clemenza – viene contattato da un vecchio amico, Mack Stafford, ex collega a Clanton, che chiede il suo aiuto. Tre anni prima Mack è fuggito dalla Ford County senza lasciare tracce con i soldi dei suoi clienti dopo aver dichiarato fallimento e divorziato dalla moglie, abbandonando le sue due figlie. Ora desidera ritornare a casa, ma le cose non vanno come aveva previsto. In Luna di fragola, Cody Wallace, un condannato a morte di soli ventinove anni, di cui quattordici passati nel braccio della morte, è in attesa della sua esecuzione. Mancano soltanto tre ore, il suo avvocato non può salvarlo e la richiesta di clemenza non viene accolta dal governatore. Mentre il tempo sta per scadere Cody riceve una visita inaspettata ed esprime un ultimo, straziante desiderio. Gli avversari sono i due fratelli Kirk e Rusty Malloy, avvocati di successo che hanno ereditato un importante e prosperoso studio legale fondato dal padre, da tempo in prigione per aver ucciso la moglie. Kirk e Rusty si detestano e si parlano solo quando è strettamente necessario e, pur condividendo l’ufficio, fanno di tutto per evitarsi. Gli affari iniziano ad andare male e tutto il peso ricade su Diantha Bradshaw, l’unica persona di cui i due soci si fidano. Diantha deve decidere se salvarli o, per la prima volta nella sua carriera, salvare se stessa.

Recensione di Mary Basirico’

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Sul filo del coraggio – Anthony Caruana

Trama

Dov’è Lele? Come reagisce una città intera di fronte alla scomparsa improvvisa di un promettente produttore musicale di appena vent’anni, con tutta la vita davanti e interi mondi artistici da creare? Luigi, sua sorella e i loro amici sono troppo preoccupati a gestire gli scontri generazionali con le rispettive famiglie, in cui i genitori pensano più a rimanere eterni giovani invece di prendersi le proprie responsabilità, per affrontare la verità di fatti accaduti in un mondo che non gli appartiene. In una Roma che cristallizza le emozioni e fa fatica a stare al passo con i tempi, esisterà ancora qualcuno in grado di percorrere con coraggio il filo sottile della propria esistenza? Una storia che, come la realtà, si nutre di suggestioni non solo scritte ma anche visive e musicali, per restituire l’affresco multisensoriale di una generazione poco ascoltata.

Recensione a cura di Marika Campeti

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