ATTRAVERSARE LA NOTTE – HERVE’ LE CORRE

Trama

Da una delle più grandi voci del noir francese contemporaneo, un’appassionante indagine su un insospettabile serial killer a caccia di donne.

«Con il suo ultimo noir, lo scrittore sprofonda in una Bordeaux crepuscolare e piovosa». – Le Monde

In quanto comandante di polizia giudiziaria, le giornate di Jourdan sono un susseguirsi di cadaveri, balordi in fuga, scene di orrore e disperazione, sangue. Non ne può più, è esaurito, ha il disgusto per la vita che fa. Eppure è un bravissimo poliziotto, al comando di una squadra di giovani affiatati, ma quel lavoro lo assorbe troppo, l’ha portato gradualmente ad allontanarsi dalla moglie, si sente svuotato e solo. Louise abita in un piccolo appartamento con il figlio Sam, di otto anni. È ancora molto giovane, viene da una prima fase di vita segnata dalla scomparsa prematura dei genitori, poi da alcuni anni di droga ai quali è miracolosamente sopravvissuta. Sbarca il lunario facendo assistenza agli anziani a domicilio e vive terrorizzata dall’ex compagno, un violento che la minaccia, la segue, la picchia. In una Bordeaux invernale spazzata dalla pioggia e dal vento le loro strade si incontrano mentre Jourdan è impegnato a dare la caccia a un assassino di donne, un individuo spietato dall’aspetto ordinario, insospettabile. Tre vite arrivate a un punto critico, tre percorsi che si intrecciano nel fango, reale e metaforico, di una metropoli violenta e indifferente. Chi dei tre riuscirà a venire fuori dal fango? E come?

RECENSIONE  a cura di Edoardo Todaro

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YOUTHLESS  FIORI  DI  STRADA – MASSIMO  CARLOTTO, PATRIZIA  RINALDI, ALESSANDRA  ACCIAI, PASQUALE  RUJU, MASSIMO TORRE

TRAMA:
Veneto, una cascina tra le verdi colline coltivate a prosecco, ospita sette ragazzine. Sono tutte minorenni e in fuga. Dalla famiglia, dalla polizia, dalla vita. Anna e Claudia Veneto, una cascina tra le verdi colline coltivate a prosecco ospita un gruppo di ragazze. Sono tutte minorenni e in fuga. Dalla famiglia, dalla polizia, da se stesse. Anna ha sedici anni ed è incinta, e assieme a sua sorella Claudia nasconde un terribile segreto. Domitilla è una bellissima diciassettenne dal cognome nobile che non l’ha salvata, anzi: la ragazza dipende dall’eroina e dalla chimica che riesce a trovare. Léa è una ragazza francese che sta per compiere diciotto anni, attivista dei centri sociali, ricercata per aver ferito un poliziotto durante scontri di piazza. Rachida è una giovane senegalese. Cerca la madre e una vita più sopportabile, lontano dal sistema di valori inaccettabile del suo clan. Teresa è una sedicenne calabrese dallo sguardo feroce: figlia di ’ndrangheta, scappa dalla propria famiglia che le ha ucciso la madre. Infine c’è Stella: di lei non si sa quasi nulla, appena arrivata è scomparsa. Viene trovata morta e le ragazze nel panico decidono di cambiare zona. Ma prima che possano farlo irrompono nella cascina due poliziotti, il sovrintendente Cristoforo Marino e il vicecommissario Giustina Rebellin, che le catturano. Riescono a liberarsi, ma a caro prezzo. Inizia la loro Odissea, un viaggio che le porta lontano dal passato verso un futuro che sembra impossibile da raggiungere, dal Veneto verso la Calabria, inseguite da Giustina, implacabile, perversa e crudele, mentre il superiore di lei, il commissario capo Valerio Pavan, comincia a capire che le zone d’ombra della vicenda sono molte.

RECENSIONE a cura di Edoardo Todaro

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Il taglio freddo della luna – Piera Carlomagno

Trama

Gli ultimi istanti di quiete, l’ultimo lampo di spensieratezza: è l’inizio del pranzo di fine estate che Marina Pietrofesa Cortese, matriarca ottantenne, ha imbandito per la famiglia, in uno degli eleganti lidi della costa ionica lucana. Certo è strano che Wlady, nipote prediletto di Marina, non sia arrivato, ma la sua assenza è solo un’increspatura nell’atmosfera dorata che avvolge quella famiglia di antichi latifondisti. Ben diversa la giornata di Viola Guarino, chiamata ad analizzare una scena del crimine che sembra una quinta teatrale: il professor Vittorio Ambroselli ucciso come Marat nella vasca da bagno della sua casa ricca di opere d’arte. Uno come Ambroselli, riflettono gli inquirenti, tra cui l’affascinante sostituto procuratore Loris Ferrara, poteva avere molti nemici: era il fisico della Fossa Irreversibile in cui, a pochi chilometri da lì, negli anni Cinquanta, erano state nascoste le scorie nucleari americane. E quando viene a galla la relazione di sua figlia diciassettenne, Ginevra, con il giovane Wlady – la cui assenza comincia ad assumere i contorni di una scomparsa – i due casi appaiono inequivocabilmente collegati. La soluzione si trova solo nel presente o in un passato che, come le scorie nucleari, è sepolto nelle profondità della colpa? L’ultima estate dell’innocenza: un evento, un’esperienza, un topos che per i protagonisti di questa storia torna e si ripete come una maledizione. Piera Carlomagno tesse in questo nuovo noir una trama di ombre in cui stavolta anche l’indomita Viola Guarino, anatomopatologa e un po’ strega, faticherà a non restare invischiata.

Recensione a cura di Dario Brunetti

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LA RAGAZZA CHE VIENE DAL BUIO – MICHAEL ROBOTHAM

TRAMA:
Chi è Evie, la ragazza senza passato? Da cosa fugge? Da bambina è stata trovata nascosta in una stanza segreta all’indomani di un terribile delitto avvenuto proprio sotto i suoi occhi. Grazie alla dote che la contraddistingue, un’istintiva abilità nel capire quando qualcuno sta mentendo, ha aiutato Cyrus a risolvere un caso apparentemente impenetrabile. Ora per lo psicologo è il momento di sciogliere l’enigma più complesso di tutti e fare luce sul passato di Evie. Prende così il via una lunga e angosciante indagine, durante la quale, passo dopo passo, il velo di mistero si squarcia e si compone il quadro della vera identità della ragazza. Ma più Cyrus si avvicina alla verità, più espone Evie al pericolo, non lasciandole altra scelta che scappare. Entrambi si troveranno di fronte a un’amara verità: a volte è meglio che alcuni segreti rimangano sepolti e alcuni mostri non vengano evocati.

RECENSIONE a cura di Edoardo Todaro

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BELL’ ABISSINA – CARLO LUCARELLI

TRAMA:

Nella “Presidenziale”, la sezione della polizia che si occupa della sicurezza di Mussolini, c’è un gruppo molto particolare chiamato “Squadra Fognature”, comandato a perlustrare il sottosuolo di strade e piazze su cui passerà il Duce, a caccia di eventuali bombe. Ed è durante una di queste perlustrazioni che agli inizi degli anni ’30 gli agenti della Fognature trovano le ossa dello scheletro di una donna, sgozzata e scarnificata. Dieci anni più tardi, a Cattolica, il commissario Marino, segretamente e attivamente antifascista col nome di battaglia “Locàrd”, riceve le confidenze di uno degli ex agenti della Fognature: forse la morte della ragazza, e di tante altre, ha a che fare con la famiglia di Francone Brandimarzio, un ricco imprenditore che ha fatto fortuna nelle Colonie, e che adesso si è ritirato a Cattolica, insieme al figlio Attilio e a una giovane e affascinante ragazza eritrea. Una famiglia all’apparenza irreprensibile, e soprattutto intoccabile, dal momento che foraggia gerarchi corrotti e ladri di regime, occultando e distribuendo fiumi di denaro sporco. Il commissario Marino si rende conto che, oltre a smascherare un assassino seriale, questa indagine può mettere in grave difficoltà il regime, ma il filo su cui si muove è davvero sottile, e il rischio di cadere dietro l’angolo.

RECENSIONE  a cura di Edoardo Todaro:

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Le notti senza sonno – Gian Andrea Cerone

TRAMA:

Febbraio 2020: mentre i media diffondono le prime voci ancora confuse su un virus che sta mietendo vittime in Cina e sembra essere arrivato anche in Italia, la Questura di Milano si trova di fronte a un macabro ritrovamento e all’ipotesi di un killer seriale che si accanisce contro le donne, seminando indizi indecifrabili. Le indagini sono affidate al commissario Mario Mandelli dell’Unità di Analisi del Crimine Violento, un cinquantacinquenne solido, vecchia volpe del mestiere, innamorato dell’efficientissima moglie Isa e appassionato di storia. Al suo fianco l’ispettore Antonio Casalegno, affascinante e donnaiolo, talvolta fin troppo impulsivo e spregiudicato, perfettamente complementare al suo capo. Ci sarà bisogno di tutto il loro intuito, della loro competenza e della collaborazione di tutta la squadra investigativa – anatomopatologi e smanettoni informatici, ma anche una giunonica agente con un passato da atleta – per risolvere rapidamente il caso prima che il virus dilaghi e blocchi le ricerche. A complicare le cose interviene un altro crimine che scuote la città, l’omicidio di un noto gioielliere durante una rapina. In un’atmosfera da assedio, le indagini si concentrano in otto giornate tesissime fra colpi di scena e percorsi umani e sentimentali che si intrecciano, trasformandosi in una crudele sfida in cui ognuno metterà a rischio la propria esistenza e i propri affetti. Vincerla significherà dimostrare a se stessi e al mondo che vale la pena lottare fino all’ultimo respiro, per sentirsi ancora vivi.

RECENSIONE a cura di Edoardo Todaro:

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Sul Naviglio si uccide così. Milano, 1966. La nuova indagine del commissario Caronte – Alessandro Reali

Trama

In una notte di nebbia, a Milano, viene brutalmente assassinata una donna. È la moglie del barbiere di Porta Ticinese, Tista Brambilla, un uomo abitudinario e meticoloso, con una sorella livorosa e un figlio di primo letto con amicizie poco raccomandabili. Il commissario Caronte, in un freddo e nebbioso novembre, si ritrova a indagare sul Naviglio milanese, alla ricerca di un assassino spietato (che presto tornerà a colpire), concentrandosi sulla famiglia della vittima. L’inchiesta, però, con il succedersi degli eventi lo porterà a scoprire trame inaspettate, tra mafiosi in soggiorno obbligato, giovani prostitute dalla doppia vita, borghesi apparentemente irreprensibili, ex poliziotti alcolizzati, avvocati equivoci, papponi arroganti e picchiatori.

Recensione a cura di Dario Brunetti

Sul Naviglio si uccide così è il nuovo romanzo di Alessandro Reali uscito per la Fratelli Frilli editori.

Milano 1966 ha visto insorgere nelle varie zone di Lambrate, Quarto Oggiaro, Giambellino, Navigli un sottobosco di microcriminalità specializzata in attività di basso cabotaggio.

Piccoli delinquenti noti alle cronache con il nome di Ligera, parola tipica del luogo che identifica la malavita milanese.

Gruppi criminali definiti appunto leggeri, non armati, una forma di delinquenza che vedeva protagonisti strozzini, borseggiatori, piccoli rapinatori, protettori e ricettatori.

Era la Milano tra il 1963 e il 1967 nella quale la banda Cavallero, metteva a segno numerose rapine e alla quale, nel 1968, il regista Carlo Lizzani ispirò l’indimenticabile pellicola “Banditi a Milano” con protagonista Gian Maria Volontè proprio nelle vesti di Cavallero.

Per introdurre il noir di Reali era doveroso inquadrarne il periodo storico a cui si vuol fare riferimento.

Se invece volessimo accompagnare le vicende sanguinose della storia con delle note musicali, il brano adatto sarebbe la notte di Salvatore Adamo : https://youtu.be/fn3L6CyDu5E.

Nella notte si consumano torbide passioni, amori impossibili come quello per Betty, una ragazza caduta nella morsa della droga e che forse aveva solo l’impellente bisogno di salvarsi e possibilmente di amare.

Una dose eccessiva è la causa della sua morte, la ragazza caduta nel giro della prostituzione, il suo corpo venduto a uomini facoltosi e insospettabili, sarà abbandonato a Parco Ravizza da coloro i quali la gestivano nelle case d’appuntamento, come la tenutaria Rina che presto sarà ritrovata assassinata.

Una scia di sangue inarrestabile mette polizia e criminalità organizzata sulle tracce del presunto colpevole.

Ancora una volta troviamo protagonista Caronte, coadiuvato dall’ispettore Perotti, entra in scena un vecchio amico proprio del commissario, ex compagno in Polizia, si tratta di Ciro Moscardino, un investigatore privato specializzato in tradimenti, un personaggio ruvido, sporco e al tempo stesso sfuggente.

Dovranno focalizzare l’attenzione sulla strana uccisione di Rina Perbellini, una bellissima donna dalla doppia vita, di giorno matrigna di Marcello e moglie del rispettabile barbiere di Porta Ticinese, Tista Brambilla, di notte invece maitresse di una casa di appuntamento.

Per indagare sul suo omicidio bisognerà partire proprio dalla sua strana condotta di vita concentrandosi in particolare sullo stile di vita dei suoi famigliari.

Ogni personaggio della storia nasconde più di un segreto e l’ottimo intreccio narrativo contribuisce a dare qualità a un noir scritto con eleganza dall’autore pavese.

Una trama ben congegnata che si avvale di una tecnica narrativa che appartiene a Alessandro Reali, ormai un maestro del genere,  che sembra seguire le orme di uno dei più grandi giallisti dei nostri tempi che ci ha lasciato qualche anno fa, Dario Crapanzano.

Quanto potrebbe il commissario Caronte somigliare a quel Mario Arrigoni di Crapanzano, certo siamo in due epoche diverse e con ben dieci anni di differenza. Io lo vedo come un passaggio del testimone, chiaramente non voluto, ma nella sua fattispecie mi chiedo quanto questo personaggio possa prendere l’eredità di quel commissario, nato dalla penna di uno dei maestri dei gialli di quartiere.

Lascio questa riflessione, del tutto personale, agli appassionati di questo genere letterario, ma soprattutto a coloro i quali sono grandi estimatori di due eccellenti autori come Crapanzano e Reali.

Ho esordito parlando del 1966, anno significativo in cui iniziarono le manifestazioni studentesche contro la guerra americana in Vietnam, l’anno del cambiamento e della svolta e forse del tradimento, come di quella chiacchierata che vede nel romanzo due giovani intellettuali parlare del menestrello di Duluth – Minnesota, quel Bob Dylan che decise di lasciare la canzone di protesta appartenente al genere folk e di passare al folk rock abbandonando forse per sempre la chitarra acustica per voler dare un suono elettrico proprio come nella canzone Like a Rolling Stone.

Per omaggiare Alessandro Reali, dylaniano come il sottoscritto, ho estratto il brano in questione, dal concerto di Manchester 1966, quando Bob Dylan venne chiamato “Judas” dal pubblico e lui rispose: “non vi credo!”

E forse non ci crediamo nemmeno noi.

Ottima lettura e buon ascolto

Dettagli prodotto

  • Editore ‏ : ‎ Frilli; Prima edizione (26 settembre 2022)
  • Lingua ‏ : ‎ Italiano
  • Genere : Noir
  • Copertina flessibile ‏ : ‎ 272 pagine
  • ISBN-10 ‏ : ‎ 8869436357
  • ISBN-13 ‏ : ‎ 978-8869436352

SEI DONNE E UN LIBRO – AUGUSTO DE ANGELIS

TRAMA:

“Prego consegnare alla Questura.” È il messaggio, vergato di fretta, accluso a un misterioso involto che uno spazzino ha rinvenuto alle prime luci dell’alba sui gradini di una chiesa. Nel pacco, avvolto in carta di giornale appuntata da spilli, il commissario De Vincenzi trova un camice bianco e quattro ferri chirurgici. Il bisturi, reca qualche macchia di sangue. Perché mai qualcuno si è preso la briga di inviare a lui quella roba, e per giunta il 21 marzo, giorno d’inizio della primavera? Il commissario, da persona superstiziosa qual è, non riesce a vederci solo una coincidenza. Quando poi viene chiamato d’urgenza nella bottega di un libraio dove giace il cadavere di un noto chirurgo e senatore, assassinato con due proiettili alla nuca, non gli occorre molta immaginazione per intuire che i fatti sono collegati. E che, in un turbine di personaggi dediti allo spiritismo e alle arti magiche, lo attende un caso decisamente al di fuori dell’ordinario.

RECENSIONE  a cura di Edoardo Todaro

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Nemmeno le ossa. La nuova indagine di Stella Spada – Lorena Lusetti

Trama

Una nuova indagine dell’investigatrice Stella Spada, anche qui affiancata dallo stagista Giacomo. È scomparsa una donna, da molti anni ormai, e il marito, da tutti creduto il responsabile, vuole riabilitarsi, pertanto chiede a Stella di indagare sulla sorte della sua povera moglie. L’agenzia investigativa ha altri casi da seguire, come quello della strana signora Lelia Crispi che sta cercando di ritrovare un oggetto, ancora più strano di lei. Tanti i personaggi coinvolti nelle indagini, a due e quattro zampe, vivi e non, e una bella storia d’amore. Stella si impegna ancora a continuare il suo processo di cambiamento, a modo suo.

Recensione a cura di Dario Brunetti

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LE  STRADE  OSCURE – ANDERA  FAZIOLI 

TRAMA:

Ogni giorno all’alba uomini e donne passano il confine tra Italia e Svizzera per andare al lavoro. Si chiamano frontalieri e sono decine di migliaia. Ernesto Magni è uno di loro. La sua sembra essere una vita come tante, finché tra un brusco licenziamento e una separazione mai accettata non prende una brutta piega. Nella vicenda viene coinvolto Elia Contini, un piccolo investigatore privato che vive sulle montagne ticinesi e che, quando non lavora, osserva il mondo con ironia e disincanto. Con tutte le sue scelte esistenziali irrisolte, Contini finisce per trovarsi in una terra d’ombra che dal mondo dei frontalieri si estende a quello degli imprenditori in mezzo a corruzione, violenza, caos. Un noir che scava nella psicologia di protagonisti e comprimari inseguendo una storia di molestie sessuali, soprusi economici, antiche ruggini, ma anche slanci d’amore, tenerezza, intimità. Dove si può guardare ciò che accade con gli occhi degli animali immaginari che popolano queste pagine, forme mutevoli, specchi di sogni oscuri o fantastici, da cui fuggire o nei quali al contrario rifugiarsi, con la capacità di sperare nonostante tutto.

RECENSIONE a cura di Edoardo Todaro

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