ROMA CALIBRO ZERO – MAURO MARCIALIS

TRAMA

A Roma, una soffiata porta il commissario Gianni Giunti e l’assistente Flavio Fiore a irrompere in uno stabile fatiscente nel quartiere San Lorenzo, dove trovano tre tossicodipendenti in stato confusionale e il cadavere di una ragazza violentata. Il caso sembra risolto in partenza, ma niente è come appare: lo stupro è avvenuto post mortem e la ragazza è deceduta in un luogo diverso dall’edificio in cui è stata ritrovata, mentre era in compagnia di una persona appartenente all’élite della Roma bene, un uomo che una consorteria criminale ha l’incarico di proteggere. Ben presto è chiaro a tutti che una serie di insospettabili hanno interesse a depistare le indagini, così come è chiaro che anche all’interno della polizia c’è qualcuno che, per motivi di forza maggiore, è stato costretto a sporcarsi le mani. Un romanzo dal ritmo serrato e dai risvolti profondamente umani, che racconta gli angoli di una città dove sembra che non si salvi nessuno. Una storia di affari loschi e conflitti tra gang, tradimenti e vendette, omicidi ed estorsioni, in una Roma sempre più allucinata, una città dove il degrado delle borgate si contrappone all’opulenza delle feste più esclusive.

RECENSIONE a cura di Edoardo Todaro

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Amarga. Una nuova indagine per Titta Longano – Paola Iannelli

Trama

La morte, apparentemente accidentale, del giovane Mirko Rizzuti, appassionato di parkour, l’arrampicata urbana, catapulta il maresciallo De Mattei e la brigadiera Longano in un dramma profondo, nero, impossibile. Un’indagine che si snoda fra due quartieri di Napoli, prossimi ma ambivalenti: i Quartieri Spagnoli e la collina di Posillipo, e un gruppo di giovani traceurs che inseguono un sogno dettato dalla libertà e dalla fuga. Fughe, amori, intrighi sono gli ingredienti di questo noir partenopeo dai colori forti, simboli di una Napoli drammatica e malinconica, ma così bella da spezzare il fiato.

Recensione a cura di Dario Brunetti

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Brava ragazza cattiva ragazza – Michael Robotham

TRAMA

Michael Robotham, autore bestseller di fama internazionale, torna nelle librerie italiane con il primo capitolo di una nuova, travolgente serie con cui si conferma un maestro indiscusso del thriller psicologico.
Da bambina, la misteriosa Evie Cormac è stata protagonista di un truce caso di cronaca: la polizia l’ha trovata nascosta in una stanza segreta dove, proprio sotto ai suoi occhi, si è consumato un terribile delitto. Da quel giorno sono trascorsi anni, durante i quali si è sempre rifiutata di svelare la propria identità: non si sa quale sia il suo vero nome, la sua età, da dove provenga. Oggi vive in un istituto e rivendica l’indipendenza. Lo psicologo forense Cyrus Haven è chiamato a determinare se Evie sia pronta per vivere da sola nel mondo. Ma questa ragazza è diversa da tutte quelle che ha incontrato: affascinante e pericolosa, fragile e astuta, a Evie non sfugge mai quando qualcuno sta mentendo. E nessuno intorno a lei dice la verità. Nel frattempo, Cyrus viene chiamato a indagare sullo scioccante omicidio di una campionessa di pattinaggio sul ghiaccio, la quindicenne Jodie Sheehan. Bella e popolare, Jodie è ritratta da tutti come la ragazza della porta accanto, ma durante le indagini comincia a emergere, un tassello alla volta, un’inquietante vita segreta. Cyrus è intrappolato tra i due casi: una ragazza che ha bisogno di essere salvata e un’altra che ha bisogno di giustizia. Quale sarà il prezzo da pagare per la verità?

RECENSIONE  a cura di Edoardo Todaro

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I delitti di Genova. Un’indagine del commissario Nicola Teiro – Massimo Ansaldo

Trama

Il commissario di polizia Nicola Teiro abita sulle alture di Genova. Nel cortile di casa un nibbio reale ha posto il suo nido. Tra lui e il rapace nasce un rapporto ‘domestico’ pieno di mistero e continui colpi di scena. Nel frattempo una sanguinosa rapina funesta la città. Il malvivente solitario uccide cinque persone, un fatto anomalo e inspiegabile. L’arresto di un ex terrorista e la presenza di un super testimone non convincono il commissario Teiro e l’ispettore Ester Miniati, mentre il dirigente del Ministero degli Interni Ramini, giunto appositamente da Roma, spinge per una rapida conclusione delle indagini, causa anche le imminenti elezioni politiche nazionali. Teiro e Miniati preferiscono condurre una indagine parallela, cercando di scoprire i segreti che anche le vittime sembrano nascondere. Aiutati da Vaclav, un clochard appena conosciuto e dai misteriosi messaggi che il nibbio continua a trasmettere, i due investigatori sveleranno una verità inaspettata e sorprendente.

Recensione a cura di Dario Brunetti

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LA CASA SUL PROMONTORIO – ROMANO DE MARCO

TRAMA:

 Mattia Lanza è lo scrittore più amato d’Italia, il più venduto, il più invidiato, il più tradotto all’estero. Ha una bella famiglia, un’agente che farebbe qualunque cosa per lui, un appartamento a New Yorke abbastanza soldi per soddisfare ogni possibile desiderio. Insomma, una vita da sogno. Fino alla sera in cui sua moglie ei loro due figli vengono massacrati. Due anni dopo quei fatti di sangue, assolto nel processo che lo ha visto unico indagato per il triplice omicidio, Mattia Lanza decide di tornare a scrivere. Per farlo, sceglie di isolarsi in una villa nascosta dalla vegetazione, sul promontorio di Punta Acqua Bella, in Abruzzo, un paradiso affacciato sul mare. L’incontro casuale con una donna, Eva, sembra riportargli sensazioni che da troppo tempo non viveva, compresa l’ispirazione letteraria. Ma il passato continua a tormentarlo: gli incubi, le visioni angoscianti, i presagi di sventura non gli danno pace. Di chi sono gli occhi che lo spiano di notte? Chi è l’inquietante anziana che lo segue ovunque vada e lo fissa in silenzio? E cosa sono gli strani oggetti che ha trovato nella casa, che sembrano rimandare a un vicino cimitero di guerra? Svelando la verità con continui colpi di scena, questo thriller di Romano De Marco indaga la complessità delle relazioni e ci mostra fin dove è disposto a spingersi l’essere umano per assecondare i propri desideri.

RECENSIONE a cura di Edoardo Todaro

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La calda estate del commissario Casablanca – Paolo Maggioni

Trama

Questura di Milano. Giuliano Casablanca, detto Ginko, è un giovane commissario di polizia appena trasferito dalla Omicidi all’Ufficio Passaporti. Con la sua squadra – Panettone, poliziotto sovrappeso, Zhong, cinoromano che ha preferito la pubblica amministrazione al bar del padre, e Minimo Sindacale, instancabile sfaticato – sembra destinato a un lavoro tranquillo e abitudinario, in una lotta quotidiana contro il moloch della burocrazia. Ma Milano è una città piena di sorprese e, dietro la facciata dell’ordine e dell’efficienza, nasconde un lato oscuro… Il commissario non ha perso il gusto delle indagini e approfittando delle vacanze del questore ricostruisce la storia di Issa, un maliano fuggito dal Centro di accoglienza di via Sammartini, lungo i binari della Stazione Centrale, e poi morto sul tetto di un treno che aveva come destinazione la Svizzera. Quello che all’apparenza sembra un semplice incidente di un migrante diretto verso un sogno di riscatto e libertà si rivelerà una storia di spaccio e di violenza. Un giallo sullo sfondo di una Milano bella e piena di contraddizioni, tra grattacieli e turisti, trattorie e sartorie d’alta moda, i migranti accampati alla Stazione Centrale e nei giardini di Porta Venezia, le case popolari e il Gratosoglio.

Recensione a cura di Manuela Baldi

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LA  STAGIONE  DEL  PIPISTRELLO – LORIANO MACCHIAVELLI con sarti Antonio e la compagnia della Malora

TRAMA:


“Nella Bologna di un anno che verrà, il mio questurino continua a fare il suo mestiere. Meglio che può. Anche se la città non somiglia neppure da lontano a quella dove ha cominciato la carriera.” Non è più un’isola felice della cultura, è una città sporca e violenta, in cui si vive una quotidianità miserabile. A sancire un prima e un dopo, in città e nel resto del Paese, è stata la stagione del pipistrello, come molti hanno soprannominato il periodo del Coronavirus. È in questa Bologna in preda agli estremismi di destra e alle nuove droghe sintetiche che una notte Sarti Antonio e il suo compare Rosas rinvengono il cadavere di un uomo in mezzo ai cumuli di rifiuti. Ma nulla è come sembra, e quando all’ospedale Sarti si ritrova di fronte la vittima, scopre che si tratta di una donna, e dietro il volto gonfio e livido riconosce un’amica di lunga data, la Biondina: una prostituta che esercita nel suo appartamento del centro storico, dove il questurino è di casa. Mentre lei lotta tra la vita e la morte, Sarti, turbato come raramente l’abbiamo visto, si mette a indagare insieme al resto della “Compagnia della Malora”, partendo da un dettaglio che non gli torna: sul fondoschiena della donna c’è un tatuaggio appena eseguito, un cerchio che contiene una croce nera e una sigla… Macchiavelli mette alla prova il suo questurino con un caso che gli sta più a cuore della sua stessa vita, calandolo in un futuro imminente in cui, con la visionarietà che appartiene ai grandi narratori, proietta le tendenze più inquietanti del nostro presente.

Recensione a cura di Edoardo Todaro:

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IL TANGO DEI MORTI SENZA NOME – GIORGIO BALLARIO

TRAMA:

Strano incarico quello che una signora dell’alta borghesia torinese affida al detective argentino-piemontese Hector Perazzo: rintracciare le spoglie del padre, manager industriale sequestrato e ucciso più di quarant’anni prima a Buenos Aires da un gruppo terroristico. Un lavoro in apparenza privo di rischi: a chi può interessare una vecchia vicenda dei sanguinosi anni Settanta?

E invece, appena tornato in patria dopo molti anni, Perazzo si accorge che qualcuno, pur di fermarlo, non esita a scatenargli contro una banda di narcos colombiani. Perché? Che cosa si nasconde dietro la lontana scomparsa del manager torinese Grimaldi Stucchi? Per quale motivo uno spezzone corrotto della Policía Federal vuole impedirgli a tutti i costi d’investigare su un vecchio delitto politico? Per scoprirlo e salvare la pelle, Hector chiede aiuto a un ex agente coinvolto nelle violenze della dittatura militare, a un flemmatico intellettuale che si è lasciato alle spalle la guerriglia marxista, a un’ambiziosa giornalista di «nera» e a una sensuale ballerina di tango.

«‘Viaggerai scomodo, Gordo’, disse ridacchiando l’ex poliziotto, ‘per motivi di sicurezza dobbiamo metterti nel bagagliaio, così se i narcos controllano le strade del quartiere non sospetteranno di nulla. Ma non preoccuparti, sopra la targa ci sono un paio di buchi nella carrozzeria per poter respirare.’ Poi chiuse il cofano del bagagliaio e su di me precipitò l’oscurità. Sentii il motore della vecchia Falcon che tossicchiando si rimetteva in moto e attraverso un foro nella carrozzeria intravidi le vie buie della Boca allontanarsi in fretta. L’auto imboccò la stretta strada al di sotto del viadotto e raggiunse l’immensa avenida 9 de Julio, che taglia Buenos Aires da sud a nord. Pensai alle mie condizioni e a che cosa avrebbe pensato Giuliana se mi avesse visto in quel momento: ero prigioniero nel bagagliaio di una vecchia automobile alla mercé di un ex poliziotto sadico e corrotto che tirava a campare organizzando furti e raccogliendo spazzatura.»

Fra inseguimenti, agguati, tradimenti e colpi di scena, capirà a sue spese che in Argentina, come nella Torino in cui ormai ha scelto di vivere, le ferite degli anni di piombo non si sono ancora del tutto rimarginate… Tra il Po e il Rio della Plata, un noir sensuale e malinconico come un tango, amaro e inevitabile come un rimpianto. E una certezza: per uomini come Perazzo, non esistono happy end.

RECENSIONE  a cura di Edoardo Todaro

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IL  CERCATORE  DI  TENEBRE – FEMI KAYODE

TRAMA:

«Sorretto da un ritmo incalzante e da una trama decisamente robusta, Il cercatore di tenebre dimostra una volta di più e si tratta di un dato tanto consolidato da apparire ovvio l’universalità del genere poliziesco come occasione narrativa di racconto impietoso e avvincente del mondo contemporaneo.»

Giancarlo De Cataldo – Robinson, La Repubblica

Tre ragazzi, un atroce destino.
Il mondo intero ha visto chi li ha uccisi.
Quello che nessuno sa è il perché.

Lo psicologo forense Philip Taiwo è considerato in Nigeria uno dei più autorevoli esperti del comportamento e della violenza delle folle. È per questo che a lui si rivolge un importante manager nigeriano per indagare su un atroce fatto di cronaca che ha visto fra le vittime suo figlio: la tortura pubblica e l’omicidio di tre studenti universitari di Okriki da parte della folla. Fin dal momento in cui Philip scende dall’aereo che da Lagos lo porta nella remota cittadina, ed è investito dalla frenesia di­sordinata del piccolo aeroporto, si rende conto che l’indagine sarà tutt’altro che semplice. Soprattutto perché gli anni trascorsi negli Stati Uniti gli hanno fatto dimenticare gli usi e le abitudini dei suoi conterranei, il tribalismo ancora forte che regola le relazioni. Con l’aiuto del suo fedele autista personale, Chika, Philip deve lottare contro i tanti che cercano di intralciare le indagini, e più approfondisce più si rende conto che avvicinarsi alla verità è un percorso sempre più pericoloso.

Ispirato a un tragico episodio realmente accaduto, Il cercatore di tenebre è un romanzo che scava alle radici più profonde del male e che spalanca le porte alla magia senza confini del­l’Africa contemporanea, raccontando tutti i contrasti col mondo occidentale e la stupefacente ricchezza di una cultura ancestrale piena di luci e di tenebre.

RECENSIONE a cura di Edoardo Todaro

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FRAGRANZE DI MORTE – YOKOMIZO SEISHI

TRAMA

L’anziana matriarca di una dinastia finanziaria, l’«Impero delle essenze» così detto per la diffusione planetaria che ha sviluppato nel settore dei profumi, invita nella propria residenza di montagna Kindaichi Kōsuke per un incarico investigativo. Nella casa è successa una tragedia. È morto impiccato il nipote, nonché erede della dinastia; accanto a lui una giovane donna strangolata. L’ipotesi del «suicidio d’amore», secondo cui lui avrebbe ucciso lei per poi togliersi la vita, non convince la ricca signora. Varie cose non tornano, e a Kindaichi dà molto da pensare una fragranza di profumo che si solleva dai corpi.

RECENSIONE a cura di Edoardo Todaro

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