Oggi parliamo con… Giovanni Magistrelli

Intervista a cura di Alessandro Noseda

 

Abbiamo il piacere d’incontrare Giovanni Magistrelli, in libreria con i romanzi “Il tempo degli dei” e “I volti dell’apocalisse” e al lavoro su un nuovo libro (di cui, speriamo, vorrà anticiparci qualcosa).

Benvenuto nella nostra cucina. Come saprai, amiamo parlare di libri e cucinare. Quale ricetta ci insegni?

Due ricette completamente diverse, anche se con qualche ingrediente in comune (thriller e religione). I VOLTI DELL’APOCALISSE è un thriller molto americano per il ritmo frenetico e “apocalittico” (ops!) che lo pervade, anche se è ambientato completamente a Milano e hinterland. La religione è quella che ossessiona un assassino, in particolar modo il Libro dell’Apocalisse dell’Apostolo Giovanni, tratto dalla Bibbia. La protagonista è Ribe Daverio, ex ispettore di Polizia e ora investigatrice, una donna non dedita a compromessi, che segue più il senso di giustizia dettato dalla propria coscienza che dal codice penale. È lei che deve trovare il killer e fermarlo in una indagine ufficiosa affidatale dal suo ex capo, il commissario Stefano Sanna (anche suo saltuario amante).

IL TEMPO DEGLI DEI parte in modo strano, dalla battaglia delle Ardenne in Belgio nel gennaio 1945, sul finire della Seconda Guerra Mondiale. Cosa ancora più particolare il fatto che nei panni di due soldati americani ci siano due dei di Asgard, Thòrr e Baldr. Tra i nazisti invece… Loki, il dio del caos. Queste tre divinità (insieme a Tyr, dio della guerra) hanno usato il conflitto come una novella Iliade, ma quando Odin lo scopre, la sua ira lo porta a esiliare i quattro sul nostro pianeta. Qui, sotto il Vaticano, una squadra di religiosi sensitivi agli ordini di Papa Pio XII avverte l’arrivo di queste “entità” e da lì partono avvenimenti sconvolgenti che ci accompagnano fino al 2001 e poi al gran finale nel 2017. Qui il ritmo è ancora più forsennato rispetto all’altro romanzo e si viaggia da Dubai a New York, da Teheran a Las Vegas, da Tel Aviv a Roma. E la domanda è: se gli dei di Asgard sono veramente delle divinità, allora cosa c’è di vero nelle religioni monoteistiche e cosa faranno le loro guide per difendere il controllo che hanno sui loro fedeli?

Entrambi sono molto cinematografici e i rispettivi sottotitoli potrebbero essere Giustizia e Verità.

Il nuovo romanzo, appena terminato (incrocio le dita per il suo destino editoriale) è un thriller distopico/ucronico. Unico spoiler: il suo sottotitolo potrebbe essere Libertà.

 

Chi è Giovanni uomo? L’autore invece?

Da più di trent’anni viaggio per il mondo come export manager, sono sposato con due figlie adolescenti e vivo non lontano da Milano, a Busto Arsizio. L’autore è anche un lettore, che ama King, Tolkien, Lovecraft, Poe, R.E. Howard, Cussler, Ludlum (mi fermo qui). Scrivo nello stesso modo in cui leggo, cioè non mi voglio annoiare. Cerco di essere originale (ci provo, almeno!) e non mi piace legarmi né a un personaggio né a un genere.

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Oggi parliamo con… Alastor Maverick e L.A. Mely

Nella nostra cucina, oggi abbiamo non un solo ospite ma due. Sono con noi Alastor Maverick e L.A. Mely, autori della saga a 4 mani “SteamBros Investigations”. Benvenuti, ragazzi! Parliamo un po’ di voi e della vostra opera.

Chi sono Alastor e L.A. Mely e chi sono i protagonisti della vostra saga?

Alastor: Ciao a tutti. Alastor è il mio pseudonimo. Un nome d’arte che mi porto appresso da prima ancora che Malocchio Moody combattesse i mangiamorte nella saga del maghetto più amato del mondo.  Ho 36 anni, sono sposato e ho un bimbo piccolo di nome Martin. Nella vita faccio l’operaio metalmeccanico ma sotto sotto sento di dover ascoltare la vocina interiore che mi spinge a raccontare storie. Sono un appassionato di Steampunk. Tutto quello che riguarda questa corrente culturale scatena la mia più profonda curiosità e mi dà ispirazione per le mie future opere. Mi piace scrivere, inventare, progettare, costruire. Tutto quello che richiede l’uso di testa, inventiva, capacità di risolvere i problemi, pensiero laterale, mi affascina. Melinda e Nicholas Hoyt sono fratello e sorella che fin da piccoli vedono sfasciarsi la propria famiglia, finendo a vivere dallo zio. Perdendo tutto si ripromettono di rimanere uniti e Melinda, essendo la maggiore, anche se di pochi anni, diviene protettiva nei confronti del piccolo Nicholas per proteggerlo dal mondo esterno, nonostante sia poco più di una bambina.

L.A. Mely: L.A.Mely è una ragazza nata a fine anni ’70 che è cresciuta negli anni ’80 e che li porta ancora nel cuore con nostalgia. La passione per la scrittura ha ragioni antichissime. Quando chiesi una macchina da scrivere a Babbo Natale avevo 8 anni. Chi sono i protagonisti della nostra saga? Melinda e Nicholas Hoyt sono due fratelli che sono dovuti crescere troppo in fretta. Scoprire la verità, in merito al mistero che ha sconvolto la loro infanzia, è il loro obiettivo principale ma non sanno che la ricerca sarà più pericolosa di quanto credono.

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Oggi parliamo con… Mariano Sabatini

Intervista a cura di Alessandro Noseda

 

Abbiamo il piacere di ospitare nella nostra cucina il giornalista, scrittore, commentatore, influencer… (e molto altro ancora) Mariano Sabatini

Benvenuto! Noi di Gialloecucina chiediamo sempre agli ospiti una ricetta speciale. Se ti va, la prepariamo insieme mentre chiacchieriamo…

Cosa cuciniamo?

Il pancotto che mi faceva mia nonna. Pane raffermo, casareccio preferibilmente, ma anche panini e quelle che a Roma chiamiamo rosette, a Milano credo siano le michette. Acqua quanto basta in cui metteremo un paio di spicchi d’aglio, del sale grosso e alcune foglie d’alloro. Quando bolle, buttiamo dentro il pane, circa 80 gr. a testa, ma anche 100. E appena l’acqua si sarà assorbita, se è troppa aggiungiamo altri pezzi di pane o del pane grattugiato, quindi un giro di olio extravergine d’oliva, del pepe se piace, e una spolverata di parmigiano. Semplice e buonissimo.

 

Cominciamo con una breve biografia? Chi è Mariano?

Da circa venticinque anni un giornalista e uno che scrive, ovunque e per qualunque medium: carta stampata, web, libri, radio, tv. Per i maggiori network ho firmato programmi storici come Tappeto volante e Parola mia di Luciano Rispoli e poi, tra gli altri, Uno Mattina. Ora continuo a frequentare gli studi televisivi come commentatore e ho una mia trasmissione su InBlu Radio, dal titolo AtuXtv, dove analizzo i programmi della settimana e intervisto personaggi legati alla tv. Ma la vera novità per me sono i romanzi, ne ho scritti due, di genere giallo noir thriller, con protagonista il giornalista investigativo Leo Malinverno: L’Inganno dell’ippocastano e Primo venne Caino, entrambi pubblicato da Salani.

 

Scegli pure un vino. Hai preferenze?

Non sono un gran bevitore, preferisco i bianchi, ben freddi, tipo il Ribolla gialla. Se rosso deve essere che sia un Amarone.

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Oggi parliamo con… Vanessa Roggeri

Intervista a cura di Alessandro Noseda

 

Abbiamo il piacere di ospitare nella nostra cucina Vanessa Roggeri in libreria con La cercatrice di corallo. Benvenuta! Mi dai una mano con la cena mentre chiacchieriamo? Cosa ti va di cucinare?

Cominciamo, con una breve biografia?

Grazie per l’invito, è una cucina luminosa e densa di aromi, complimenti.

Quando mi chiedono di parlare della mia vita o di descrivermi sono sempre molto parca di informazioni perché preferisco che siano i libri a raccontarmi. Quando un autore mette se stesso nelle sue storie il lettore lo percepisce e capisce di lui cose che vanno al di là del linguaggio. Mi capita spesso che i lettori a fine presentazione si avvicinino e mi dicano che era proprio così che mi avevano immaginato, un complimento implicito che mi fa molto piacere. Detto questo, posso dirvi che sono nata a Cagliari, mi sono laureata in Relazioni Internazionali e scrivere è la mia vita.

 

Quando, come e perché è nato il tuo amore per la scrittura?

È nata intorno ai sedici anni come derivazione diretta del mio amore per i libri. Era il mio modo di far sopravvivere le storie che più avevo amato anche dopo aver letto l’ultima pagina; si incomincia per emulazione, perché ti innamori di un autore e del suo mondo, e molto presto capisci che in realtà sei alla ricerca della tua voce, del tuo stile personale e che il tuo percorso è ancora tutto da costruire. La passione è diventata progetto di vita: volevo diventare scrittrice e sono andata avanti con determinazione finché il sogno non è diventato realtà.

 

De La cercatrice di corallo una penna raffinata come Elisabetta Bricca ha scritto: “Lo stile di Vanessa è sempre di alto livello, ricercato senza risultare artificioso”. Mi pare un’incoronazione non indifferente. Che ne pensi?

Sono grata a Elisabetta per questa definizione lusinghiera. Mi rende felice perché proviene da una collega che ha tutta la mia stima. Non ci siamo ancora incontrate, spero ci sia presto occasione.

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Oggi parliamo con… Annalisa Giuliani

Intervista a cura di Alessandro Noseda

 

Abbiamo il piacere di ospitare nella nostra cucina Annalisa Giuliani autrice de L’amore coniugato. Benvenuta!  Cominciamo con una breve biografia: chi è Annalisa?

Questa è sicuramente la domanda più difficile, dare una definizione di sé, nonostante i miei 50 anni dietro l’angolo, è cosa ardua. Sono abruzzese, nata ad Atessa dove vivo e lavoro, sono avvocato e insegnante.  Se sono una scrittrice? Mi sembra una usurpazione di titoli. Sono sicuramente una lettrice e una accumulatrice seriale di libri. La scrittura è un piacere che mi viene dall’innamoramento precoce della parola scritta.

Quando, come e perché è nato il tuo amore per la scrittura?

Ho sempre amato leggere e ho sempre scritto, mi è sempre venuto più facile esprimere i miei pensieri attraverso l’inchiostro. Ho cominciato a scrivere favole per gioco insieme a mio figlio. Quasi una legittima difesa nei confronti delle parole degli atti giudiziari che mi suonavano aride e rigide.  Ho scritto il mio primo racconto “Chiedilo ad Arturo”, con il quale ho partecipato al Festival “il dio di mio padre” dedicato a John Fante, ricevendo una menzione speciale. Nel 2015 allo stesso festival il mio racconto “Sogni nella casa di bouganville” ha vinto il premio della giuria tecnica.  John Fante mi ha portato fortuna!!! Poi ad un concorso letterario ho incontrato uno scrittore vero: Sandro Bonvissuto e il suo imperativo: “Scrivi!”

L’amore coniugato è il tuo romanzo d’esordio. Tre motivi per cui leggerlo assolutamente?

L’amore coniugato è il mio primo romanzo, è incentrato sull’amore. Quello di Artemisia ed Ernesto, che si legano indissolubilmente l’una all’altro con un sentimento profondo, riconoscendosi ognuno come la reciproca metà elettiva dell’altro. Si amano e si legano nonostante lui sia già sposato. Artemisia sarà costretta a scegliere. La scelta la porterà a rivisitare il suo sofferto passato, a cambiare vita e scoprire che l’amore autentico non si esaurisce ma si trasforma, passa di persona in persona, torna al punto di partenza. Sempre uguale, sempre diverso. Coniugato, appunto.

I motivi per cui leggerlo? Perché l’amore con la sua imperfezione pervade l’esistenza di tutti, per scoprire che può essere coniugato in tempi e modi diversi, e che la felicità non è che un inciampo.

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Oggi parliamo con… Corrado De Rosa

Intervista a cura di Alessandro Noseda

 

Abbiamo il piacere di ospitare nella nostra cucina Corrado De Rosa, in libreria con L’uomo che dorme.

Benvenuto! Noi di Gialloecucina chiediamo sempre agli ospiti una ricetta speciale. Se ti va, la prepariamo insieme mentre chiacchieriamo…

Cosa cuciniamo? Ci dai ingredienti e modalità di preparazione?

Confesso di non saper cucinare neppure un uovo fritto, quindi con una ricetta potrei combinare guai enormi. Se devo scegliere qualcosa che mi pacerebbe mangiare oggi, direi i tubetti con i totani. Un piatto che arriva direttamente dalla costiera Amalfitana.

 

Scegli pure un vino. Hai preferenze?

Un Nero d’Avola.

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Oggi parliamo con… Alessia Bronico

intervista a cura di Alessandro Noseda

 

Abbiamo il piacere di ospitare Alessia Bronico, ispirata poetessa abruzzese.

Benvenuta!

Sappiamo da dove vieni e cosa fai. Cosa non sappiamo che ci vuoi raccontare di te?

Innanzitutto grazie per l’ospitalità.

Cosa non sapete? Per esempio che il giallo è uno dei colori che amo di più, che insegno, che sono mamma, che detesto i pressappochisti, che sono come la mia terra ma non ci trascorro che un lembo di tempo.

 

L’abito della Felicità (LietoColle) è la tua silloge d’esordio. Quando, come e perché è nato il tuo amore per la poesia?

Sul quando e sul come possiamo ragionare, sul perché non molto… non sono stata io a scegliere. Di recente mi hanno raccontato che scrivevo poesie già dalle elementari, ma onestamente io non ricordo, è stata una sorpresa anche per me.

 

Ti piace presentare in pubblico? Una domanda che ti fanno sempre i lettori e una che vorresti ti facessero e non arriva mai.

Delle presentazioni mi piace lo scambio con chi viene ad ascoltare, mi piace la condivisione, a volte sono nate buone amicizie o delle collaborazioni. Ho molta cura delle parole mie e di quelle degli altri. Una domanda che mi fanno sempre è quella che tu mi hai posto precedentemente. Non mi aspetto mai nulla di preciso, ho imparato a non farmi troppe aspettative, sono deleterie e precludono alla meraviglia dei nuovi incontri. E poi, non è detto che io debba rispondere a tutte le domande.

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