Prossimamente al cinema: Men in black International

locandina (1).jpg

 

di Dario Brunetti

La saga volta pagina con un divertissement (ben) costruito per piacere al pubblico e riflettere le ultime tendenze. Azione, Commedia, Fantascienza -USA 2019. Durata 115 Minuti.
Un film di F. Gary Gray. Con Chris Hemsworth, Tessa Thompson, Rebecca Ferguson, Liam Neeson, Emma Thompson Uscita 25 luglio 2019. Distribuzione Warner Bros Italia.
Una donna sospetta dell’esistenza degli uomini in nero e ne vuole fare a parte, a tal punto da seguire le loro tracce fino a trovarne una base.

Molly è solo una bambina quando assiste a un intervento dei Men in Black senza farsi sparaflashare. Da allora sogna di diventare un agente segreto in tailleur e cravatta neri. Un giorno scova il quartier generale dei Men in Black e convince l’Agente O a prenderla in prova.
Ventidue anni dopo il debutto di Men in Black, gli agenti J e K lasciano il campo a un duo di assi tuonante, sexy e sufficientemente cool per voltare pagina. A dispetto del titolo Men in Black si femminilizza offrendo alle ragazze il diritto di imbracciare grandi fucili e di spararle grosse al cattivo di turno, ma la volontà non fa la qualità. In tutti i casi godetevi lo spettacolo perché MIB: International resta un film divertente in grado di riscuotere l’approvazione del pubblico. Per tutti gli altri, quelli che vogliono dimenticare, basta come al solito un colpo di flash.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il giardiniere del signor Darwin – Kristina Carlson

darwin.jpg

Recensione a cura di Dario Brunetti

Il giardiniere del signor Darwin è un romanzo piacevole e dotato di uno spiccato senso dell’humor.

E’ dire che il protagonista di questa storia, il signor Thomas Davis è un uomo particolarmente infelice e la vita non è stata certamente clemente con lui.

Dopo aver perso la moglie, vive con due figli per giunta malati ma nel suo paese, e precisamente a Down House nel Kent, è un’istituzione, un vero e proprio punto di riferimento forse solo di facciata, perché è niente po’ po’ di meno che il giardiniere del celebre Charles Darwin, famoso biologo e geologo, specializzato nell’evoluzione animale e vegetale.

Affermando con decisione che l’uomo discendeva dalla scimmia Charles Darwin, nella sua opera del 1859 intitolata “Sull’origine della specie”, riuscì a fare scatenare polemiche da parte di teologi, scienziati e filosofi.

Per Thomas Davis il signor Darwin è un vero mentore e pertanto vede in lui la luce che illumina la vita lugubre che lo sta spingendo  verso le tenebre e in uno stato di infernale disagio.

Per lui il contatto con la natura e con le piante è un vero e importante riscatto verso ciò che la vita gli ha sottratto. E il buon e fedele giardiniere contempla le bellezze nel giardino del grande scienziato, la gente di Down House gli dimostra ostilità apostrofando il povero Davis come un “senza  Dio”.

L’autrice con grande sagacia offre uno spaccato di quello che è la vita in un villaggio come Down House, dove i pettegolezzi delle solite malelingue e le piccole ritorsioni diventano vicende all’ordine del giorno, dove il tempo per i suoi abitanti viene trascorso in maniera superficiale, destando scarsa inclinazione per la ricerca scientifica, per la scoperta e l’innovazione e per tutto quello a cui Darwin era incline; il signor Davis al contrario vive nella sua ombra e di ciò ne va fiero e si sente più sicuro.

Una scrittura molto equilibrata e lineare che fa de “Il giardiniere del signor Darwin” un romanzo corale. La Carlson ha avuto delle brillanti intuizioni e la storia raccontata gliene darà il doveroso riconoscimento, infatti i due prestigiosi premi vinti in Finlandia sono un importante traguardo in campo letterario.

  

Trama

Thomas, il giardiniere di Charles Darwin, ha perso la moglie ed è rimasto solo a crescere due figli malati: secondo gli abitanti di Down House, un piccolo villaggio nel Kent, questo è il segno evidente della disapprovazione divina per le sue tendenze atee e per gli strani esperimenti che conduce sulle piante. La comunità accetta il grande botanico, illustre e benestante, ma non tollera il suo giardiniere, proiettando su di lui l’astio e le angosce provocate dallo sgretolarsi del loro quieto mondo chiuso di fronte alle dirompenti scoperte scientifiche in atto.

Dettagli

  • Copertina flessibile:126 pagine
  • Genere: Narrativa
  • Editore:Elliot (2 maggio 2019)
  • Collana:Scatti
  • Lingua:Italiano
  • ISBN-10:8869936929
  • ISBN-13:978-8869936920

 

Distruggete Israele – Vito Introna

51ChlblN4LL (1).jpg

 

Recensione a cura di Alessandro Noseda

Vito Introna è uno scrittore decisamente versatile e prolifico. Cambia stile e argomento con estrema facilità e naturalezza. Sapevo che era un’ottima penna e quando mi ha proposto di leggere e recensire “Distruggete Israele” non ho saputo dirgli di no, incuriosito anche dal titolo che poi, ho scoperto, centrare poco o nulla col tema trattato. Di certo incuriosisce e, probabilmente, invoglia la scelta in libreria per capire di che parla.

Scrivere un romanzo distopico ai giorni nostri è impresa difficilissima. Ci si confronta coi maestri del genere che vivendo la crisi materiale e di valori del secondo dopoguerra seppero donarci opere capaci di farci comprendere la fragilità della mente umana e la strategica importanza della manipolazione della comunicazione.

Il libro, che si legge in uno/due giorni al massimo, è un viaggio lisergico in un’epoca futura, condizionata da forze avversarie che dominano il pianeta e confliggono tra loro con il solo scopo di soggiogare il globo. In questo scenario infernale fatto di morte, inquinamento, assenza di prospettive future e fake news, dove le uniche vie di sopravvivenza sembrano costituite dalle sette religiose o dall’obnubilamento da droghe e alcool, si muovono pochi ribelli ancora capaci di pensare autonomamente, non “formattati”, desiderosi di comprendere la verità dei fatti e di creare un mondo migliore.

Leggere oggi le pagine di Introna alla luce di quanto sta accadendo sotto i nostri occhi, lascia basiti: è come se avesse avuto una visione drammaticamente profetica del futuro.

A una critica feroce dei regimi totalitari, dei mass media e dei sistemi di controllo delle masse attraverso la (dis)informazione, l’indigenza e l’assenza di valori etici/morali si aggiunge la condanna feroce della politica, intesa nella sua forma più abietta come strumento di dominio, arricchimento e sopraffazione del più debole.

Spero che questo romanzo, politicamente schierato e visionario, scuota le coscienze e inviti a informarsi, studiare e riflettere.

Consigliato.

Trama

Anno 2046. Josè Vincze è un diciannovenne orfano di guerra. Cresciuto in un orfanotrofio statale del nord Italia, sa che i suoi genitori sono morti nella guerra del 2029-2031, combattuta tra UE e USA contro la Russia, la Cina e alcuni paesi islamici. Educato fin da bambino a odiare i nemici, si rivela un brillante studente, al punto da conseguire il diploma di maturità col punteggio più alto dell’istituto. Dopo il diploma Josè viene mandato a lavorare dal Ministero della Famiglia presso una testata giornalistica governativa, la “World Brothers”, sotto la supervisione del suo tutor e capo-redattore Alex. Presto Josè si accorgerà di come stampa e media siano interamente imbavagliati e l’incontro con Erika, vedova di un noto blogger antigovernativo, lo renderà più consapevole della corruzione e dello squallore dilagante. La perdita del lavoro lo costringerà ad arruolarsi nella “Retta congrega”, un ente umanitario diffuso in tutto il mondo e con sede principale a Gerusalemme. Fra sesso, abuso di alcol, incontri spiacevoli e maldestri attacchi terroristici, capirà che proprio a Gerusalemme si sta scatenando un orrore di proporzioni planetarie.

Dettagli prodotto

 

  • Copertina flessibile:175 pagine
  • Genere: Narrativa
  • Editore: Cavinato (1 gennaio 2015)
  • Lingua:Italiano
  • ISBN-10:8869821013
  • ISBN-13:978-8869821011

 

Felici per sempre. Come affrontare le difficoltà della vita e vivere sereni,qualunque cosa accada – Mario Furlan

arton152506-fb528.jpg

Recensione a cura di Mariagrazia Talarico

Felici per sempre è il libro scritto da Mario Furlan e ha un lungo sottotitolo: “Come affrontare le difficoltà della vita e vivere sereni, qualunque cosa accada”. Questo manuale è un fantastico percorso nella consapevolezza di come trovare la felicità con strategie concrete per riuscire a migliorare la propria vita. Una riflessione, quella di Mario Furlan, lontana dai soliti alibi.

L’autore in Felici per sempre invita i lettori a porsi degli obiettivi senza ascoltare né scuse né giudizi negativi propri e altrui. Furlan consiglia un impegno costante e attivo nei confronti dei propri progetti, senza temere fallimenti e sfortune, tutto si può superare e affrontare un poco alla volta con l’accettazione e l’azione.  Costruire la propria autostima è un pilastro fondamentale dell’esistenza umana, la parte centrale del libro tratta di questo e consiglia di raggiungere piccoli traguardi alla volta: passo dopo passo si può arrivare davvero lontano. Una guida che spiega quanto la chiarezza del proprio volere è il primo passo verso la felicità. Prendere le distanze dai pensieri negativi è ciò che conta, senza dimenticare di focalizzare l’attenzione sul presente. È, infatti, nel presente che possiamo dare il meglio di noi. Una guida: “Felici per sempre” ci aiuta a trovare la felicità con azioni concrete che possono riuscire a cambiare in meglio la nostra esistenza.

 

Trama

Quanto ci sbagliamo sulla felicità! Spesso la confondiamo con quello che ci accade o l’avere ciò che desideriamo. Se sono ricco e famoso, se godo di buona salute, se tutti mi amano, allora sono felice. Se invece sono malato, il partner mi vuole lasciare, ho problemi di lavoro, sono infelice. Ma non è così, ci dice Mario Furlan. Perché la felicità è una faccenda interiore e non dipende da ciò che la vita ci presenta, ma da come noi ci presentiamo alla vita. Ci sono senzatetto che bevono e si drogano, e altri che sono sereni. Ci sono milionari che bevono e si drogano, e altri che sono appagati: plastica dimostrazione che non è ciò che abbiamo a renderci felici, ma ciò che siamo. Come vediamo noi stessi, il mondo, la vita. Perciò se vogliamo davvero essere felici dobbiamo cambiare rotta. La strada verso la felicità è facile, ma bisogna saper prendere la direzione giusta. E Furlan ci aiuta a farlo. Felici per sempre è un manuale, ricco di esempi pratici tratti dalla vita reale, che ci indica come superare gli ostacoli, grandi e piccoli, di tutti i giorni. Un libro sincero, introspettivo, che trasmette energia positiva per aprirci gli occhi su cosa è la vera gioia. Partendo dal concetto che il mondo esterno riflette il nostro mondo interno, l’autore ci spiega che per cambiare, e migliorare, dobbiamo partire da noi stessi. Innanzitutto imparando ad accettarci e amarci per come siamo. Perché, come sosteneva già Aristotele, la perfezione non esiste. C’è sempre qualcosa che può essere migliorato; dunque non bisogna puntare a essere perfetti, ma a essere straordinari, nel senso etimologico del termine, fuori dall’ordinario, e a valorizzare la propria unicità. Con gli inevitabili limiti e difetti. Mettercela tutta è la chiave per sentirsi appagati e felici. È questo l’inizio del percorso verso la vera felicità. E anche se a volte ci smarriamo, l’importante è ritrovarci.

 

Dettagli

  • Genere: Salute, famiglia e benessere personale
  • Copertina flessibile: 159 pagine
  • Editore: Cairo (21 marzo 2019)
  • ISBN-10: 8830900141
  • ISBN-13: 978-8830900141

 

Prossimamente al cinema: Il mangiatore di pietre

locandina.jpg
di Dario Brunetti
Un interessante ibrido tra cinema di genere e attitudine documentaristica. Drammatico, Noir Italia 2018. Durata 109 Minuti.
Un film di Nicola Bellucci. Con Luigi Lo Cascio, Vincenzo Crea, Bruno Todeschini, Ursina Lardi, Leonardo Nigro Uscita 18 luglio 2019. Distribuzione Achab Film.
Un uomo cerca vendetta a tutti i costi ma deve fare i conti con la nascita di un forte sentimento.

Cesare è un passeur, uno dei più bravi in circolazione. Per la conoscenza dell’antica arte di chi attraversa le impervie vallate alpine è cercato da criminali, che ne richiedono le prestazioni, ed è ricercato dalla legge, sempre sulle sue tracce. Quando esce di galera, dopo essersi rifiutato di parlare, trova il cadavere dell’amico e rivale Fausto ed è fermamente intenzionato a scoprire cosa sia successo.

 

Prossimamente al cinema – Domino

locandina.jpg

di Dario Brunetti

Se l’omicida è un infiltrato della CIA?.

Thriller

Danimarca, Francia, Spagna, Belgio 2019. Durata 89 Minuti.

Un film di Brian De Palma. Con Nikolaj Coster-Waldau, Carice van Houten, Guy Pearce, Paprika Steen, Thomas W. Gabrielsson Uscita 11 luglio 2019. Distribuzione Eagle Pictures.
Un uomo cerca di vendicare la morte di un amico ma scopre che il presunto omicida è un infiltrato della CIA.

Un poliziotto danese vuole vendicarsi dell’omicidio di un suo amico e collega e cerca l’appoggio dell’amante dell’amico deceduto, anche lei poliziotta. L’uomo cui i due danno la caccia è però un infiltrato della CIA che sta cercando di sgominare una cellula dell’ISIS.

 

MY MYSTERY DRIVE-IN (Re)Visioni in Salsa Giallo-Noir: SHERLOCK HOLMES – NOTTI DI TERRORE (“A STUDY IN TERROR”)

Rubrica a cura di Giuseppe Cozzolino

a_study_in_terror.jpg

SHERLOCK HOLMES – NOTTI DI TERRORE (“A STUDY IN TERROR”)

Soggetto:  Adrian Conan Doyle (dal suo racconto “Fog”), Derek Ford, Donald Ford.

Sceneggiatura: Derek Ford, Donald Ford

Regia: James Hill

Interpreti: Georgia Brown, Adrienne Corri, Judi Dench, Frank Finlay, John Fraser, Donald Houston, Barry Jones, John Neville, Cecil Parker, Charles Régnier, Anthony Quayle, Barbara Windsor

Durata: 94 Min

Nazionalità:  Gran Bretagna, 1965

Genere:  Giallo,  Thriller, Horror.

 

Anni  Sessanta, gli Anni del Pop più sfrenato e dei primi crossover cinematografici più sfrenati.

Maciste contro Zorro, King Kong contro Godzilla, Batman contro Superman (scontro già ricorrente nei fumetti dell’epoca). E perché non Jack lo Squartatore contro Sherlock Holmes? Questo si saranno chiesti gli autori di “Sherlock Holmes: Notti di Terrore” (1965) diretto dal televisivo ma professionale James Hill. E in particolare l’autore del soggetto: Adrian Conan Doyle, figlio di Arthur, ideatore del celebre detective.

Il più celebre caso criminale della Londra vittoriana/edoardiana contro il più celebre detective immaginario della letteratura british, nato dalla fantasia di un energico medico scozzese. Impossibile non approfittarne ed ecco che la pellicola si apre nel modo più tradizionale possibile, con l’efferato omicidio di una prostituta nella nebbiosa Londra del 1888. In seguito lo spettatore fa la conoscenza del Dottor Watson (Donald Houston), che apprende dai giornali della barbara uccisione di alcune prostitute nel malfamato quartiere di Whitechapel, e del detective più famoso dello schermo – qui interpretato da un bravo ma non trascendentale John Neville (noi siamo del partito “Peter Cushing è il miglior Holmes degli Anni 60-70”) a cui viene recapitato un pacco contenente un importante indizio per scoprire la vera identità del killer. Ha così inizio la caccia attraverso un intreccio di sordidi vicoli e locali malfamati, che però condurrà anche ai piani alti della più prestigiosa e inattaccabile nobiltà inglese.

Altro non aggiungo se non la citazione di alcuni prestigiosi interpreti del sontuoso cast: il mai abbastanza rimpianto Anthony Quayle, il pacioso e impagabile Robert Morley, la Judy Dench futura M dei film di 007 . E l’invito a recuperare questo piccolo cult in grado di rendere in modo efficace – ottimo mix tra scenografie e fotografia – le atmosfere cupe e decadenti della Londra di fine Diciannovesimo Secolo, con l’aggiunta di qualche sequenza genuinamente scioccante  e sanguinaria. La pellicola conoscerà poi una ‘novellizzazione’ firmata da Ellery Queen (“Uno Studio in Nero”, 1966)

Il medesimo tema, arricchito di una componente ‘complottista’ che coinvolge la Massoneria e la Corona stessa, verrà poi recuperato nell’altrettanto valido “Assassinio su Commissione” (1979) di Bob Clark, con Christopher Plummer e James Mason nel ruolo di Holmes e Watson, e ne “La Vera Storia di Jack lo Squartatore” (2001), dei fratelli Hughes, tratto da un fumetto di Alan Moore – “From Hell” – con Sherlock sostituito dall’ispettore Freddie Abberline, in realtà abbastanza affine nei metodi, ed interpretato da Johnny Deep.