Stasera al cinema… Gli anni più belli di Gabriele Muccino

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Gli anni più belli, il film diretto da Gabriele Muccino, è la storia di un gruppo di quattro amici, formato da Giulio (Pierfrancesco Favino), Gemma (Micaela Ramazzotti), Paolo (Kim Rossi Stuart) e Riccardo (Claudio Santamaria). La loro amicizia dura da ben 40 anni, esattamente dal 1980 ad oggi, attraversando l’adolescenza fino all’età adulta. I tre uomini sono cresciuti insieme sin da giovanissimi per poi incontrare, durante gli anni del liceo, Gemma – unica donna del gruppo – di cui Paolo s’innamora immediatamente. La piccola comitiva ha affrontato cose belle, come speranze e successi, e momenti brutti, dovuti a delusioni e fallimenti. Ma al racconto di amicizia e di amore si intreccia inevitabilmente quella che è stata la storia d’Italia e di conseguenza degli Italiani in questi ultimi decenni. Le vicende di Giulio, Gemma, Paolo e Riccardo, ambientate in epoche diverse, diventano un modo per ricordare da dove veniamo, per dire chi siamo oggi e per intuire chi saranno i nostri figli; quello che rivela è che apparteniamo tutti a un cerchio della vita nel quale le dinamiche non fanno altro che ripetersi generazione dopo generazione. Riuniti dopo anni, nel corso dei quali hanno preso strade diverse, i quattro si ritrovano ancora una volta insieme per ricordare i momenti di gioia e quelli che hanno messo duramente alla prova la loro amicizia, come la delusione di Paolo o i rimpianti di Giulio.

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Stasera al cinema… 18 Regali di Francesco Amato

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18 Regali, film diretto da Francesco Amato, è la storia di Elisa (Vittoria Puccini), che a 40 anni ha perso la vita a causa di un male incurabile, lasciando il marito e la figlioletta di solo un anno. Sapendo di non avere speranze di vita la donna, prima della sua dipartita, pensa a come restare vicino alla piccola dopo la sua morte. È così che ogni anno nel giorno del suo compleanno Anna (Benedetta Porcaroli) riceve un regalo da suo padre Alessio (Edoardo Leo) per conto della madre, fino alla maggiore età. Con questi diciotto regali Elisa dimostra a sua figlia che, nonostante un fato avverso, lei c’è e che le è accanto. Il giorno in cui compie 18 anni, alla ragazza viene consegnato l’ultimo dono, ma Anna invece di presenziare alla sua festa organizzatela dal padre, decide di fuggire. Un regalo non sembra poter colmare il vuoto lasciato dalla madre, un’assenza che l’ha spinta sempre a ribellarsi, anche il giorno del suo compleanno, decidendo di girovagare nella notte piuttosto che festeggiare. Giovane, piena di pensieri, triste e addolorata, Anna non si accorge che una macchina corre dritta verso di lei, investendola. Quando si risveglia dal suo incidente la giovane riceve il regalo che ha sempre voluto nella sua vita: sua madre è lì con lei. Finalmente le due donne possono confrontarsi, parlare e conoscersi.

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Stasera al cinema – Hammamet di Gianni Amelio

a cura di Alessandro Noseda

Avevo grandi aspettative per questo film.
Pensavo scavasse nell’uomo, dietro il politico, oltre le complesse trame di partito, gli ordini di scuderia, le impellenti necessità finanziarie della politica.
Desideravo capire di più di un periodo buio, complicato e complesso di cui ho buona memoria.

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Stasera al cinema… Croce e Delizia di Simone Godano

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Croce e Delizia, il film di Simone Godano, vede protagoniste due famiglie molte diverse tra loro. I Castelvecchio, eccentrici e con una mentalità aperta, ma narcisisti e disuniti. I Petagna sono tutto l’opposto: gente molto affiatata, di estrazione sociale più umile, dai valori tradizionali ma conservatori. Come mai queste due famiglie così diverse si ritrovano a trascorrere le vacanze estive insieme?Lo sanno solo i capifamiglia Tony e Carlo l’inaspettato annuncio del loro amore scardinerà gli equilibri delle due famiglie ma soprattutto quelli di Penelope e Sandro, i loro rispettivi primogeniti.

 Recensione a cura di Stefania Ghelfi Tani

La regia di Simone Sodano e la sceneggiatura di Giulia Steigerwalt propongono un soggetto attuale e delicato sviluppato con tono leggero, in una commedia dai risvolti comici anche grazie alla bravura di tutti i personaggi, in primis Tony Castelvecchio interpretato da Fabrizio Bentivoglio, bravissimo e credibile nel rendere il suo ruolo pur rischiando, talvolta, di cadere nella caricatura di se stesso e Carlo Petagna rappresentato da Alessandro Gassman, altrettanto valente nel rendere l’autenticità e la sensibilità del suo personaggio.

Una coppia, un dualismo fisico e caratteriale, con i due che sembrerebbero molto male assortiti, provenienti da mondi all’opposto, totalmente differenti sotto ogni punto di vista. La rivelazione che fanno alle rispettive famiglie lascia prima incredulità, poi rifiuto e al tempo stesso innesca lo svelamento di dolorosi rancori latenti, mandando in frantumi gli equilibri.

I rispettivi figli maggiori: Penelope, un’intensa Jasmine Trinca e Sandro, un genuino Filippo Scicchitano, anch’essi agli antipodi, si coalizzano per boicottare le intenzioni paterne e vanno a ribaltare i ruoli generazionali. Emerge soprattutto il personaggio della Trinca che si rivela, anche grazie ai momenti di dialogo e condivisione con Gassman, il fulcro emotivo della pellicola e di conseguenza la più soggetta ad un cambiamento.

La scena del ballo collettivo è bellissima, divertente e si rivela un momento di complicità spontanea che lascia ben sperare.

Una commedia che tratta i temi dell’identità sessuale e delle relazioni familiari complicate, le diversità di scelta e culturali, presentati senza moralismi e giudizi. Croce e delizia racconta come guardare all’altro con apertura sia il giusto percorso per l’accettazione in ogni ambito, e che fare uno sforzo per conoscersi potrebbe portare a vedere l’altro per quello che è realmente, forse non troppo dissimile da noi, nonostante le differenze palesi.

Un invito alla tolleranza, all’accoglienza, alla comprensione.

 

Stasera al cinema… Suspiria di Luca Guadagnino

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La giovane danzatrice americana Susie Bannion arriva nel 1977 a Berlino per un’audizione presso la compagnia di danza Helena Markos nota in tutto il mondo. Riesce così ad attrarre l’attenzione della famosa coreografa Madame Blanc grazie al suo talento. Quando conquista il ruolo di prima ballerina Olga, che lo era stata fino a quel momento, accusa le dirigenti di essere delle streghe. Man mano che le prove si intensificano per l’avvicinarsi della rappresentazione, Susie e Madame Blanc sviluppano un legame sempre più stretto che va al di là della danza. Mentre Susie stringe amicizia con la ballerina Sara, condividendo con lei i suoi sospetti sui segreti oscuri e minacciosi che incombono sulla corpo di ballo anche un anziano psicoterapeuta cerca di scoprire i lati oscuri della compagnia.

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Stasera al cinema… A star is Born di Bradley Cooper

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In questa nuova rivisitazione della tormentata storia d’amore, Cooper interpreta Jackson Maine, musicista di successo che si sta però avviando sul viale del tramonto che scopre, e si innamora della squattrinata artista Ally. Lei ha da poco chiuso in un cassetto il suo sogno di diventare una grande cantante, fino a quando Jack la convince a tornare sul palcoscenico. Ma mentre la carriera di Ally inizia a spiccare il volo, il lato privato della loro relazione sta perdendo colpi a causa della battaglia che Jack conduce contro i suoi demoni interiori.

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Stasera al cinema… Mamma mia! Ci risiamo di Ol Parker

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Sono passati alcuni anni e Sophie ha deciso di rimodernare l’hotel di famiglia, sull’isola greca di Kalokairi, per rendere omaggio a Donna. Mentre soffre per la lontananza di Sky e si adopera perché l’inaugurazione dell’hotel sia memorabile, ripensa alla vita di sua madre, ai giorni che le hanno cambiato la vita e alla scelta di restare su quell’isola per sempre.

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Stasera al cinema… La casa dei libri di Isabel Coixet

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Anni ‘50, Florence Green, vedova di guerra dallo spirito libero e coraggioso, vuole iniziare una nuova vita dopo la dolorosa scomparsa dell’amato marito. Per farlo decide di aprire una libreria nella sonnolenta cittadina inglese di Hardborough, nel Suffolk, sfidando la mentalità piccola e bigotta degli abitanti del luogo. A sostenerla nella sua impresa il vecchio Signor Brundish e la sua giovane aiutante. Ma averla vinta sulla comunità locale e soprattutto sulla vendicativa Signora Gamart sarà meno facile del previsto…

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Stasera al cinema… Sulla mia pelle di Alessio Cremonini

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Sulla mia pelle, il film diretto da Alessio Cremonini, è l’emozionante racconto degli ultimi giorni di vita di Stefano Cucchi (interpretato da Alessandro Borghi) e della settimana che ha cambiato per sempre la vita della sua famiglia, in particolar modo quella di sua sorella Ilaria (interpretata da Jasmine Trinca). Quando Stefano Cucchi muore nelle prime ore del 22 ottobre 2009, è il decesso in carcere numero 148. Al 31 dicembre dello stesso anno, la cifra raggiungerà l’incredibile quota di 176: in due mesi trenta morti in più. Nei sette giorni che vanno dall’arresto alla morte, Stefano Cucchi viene a contatto con 140 persone fra carabinieri, giudici, agenti di polizia penitenziaria, medici, infermieri e in pochi, pochissimi, hanno intuito il dramma che stava vivendo. È la potenza di queste cifre, il totale dei morti in carcere e quello del personale incontrato da Stefano durante la detenzione che hanno spinto il regista del film, Alessio Cremonini, a raccontare la sua storia: sono numeri che fanno impressione, perché quei numeri sono persone. Come dichiarato dallo stesso regista, Sulla mia pelle nasce dal desiderio di strappare Stefano alla drammatica fissità delle terribili foto che tutti noi conosciamo, quelle che lo ritraggono morto sul lettino autoptico, e ridargli vita.

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Stasera al cinema… I, Tonya di Craig Gillespie

a cura di Stefania Ghelfi Tani

La storia vera della pattinatrice sul ghiaccio Tonya Harding – o presunta vera – dato che si basa su interviste piuttosto contraddittorie.

Protagonista, prima dello sport, è l’ambiente in cui Tonya cresce. Sin da piccola e fino all’età adulta subisce una madre incombente, onnipresente, perfida, che le impartisce continue violenze fisiche e psicologiche, un padre che la abbandona e un marito anch’egli violento in un rapporto patologico.

Una madre, interpretata dalla vincitrice dell’Oscar Allison Janney, con la sigaretta sempre in mano – sembra di sentirne l’odore che impregna ogni cosa – la frangetta e i lineamenti taglienti che la rendono ancora più dispotica e avara di sentimenti, pronta solo a picchiare, umiliare, esigere e rinfacciare ogni istante i sacrifici economici fatti per permettere alla figlia di pattinare.

Tonya appena può sfugge alla genitrice per ritrovarsi però con un marito che si comporta in modo analogo e conosce solo la legge delle botte.

Solo il volare sul ghiaccio la nutre, pur avendo contro anche la giuria che non guarda solo alla tecnica ma all’immagine che nella società americana è essenziale, a costo di lasciare il talento in secondo piano.

L’unico obiettivo è la vittoria, l’unica ragione di vita di figlia e madre per arrivare in parte alla gratificazione personale per Tonya, ma soprattutto ai soldi e all’evasione da un mondo fatto di abusi e violenza.

Nessuno la culla, la accarezza e la protegge, vive nella miseria umana e fisica in mezzo a mobili di formica, moquette macchiata, troppo fumo e alcool. Vive di percosse, di allenamenti estenuanti, di rifiuti che minano il suo animo fino al triste epilogo della sua carriera.

Tonya diventa una ragazza aggressiva pur conservando un lato dolce e romantico. Una vita costellata da qualche grande successo ma da tanta infelicità, cocenti delusioni e tradimenti emotivi, cicatrici inferte nel corpo e nell’anima.

Una donna sola – sempre e comunque – che lotta contro la famiglia, contro le avversarie, contro i giurati e contro se stessa per tentare di emergere, per avere il plauso e l’apprezzamento almeno del pubblico. Tonya non riesce a sfuggire alle sue origine quasi che il suo destino fosse scritto nel DNA e, come dirà lei stessa,, sa solo pattinare e se la si priva di questo la si priva della vita.

Margot Robbie rende la sua Tonya nel migliore dei modi: è credibile, drammatica, indifesa, violenta, incompresa, determinata. Un anello debole che pur essendo criticabile è una vittima della società, non ha armi per difendersi, non ha seconde chances.

Il regista ci mostra un dramma umano senza arrivare mai alla verità. Quale sarà? Di chi ci si può davvero fidare? Ognuno ha la sua versione dei fatti, ognuno accusa l’altro, gli eventi sono plasmati dai media per fare audience. C’è del ridicolo in come si prendono sul serio certi personaggi che tali non sono; l’ignoranza e la stupidità umana che agiscono senza un vantaggio e causano solo danni.

Si mettono in scena gli anni ’80 – abiti, trucco, parrucco – la misera provincia americana, il potere dei media, la sete statunitense di eroi e di colpevoli, la volontà di essere se stessi contro la richiesta di un’omologazione, la crescita identificata dal carattere formato dal proprio vissuto, la contrapposizione tra l’importanza dell’estetica, dell’apparenza e l’essere.

La fotografia non dell’America stereotipata di Hollywood, di Manhattan, di Boston, ma quella degli ultimi, di coloro che cercano – spesso invano – di farcela, dei non eletti.

Il ritratto non di un focolare domestico bensì di legami aridi, atti solo a sfruttare l’altro a proprio beneficio, senza mai compassione, tenerezza, affetto, amore, empatia.