Rubrica Ti consiglio un film tra un libro e un altro – La bambina che non voleva cantare

La bambina che non voleva cantare (2021) | FilmTV.it

A cura di Maria Grazia Talarico

Data di uscita: 10 marzo 2021 ispirato a “Il mio cuore umano” di Nada Malanima.

Regista: Costanza Quatriglio

Attori : Tecla Insolia, Carola Crescentini, Massimo Poggio, Sergio Albelli, Giulietta Rebeggiani, Nunzia Schiano, Paola Minaccioni, Daria Pascal Attolini, Paolo Calabresi, Raffaella Panichi

Casa di produzione: Rai Fiction

Genere : Biografico

Musiche: Luca D’Alberto

Costumi: Francesca Vecchi, Roberta Vecchi

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“Non ci resta che il crimine” (2019) di Massimiliano Bruno

a cura di Domenico Livigni

Tre amici romani, Sebastiano (Alessandro Gassman), Moreno (Marco Giallini) e Giuseppe (Gianmarco Tognazzi), tentano di sbarcare il loro lunario proponendosi come guide turistiche di uno strano e “strepitoso” tour, alla scoperta dei luoghi legati alla famigerata banda della Magliana, un’associazione criminale sviluppatasi a Roma negli anni ‘80. I tre sono pronti per lanciarsi in questa impresa e a trasformare il tour in una macchina da soldi. Durante una pausa caffè, i tre amici, per sfuggire alle critiche del loro amico Gianfranco (Massimiliano Bruno), si infilano in un cunicolo spaziotemporale che li catapulta all’epoca in cui erano bambini: giugno 1982. L’anno dei Mondiali di calcio e il periodo più acceso e temibile della vera Banda della Magliana, che all’epoca gestiva le scommesse clandestine sulle partite di calcio.

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10 giorni con Babbo Natale di Alessandro Genovesi

10 Giorni con Babbo Natale? Per Diego Abatantuono saranno molti di più! Il nostro incontro con il cast

Trama

I coniugi Rovelli (Fabio De Luigi e Valentina Lodovini) sono in crisi; mentre lui ha perso da tempo il lavoro, lei, dopo anni trascorsi a fare la mamma, ha trovato una soddisfacente dimensione professionale. Ormai è Carlo a occuparsi a tempo pieno della famiglia: cucina, pulisce, accompagna i bambini a scuola, va alle recite scolastiche e cerca di confrontarsi, con esiti non sempre felici, con i tre figli. Sono soprattutto i difficili caratteri e le crisi esistenziali dei ragazzi a rendergli la vita difficile: mentre, da una parte, l’adolescente Camilla è in piena fase ecologista, il più giovane Tito è affascinato dall’ideologia neonazista. Solo la piccola e simpatica Bianca riesce a strappare un sorriso al frustrato papà. La situazione precipita quando Giulia riceve un’inaspettata e allettante proposta di avanzamento professionale che la allontanerebbe però dalla famiglia. L’incarico infatti è a Stoccolma; per riuscire a ottenerlo deve superare un colloquio che si svolgerà proprio lì il giorno prima di Natale. Nonostante la rabbia iniziale, Carlo decide di sostenere la moglie e le propone di andare a Stoccolma tutti insieme, sperando così di farle capire quanto la famiglia sente la sua mancanza. Nel tentativo di ricucire i rapporti ormai incrinati tra i membri della famiglia, Carlo per il viaggio riesuma il loro vecchio camper, mezzo con cui in passato hanno trascorso tante vacanze spensierate. Fin dal primo momento però le buone intenzioni si scontrano con la realtà: la vetustà del camper, unita al freddo, al nervosismo della moglie e ai bisogni dei ragazzi, sembrano compromettere il viaggio. Lungo la strada la famiglia fa un incontro particolare: involontariamente Carlo investe uno strampalato personaggio in strane vesti (Diego Abatantuono) che afferma di essere Babbo Natale. L’uomo sostiene di essersi perso e chiede insistentemente alla famiglia di dargli un “passaggio” visto che stanno andando verso i paesi nordici. Agli occhi dei Rovelli l’individuo appare fuori di testa e anche un po’ rimbambito ma sotto insistenza dei ragazzi decidono di portarlo con loro per accompagnarlo a casa. Il viaggio con questo ospite buffo e surreale diventata un viaggio alla scoperta del senso della famiglia: Babbo Natale (tale si rivelerà essere veramente) riesce tra mille peripezie a tornare dai suoi elfi e, una volta a casa, spiega ai coniugi che il suo era stato un incidente volontario messo in scena per esaudire il desiderio espresso da Tito nella letterina di Natale in cui chiedeva, come regalo, di far riappacificare i genitori. La capacità dimostrata dai Rovelli di credere ancora nei sogni consentirà alla famiglia di tornare a essere felici e uniti.

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Ti consiglio un film (tra un libro e l’altro): Pinocchio (2019) di Matteo Garrone.

PINOCCHIO | Cinema Teatro Cesare Caporali

Pinocchio, diretto da Matteo Garrone, è una nuova trasposizione cinematografica della celebre favola di Carlo Collodi, pubblicata per la prima volta nel lontano 1881. Il film ripercorre le avventure (e disavventure) del celebre burattino dal naso lungo, con tutti i personaggi principali del romanzo di Collodi: Geppetto, la Fata Turchina, Mangiafuoco, il Grillo parlante, Lucignolo, il Gatto e la Volpe, fino all’Omino di burro, il Tonno e la Balena. Una storia, quella del burattino di legno e delle sue peripezie, che ha affascinato intere generazioni di sceneggiatori e registi ed infatti si contano ben oltre 30 film: amata è ancora oggi la versione televisiva diretta da Luigi Comencini e trasmessa per la prima volta dalla televisione italiana nell’aprile del 1972.

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Ti consiglio un film tra un libro e l’altro… Cenerentola II

Cenerentola II

A cura di Mariagrazia Talarico

 

“Cerentola ll”da poco è diventata maggiorenne, infatti la prima uscita è stata nel 2002, il 23 febbraio negli Stati Uniti. Pochi rispetto all’ultra centenaria Cenerentola.

I Registi: John Kafka, Darrell Rooney hanno dato vita al sequel della storia amata dalle bambine e donne del piata Terr. Serie cinematografiche: Cinderella Film Series.

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Stasera al cinema… Gli anni più belli di Gabriele Muccino

Trama

Gli anni più belli, il film diretto da Gabriele Muccino, è la storia di un gruppo di quattro amici, formato da Giulio (Pierfrancesco Favino), Gemma (Micaela Ramazzotti), Paolo (Kim Rossi Stuart) e Riccardo (Claudio Santamaria). La loro amicizia dura da ben 40 anni, esattamente dal 1980 ad oggi, attraversando l’adolescenza fino all’età adulta. I tre uomini sono cresciuti insieme sin da giovanissimi per poi incontrare, durante gli anni del liceo, Gemma – unica donna del gruppo – di cui Paolo s’innamora immediatamente. La piccola comitiva ha affrontato cose belle, come speranze e successi, e momenti brutti, dovuti a delusioni e fallimenti. Ma al racconto di amicizia e di amore si intreccia inevitabilmente quella che è stata la storia d’Italia e di conseguenza degli Italiani in questi ultimi decenni. Le vicende di Giulio, Gemma, Paolo e Riccardo, ambientate in epoche diverse, diventano un modo per ricordare da dove veniamo, per dire chi siamo oggi e per intuire chi saranno i nostri figli; quello che rivela è che apparteniamo tutti a un cerchio della vita nel quale le dinamiche non fanno altro che ripetersi generazione dopo generazione. Riuniti dopo anni, nel corso dei quali hanno preso strade diverse, i quattro si ritrovano ancora una volta insieme per ricordare i momenti di gioia e quelli che hanno messo duramente alla prova la loro amicizia, come la delusione di Paolo o i rimpianti di Giulio.

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Stasera al cinema… JOJO RABBIT di Taika Waititi

a cura di Federico Bucarelli

 

LASCIA CHE TUTTO TI ACCADA, BELLEZZA E TERRORE,

CONTINUA AD ANDARE AVANTI.

NESSUNA SENSAZIONE È DEFINITIVA.

 

È la frase del poeta austriaco Rilke (da cui nasce il film) che scorre sullo schermo alla fine della pellicola.

In sala ci sono molti bambini e ragazzi, gli adulti ritornano tali dopo essersi immedesimati nel piccolo (10 anni) protagonista del film.

Hanno appena vissuto con lui gli ultimi giorni della guerra nel villaggio dove vive con la madre.

Si ride, ci si commuove, si soffre e si assiste agli orrori con Jojo, bambino infarcito dalla propaganda nazista che pervade la società tedesca, al punto da fargli creare un amico (o nemico) immaginario che altro non è che Adolf Hitler (interpretato ottimamente dal regista e co-sceneggiatore del film), che lo sprona e gli dà sicurezza per fargli superare l’evidente debolezza (o forza) del suo animo gentile.

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Stasera al cinema – Il corriere-The mule di Clint Eanstwood

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Il Corriere

. Titolo originale: The Mule

. Anno: 2019

. Data uscita in Italia: 07.02.2019

.Genere: Drammatico

Trama:

Earl Stone, floricoltore appassionato dell’Illinois, è specializzato nella cultura di un fiore effimero che vive solo un giorno.

A quel fiore ha sacrificato la vita e la famiglia, che di lui adesso non vuole più saperne.

Nel Midwest, piegato dalla deindustrializzazione, il commercio crolla e Earl è costretto a vendere la casa. Il solo bene che gli resta è il pick-up con cui ha raggiunto 41 stati su 50 senza mai prendere una contravvenzione.

La sua attitudine alla guida attira l’attenzione di uno sconosciuto, che gli propone un lavoro redditizio. Un cartello poco convenzionale di narcotrafficanti messicani, comandati da un boss edonista e gourmand, vorrebbe trasportare dal Texas a Chicago grossi carichi di droga.

Earl accetta senza fare domande, caricando in un garage e consegnando in un motel. La veneranda età lo rende insospettabile e irrilevabile per la DEA.

Veterano di guerra convertito in ‘mulo’, Earl dimentica i principi di fiero difensore del Paese per qualche dollaro in più. Ma la strada è lunga.

Recensione a cura di Alessandro Noseda

Per almeno vent’anni l’America è stata raccontata come il luogo delle opportunità per tutti, della meritocrazia, della solidarietà fraterna della provincia.

Clint Eastwood, invece, narra l’altra faccia della medaglia: la crisi economica che morde e affama e lascia sul lastrico chi non beneficia di ammortizzatori sociali.

Al fallimento dell’attività che spinge il protagonista ad accettare di fare il vettore, si assomma il fallimento dell’uomo, come marito, come padre, come nonno.

Una persona che ha sbagliato tutto nella vita e che cerca un’ultima chance di recuperare negli ultimi suoi giorni il tempo malamente sprecato.

La trama è tratta da una storia vera, non mi dilungo. La regia, impeccabile, Clint è indiscusso maestro davanti e dietro la macchina da presa.

Il genere, definito drammatico,  è semplicemente triste. E fa riflettere.

Buona visione!