ALLA RICERCA DEL LIBRO PERDUTO… Sinuhe l’egiziano – Mika Waltari

a cura di Eleonora Zaffino 

Trama

Raccolto in fasce sulla riva del Nilo, Sinuhe viene adottato da Kipa e dal marito Semnut, un medico che cura i cittadini più poveri di Tebe, la grande capitale dei due regni. Allevato come un figlio dalla coppia, dopo un’infanzia spensierata il giovane Sinuhe studia alla Casa della Vita, diventando il chirurgo personale del Faraone. Ma il progetto di una vita felice e colma di ricchezze e onori si infrange contro la passione del giovane medico per una donna, che lo condurrà alla rovina e lo obbligherà a fuggire da Tebe. Inizia da qui una lunga peregrinazione per tutto il mondo conosciuto: dalla Siria a Babilonia, e poi a Creta e di nuovo in Egitto. Sospinto da un destino incontrollabile, Sinuhe si troverà coinvolto nelle traversie che agitano il suo paese e negli intrighi di chi trama per conquistare il trono del Faraone. Una lotta in cui uomini e dèi si scontrano senza esclusione di colpi, e che costerà a Sinuhe quanto di più caro ha nella vita. “Sinuhe l’Egiziano” è un classico della narrativa storica che ricostruisce minuziosamente la vita nell’Egitto del Quattordicesimo secolo a.C. e racconta il dramma di un individuo che tenta di opporsi alla crudeltà dell’uomo e all’ingiustizia della storia.

Continua a leggere

Dodici rose a Settembre – Maurizio de Giovanni

Trama

«Mi chiamo Flor, ho undici anni, e sono qui perché penso che mio padre ammazzerà mia madre». Gelsomina Settembre detta Mina, assistente sociale di un consultorio sottofinanziato nei Quartieri Spagnoli di Napoli, è costretta a occuparsi di casi senza giustizia. La affiancano alcuni tipi caratteristici con cui forma un improvvisato, e un po’ buffo, gruppo di intervento in ambienti dominati da regole diverse dall’ordine ufficiale. Domenico Gammardella «chiamami Mimmo», bello come Robert Redford, con un fascino del tutto involontario e una buona volontà spesso frustrata; «Rudy» Trapanese, il portiere dello stabile che si sente irresistibile e quando parla sembra rivolgersi con lo sguardo solo alle belle forme di Mina; e, più di lato, il magistrato De Carolis, antipatico presuntuoso ma quello che alla fine prova a conciliare le leggi con la giustizia. Vengono trascinati in due corse contro il tempo più o meno parallele. Ma di una sola di esse sono consapevoli. Mentre Mina, a cui non mancano i problemi personali, si dedica a una rischiosa avventura per salvare due vite, un vendicatore, che segue uno schema incomprensibile, stringe intorno a lei una spirale di sangue. La causa è qualcosa di sepolto nel passato remoto. Il magistrato De Carolis deve capire tutto prima che arrivi l’ultima delle dodici rose rosse che, un giorno dopo l’altro, uno sconosciuto invia. Mina Settembre e gli altri sono figure che Maurizio de Giovanni ha già messo alla prova in un paio di racconti. In “Dodici rose a Settembre” compaiono per la prima volta in un romanzo. Sono maschere farsesche sullo sfondo chiassoso di una città amara e stanca di tragedie. Un mondo di fatica del vivere che de Giovanni riesce a far immaginare, oltre all’intreccio delle storie, già solo con il linguaggio parlato dai vari personaggi di ogni strato sociale: ironico, idiomatico, paradossale, immaginoso.

Continua a leggere

Da lontano sembrano mosche – Kike Ferrari

Trama

Il signor Machi è un uomo potente a Buenos Aires, quando si guarda allo specchio vede l’immagine del successo. Padrone di un piccolo impero, colluso in ogni sorta di traffico, Machi procede in modo spregiudicato in tutti gli ambiti. Per intenderci, in Italia sarebbe uno del “mondo di mezzo”. Ma cosa succede se un giorno, alla guida della sua Bmw nera da 200 mila dollari, fora una gomma e scopre nel bagagliaio un cadavere dal volto sfigurato da un colpo di pistola? Chi gli ha voluto giocare un brutto tiro? Sono tanti quelli che lui ha schiacciato e umiliato, e ai suoi occhi sono sempre stati così insignificanti da sembrargli da lontano solo piccole mosche. Così inizia la giornata più difficile dell’indimenticabile signor Machi, un personaggio emblematico e rappresentativo dei nostri giorni, abituato all’impunità del potere, che per la prima volta si ritrova alle prese con una situazione che sembra essergli sfuggita di mano.

Continua a leggere

Oggi parliamo con… James Fantauzzi

Intervista a cura di Emanuela Di Matteo

James Fantauzzi, autore di numerose graphic novel, l’ultima delle quali è il bel fumetto storico “La Guerra Dei Marsi”, ha origini fieramente abruzzesi ma è di cultura e formazione francese (ha studiato a Lione per molti anni). Oggi è con noi di Giallo e Cucina per una conversazione che parte dai suoi ricordi e che diventa subito di ampio respiro; dai lavori di fumettista fino ad arrivare all’Italia di oggi, James Fantauzzi ci racconta la ricerca di un senso etico che in molti hanno perduto…

James, ogni tua graphic novel è legata strettamente a un determinato fatto storico. Ti consideri più uno studioso o un artista?

Non sono un vero artista e non ho una formazione accademica. Sono cresciuto con i mensili di Batman degli anni 70 in Francia, disegnati dal grande Neal Adams e sono stato da adulto un grande appassionato di Dylan Dog, il capolavoro di Sclavi. Tra i miei referenti artistici di sempre inserirei soprattutto Alan Moore e le sue storie (V per Vendetta in primis e Killing Joke, la storia di Jocker). Amo l’arte, ma da semplice profano. Provengo artisticamente dallo “tsunami” punk che devastò e rivoluzionò gli assetti culturali mondiali dalla seconda metà degli anni 70. Un’ondata devastante che ebbe tra i suoi tanti motti: “non è importante essere diplomato al conservatorio o all’istituto d’arte per “creare” ma se hai qualcosa da dire, fallo ugualmente”. Motto che applico anche nella musica ovviamente. I lavori fumettistici che ho realizzato sono legati a precisi contesti storici e lo sforzo è stato doppio per realizzarli poiché, oltre a illustrare, diventavo ogni volta un ricercatore in ambito storiografico. Per rispondere alla tua domanda, quindi, mi considero di più uno studioso.

Quale è il lavoro a cui sei legato di più o di cui sei più fiero?

Non amo molto i miei lavori, pur rispettandoli. Quando li rivedo ci scopro difetti insopportabili. Questo “blocco” riguarda tuttavia anche le mie vecchie produzioni musicali: non riesco ad ascoltare mie performance registrate in passato. Ricevo tuttavia in privato tanti complimenti da “addetti ai lavori” per 2 opere fumettistiche in particolare che hanno richiesto tantissimi mesi di intensa ricerca storica: i graphic novel “Spartacus” (la biografia del famoso gladiatore ribelle realizzato per ragazzi) e la “Guerra dei Marsi” (che narra le fasi della Guerra Sociale nel 91 a. C. tra Italici e Romani), il mio ultimo lavoro. Quando vedi alcuni docenti universitari (ma non solo) congratularsi con te poiché hanno capito lo sforzo accademico che c’è dietro un’opera, metto un po’ da parte la mia innata repulsione a rileggere le mie produzioni artistiche.

Continua a leggere

L’eredità di Mrs Westaway – Ruth Ware

Trama

Harriet Westaway vive a Brighton in un piccolo appartamento. Sua madre, che l’ha cresciuta da sola, è morta in un incidente stradale poco prima del suo diciottesimo compleanno e Harriet, dopo aver abbandonato la scuola, ha perso i contatti con tutti gli amici. Un giorno riceve una lettera inaspettata dalla Cornovaglia: la nonna, morendo, le ha lasciato una cospicua eredità. Da una parte è una notizia fantastica, perché Harriet si trova in una pessima situazione finanziaria ed è indebitata con un usuraio, dall’altra è una notizia piuttosto strana, perché la sua vera nonna è morta più di vent’anni prima. Evidentemente si tratta di un caso di omonimia, che però Harriet decide di sfruttare a suo vantaggio utilizzando le sue capacità manipolatorie che le permettono di sopravvivere come cartomante, lo stesso lavoro che faceva sua madre. Se c’è una persona in grado di partecipare a un funerale reclamando un’eredità che non le spetta è proprio lei. Ma Harriet non sa quello che la attende e ignora che la sua decisione cambierà drasticamente la sua vita per sempre. Perché non potrà più tornare indietro, nemmeno quando si renderà conto di correre un rischio mortale.

Continua a leggere

L’uomo che non amava il Rex. Suite Di Matteo 6 – Eugenio Giudici

Trama

12 Settembre 1932. Viaggio premio per i lettori del commissario Di Matteo. Potrebbe esserlo anche per lui ma una minaccia incombe sul Rex, orgoglio della marineria italiana e genovese. Il nuovissimo transatlantico non ha ancora affrontato il viaggio inaugurale nel quale tenterà la conquista del Nastro Azzurro, viene perciò organizzata una piccola crociera di prova. A bordo c’è Saro Di Matteo e non solo lui: anche il maresciallo Canepa con la moglie e Orioli, e qualcun altro voluto dal commissario. Più che il sospetto c’è la preoccupazione per un attentato alla nave. Saro Di Matteo non si rilassa, infatti un’indagine sotto copertura non è facile. E tradurre le sensazioni in realtà guasta il divertimento anche se a bordo lusso, vita mondana e incontri sono eccitanti. Ma a volte drammatici.

  Continua a leggere

Palato da detective #3 – Giusy Giulianini

LA VITA DENTRO IL RETTANGOLO DI UN TAVOLO

Valerio Varesi, il commissario Soneri e i sapori di Parma

 

Fig.1 – Il Palazzo e il Parco ducale

Fig.1 – Il Palazzo e il Parco ducale

Parma ducale, dei Farnese e dei Borbone (Fig.1 – Il Palazzo e il Parco ducale) ; Parma la piccola Parigi, per la raffinata corte di Maria Luisa d’Austria

(Fig.2 – Maria Luisa d’Austria

(Fig.2 – Maria Luisa d’Austria

(Fig.2 – Maria Luisa d’Austria);

 

Parma scrigno di tesori artistici, la Cattedrale e il Battistero, La Pilotta e il Teatro Farnese, il Palazzo e il Parco ducale, gli affreschi del Correggio

 

Fig.3_Correggio_ Affresco_Cupola_Duomo

(Fig.3 – Gli affreschi nel Duomo del Correggio) Correggio e del Parmigianino;

 

 

 

Parma della musica, dove ogni anno potenti vibrano gli accordi di una ricca stagione lirica e del Verdi Festival

Fig.4__Teatro-Regio

(Fig.4 – Teatro Regio);

 

 

 

 

Fig,5_La_Certosa

Parma delle lettere, celebrata tra le pagine di Stendhal (Fig.5 – La Certosa e Stendhal) e di Proust, dove approdarono anche Byron e Dickens;

 

Fig.6_Capitale cultura 2020

 

 

Parma Capitale Italiana della Cultura per il 2020 (Fig.6 – Capitale della Cultura 2020), capace insomma di interpretarla nel suo senso più esteso e produttivo.

 

 

 

Fig.7_Parma degli scandali

Parma degli scandali (Fig.7 – Parma degli scandali): dal dissesto Salamini al primo grande giro di tangenti ai partiti;

poi Bubi Bormioli e il suo peccaminoso amore per Tamara Baroni;

l’omicidio dell’industriale Carlo Mazza;

il crac Parmalat.

 

Fig.8_Parma della nebbia

 

Parma di nebbie e di delitti (Fig.8 – Parma e la nebbia), dove le brume stagnano lungo il torrente che la traversa o si avvinghiano alle sue colline, evocando timori indefiniti, suggestioni inquietanti, superstizioni antiche, segreti sfuggenti

 

Fig.9_Valerio Varesi

Valerio Varesi (Fig.9 – Valerio Varesi) – parmense di adozione per essere approdato a Parma, a soli tre anni, dalla natia Torino – di quelle atmosfere e di quei misteri è splendido interprete, nelle ormai quindici indagini che hanno per protagonista Franco Soneri (Fig.10 – Luca Barbareschi nei panni del commissario Soneri).

Fig.10_Luca Barbareschi nei panni di Soneri

Il commissario è uomo di poche parole, schivo, segnato dalla vita, disilluso forse, che nel corso degli anni (la sua prima apparizione risale al 1998, anno di uscita per Moby Dick di Ultime notizie di una fuga) è sprofondato in una realtà sociale e criminale in continuo divenire, che lo disorienta e che stenta ad accettare, un palcoscenico sul quale “gli attori sono piombati 

[all’improvviso] da altre compagnie e parlano lingue sconosciute” (Il commissario Soneri e La legge del Corano, Frassinelli, 2017).

 

Continua a leggere