Novità in libreria : Blog Killers – Autori Vari

AA.VV.: Blog Killers. Raccolta di dieci racconti noir dei più famosi “blogger” del genere.

http://www.ibuonicuginieditori.it/almeno_un_morto/aa_vv__-blog-killers_-raccolta-di-dieci-racconti-noir-dei.html

 

 

In Italia il poliziesco, il giallo, il noir, il thriller sono i generi che vendono di più, sono tra i più amati e visti al cinema e in televisione. Si è così formata negli ultimi dieci anni una generazione di esperti che ci fanno conoscere romanzi, racconti, telefilm, film, colonne sonore, personaggi, festival. Signori miei questi sono i bloggeristi, e la loro importanza è stata spesso preponderante nella diffusione del genere giallo.

Ma ecco che grazie a una simpatica, e forse un po’ provocatoria iniziativa dell’editore I BUONI CUGINI è lanciata una sfida a chi abitualmente giudica e recensisce gli scrittori tramite il proprio blog. È stato dato un tema, ALMENO UN MORTO e a scrivere su di esso dei racconti, poi riuniti in questa antologia, sono stati invitati dei bloggeristi. Tra coloro che si sono cimentati ci sono degli scrittori, dei giornalisti degli insegnanti, ma anche dei professionisti, degli assicuratori e tanti altri.

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I Riceracconti di Marilù

– Bip. Dove sei?

– Bip. Dove vuoi che sia… ancora in cantiere.

– Bip. Allora ti chiamo

– Bip. Per favo…

DRIIIIN

– Sono io!

 Lo so, ti stavo scrivendo, non è il momento.

– Cos’è? Non mi vuoi parlare?

Ma no! Ecco mi sono spostato un attimo. È che sto lavorando a quel vecchio palazzo che era bellissimo di suo senza doverlo stravolgere. Purtroppo il proprietario ha tutte le sue idee di ristrutturazione, differenti dalle mie. Non riusciamo più a capirci. È lì dinnanzi a me che mi guarda torvo e batte nervosamente il piede. “SI DOTTORESSA, DOMANI PASSO DA LEI.

– Che fai? Bluffi? Ma che palazzo è?

– È un vecchio immobile in centro, architettura del ventennio… un palazzo pubblico, rivestito in rosetta veronese e travertino, un grande Leone di San Marco come effige, palladiana ai pavimenti, grandi finestroni rettangolari e spazi vuoti, un parallelepipedo che trasuda forza e rigore . Modernità, futurismo e razionalità…

Dai, smetti la lezione.

Mannò! È che ho tentato di rimanere fedele alle strutture, ho ridisegnato il poco mantenendo la stessa disciplina, unica concessione alla modernità un ascensore. Ma lui vuole balconi, grès porcellanato e archi faccia a vista…

– Non ci credo!

– Invero non è proprio così ma rende. Sai , ha comprato tutta la palazzina e ora ne ricava uffici, negozi e per sé  un attico e superattico… ”Sa Architetto, voglio stupire…”

Tu , piuttosto, dove sei?

– Sono in autostrada , sto tornando da Bologna, appena passata Ferrara.

Io , lo sai, a Rovigo. Non è male, ha una bella piazza chiusa con un tronfio Vittorio Emanuele e dietro lui un capitello con un bel Leone di San Marco. Dicono che quello di Rovigo sia stato scambiato di notte con quello di Venezia perché era più maestoso.

Ti ricordi? Dicevano lo stesso a Rovigno.

– Rovigo? Rovigno? Una enne divide due paesi sulle sponde dell’Adriatico, a quanto pare pure le storie sui Leoni… Rovigno , ti ricordi quell’estate? Quanto tempo è trascorso?

Senti, qui ho un cartello verde, Rovigo 2,5km, esci da quel palazzo, passo a prenderti. Ti rapirò!

– Ma non posso…

– Zitto ed esci!

– Obbedisco!

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I Riceracconti di Marilù

La terra trema di nuovo e nuovamente si spostano genti, paesi e animali. Borghi secolari o addirittura millenari scendono polverosi al suolo trascinandosi piccole e grandi tragedie che saranno velocemente dimenticate come tutte quelle che si sono succedute nel passato.
Frana il monte e crea un  nuovo corso all’acqua del fiume, inventa un lago dove non c’era. C’è un aspetto legato alla natura e alle sue forme e manifestazioni ed uno legato all’antropoformizzazione di quei luoghi. L’ingegno si è fermato da secoli e la moderna ingegneria ha saputo creare scuole e condomìni di sabbia dimenticandosi di intervenire sul territorio.
C’è una comune consapevolezza tra la storia dell’uomo e come ha modificato la natura
Io vivo in una zona che non è mai stata uguale a se stessa, una terra che si sposta nei secoli, negli anni, nei giorni. Circa 2.000 anni fa il mare disegnava le sue spiagge ad Adria che con il suo importante porto diede il nome al suo mare. Oggi quella stessa spiaggia si è spostata in avanti 50km verso Rovigno, quasi che il Grande Fiume volesse creare un ponte naturale verso l’lstria.
Probabilmente il suo progetto sarebbe andato meno spedito se non ci avessero pensato i Veneziani nel 1604 a tagliarne il corso all’altezza di Porto Viro . Quel taglio idraulico (da qui il paese di Taglio di Po) ridisegnò completamente il delta terminale del fiume e si era reso necessario per un violentissimo terremoto che nel 1570 aveva deviato irrimediabilmente il suo corso .
Sino ad allora il Po entrava in città a Ferrara stabilendone la ricchezza per via del suo porto commerciale mentre  poco più a nord il suo ramo minore segnava un confine con Rovigo retta dalla Repubblica di Venezia.

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