Lontano da casa – Enrico Pandiani

Trama

Quando torna a casa dopo una giornata di lavoro, Jasmina Nazeri non può immaginare che ad aspettarla ci siano dei poliziotti. Un uomo di colore è stato ucciso, dicono, era nudo e senza documenti, e forse l’unica in grado di identificarlo è proprio lei, che in quel quartiere di periferia conosce tutti. Il corpo martoriato è riverso a terra in un giardino pubblico, e quando viene girato a faccia in su, la sorpresa è scioccante. In quel volto la ragazza riconosce Taiwo, e anche se non lo vedeva dal tempo in cui hanno avuto una relazione, è certa che non fosse tipo da cattive frequentazioni. Come può essergli capitato un destino tanto orribile? E come si rende giustizia a qualcuno che per la società non esiste? Jasmina è donna, è giovane, ha origini iraniane: sa quanto sia difficile ottenere rispetto, un’opportunità, o anche soltanto ascolto. Per questo dedica la sua vita ad aiutare gli altri, insegnando l’italiano agli immigrati e dandosi da fare per chiunque abbia bisogno. Forse lo stesso non si potrebbe dire di Pandora Magrelli, l’ispettore che la avvicina per chiederle di collaborare in via non ufficiale alle indagini e che ha un’idea molto diversa della tolleranza, ma sembra voler scoprire la verità a ogni costo. Quella che racconta in questo nuovo romanzo non è soltanto la periferia di una città, con il fermento che si porta dentro; è lo stato primordiale verso il quale tutti stiamo tornando, pronti a trasformare chiunque in un nemico.

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Quando il delitto è arte – Tiziana Viganò

Trama

Sono passati tre anni dalle indagini di “sinfonia nera in quattro tempi” e molto è cambiato nella vita del maresciallo, ora capitano, Adelio Rusconi. Improvvisamente, sulla scena della tranquilla città di Legnano, nell’hinterland milanese, irrompe un delitto particolare, molto simile a un precedente caso di quattordici anni prima, che aveva visto coinvolta Greta Hofer, medico legale ed ex fidanzata di Adelio. Ma è solo inizio di un’atroce serie di assassini di donne che recano il marchio speciale di un serial killer: la scenografia, la cura di ogni dettaglio, la messa in posa dei cadaveri s’ispirano alla performance art, ma inventano un nuovo stile. È un rompicapo, con l’omicida in piena escalation: nessuna traccia, nessun indizio, tante piste false.

Recensione a cura di Gino Campaner (ginodeilibri)

Quando il delitto è arte è il secondo romanzo scritto da Tiziana Viganò con protagonista il capitano Adelio Rusconi, e la sua squadra, ed edito dalla Golem. Il primo era stato Sinfonia nera in quattro tempi ed in quella indagine Rusconi era ancora maresciallo. Sono passati 3 anni da allora e molte cose sono cambiate. Sia nella sua vita privata che in quella professionale. In questo romanzo lo vediamo impegnato per risolvere un caso davvero complesso ed inquietante. Tutto ha inizio quando viene scoperto il cadavere di Silvia Leonardi, una psicologa. Il cadavere è composto sul letto in maniera molto particolare. Non ci sono segni di violenza evidenti sul corpo, che è stato truccato e posizionato in modo che l’insieme ricordi una famosa opera pittorica. In più c’è da dire che a quella visione il medico legale, Greta Hofer, ha avuto un crollo emotivo ed è fuggita via, senza fare i rilievi di routine. Cosa le ha causato questa reazione? Rusconi vuole capire cosa sia successo al membro della sua squadra, e scopre che la morte della Leonardi ricorda molto da vicino l’omicidio avvenuto tempo prima della allora coinquilina della Hofer, Lara De Santis. Per quel caso era stato arrestato il suo fidanzato. Per quel delitto, per il quale si è sempre proclamato innocente, l’uomo ha appena finito di scontare 14 anni di prigione. I sospetti cadono ovviamente di nuovo su di lui. Anche perché il modus operandi sembra proprio lo stesso. Ma ha un alibi, se pur traballante. Ci sono quindi molti aspetti da chiarire e la squadra del capitano è chiamata a fare un profondo lavoro di indagine. Intanto gli omicidi continuano, e sono sempre più efferati. Qualcosa non quadra e si deve ricominciare tutto da capo. Rusconi comincia a dubitare delle sue capacità investigative ed attraversa un momento di forte crisi personale. Per fortuna, ma anche per la grande abnegazione della squadra, le indagini imboccano finalmente la strada giusta che li porterà fino al serial killer. La Viganò confeziona un racconto giallo molto accattivante. Pieno di sorprese e di frequenti cambi di prospettiva. Ritmo sostenuto, situazioni coinvolgenti e verosimili. Nessuna evidente forzatura nella trama. Un thriller classico nella accezione più positiva del termine. Un thriller che oltre alle consuete indagini ed agli spietati omicidi del serial killer mette in campo un interrogativo importante. Il colpevole di cruenti omicidi e poi veramente sempre “colpevole”? Senz’altro togliere la vita a qualcuno è sempre comunque un crimine orribile ed ingiustificabile, ma qualche volta chi lo commette lo fa sentendosi praticamente obbligato a farlo, perché, nel suo distorto percorso mentale, non aveva alternative. Chi è stato ucciso, ai suoi occhi, meritava di morire. L’aver subito violenze e soprusi non giustifica la vendetta. Ma non è proprio mai ammissibile? In nessun caso? Chi ha subito violenze fisiche e psicologiche da parte di qualcuno può permettersi di vendicarsi su chi è stato responsabile di quei crimini? Questi comportamenti certamente sbagliati meritano solo biasimo o qualche volta anche pieta e compassione? Sono gli interrogativi che attraverso questa vicenda l’autrice consegna al lettore che è così chiamato in coscienza a dare un parere. In ultima analisi un romanzo ben costruito, non banale che permette di trascorrere piacevoli ore leggendo una storia sempre interessante.

Dettagli

  • Genere: thriller
  • Editore: Golem Edizioni (4 febbraio 2021)
  • Lingua: Italiano
  • Copertina flessibile: 192 pagine
  • ISBN-10: 8892910094
  • ISBN-13: 978-8892910096

Abbandonare un gatto – Murakami Haruki

Trama

Nei suoi romanzi e racconti Murakami ha creato un’infinità di mondi, e ne ha svelato ogni segreto ai lettori. Ma c’è una dimensione in cui la sua penna non si è quasi mai avventurata: la sua vita. Con “Abbandonare un gatto”, Murakami scrive per la prima volta della sua famiglia, e in particolare di suo padre. Ne nasce un ritratto toccante, il racconto sincero del «figlio qualunque di un uomo qualunque». E forse proprio per questo speciale.

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Lockdown – Peter May

Trama

In una Londra epicentro di una pandemia, con il parlamento che ha dichiarato lo stato di emergenza nazionale, tutti gli sforzi sono concentrati nella costruzione di un ospedale che possa contenere le migliaia di infetti. Ma quando tra le macerie del cantiere viene rinvenuto un borsone di pelle con le ossa di una bambina di origini cinesi, i lavori vengono interrotti e a occuparsi del caso è chiamato Jack MacNeil, detective scozzese alle soglie della pensione. Nel frattempo, un sicario di nome Pinkie è stato contattato da un mandante segreto per occuparsi di recuperare la sacca con le ossa, sbarazzarsene ed eliminare tutti i testimoni. Inizia così una corsa contro il tempo tra Pinkie e MacNeil, il cui epilogo rivela un’elaborata e scioccante cospirazione.

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Non salvarmi – Livia Sambrotta

TRAMA

Aeroporto di Phoenix, Stati Uniti. Deva Wood, una ragazza italoamericana di ventitré anni, scompare misteriosamente subito dopo aver effettuato il checkin per un volo diretto in Italia. Dipendente dagli psicofarmaci sin dall’adolescenza, Deva è in fuga da un centro di riabilitazione che si occupa dei giovani figli di star del cinema. I ragazzi vivono in un ranch dell’Arizona dove per disintossicarsi seguono una terapia basata sulla cura dei cavalli. “Cresciuti all’ombra della fama dei loro genitori miliardari, questi ragazzi a diciotto anni hanno già sperimentato qualsiasi tipo di dipendenza: alcol, cocaina, anfetamine, psicofarmaci, interventi estetici e sesso compulsivo.” Ad aspettarla a Milano c’è David, figlio del fondatore del centro, con cui ha organizzato la fuga. I due ragazzi sono follemente innamorati e pronti a vivere insieme, ma Deva non arriverà mai all’appuntamento. Le ultime immagini di lei sono quelle delle telecamere di sorveglianza dell’aeroporto che la riprendono mentre si dirige in bagno con tracce di sangue sulle gambe. Il giorno dopo in un fiume vicino al ranch viene ritrovato il corpo di una giovane con il viso bruciato dall’acido… Alternando il racconto di carriere patinate a devastanti vicende personali, l’autrice apre uno squarcio sui risvolti segreti del mondo del cinema.

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La forma del silenzio – Stefano Corbetta

Trama

Leo ha sei anni. È nato sordo, ma la sua infanzia scorre serenamente. Con la sua famiglia, Leo parla la Lingua dei Segni, e quella degli affetti, che assumono forme inesplorate nei movimenti delle mani dei genitori e della sorella Anna. Ma è giunto il tempo della scuola e Leo viene mandato lontano da casa, a Milano, in un istituto che accoglie bambini come lui. Siamo ai tempi in cui nelle scuole è vietato usare la Lingua dei Segni. All’improvviso per Leo la vita diventa incomprensibile, dentro un silenzio ancora più grande di quello che ha vissuto fino a quel momento. Poi, in una notte d’inverno del 1964, Leo scompare. A nulla servono le ricerche della polizia: di Leo non si ha più notizia. Diciannove anni dopo, nello studio della sorella Anna, si presenta Michele, un compagno di Leo ai tempi della scuola. E inizia a raccontare la sua storia, partendo da quella notte d’inverno.

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L’Ombra del vento – Carlos Ruìz Zafon

Trama

“Quando morirò tutto ciò che sarà mio sarà tuo…

Eccetto i sogni”

L’ombra del vento è un romanzo pubblicato nel 2001 dall’autore spagnolo Carlos Ruiz Zafòn. Uscito in Spagna, diventa un vero caso editoriale, registrando otto milioni di copie vendute a livello mondiale.

Dramma, mystery, thriller e fiction gotica, L’ombra del vento narra di un segreto sepolto nel “cimitero dei libri dimenticati”, ubicato nella Barcellona di allora così tanto misteriosa, arcana ed enigmatica.

Protagonista del romanzo è Daniel Sempere, un ragazzo che fin dalla nascita si porta nel cuore la sofferenza di aver perso la propria mamma a causa del colera. Accompagnato da suo padre, che svolge l’attività da bibliotecario, viene portato in un incredibile luogo dove sono conservati tutti quei libri che vengono cancellati dall’oblio del tempo. In questo posto, nel cimitero dei libri dimenticati, Daniel è attratto da un libro: “l’ombra del Vento”, di Julian Carax. Promettendo al padre di custodire per sempre questo libro, Daniel si ritroverà ad affrontare la scoperta dell’enigmatico mistero: scoprire l’ignota identità di Julian.

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La disciplina di Penelope – Gianrico Carofiglio

Trama

Penelope si sveglia nella casa di uno sconosciuto, dopo l’ennesima notte sprecata. Va via silenziosa e solitaria, attraverso le strade livide dell’autunno milanese. Faceva il pubblico ministero, poi un misterioso incidente ha messo drammaticamente fine alla sua carriera. Un giorno si presenta da lei un uomo che è stato indagato per l’omicidio della moglie. Il procedimento si è concluso con l’archiviazione ma non ha cancellato i terribili sospetti da cui era sorto. L’uomo le chiede di occuparsi del caso, per recuperare l’onore perduto, per sapere cosa rispondere alla sua bambina quando, diventata grande, chiederà della madre. Penelope, dopo un iniziale rifiuto, si lascia convincere dall’insistenza di un suo vecchio amico, cronista di nera. Comincia così un’appassionante investigazione che si snoda fra vie sconosciute della città e ricordi di una vita che non torna. Con questo romanzo – ritmato da una scrittura che non lascia scampo – Gianrico Carofiglio ci consegna una figura femminile dai tratti epici. Una donna durissima e fragile, carica di rabbia e di dolente umanità. Un personaggio che rimane a lungo nel cuore, ben oltre l’ultima pagina del sorprendente finale.

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L’inferno Invisibile – Luca Martini

Trama

Alessandro è un affascinante medico trentenne dal carattere schivo che lavora con le tossicodipendenze e vive un rapporto difficile con l’altro sesso, complici l’educazione severa della madre, morta alcuni anni prima e del cui pesante ricordo non si è mai liberato, e l’assenza costante del padre. L’incontro casuale con Sarah, ballerina dal carattere volubile e incostante, dai tratti borderline, incapace di vivere una relazione monogama, segnerà in maniera indelebile Alessandro, che si innamorerà di lei in maniera in maniera ossessiva e malata. Un giorno all’improvviso Sarah svanisce nel nulla e Alessandro rimane vittima di un tragico incidente nel tentativo di inseguire il suo fantasma. Negli anni successivi la vita di Alessandro sembra apparentemente rientrare nei binari della serenità, fino al giorno in cui, molti anni dopo la fatidica sparizione della ragazza, la ritroverà per caso, facendo però una terribile scoperta. In un finale intenso e drammatico, Alessandro prenderà una decisione inaspettata e imprevedibile, che cambierà il corso della vita di tutti.

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La Libraia di Auscwitz – Dita Kraus

Trama

A soli tredici anni Dita viene deportata ad Auschwitz insieme alla madre e rinchiusa nel settore denominato Campo per famiglie (tenuto in piedi dalle SS per dimostrare al resto del mondo che quello non fosse un campo di sterminio): quello che conteneva il Blocco 31, supervisionato dal famigerato “Angelo della morte”, il dottor Mengele. Qui Dita accetta di prendersi cura di alcuni libri contrabbandati dai prigionieri. Si tratta di un incarico pericoloso, perché gli aguzzini delle SS non esiterebbero a punirla duramente, una volta scoperta. Dita descrive con parole di una straordinaria forza e senza mezzi termini le condizioni dei campi di concentramento, i soprusi, la paura e le prevaricazioni a cui erano sottoposti tutti i giorni gli internati. Racconta di come decise di diventare la custode di pochi preziosissimi libri: uno straordinario simbolo di speranza, nel momento più buio dell’umanità. Bellissime e commoventi, infine, le pagine sulla liberazione dei campi e del suo incontro casuale con Otto B Kraus, divenuto suo marito dopo la guerra. Parte della storia di Dita è stata raccontata in forma romanzata nel bestseller internazionale “La biblioteca più piccola del mondo”, di Antonio Iturbe, ma finalmente possiamo conoscerla per intero, dalla sua vera voce. La vera storia di Dita Kraus, la giovanissima bibliotecaria di Auschwitz, diventata un simbolo della ribellione, finalmente raccontata da lei stessa.

Recensione di Giampaolo Pierno  

La vera storia di una vita che ha come scenario una delle piaghe dell’umanità, anzi della disumanità, rivive tra le pagine di questa biografia. L’uomo di questi eventi tragici ne fa ancora argomento, nella perenne ricerca di una purificazione dalle nefandezze che per troppo tempo hanno contraddistinto uno dei periodi più bui della nostra esistenza. Un ulteriore racconto su argomenti che fanno ormai parte del nostro DNA. L’opera, pur nello sgomento della realtà che le parole hanno reso immagini di cui mi sono sentito testimone, è arrivata in fondo all’anima e al cuore, infondendo un sentimento che non avevo mai provato: quello di una disperata speranza. Quella che diviene forza e non abbandono e che fa cercare un’ancora di salvezza, proprio quando sofferenza e disperazione fanno apparire la morte come una liberazione. La Kraus ci conduce, con stile che non concede spazio ad autocommiserazione, per mano, a conoscere la sua drammatica esistenza, senza risparmiare la descrizione delle brutture che ha patito e di cui è stata testimone. Si prova pietà e incredulità di fronte alla brutalità, ma la sua esposizione degli eventi non provoca angoscia che non vorremmo leggere. Ebrea nata a Praga e attualmente residente in Israele la Kraus è una dei pochi sopravvissuti ai campi di sterminio. Dita a 14 anni si trovò a svolgere il ruolo di bibliotecaria dopo la deportazione ad Auschwitz. Nel dicembre 1943, infatti, i capi delle SS decisero di aprire una sezione speciale all’interno del campo nella quale le condizioni di vita sembrassero migliori, per poter mascherare agli occhi del mondo e delle organizzazioni umanitarie che le notizie riguardanti Auschwitz non erano veritiere.
Quel campo di sofferenza e morte, ove, oltre ai famigerati forni, si soccombeva, per fame e malattie, era, infatti,  l’unico in cui vi erano

molti bambini e per loro i nazisti avevano predisposto il blocco 31 un luogo che sembrasse normale durante i sopraluoghi della Croce Rossa. Lì nacque una scuola clandestina, in cui i bambini studiavano mentre i genitori lavoravano. Il blocco venne dotato di alcuni libri, requisiti ai prigionieri e poi comprati al mercato nero interno al campo. Dita custodiva 8 libri che ogni giorno faceva girare tra i bambini. Non era molto, ma erano libri, simbolo di un tempo meno oscuro in cui  “le parole suonavano più forti delle mitragliatrici”. Questo angolo di luce, tra le tenebre che aleggiavano nel campo, era destinato a scurirsi Nel luglio 1944 infatti i prigionieri del blocco 31 vennero inviati alle camere a gas o deportati al campo di Bergen-Belsen. Dita rientrò in quest’ultimo gruppo, ma dovette lasciare ad Auschwitz i libri della sua piccola biblioteca. Una storia che coinvolge fino all’ultima pagina e commuove, con splendida narrazione di quelle migliaia di storie, di quelle migliaia di vite che l’empia crudeltà ha spazzato via come fossero animali da macello, elevandoli, tuttavia, all’eternità nella memoria umana. Un libro di cui consiglio la lettura e le cui pagine, oltre che con gli occhi vanno lette con il cuore.

Dettagli

  • Editore : Newton Compton Editori (7 gennaio 2021)
  • Lingua : Italiano
  • Copertina rigida : 416 pagine
  • ISBN-10 : 8822739167
  • ISBN-13 : 978-8822739162