Lo sguardo altrove – Alessandra Alioto Rosalba Repaci

Trama

Un’indagine scomoda, impegnativa, sofferta, per chi, come il Maresciallo De Scalzi, va alla ricerca del colpevole di un crimine spesso sottovalutato…
Il bullismo è molto di più: è doversi guardare sempre alle spalle, è sentirsi braccato da tutti anche e soprattutto da chi guarda, ma fa finta di non vedere”.
La giovane età non preserva dal male: la scomparsa di un ragazzo di soli sedici anni svela uno scenario di violenza nascosta tra i banchi di un Liceo scientifico genovese; in un luogo dove la cultura dovrebbe condurre alle più alte virtù e insegnare un modo per diventare grandi, Federico si è scontrato con tutt’altro destino.
In questa terza indagine Massimo De Scalzi, affiancato dal giovane Maresciallo Mancini e dalla psicologa dell’Arma Elisa Valeri, dà prova di grande empatia, pur essendo lui stesso tormentato da situazioni personali in sospeso.

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Destini in fumo: La seconda indagine del capitano Martielli – Achille Maccapani

Trama

Archiviata l’operazione Ponente pulito, il capitano Martielli si trova coinvolto in una nuova indagine che prende le mosse dall’incendio doloso dell’azienda AgriLiguria, nelle campagne di Vallecrosia. Dietro questo episodio, lo scenario è ancor più ampio: quello di un impianto a biomasse realizzato nell’entroterra di Ventimiglia da alcuni imprenditori bresciani e della Val Bormida savonese. L’impianto dovrebbe servire per produrre energia alternativa con il recupero del legname. Ma nelle ore serali si trasforma in un inceneritore abusivo dove arrivano rifiuti di ogni genere. Affiancato dal sostituto procuratore Viviana Croce, il capitano prosegue nell’attività investigativa, e dovrà fare i conti con Laura, una donna affascinante che lavora presso la provincia di Imperia, alternando le sue notti di convivenza con la sua nuova compagna con quelle dedicate al lavoro condiviso con i carabinieri del nucleo investigativo. Per ricostruire un’incredibile verità, uno scenario che vede coinvolto pure una nuova ramificazione criminale nell’entroterra di Cuneo, agli ordini del carrozziere don Cecé Romeo. Nelle indagini riemerge pure una vecchia conoscenza: quella di Diego Mura, il gestore factotum della cooperativa Batropa, scappato all’estero per sfuggire all’arresto, alle prese con uno strano traffico di oli esausti in Marocco. Martielli dovrà infine intervenire in soccorso di Viviana, che finirà in pericolo di vita. Una nuova tappa della battaglia contro le mafie e la criminalità organizzata nel territorio ligure.

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Prossimamente al cinema: Il mangiatore di pietre

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di Dario Brunetti
Un interessante ibrido tra cinema di genere e attitudine documentaristica. Drammatico, Noir Italia 2018. Durata 109 Minuti.
Un film di Nicola Bellucci. Con Luigi Lo Cascio, Vincenzo Crea, Bruno Todeschini, Ursina Lardi, Leonardo Nigro Uscita 18 luglio 2019. Distribuzione Achab Film.
Un uomo cerca vendetta a tutti i costi ma deve fare i conti con la nascita di un forte sentimento.

Cesare è un passeur, uno dei più bravi in circolazione. Per la conoscenza dell’antica arte di chi attraversa le impervie vallate alpine è cercato da criminali, che ne richiedono le prestazioni, ed è ricercato dalla legge, sempre sulle sue tracce. Quando esce di galera, dopo essersi rifiutato di parlare, trova il cadavere dell’amico e rivale Fausto ed è fermamente intenzionato a scoprire cosa sia successo.

 

La scelta del caporale – Angelo Marenzana

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Recensione a cura di Dario Brunetti

Marenzana accantona i suoi personaggi Bendicò e Maida, protagonisti assoluti dei suoi gialli storici e si ripresenta con un noir ambientato nel periodo brigatista.

Siamo a Genova, agli inizi degli anni ’70 e si lotta per contrastare il terrorismo che sembra voler destabilizzare il paese, ma c’è anche la malavita organizzata che imperversa e un killer spietato pare aver scelto le sue vittime sul proprio cammino: senza alcuna pietà non darà loro via di scampo.

Questo killer feroce, che viene chiamato da tutti Il Caporale, è affiancato dal suo stretto amico Rocco e da una prostituta messicana di nome Isabel.

Un omicidio efferato vedrà la presenza, sul luogo del delitto, di un testimone che, per i suoi occhi innocenti non avrebbe mai dovuto assistere: si tratta del figlio della vittima.

Il Caporale non troverà più terreno fertile e sarà costretto a rivedere i suoi piani.

Marenzana è chiamato a diversificare completamente lo stile narrativo adattandolo a questo noir, con un protagonista come Il Caporale, che non fa sconti a nessuno: freddo, lucido e determinato sembra muoversi come un automa, rivelandosi un vero esecutore, proprio come il primo Terminator di Arnold Schwarzenegger.

Ma qui non siamo in un film di fantascienza, non siamo tra robot, qui c’è una Genova che combatte e deve difendersi da gruppi eversivi; il 1974 è l’anno in cui, in città come Brescia in piazza della Loggia e in provincia di Bologna, a San Benedetto del Sambro, avvenivano attentati di matrice terroristica, è l’anno in cui i Rolling Stones si affermavano con brani come Satisfaction, l’anno in cui prendeva piede l’anima rock e ribelle di molti giovani che andavano assimilando la musica dei Led Zeppelin, come rimarca nel romanzo il buon Marenzana.  E poi c’è lui: il Caporale che conosce solo un unico linguaggio, quello delle armi e ha intenzione di spargere altro sangue mettendo definitivamente a tappeto una città già in ginocchio.

La cifra stilistica de Il caporale è quella del noir della miglior tradizione, apprezzabile per la sua scrittura essenziale e chirurgica proprio come il genere richiede, l’autore è in grado di offrire un romanzo all’altezza delle aspettative, ripercorrendo un’altra tappa fondamentale che ha scritto la storia del nostro paese.

 

Trama

Genova 1974, una città stretta tra malavita, terrorismo e il fallimento di un importante istituto bancario. In questo contesto Il Caporale si occupa di eliminare individui della cui scomparsa nessuno avrà mai di che lagnarsi. Tutto fila liscio fino a quando il figlio dell’ultima vittima sarà scomodo testimone dell’uccisione del padre. Il terreno intorno al Caporale comincia a scottare, tanto che il killer decide di preparare un piano di fuga, insieme all’inseparabile Rocco e Isabel, una prostituta messicana. L’incontro con un misterioso sacerdote e l’abboccamento con l’enigmatico Prisco arrivano a ostacolare i progetti dei tre personaggi.

 

Dettagli

 

  • Genere: Noir
  • Copertina flessibile:180 pagine
  • Editore:Edizioni della Goccia (10 febbraio 2017)
  • Collana:Nero inchiostro
  • Lingua:Italiano
  • ISBN-10:8898916221
  • ISBN-13:978-8898916221

 

 

MY MYSTERY DRIVE-IN (Re)Visioni in Salsa Giallo-Noir: SHERLOCK HOLMES – NOTTI DI TERRORE (“A STUDY IN TERROR”)

Rubrica a cura di Giuseppe Cozzolino

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SHERLOCK HOLMES – NOTTI DI TERRORE (“A STUDY IN TERROR”)

Soggetto:  Adrian Conan Doyle (dal suo racconto “Fog”), Derek Ford, Donald Ford.

Sceneggiatura: Derek Ford, Donald Ford

Regia: James Hill

Interpreti: Georgia Brown, Adrienne Corri, Judi Dench, Frank Finlay, John Fraser, Donald Houston, Barry Jones, John Neville, Cecil Parker, Charles Régnier, Anthony Quayle, Barbara Windsor

Durata: 94 Min

Nazionalità:  Gran Bretagna, 1965

Genere:  Giallo,  Thriller, Horror.

 

Anni  Sessanta, gli Anni del Pop più sfrenato e dei primi crossover cinematografici più sfrenati.

Maciste contro Zorro, King Kong contro Godzilla, Batman contro Superman (scontro già ricorrente nei fumetti dell’epoca). E perché non Jack lo Squartatore contro Sherlock Holmes? Questo si saranno chiesti gli autori di “Sherlock Holmes: Notti di Terrore” (1965) diretto dal televisivo ma professionale James Hill. E in particolare l’autore del soggetto: Adrian Conan Doyle, figlio di Arthur, ideatore del celebre detective.

Il più celebre caso criminale della Londra vittoriana/edoardiana contro il più celebre detective immaginario della letteratura british, nato dalla fantasia di un energico medico scozzese. Impossibile non approfittarne ed ecco che la pellicola si apre nel modo più tradizionale possibile, con l’efferato omicidio di una prostituta nella nebbiosa Londra del 1888. In seguito lo spettatore fa la conoscenza del Dottor Watson (Donald Houston), che apprende dai giornali della barbara uccisione di alcune prostitute nel malfamato quartiere di Whitechapel, e del detective più famoso dello schermo – qui interpretato da un bravo ma non trascendentale John Neville (noi siamo del partito “Peter Cushing è il miglior Holmes degli Anni 60-70”) a cui viene recapitato un pacco contenente un importante indizio per scoprire la vera identità del killer. Ha così inizio la caccia attraverso un intreccio di sordidi vicoli e locali malfamati, che però condurrà anche ai piani alti della più prestigiosa e inattaccabile nobiltà inglese.

Altro non aggiungo se non la citazione di alcuni prestigiosi interpreti del sontuoso cast: il mai abbastanza rimpianto Anthony Quayle, il pacioso e impagabile Robert Morley, la Judy Dench futura M dei film di 007 . E l’invito a recuperare questo piccolo cult in grado di rendere in modo efficace – ottimo mix tra scenografie e fotografia – le atmosfere cupe e decadenti della Londra di fine Diciannovesimo Secolo, con l’aggiunta di qualche sequenza genuinamente scioccante  e sanguinaria. La pellicola conoscerà poi una ‘novellizzazione’ firmata da Ellery Queen (“Uno Studio in Nero”, 1966)

Il medesimo tema, arricchito di una componente ‘complottista’ che coinvolge la Massoneria e la Corona stessa, verrà poi recuperato nell’altrettanto valido “Assassinio su Commissione” (1979) di Bob Clark, con Christopher Plummer e James Mason nel ruolo di Holmes e Watson, e ne “La Vera Storia di Jack lo Squartatore” (2001), dei fratelli Hughes, tratto da un fumetto di Alan Moore – “From Hell” – con Sherlock sostituito dall’ispettore Freddie Abberline, in realtà abbastanza affine nei metodi, ed interpretato da Johnny Deep.

 

 

Torino tamarindo. La nuova indagine del commissario Aldo Piacentini – Ivano Barbiero

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Recensione a cura di Dario Brunetti

Torino tamarindo segna il ritorno di Ivano Barbiero e del commissario Aldo Piacentini alle prese con uno sconcertante omicidio.

Nei sotterranei della Chiesa dei Santi Maurizio e Lazzaro viene rinvenuto un cadavere mummificato che è di certo stato sottoposto a un esperimento.

Per il medico legale sarà un’impresa capire cosa ha ucciso quest’uomo e arrivare a scoprirne l’identità.

Il romanzo è arricchito da tanti personaggi: c’è il ritorno dalla Spagna del pericoloso, quanto spietato, killer Antonio Ponto, pronto a destabilizzare nuovamente il capoluogo piemontese, (il commissario Piacentini dovrà dunque vivere in condizione di massima allerta) poi sulle tracce del serial killer troviamo anche il maggiore dei Carabinieri Stefano Tangitano, denominato “Rosso Fumante “ e infine da Venezia rientra l’agente segreto Stella per rivedere la sua amata e saldare qualche conto in sospeso.

Una Torino avvolta nel mistero di quei luoghi oscuri che nascondono più di un segreto, con i personaggi leggermente invecchiati dal precedente romanzo, che sono protagonisti o pedine di una storia piena di intrighi.

Barbiero tiene bene saldi i fili di una trama articolata, regalandoci un noir spiazzante, ambientato in una Torino che sembra sconosciuta agli occhi del lettore. L’autore con audacia la rende enigmatica e sfuggente, ce la fa ammirare in una veste sicuramente più tetra, in cui il buio prende forma e consistenza attraverso quel colore della notte e dei sotterranei che sono teatro degli orrori.

Lo stile di scrittura si rivela del tutto scorrevole e molto coinvolgente per una storia che regala sorprese.

Una Torino degli anni ’60 che non ti aspetti, ho potuto apprezzare questo noir proprio per la sua imprevedibilità e per quella voglia di stupire il lettore. Un esperto cronista di nera come Barbiero ha saputo mettere in piedi una storia piena di incastri, per il commissario Piacentini sono tempi difficili e le matasse da sbrogliare saranno veramente tante.

Sono sicuro che l’autore non ci farà mancare un terzo romanzo, intanto godiamoci questa avventura dal sapore dolce e aspro proprio come il tamarindo.

 

Trama

In un’estate calda e sonnacchiosa degli anni Settanta non c’è un attimo di pace per il commissario Aldo Piacentini: già provato dalle frequenti liti e le continue ripicche tra l’anziana madre e la promessa sposa, che si è trasferita da loro, il responsabile della squadra omicidi torinese deve affrontare nuovi grattacapi sul lavoro. Nei sotterranei della Basilica dei Santi Maurizio e Lazzaro, a poca distanza dal movimentatissimo mercato di Porta Palazzo, viene rinvenuto il cadavere mummificato di un uomo: chi ha condotto l’esperimento per ridurlo in quello stato? E non è l’unico problema: Piacentini deve occuparsi anche del temuto ritorno dalla Spagna del killer Antonio Ponto. Una grana che proveranno a risolvere anche i carabinieri attraverso uno dei loro ufficiali più brillanti, il maggiore Stefano Tangitano soprannominato “Rosso Fumante”. Come non bastasse anche l’agente segreto Stella torna da Venezia nel capoluogo piemontese, dove subito deve fare i conti con il suo passato e un vecchio amore che giammai avrebbe voluto rincontrare.

 

Dettagli

 

  • Genere: Noir
  • Copertina flessibile:208 pagine
  • Editore:Frilli (21 marzo 2019)
  • Collana:Supernoir
  • Lingua:Italiano
  • ISBN-10:8869433420
  • ISBN-13:978-8869433429

 

 

L’ultima volontà – Roberto Perrone

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Recensione a cura di Massimo Ghigi

Ho scoperto Roberto Perrone e il suo Annibale “Carrarmato” Canessa con il precedente libro della serie, ‘L’estate degli inganni’, e sono rimasto folgorato! Libro letteralmente divorato! Stessa sorte è toccata a questo nuovo ‘L’ultima volontà’ che ha definitivamente messo l’autore nella mia lista dei preferiti.

Noir bellissimo dove si mischiano tracce di altri generi in una perfetta miscela; un finale da giallo, umani sentimenti e passioni disseminati lungo il racconto, action in giusta quantità e sempre al servizio della storia, mai esagerato a rendere il tutto finto o macchiettistico.

Il protagonista, Annibale Canessa, è la personificazione, il compendio di tutto quanto sottolineato in precedenza; è assolutamente credibile con la sua umanità, la sua fallibilità; talvolta e, nello stesso tempo, è personaggio fuori dall’ordinario con il suo profondo senso di giustizia, mai e poi mai piegato da compromessi o comodi distinguo.

Canessa ha poche, semplici regole, alle quali si attiene scrupolosamente; una di queste è tenere sempre gli affetti lontano dal pericolo che, con il suo lavoro di ex colonnello dell’Arma di fatto mai andato in pensione, inevitabilmente comportano. Ecco però che, suo malgrado, questa volta le persone a lui più care si trovano nel bel mezzo di una doppia indagine ad altissimo rischio.

Ci sono tanti morti più o meno ‘freddi’ a cui dare giustizia, a cui ridare dignità dopo che sono anche stati macchiati da calunnie; Canessa lo deve a loro, lo deve a chi chiede il suo aiuto e lo deve a se stesso e al rispetto dei propri principi; ripeto,  non ci sono compromessi e non guarda in faccia a nessuno perché spesso, purtroppo, scoprire la verità, comporta un prezzo alto da pagare.

La scrittura di Perrone è veramente lineare e diventa semplice seguire le sue trame, nonostante ci siano vari personaggi coinvolti o, talvolta, ci si trovi catapultati nel passato, tramite ricordi narrati o flash-back; la lettura è assolutamente agevole e scorrevole, pregio non da poco, che porta il lettore a macinare pagine per vedere ‘dove andrà a parare’ l’autore!

Una duplice trama molto avvincente e intrigante che, inevitabilmente alla resa dei conti, porta un unico nome sul libro dei cattivi di ‘Carrarmato’ Canessa; conoscendo il tipo, mi sa che finire su quel libro è quanto mai da evitare!

Non mi resta che consigliare spassionatamente la lettura di questo ennesimo colpo messo a segno dalla Rizzoli, per impreziosire una collana ìda avere tutta e anche da rileggere! Un plauso al bravissimo Roberto Perrone, autore e narratore con i fiocchi!

Alla prossima!

Trama

Un ex brigatista rosso ammette in punto di morte di non aver compiuto la strage per cui ha scontato decenni di galera. Non è stato lui ad aver massacrato, nel 1986, tre carabinieri nella campagna emiliana. Una confessione al contrario che significa solo una cosa: i veri assassini sono ancora in libertà. E sono potenti. Hanno depistato, intorbidito le acque, creato un labirinto di specchi in cui la verità sembra irraggiungibile. Ma l’ex colonnello dell’Arma Annibale Canessa non si fermerà di fronte a nulla pur di fare giustizia, ed è per questo che riunisce la sua squadra: il fido maresciallo Ivan Repetto, Piercarlo Rossi detto il Vampa, miliardario e aspirante uomo d’azione, l’atipico hacker Matteo Bernasconi. Con loro affronta un’indagine che lo porterà a esplorare i recessi più oscuri della storia italiana, un caso che affonda le radici nelle ombre della Resistenza e della Liberazione, e le allunga fino ad oggi, nei palazzi romani della politica. Una pista di sangue lunga settant’anni, costellata di morti innocenti e di segreti inconfessabili. Mentre il colpevole continua a tessere le sue trame, l’ex colonnello si ritroverà faccia a faccia con l’anima nera di un Paese in pace, ma mai pacificato. Con la terza avventura di Annibale “Carrarmato” Canessa, Roberto Perrone torna ad affondare le mani nelle pieghe più oscure della storia d’Italia.

Dettagli

  • Genere: Noir
  • Copertina flessibile: 415 pagine
  • Editore: Rizzoli (16aprile 2019)
  • Collana: Nero Rizzoli
  • Lingua: Italiano
  • ISBN-10: 8817129941
  • ISBN-13: 978-8817129947