A casa di Gino Marchitelli in occasione dell’uscita “Il Covo di Lambrate”

A cura di Adriana Rezzonico

 

Oggi per la prima volta, come blogger, raggiungo la casa di Gino Marchitelli autore per Fratelli Frilli Editori.

Mi aspetta un tragitto di circa un’ora di treno, un lasso di tempo che copro leggendo e fotografando paesaggi urbani. Come nelle migliori trame poliziesche mi incuriosiscono segnali ferroviari, tralicci e alcune recinzioni al limite della ferrovia. Sui muri disegni di writer mi affascinano. Rappresento il blog Gialloecucina con cui collaboro da diversi anni, ma appena giunta nell’appartamento non posso fare a meno di notare le splendide leccornie.

Mi trasformo immediatamente in Dolce Pentolina (curo una rubrica di cucina) e mi diletto ad assaggiare il ricco buffet. Elena, la compagna dell’autore si è prodigata tanto ai fornelli.

Le chiacchiere riscaldano l’atmosfera e Gino ci invita in salotto.

C’è una luce calda, soffusa e alcune travi di legno sul soffitto rendono il tutto armonioso.

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Rum Zacapa torna su Sky Arte con I Maestri del Noir: sulle tracce dei più celebri investigatori tra indizi e buona cucina

Zacapa, il pregiato rum guatemalteco tra i più apprezzati e conosciuti al mondo, torna su Sky Arte con I Maestri del Noir, il nuovo programma che unisce la letteratura noir al piacere della tavola. Dal 20 novembre al 18 dicembre alle 20.45, cinque appuntamenti settimanali per ripercorrere le gesta dei personaggi icona del romanzo poliziesco celebri tanto per il loro talento investigativo quanto per la loro passione per la cucina a tal punto da farla diventare elemento distintivo e centrale della loro identità letteraria.

 

Fil rouge della nuova produzione televisiva il rum Zacapa, che in ogni puntata scandisce la narrazione insieme a Luca Crovi, esperto del genere, e ad altrettanti autori noir contemporanei come Massimo Carlotto, Hans Tuzzi, Bruno Morchio, le sorelle Martignoni e Valerio Varesi. Alternandosi ai tavoli dell’Osteria del biliardo di Milano, questi scrittori del presente rievocano le storie e i piatti di personaggi come Nero Wolfe, Pepe Carvalho, il Commissario Maigret, Miss Marple e Poirot. Donne e uomini capaci di notare minuscoli indizi, dipanare trame complesse e servirsi di una logica spietata senza mai rinunciare, però, al piacere ricorrente della buona tavola.

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I MAESTRI DEL GIALLO a cura di Luigi Guicciardi WILKIE WILLIAM COLLINS

WILKIE WILLIAM COLLINS

Terzo in ordine cronologico, dopo Poe e Gaboriau, nella galleria storica dei Grandi del Giallo, l’inglese Wilkie William Collins (1824-1889) poté fin dall’inizio contare su nobili e meritate referenze: è noto infatti che sul periodico di Londra “All the Year Round”, diretto nientemeno che da Charles Dickens, uscì a puntate nel 1868 La pietra di luna (The Moonstone), che alcuni tuttora insistono a considerare il primo vero romanzo poliziesco che sia mai stato scritto. Proprio l’incontro con Dickens nei primi anni ‘50 e la stretta amicizia che ne seguì risultarono determinanti nella svolta che il Collins diede verso la narrativa gialla. Nelle ricchissime trame del già famoso padre di Oliver Twist, infatti, non mancavano vari elementi da mystery story, da Barnaby Rudge a Hunted Down, da Bleak House all’incompiuto The mystery of Edwin Drood. Soprattutto in Bleak House (1853), come più d’un critico ha notato, l’adesione ai canoni del Giallo appare piuttosto evidente, e il personaggio dell’ispettore Bucket anticipa nei caratteri molti aspetti del sergente Cuff della Pietra di luna e di altri investigatori a venire.

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I MAESTRI DEL GIALLO – ÉMILE GABORIAU

a cura di Luigi Guicciardi

 

ÉMILE GABORIAU

“Compito del lettore è quello di scoprire l’assassino, compito dell’autore è quello di mettere fuori strada il lettore.” Potrebbe esser questa, a conti fatti, la prima definizione storica del mystery, il romanzo giallo classico, dovuta a Émile Gaboriau (1832-1873), padre di monsieur Lecoq, il secondo grande detective della narrativa dopo l’Auguste Dupin di Edgar Allan Poe. Eccentrico scrittore, questo Gaboriau: giunto al giornalismo dopo innumerevoli mestieri, e infine segretario di quel Paul Féval autore dei Misteri di Londra e di altri feuilleton di successo alla metà dell’Ottocento, Gaboriau cominciò la sua produzione sotto il segno del romanzo d’avventura, prima di conoscere un vecchio ispettore di polizia che pare lo abbia informato delle tecniche investigative allora in auge. Tecniche che dovettero essere molto illuminanti, se è vero che – attingendo per lo più a fatti di cronaca criminale-giudiziaria – lo scrittore cominciò da quel momento a ritagliarsi un posto d’onore nella storia della letteratura poliziesca.

Nella Francia dei quotidiani a tiratura altissima, grazie ai romanzi a puntate dei vari Sue, Féval, Ponson du Terrail o Montépin, neanche Gaboriau poteva sfuggire a tali modalità promozionali: e infatti il suo primo Giallo, L’affare Lerouge – ispirato dall’assassinio, rimasto inspiegato, di tale Cèlestine Lerouge – fu pubblicato su Le Pays nel corso del 1863 e ripubblicato su Le Soleil tre anni dopo, con un tale successo da orientare subito, nel segno del Giallo, le successive opzioni narrative di Gaboriau, da Il dramma d’Orcival e Il dossier 113, entrambi del 1867, a Monsieur Lecoq del 1869.

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I MAESTRI DEL GIALLO – EDGAR ALLAN POE

a cura di Luigi Guicciardi

 

EDGAR ALLAN POE

Di là da facili boutades – secondo cui il Giallo nascerebbe addirittura dalla Bibbia, con Caino assassino, Abele vittima e Dio detective – pare oggi indiscutibile assegnare il titolo di padre del Giallo all’americano di Boston Edgar Allan Poe (1809-1849), di cui sono più che noti, e non solo agli studiosi di letteratura, il temperamento fragile e inquieto e l’esistenza breve e tormentata. Figlio di due attori girovaghi e presto orfano, adottato ma in difficili rapporti con il padre, brillante studente universitario e poi ottimo giornalista, ma accanito bevitore, giocatore e debitore, giovane marito di una cugina tredicenne e altrettanto precocemente vedovo, Poe sottopone all’osservatore odierno quarant’anni di vita sotto il segno della sventura, suggellati infine da quel delirium tremens che lo portò, com’è noto, alla tomba.

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