Oggi parliamo con… Ivan Brentari

Intervista a cura di Massimo Ghigi

 

Abbiamo il piacere di fare due chiacchiere con Ivan Brentari, autore del libro Nel fuoco si fanno gli uomini edito da Piemme. Innanzi tutto grazie per la tua disponibilità, come hai iniziato la tua attività di scrittore?

Ho cominciato a scrivere con intenzioni serie alla fine del liceo. Il primo libro mi tenne occupato per cinque anni e adesso non so nemmeno più dove sia in casa, dovrei guardare. Non lo pubblicherò mai, comunque. Però è stato una palestra. Da lì, quattro libri, tutti diversi e tutti negli ultimi quattro anni. Mesi fa su Repubblica è uscito un articolo che trattava di alcuni giovani autori, fra cui c’ero anch’io. Il capoverso che mi introduceva recitava: “Tanta gavetta per Brentari…”. Ecco, la storia più o meno è quella.

 

Nel fuoco si fanno gli uomini è il tuo primo libro di genere noir ma non è la tua prima pubblicazione assoluta, come è nata l’esigenza di cimentarti in questo genere e come ti sei trovato in questa nuova veste di scrittore pulp?

La veste, in realtà, è quella vecchia. La stesura originale di Nel fuoco si fanno gli uomini risale al 2011-2012, prima che pubblicassi qualsiasi altra cosa. È anche quello che mi piace davvero scrivere, oltre che leggere. Il noir permette di frugare la realtà come un medico legale fruga un cadavere. È un genere letterario funzionale e onesto, che non ti prende in giro e ti racconta le cose per come sono.

 

Uno degli aspetti che più ho apprezzato nel tuo libro è stata la cura con cui hai definito i tuoi personaggi, principali o comprimari che fossero, la psicologia di ognuno di loro è veramente ben tratteggiata; cosa ti ha ispirato?

Grazie, intanto. Il centro del romanzo è la Colpa. Nello specifico, la colpa del protagonista, che si sente responsabile per la morte di alcune persone cha amava. Ho assegnato a ciascuno un carattere specifico e una storia personale. Ognuno ha il suo dolore alle spalle, e il dolore rende profondi i personaggi, così come le persone. A un certo punto si sono alzati dalla pagina. Così ho detto loro: “Okay, fratelli, adesso siete pronti”.

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Nel fuoco si fanno gli uomini – Ivan Brentari

Trama

Quando Alessandro Valtorta era Serpente, braccio armato di Gerlando Piscopo, il boss di spaccio e racket nel quartiere Corvetto di Milano, solo i più coraggiosi osavano salutarlo. Tutti in Corvetto sapevano che aveva la testa ma era capace di fare cose terribili. E tutti lo rispettavano, perché avrebbe potuto portar via il posto al capo, se solo avesse voluto. Tranne suo padre. Operaio da sempre, fedele al sindacato e al partito, si era spezzato la schiena per far studiare il figlio che lo ripagava sguazzando in quel covo di tossici. Poi era morto Giorgio, fratello di Alessandro, trovato con la siringa ancora infilata nel braccio. Per suo padre era Serpente il colpevole, e forse lui stesso lo credeva. C’era voluto l’ispettore De Pin, uno sbirro diverso dagli altri, coltissimo e lontano dai giochetti di carriera, per fargli cambiare vita. Lo aveva fatto entrare in polizia, prima alle Volanti, poi all’Antidroga. Oggi Serpente è diventato il commissario Valtorta. Ha passato dieci anni a chiudere un caso dopo l’altro e a cercare di spegnere le voci dei fantasmi del suo passato. Tutto pare diverso, ora. Ma quando viene rinvenuto il cadavere di Oksana Golubeva, una prostituta, in un appartamento pieno di cocaina e soldi, Valtorta si trova davanti le ombre che pensava di essersi lasciato alle spalle. L’indagine lo coinvolge sempre più a fondo, anche quando il questore vorrebbe che si dedicasse alla sparizione di un sindacalista che sta scaldando la città e rischia di rovinare il Salone del Mobile. Valtorta deve combattere contro ciò che è stato e ciò che è diventato. Per cercare la verità attraversa come una furia una Milano scossa da manifestazioni e insinuazioni giornalistiche. Dai bassifondi ai quartieri scintillanti. È pronto a perdere tutto, anche la parte migliore di sé.

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