Oggi parliamo con… Valentina Sagnibene

L’ospite di oggi ha recentemente pubblicato Anemo.

Sophie… nel paese di Anemos. Non solo un romanzo fantasy: una storia per tutti”.

Per ulteriori informazioni visitate :

http://www.prosperoeditore.com/anemos-detail.html

Grazie per l’intervista e corriamo a leggere cosa ci ha raccontato nell’intervista rilasciata ad Alessandro Noseda

 

Intervista a Valentina Sagnibene a cura di Alessandro Noseda

 

Benvenuta su Giallo&Cucina. Un caffè? Un aperitivo?

Grazie a voi per avermi invitato! Vista l’ora, direi un bell’aperitivo a cui non riesco mai a dire di no. Uno “sbagliato” lo prenderei volentieri, come mia consuetudine. ( Al che tutti mi guardano come se fossi matta. Eh, per fortuna ho uno stomaco forte!)

 

Quando e come è nata la tua passione per la lettura? Qual’è il tuo rapporto con la cucina?

La mia passione per la lettura è iniziata ancora prima che iniziassi la scuola: ho passato tutta l’estate precedente alla prima elementare chiedendo a mio padre di insegnarmi a leggere. E quando non ci riuscivo, lo tiravo matto. Una gran rompi scatole fin da piccola!

Per quanto riguarda il mio rapporto con la cucina… Beh, è una piacevole serata questa, non credi anche tu? C’è un cielo bellissimo! ( Elude palesemente la domanda)

 

“Anemos”. Com’è nata l’idea?

Anemos è il mio primissimo romanzo, una specie di “prova” per me. Ho sempre desiderato scrivere, e poichè mi sono innamorata della letteratura a partire dal genere fantastico, ho voluto cimentarmi in esso come primo approccio. Arrivavo da un anno piuttosto difficile, il primo di università, tantissimi cambiamenti e alcuni in negativo: ho perso due persone per me fondamentali, una perchè ” è la vita, non ci puoi fare niente”, l’altra per destino, o forse per scelta. Tra le pieghe di questo romanzo fantastico e tra le avventure della mia piccola protagonista, ho rielaborato un lutto e inserito qualcos’altro che mi appartiene nel profondo. Insomma, non si tratta solo di un romanzo fantasy! ( Sì, noi aspiranti scrittori siamo molto complicati.)

 

Ti sei ispirata a qualche persona reale per la caratterizzazione del tuo protagonista o è frutto della tua fantasia?

Direi entrambe le cose. Credo che a volte, sopratutto alle primissime armi, sia difficile separare il proprio “io” autoriale dal tuo protagonista, è questione di chimica quasi, qualcosa che non sempre riesci a controllare, anche sarebbe bene imparare a tenere sotto chiave la propria emotività ( ci sono miliardi di cose che devo ancora imparare in realtà). Così Sophie è un po’ di me, e un po’ di ciò che ho voluto che fosse.

 

Esiste una colonna sonora che fa da sfondo alla tua attività di scrittrice?

Non sempre ascolto musica mentre scrivo, ma quando lo faccio mi indirizzo verso Einaudi, Yurima, e Allevi, oppure qualche colonna sonora che mi piace particolarmente ( lo ammetto, raramente è musica allegra, più nostalgica direi)

 

A chi e perché consiglieresti la lettura del tuo libro?

Sopratutto ai ragazzi ovviamente, dalla prima adolescenza in su. Quello che più al mondo mi farebbe piacere è che si capisse la vera storia che c’è dietro alle vicende di Sophie e Itha ( la sua compagna di avventure). Il genere fantasy in Italia è etichettato come ” tutto uguale”, le solite creature, il solito mondo, la solita lotta del bene contro il male. Non posso dare torto a questo dato di fatto, e proprio per questo ho tentato di fare qualcosa di diverso inventando da cima a fondo un mondo nuovo. E la battaglia, quella vera, forse non è proprio tra il classico bene e male…

 

Hai altri progetti letterari in cantiere?

Rispondo con un timidissimo sì. Si tratta di una storia totalmente diversa però, ambientata ai giorni nostri e costruita da tre punti di vista… ma ancora è troppo presto per parlarne. Diciamo che dopo un primo tentativo, sto provando a muovere un passo più sicuro. Restando ferma nella mia convinzione di sapere di non saper fare, ovvio. ( Socrate, perdonami.)

 

A tua scelta: lasciaci con una citazione o con una ricetta!

Penso abbiate capito che la cucina è un mondo a me sconosciuto ( e verso il quale nutro un ingiustificato timore!). Così vi lascio qualche verso di un poeta che adoro, Neruda, che mi è capitato di rileggere poco fa :

“E’ una casa tanto grande l’assenza
che v’entrerai traverso i muri
e appenderai i quadri all’aria.

E’ una casa tanto trasparente l’assenza
che senza vita ti vedrò vivere
e se soffri, amor mio, morirò un’altra volta.”

 

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