Il canto dell’upupa – Roberto Mistretta

Trama

In Sicilia il rosso la fa da padrone. Rosso delle arance che crescono rigogliose, rosso dei fichi d’india maturi, rosso del sole che la infuoca, delle passioni che infiammano i suoi abitanti. Anche il rosso del sangue che ne macchia la terra. Come quello del cadavere con cui deve fare i conti Saverio Bonanno, maresciallo dell’Arma dei Carabinieri, animo sanguigno e qualche chilo di troppo. Il pestaggio sospetto d’un noto pappone sa di lezione, ma in Sicilia nulla è come appare e a complicare la vita al maresciallo ci si mette quel cadavere con la testa fracassata. Troppo amico dei bambini, sussurrano i bene informati. Lo sbirrume pizzicantino di Bonanno però dice altro, fiuta l’aria, percepisce a pelle carrettate di rogne. E lui ha imparato a fidarsi del suo istinto. Quando poi entrano in scena l’upupa, col suo canto cupo e lugubre, e Salomone, che invade la rete con la promessa della venuta di un nuovo millennio, e nomi altisonanti, di gente intoccabile, le domande si moltiplicano. Tra false piste, bambini dagli occhi tristi, una focosa assistente sociale e diversi ricatti, Bonanno si farà largo tra le fitte trame di un crimine che poco ha che fare con lupare e pistole, e più col buio dietro i nostri occhi. E cercherà di far luce anche lì dove l’oscurità predomina. Con “Il canto dell’upupa”, l’irascibile protagonista in uniforme uscito dalla penna di Roberto Mistretta, conferma la sua indole bonaria e indomita. L’autore riesce a compiere il miracolo di guardare con ironia anche le vicende più crude, innestando su una trama abilmente costruita nel segno della denuncia civile, situazioni in cui i personaggi si muovono con originale e spiazzante leggerezza. Nella migliore tradizione del giallo siciliano.

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Wormhole: La materia oscura – Alexandra Nemes

Trama

Chicago 2010.

Un segreto, sepolto nella loro adolescenza, lega i ragazzi dell’Atomo: Reda Valente, Julian Emerson e i fratelli Roger e Paul Richardson.

Non li uniscono solo la passione per la Fisica e i viaggi nel tempo, ma anche un legame erotico, contorto e paranoico. I tre uomini del gruppo amano morbosamente Reda e, pur di averla, accettano di condividerla tra loro.

Il legame, che sembrava indissolubile, verrà invece spezzato dalla fine tragica di Roger, precipitato da una scogliera durante un rave party.

Da questa morte prenderà il via una folle ricerca scientifica che ha come fine il ritorno al passato per scoprire com’è morto Roger. In questa corsa all’indietro nel tempo saranno coinvolte molte persone, in primis il generale Aaron Berger che si troverà trascinato in una sorta di ispirata pazzia.

Un thriller avvincente, con continui colpi di scena da action movie.

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Blu Room Hotel – Roberto Monti

Trama

Con l’emendamento del sindaco Brune, a Tap Town, viene proibito l’utilizzo di carta e inchiostro, autorizzando come unico mezzo di distribuzione di qualsiasi tipo di testo scritto, quello digitale. Gore, il capo della polizia, organizza continui rastrellamenti per le vie, nelle case e nei locali con l’unico scopo di sequestrare tutti i libri cartacei presenti in città e, grazie ad attenti posti di blocco posizionati lungo tutto il confine cittadino, riesce a inibirne in pochissimo tempo l’importazione dagli altri centri abitati. L’editoria si trova quindi a dover completamente rivoluzionare il modo di concepire e di distribuire i propri libri. L’era digitale è iniziata. Nonostante questo divieto però, a Tap Town appaiono alcuni scrittori clandestini di cartacei. Il più famoso e il più astuto nel non farsi catturare dagli uomini di Gore è Billy Ray.Intanto in città gli scrittori clandestini di cartacei vengono ritrovati senza vita poche ore dopo essere stati visti uscire dal Blu Room Hotel.

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Oggi parliamo con… Mirko Zilahy

Intervista a cura di Dario Brunetti

 

Abbiamo il piacere d’incontrare per giallo e cucina Mirko Zilahy in libreria con il suo romanzo ‘’Così crudele è la fine” e il suo protagonista Enrico Mancini.

Benvenuto!!! Tanto per iniziare parlaci, per chi ancora non lo conoscesse, di questo personaggio, da dove è venuta l’ispirazione e inoltre quali sono  suoi pregi e i suoi difetti?

Enrico Mancini è il frutto di un disegno su un’agendina e un’idea che mi portavo dietro da anni. Avevo insegnato all’università di Dublino, fatto l’editor e il traduttore, scritto centinaia di recensioni ma confrontarmi con la forma del romanzo non era nei miei progetti. E invece… quando ho iniziato a mettere insieme i pezzi della mia Roma e del commissario mi sono reso conto che poteva venire fuori qualcosa di nuovo. Un thriller sui generis ma, secondo me, necessario.

Enrico Mancini è un profiler nato a Roma ma istruito a Quantico (Mindhunterdocet). Nella mia trilogia si trova a che fare, prima ancora che con i serial killer, con la scomparsa della moglie e con le nevrosi scatenate dal mancato ultimo saluto sul letto di morte. Il commissario è infatti in America quando Marisa tira l’ultimo sospiro, e da allora lui indossa di continuo un paio di guanti di pelle per non avere più contatto con gli altri, con il mondo. È il suo modo di dire “no”. Ma, in È così che si uccide la caccia a uno spietato seriale, che si fa chiamare l’Ombra, lo tira dentro l’indagine.

 

Inoltre come mai hai scelto un personaggio che nasconde bene la sua fragilità interiore e i suoi lati deboli? Possiamo affermare che Enrico Mancini può essere simile a tanti di noi, magari che nascondono dentro se stessi le loro sofferenze e i loro stati emotivi e affrontano la giornata come se indossassero una maschera?

Non parlerei di maschere. Ognuno di noi ha un proprio sistema di difesa dal dolore che viene da dentro (memoria, solitudine, lutti) o dall’esterno, dal mondo, dalla cosiddetta realtà. Mancini indossa i suoi guanti di pelle, che piano piano, di romanzo in romanzo, si trasformano in altre nevrosi. Ma i guanti sono un simbolo fisico che ricorda a lui e al lettore che c’è stata un’interruzione, una cesura che va rimarcata. I guanti sono il segno tangibile della fine di una vita e dell’inizio di un’altra. Li sceglie per mettere un ostacolo, un muro tra sé e il mondo, tra il sé di prima e quello di adesso. Tutti abbiamo oggetti a cui siamo legati, e a volte li usiamo per difenderci, nasconderci o semplicemente per urlare silenziosamente i nostri dolori al mondo.

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Il gioco bugiardo – Ruth Ware

Trama

Il messaggio arriva in piena notte. Solo quattro parole: «Ho bisogno di voi». Isa saluta il marito, prende con sé la figlia di sei mesi e si precipita nella cittadina costiera di Salten, sulla Manica, dove aveva trascorso gli anni del liceo. A scuola Isa e le sue tre migliori amiche giocavano al gioco delle bugie: vinceva chi di loro avesse inventato la storia più assurda rendendola credibile agli occhi degli altri. Ora, dopo diciassette anni di segreti, sulla spiaggia viene scoperto qualcosa di agghiacciante. Qualcosa che costringe Isa a confrontarsi con il proprio passato e con le tre amiche che non vede da allora, ma che non ha mai dimenticato. Hanno preso strade diverse, non si riconoscono più nelle adolescenti di un tempo, ma è sufficiente tornare nella casa di Kate, il vecchio mulino vicino al collegio dove tutto è cominciato, perché ogni distanza venga annullata e perché le quattro donne di adesso tornino a essere le ragazze di allora. Ma la loro non è un’allegra e nostalgica riunione di ex compagne di classe: Salten non è un posto sicuro, non dopo quello che hanno fatto. E se avevano creduto che il tempo potesse cancellare ogni traccia, adesso capiscono che era solo l’ennesima menzogna: una menzogna che in questo caso avevano raccontato a se stesse…

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L’uomo che dorme – Corrado De Rosa

Trama

Da un po’ di tempo, Antonio Costanza ha preso la vita contromano: non per scelta e nemmeno per ostinazione. A quarant’anni, è vittima di un’indolenza che niente riesce a scalfire, neppure i brutali omicidi di due prostitute. Non sarebbe troppo grave se Antonio fosse solo Antonio. Invece è anche il dottor Costanza, psichiatra e consulente del Tribunale per i crimini violenti. Uno che se la vede con disadattati cronici, finti pazzi e bastardi veri. Così, quando l’ombra di un serial killer si allunga su Salerno, città sospesa tra vecchi sapori di provincia e vanità da metropoli sul mare, Antonio fa l’impossibile per non essere coinvolto. Vagamente sociopatico e teneramente narcisista, se ne resta ripiegato in un guscio di piccole fobie, appresso alle scelte dell’ex compagna e a un rapporto complicato con il figlio. La sveglia però sta suonando, tanto più che di mezzo ci si mette una giornalista dal sorriso favoloso. Il sonno della svogliatezza è finito e al dottor Costanza toccherà sondare la mente omicida di uomini che odiano le donne, trascinato in un caso in cui la Legge sembra incapace di fare giustizia. Corrado De Rosa attinge alla sua esperienza di psichiatra, perito in vicende giudiziarie eccellenti, per costruire una commedia nera dal tono amaro e scanzonato. La dedica a una generazione a tratti infantile, maldestra in amore, che è cresciuta con i Lego rimanendo incastrata tra i mattoncini colorati delle possibilità e le macerie del disincanto.

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Bugiardo – Phoebe Morgan

Trama

Il padre di Corinne e Ashley è morto un anno fa, ma le due sorelle, che gli erano entrambe molto legate, avrebbero davvero bisogno del suo supporto. Ashley infatti vede il marito tornare ogni giorno più tardi dall’ufficio, la figlia di pochi mesi sembra incapace di dormire e quella adolescente, Lucy, quasi non le rivolge la parola. A Corinne, invece, piacerebbe avere i problemi della sorella, frustrata com’è dalle difficoltà che sta incontrando nel rimanere incinta. Un quadro familiare apparentemente normale viene turbato dal misterioso ritrovamento da parte di Corinne, prima in casa e poi in ufficio, di alcune parti della sua vecchia casa delle bambole, costruitale proprio dal padre. Chi le sta lasciando, e come se le è procurate? Quando scopre che la casa giocattolo è sparita dalla soffitta della vecchia villa dei suoi, Corinne comincia a vedere minacce ovunque. Dovrà riuscire a distinguere il vero dal falso per scoprire chi sta attentando al benessere della sua famiglia.

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