I bastardi vanno all’inferno – Frédéric Dard

Trama

Il destino, in fondo, è l’ironia della vita, sono i suoi colpi bassi. Anni Cinquanta, un luogo imprecisato nel Sud della Francia. Sono chiusi nella stessa, minuscola cella. Sono due uomini agli antipodi. Il primo è una spia, il secondo un poliziotto sotto copertura con il compito di scucire informazioni al compagno di galera. Entrambi hanno molto da nascondere e non possono sbagliare una risposta. Questo rapporto teso, nutrito dal sospetto e in bilico tra calcolo e aggressività, si complica quando Frank e Hal sentono emergere, inaspettatamente, qualcosa che somiglia a un’amicizia, un desiderio, quasi loro malgrado, di affidarsi l’uno all’altro. Nel momento in cui decidono di evadere la loro sorte sembra segnata, ma l’entrata in scena di Dora, una bionda enigmatica in cui incappano durante la fuga, cambierà tutto. Perché, rinchiusi tra quattro mura, tutti gli uomini finiscono per assomigliarsi. E una volta fuori, chi può dire quale dei due sia il poliziotto e quale la spia? “I bastardi vanno all’inferno” è tra i più noti romanzi di Frédéric Dard, storia scritta prima per il teatro, poi approdata sul grande schermo e infine divenuta romanzo. Un noir senza tempo, un’indagine impietosa sulla natura umana.

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LA COMBATTENTE – Stefania Nardini

Trama

Angelita è rimasta da sola nella grande casa di famiglia. Fabrizio, suo compagno di vita da trent’anni, se ne è andato via divorato da un cancro. Scrittrice, ex giornalista, in età matura è travolta da un’opprimente solitudine. L’impatto con la realtà è violento, privo di certezze. Il mondo, questo nuovo mondo, in cui arranca, non le appartiene. Disperata, si aggrappa a brandelli di lucidità che si trasformano in incubi. È l’anno zero. La sua storia con Fabrizio si trasforma in un ricordo crudele che si va sfumando come un ritratto in seppia. Ma accade qualcosa nel presente, una scoperta oltre la quale cova un mistero. Angelita cerca la verità indagando e ripercorrendo gli eventi degli anni Settanta. Perché è lì che si annida un inspiegabile dolore che aveva attanagliato Fabrizio. Un dolore blindato e inconfessabile che lo aveva accompagnato fino alla morte.

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Flora – Alessandro Robecchi

Trama

Flora De Pisis è stata rapita. La regina della tivù del dolore, Nostra Madonna delle Lacrime, la principessa del cinismo, la diva tanto umana, l’amore delle masse, la cui popolarità è in gran parte merito di Carlo Monterossi, inventore, pentito, del programma Crazy Love. Ed è a lui che il capo indiscusso della Grande Tivù Commerciale affida la delicatissima faccenda, nella speranza che la trattativa rimanga segreta. Carlo si mette al lavoro con la «sua squadra»: l’investigatore Oscar Falcone, la sua socia Agatina Cirrielli, ex sovrintendente di polizia, e Bianca Ballesi che conosce i segreti indicibili del programma di Flora. È un vero sequestro o una trovata pubblicitaria? E poi: chi sono i rapitori? Cosa vogliono? La richiesta del riscatto arriva quasi subito: dieci milioni di euro, ma soprattutto – inaudito – un’ora di trasmissione in diretta nell’orario di massimo ascolto. Libera, pirata, senza controlli né spot pubblicitari. Incredibile. Inaccettabile. A meno che… Mentre la tensione cresce, il Paese si agita alla notizia ormai pubblica, i media sembrano impazzire e la data della messa in onda si avvicina, i «terroristi» sembrano sempre più una brigata di agitatori surrealisti, guidati da una coppia che ha inventato «un piano bellissimo, oltre le stelle» e ispirati da un grande artista: Robert Desnos, poeta e resistente. In un romanzo dal ritmo denso, che dosa magistralmente poesia e suspense, si intrecciano misteriosamente mondi lontanissimi: lo show nazional-populista della tivù, estremo esercizio di cinismo, e la Parigi degli anni Venti, delle avanguardie, delle cave e dei bistrot dove esplodeva la rivoluzione surrealista, tra amour fou e Resistenza. Alessandro Robecchi firma una delle avventure più coinvolgenti di Carlo Monterossi, ricca di tensione noir e passione letteraria, ambientata come sempre in una Milano vista dai banconi dei bar, dai salotti borghesi, dalle scrivanie degli uffici, dai marciapiedi e dalle finestre dei palazzi di periferia. I suoi romanzi – meccanismi precisi, ironia irresistibile nei dialoghi e nelle trovate – gettano sempre uno sguardo disincantato e illuminante sulla nostra società.

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VIA LIBERA di LORENZO SCANO

TRAMA: Hanno tra i sedici e i diciassette anni e non permettono a nessuno di dire che l’adolescenza è la più bella età della vita. Non lo è per Davide, che ha perso il padre ed è cresciuto al CEP, sul lato sbagliato di Cagliari, prima di finire al minorile per una storia di lame. Non lo è per Chanel, che si vergogna del proprio nome e dal CEP è andata via grazie all’uomo che l’ha messa al mondo: Marione Santorsola detto su Becchinu. Vecchia gloria del pugilato e leggenda della piccola malavita, Marione ha chiuso col passato e ha aperto una palestra poco fuori dal quartiere. Ma l’adolescenza è complicata pure per Filippo, un rampollo di buona famiglia, che ha il vizio della coca, frequenta delinquenti di periferia e si atteggia a balordo. Davide boxa e sogna di tirarsi fuori dal CEP a furia di pugni. Chanel ha imparato a boxare dal padre e sogna di diventare scrittrice. Filippo sogna l’ultima “miss Cagliari” e dovrà imparare a combattere. Basta un niente e le vite dei tre deragliano. Tutti hanno un conto da regolare: Davide con il tipo che ha accoltellato, Filippo con quelli che credeva amici e invece l’hanno fregato, Chanel con le coetanee ricche che la disprezzano. Nella palestra di su Becchinu le loro esistenze si intrecceranno come i corpi che “legano” sul ring, mentre l’amore manda i cuori al tappeto. A neanche trent’anni, Lorenzo Scano compone un noir tagliente quanto certe “barre” del rap old school e romantico al pari dell’epica della strada. “Via libera” è il manifesto implacabile di una generazione smarrita tra Instagram e il selciato.

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Qualcosa da tacere – Massimo Ansaldo

Trama

In una Genova definita da uno dei protagonisti impalpabile e perennemente distratta, la famiglia Sperlinghi viene sconvolta dallo stupro della figlia minore Michelle. Il padre, l’ingegner Giorgio, erede di una delle dinastie più influenti e facoltose della città, aiutato dal suo uomo di fiducia Gualtiero, scatena la caccia ai colpevoli. Sospetta che i mandanti siano da ricercare tra gli imprenditori rivali nei traffici internazionali, interessati a sottrargli il lucroso commercio delle Terre Rare. Durante le indagini dovrà fare i conti con il suo acerrimo nemico Charlie, un tempo amico e socio in affari. Michelle non è in grado di riconoscere i suoi aggressori. Viene infatti accertato che la ragazza è stata drogata con la “pillola dello stupro”, capace di cancellare la memoria dei fatti più recenti. Con difficoltà accetta il conforto della madre Annetta e di suo fratello maggiore Simone. Nel frattempo, due giovani balordi, Andrea Giuppini e Giulio Senese insieme ad alcuni personaggi underground dei vicoli di Genova, lo spacciatore Nuccio e i complici “Rugby” e “Bronzo”, si rendono conto di essere diventati inconsapevoli pedine di un gioco più grande di loro. I carabinieri Andusi, Scoglio e Romanazzi conducono le indagini ufficiali, rallentati da esasperati protagonismi e sospetti reciproci con la Procura. Finalmente la verità emergerà a poco a poco, in una alternanza di colpi di scena, rimescolando le certezze che tutti i protagonisti credevano di aver acquisito. Sarà per loro l’occasione di afferrare l’ultimo barlume di speranza, alla condizione, però, che rimanga qualcosa da tacere di sé e del proprio passato.

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Mediterraneo nero: Un ingegnere scomparso. Navi dei veleni affondate nel Mare Nostrum. Una killer sentimentale. E un giornalista troppo curioso – Gian Luca Campagna

Trama

Indolente e sognatore, Francesco Cuccovillo è fuggito da Bari per abbracciare la carriera di giornalista a Roma. A distanza di vent’anni, gli amici d’infanzia gli chiedono di consegnare una misteriosa lattina sigillata a un ingegnere lombardo, specializzato durante gli anni Ottanta e Novanta negli autoaffondamenti di navi stipate di rifiuti tossici lungo le coste italiane e somale. Francesco darà la caccia a questo fantomatico ingegnere inseguendo l’ultimo viaggio del cargo “Quadrifoglio Rosso”, lungo le rotte del Mediterraneo. La sua ricerca si incrocia con le vicende disperate della rivoluzionaria còrsa Marie e del clandestino tunisino Khaled. Stretto nel suo caban, con un Garibaldi tra le labbra, fischiettando “Oblivion” di Astor Piazzolla, tra magistrati corrotti, fidanzate petulanti, criminali pentiti, lap dancer romantiche, politici ambigui e ambientalisti disillusi, nel nome della giustizia e del perdono, Francesco scoprirà quanto è sottile il confine tra verità e menzogna.

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Io, Agrò e il generale – Domenico Cacopardo

TRAMA: Pancrazio Lotale, un generale dei paracadutisti in pensione che insieme ad alcuni ex commilitoni ha fondato una società di sicurezza, apprende che il maturo amante della figlia Dominique è deceduto dopo una lunga malattia. Purtroppo, quasi subito Dominique scompare mentre prendono consistenza i sospetti sul suo ruolo nella morte del compagno. Il mistero s’infittisce quando a Roma, in piazza della Pigna, viene ritrovato un cadavere orrendamente mutilato e privo della testa. L’appartamento nel quale è stata scoperta la vittima è di proprietà di Dominique Lotale. Nel frattempo, matura uno scontro tra la società di sicurezza di Lotale e una banca che sembra legata ad ambienti criminali. Siccome di Dominique continua a non esserci traccia, il generale e la consorte, da cui è diviso, si rivolgono all’ex procuratore della repubblica Italo Agrò, divenuto titolare di un importante studio legale di Roma insieme alla moglie Marta Aletei. Sarà lui a dover dipanare una matassa resa assai ingarbugliata – e pericolosa – dai forti interessi economici e criminali che sono in gioco.  

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8 INDAGINI, RITROVATE, PER SARTI ANTONIO – LORIANO MACCHIAVELLI

Trama

Macchiavelli è il padre del giallo politico, un giallo provocatorio, dissacrante e anomalo rispetto a ogni modello noto, dove si rovescia l’idea dell’ispettore “figo” con un’ironia irresistibile. Sarti Antonio, poliziotto onesto e tenace, è un antieroe umanissimo, dotato di straordinaria memoria, amante del caffè e affetto da colite cronica. Vive a Bologna, dove si svolgono la maggior parte delle indagini che volente o nolente è costretto ad affrontare. Fedele alla sua creatura più celebre e fortunata, Loriano Macchiavelli non ha mai smesso di scrivere per il questurino bolognese nuove avventure, sempre al passo con i tempi. Scopriamo in questi racconti “frammenti” sul passato del sergente, ma anche illuminanti lampi sul nostro presente, a dimostrazione del fatto che l’universo del protagonista è una copia fedele di quello in cui ognuno di noi abita. Con 8 indagini ritrovate per Sarti Antonio SEM continua la pubblicazione dei racconti, spesso introvabili, di Macchiavelli.

Recensione a cura di Edoardo Todaro

Le edizioni SEM stanno facendo qualcosa di importante. Nel maggio del 2020 potevamo trovare in libreria “ 33 indagini per Sarti Antonio “ un enorme tomo di ben 978 pagine. A distanza di un anno, gli affezionati lettori di Macchiavelli e del suo Sarti Antonio, hanno la possibilità di approfondire la conoscenza del sergente attraverso “ 8 INDAGINI, ritrovate, PER SARTI ANTONIO “. Racconti, spesso ormai introvabili, riemergono dall’oblio ed ora sono  di fruizione possibile e sicuramente diffusa. Ma quando Macchiavelli ci racconta di Sarti Antonio è ovvio che  non può  non parlare di Bologna. Cos’è Bologna? Un posto tranquillo, ospitale, Bologna la dotta, la grassa con, anche lei, la sua periferia insicura e la baraccopoli sul Reno, con i suoi porticati e torri, con Piazza Maggiore ed il DAMS . E se vi manca qualche definizione da dare a Bologna, non dovete fare altro che leggere il testo della canzone di Francesco Guccini. Comunque una Bologna in agonia. Una Bologna che è cambiata nel profondo del proprio modo di essere, non più immune a quel senso di insicurezza, che è addebitata agli immigrati si fa strada ed i luoghi comuni, i discorsi che provengono dal bar divengono pensiero diffuso: “ … così non si può andare avanti “; “ sempre i soliti “, dove alcuni comportamenti sbagliati hanno diversa considerazione se sono tenuti dai bolognesi o dai “ nuovi”.  In queste 439 pagine ci imbattiamo nell’anziano pensionato con  le sue canzoni in dialetto ed in coloro che essendo ai margini della società vengono sospettati per qualunque illegalità avvenga. Sarti Antonio, sergente che come grado non esiste nella realtà, anche se è proprio l’irrealtà che da il fascino al romanzo poliziesco, dagli affetti negati, “ solo come un cane”,  e con una memoria che se  certamente è utile per le sue investigazioni, che fa invidia ad un computer, in realtà è l’unica dote a sua disposizione. Ritroviamo il Sarti Antonio con la sua umanità di fronte alle nuove generazioni quando queste si trovano in difficoltà e che riconosce  nei “ delinquenti “ un etica nonostante la scarsa considerazione che nutrono nei confronti delle forze dell’ordine. Con la sua colite, cronica di origine nervosa, curabile solo con la tranquillità e la lontananza dal lavoro, in quanto quando è dentro un problema  vuole arrivare alla sua soluzione a costo di star male, e la sua macchinetta per il caffè. Un sergente che si confronta con l’emergenza abitativa che è ancora più pesante per quelle famiglie immigrate per le quali una casa popolare sarebbe un lusso. Anche in queste indagini Sarti si rivela come un’anomalia: un poliziotto che si pone troppe domande alle quali non riesce a dare risposte, a cui non sembra giusto niente . Possiamo definire un Sarti di un altro tempo, vista la considerazione riposta nella tecnologia, refrattario al caffè delle macchinette come del micidiale schermo televisivo che produce rimbambimento e che pensa al passato con nostalgia .Ma se si parla di Bologna non si può non parlare dei suoi misteri, della Uno bianca, del Pilastro, dell’università e della contestazione che ha segnato i muri con la sua rivoluzione permanente, dell’assassinio dello studente Francesco Lorusso il 12 marzo del 1977, di Radio Alice e la militarizzazione della città con i carri armati;  le ruspe che ripristinano la legalità. Ma se Macchiavelli approfondisce la figura di Sarti Antonio, incontriamo tutti coloro che segnano la vita del sergente: Felice Cassoni agente e la “sua” 28; Raimondi Cesare ispettore capo con il suo inconfondibile “è vero come si dice”; la biondina, l’unica donna di Sarti; Rosas il talpone universitario  sessantottino a cui non torna di vedere Sarti come un questurino, che disquisisce sul concetto di legalità; Settepaltò il senza dimora con le sue turbe sugli effetti delle radiazioni. Il finale ci introduce a qualcosa con cui non avevamo fatto i conti in precedenza: il lockdown ed il dubbio, il punto interrogativo riguardo a Sarti Antonio e la sua capacità di affrontarlo.

DETTAGLI

  • PAGINE 439
  • GENERE: noir
  • EDITORE: sem
  • COPERTINA rigida

Panico a Milano. La terza indagine del professor Moreno Palermo – Gino Marchitelli

Trama

Geremia Hirzog è un uomo scampato all’Olocausto degli ebrei sul lago Maggiore, avvenuto tra l’11 settembre e il 15 ottobre del 1943 ad opera del 1° battaglione SS della panzer division Adolf Hitler, un corpo nazista feroce e addestrato allo sterminio, inviato su tutti i fronti di guerra, durante il secondo conflitto mondiale. Arrivano in Italia, subito dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943, con il compito di eliminare le brigate partigiane del movimento di Resistenza e Liberazione presenti sul Lago Maggiore e nella Val d’Ossola. Ma, immediatamente, si rendono protagonisti nel rastrellamento ed eliminazione degli Ebrei viventi in diverse località del lago. Un massacro feroce, il PRIMO in assoluto in Italia, realizzato con una tecnica certosina e feroce. Gli Ebrei, una volta catturati, non vengono inviati nei campi di concentramento ma vengono uccisi in loco e i loro corpi fatti sparire.
Un gruppo di ufficiali e sottoufficiali nazisti, grazie all’aiuto di due repubblichini e delle delazioni delle spie, decide di approfittare della situazione e si arricchisce trafugando i beni e il denaro degli Ebrei rastrellati.
Geremia si salva dall’operazione di annientamento e, dal dopoguerra in poi, conduce una battaglia solitaria per ripristinare la verità e ritrovare i colpevoli che in due distinti processi, nel 1955 e nel 1968, vengono prima condannati all’ergastolo e poi assolti. Verranno liberati anche i due giovani complici fascisti, Gennaro Sparracino e Pietro Rei, delle brigate nere di stanza a Verbania che si distinguono per la solerzia con la quale fanno catturare e uccidere, dopo immani sevizie, la moglie di un comandante partigiano, Maria Laura Lubert.
Nel 2011 Geremia, durante un convegno sugli eccidi, incontra una persona, discendente di Maria Laura, e della cui fine reale era all’oscuro perché la madre, cresciuta nel dolore della perdita e uscita di senno per le assoluzioni degli assassini, non ne aveva mai parlato. Sarà proprio Geremia, ormai vecchio e in cagionevoli condizioni di salute, ad assumere quella persona come assistente per occuparsi di lui e a raccontare la vera storia della morte della nonna. Lo sconvolgimento mentale verificatosi a seguito della scoperta della verità porterà alla decisione di vendicare i torti subiti non avendo più alcuna fiducia nella giustizia degli uomini. Per ritrovare le vere identità degli aguzzini SS e dei loro complici cercherà informazioni nel DARK WEB attraverso l’aiuto, interessato, di un hacker specialista sul lavoro nelle reti illegali. Questi consegnerà un rapporto con le nuove identità dei criminali e le informazioni sulla loro vita, compresi i luoghi in cui vivono attualmente tra il lago Maggiore, Milano in zona Lambrate e in Germania.
Da quel momento inizierà un percorso di ricerca e pianificazione della vendetta. Il barone Otto Von Maier, proprietario di una lussuosa villa vicino a Verbania, accompagnato dal suo insostituibile assistente Kurt, nasconde un segreto inconfessabile, mai rivelato nemmeno alla giovane nipote Marlene, una ragazza bellissima che viene a trascorrere, ignara, le vacanze presso la villa del nonno. Tra rapporti di amore filiale traditi, efferati delitti commessi nel 1943 rimasti senza giustizia, si snoda una terribile e complicata storia di delitti e vendette. Il professor Moreno Palermo, docente dell’università statale di Milano e grande esperto della seconda guerra mondiale, impegnato in una serie di lezioni che raccontano proprio dell’Olocausto del 1943 su lago Maggiore, incuriosito dai primi delitti, inizierà a studiare il caso in modo approfondito fino a ritrovarsi pericolosamente sulle tracce di chi ha scelto la strada del sangue e del delitto.

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E VERRA’ UN ALTRO INVERNO – MASSIMO CARLOTTO

TRAMA

 Bruno Manera e Federica Pesenti sembrano una coppia felice. Lui è un ricco cinquantenne, lei di anni ne ha trentacinque ed è l’erede di una dinastia di imprenditori della “valle”, operoso distretto del Settentrione dove dominano i maggiorenti, l’élite dei capitani d’industria che ha costruito l’ordine del duro lavoro per tanti, del profitto per pochi e delle menzogne per tutti. Su insistenza di Federica, Bruno accetta di trasferirsi in paese, varcando la frontiera invisibile della provincia profonda. Ma quando Manera comincia a subire una serie di gravi atti intimidatori, la situazione precipita. Ad aiutarlo c’è solo Manlio Giavazzi, un vigilante dalla vita sfortunata, convinto che certe faccende vadano risolte tra paesani. Poi il caso gioca un tiro mancino e in una girandola di fulminanti colpi di scena scivoliamo nelle pieghe di un mondo marcio – il nostro – in cui l’amicizia è il vincolo di un’associazione a delinquere, l’amore una speculazione, il matrimonio un campo di battaglia, la solidarietà tra conterranei un patto d’omertà e la famiglia una connection criminale. Massimo Carlotto strappa la maschera a personaggi avvelenati dagli inganni delle loro doppie vite, perché l’avversario è chi ti dorme accanto e il nemico è colui di cui ti fidi. Nel segno della fatalità sovverte la logica del poliziesco, mostrando senza reticenze la ferocia inconfessabile della brava gente e inchiodandoci all’enigma che nessuna detection può risolvere: il mistero di chi siamo davvero.

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