La palude dei fuochi erranti – Eraldo Baldini

Trama

Anno del Signore 1630. A Lancimago, villaggio perso tra campi e acquitrini, gli abitanti aspettano con angoscia la peste che si avvicina. Per prepararsi al peggio, i monaci della vicina abbazia decidono di preparare una fossa comune. Ma durante i lavori di scavo trovano numerosi scheletri sepolti in modo strano, con legacci intorno agli arti e crani fracassati. La memoria collettiva non sa dire chi siano e i frati più anziani, interrogati, rispondono con un muro di reticenza e silenzio. Mentre, con poteri di commissario apostolico, arriva monsignor Diotallevi, incaricato di allestire i cordoni sanitari per contenere il contagio, nelle paludi nebbiose, nei poderi smisurati e nelle boscaglie intorno cominciano a succedere cose inspiegabili e inquietanti: fuochi che paiono sospesi nell’aria, animali scomparsi, presunti untori che si aggirano tra le vigne. «È opera del Demonio» dicono i paesani, e subito cercano streghe e fantasmi da combattere; ma c’è anche chi a Satana si rifiuta di credere, e in nome della scienza perlustra i terreni a caccia di risposte. Eraldo Baldini ci trascina in un mondo sospeso tra religiosità e superstizione, tormentato da paure ancestrali, in cui è impossibile distinguere il naturale dal sovrannaturale, i giusti dai colpevoli, i carnefici dalle vittime.

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Come il lupo – Eraldo Baldini

Trama

Valchiusa è una piccole valle incassata tra i monti. La sua unica fonte di sostentamento e’ un vino particolare, così buono da essere ricercato e pagato a caro prezzo dai personaggi più famosi e dai politici più influenti. I valchiusani, proprio come suggerisce il nome , sono schivi e rustici e da secoli seguono delle tradizioni particolari, che nessuno al di fuori degli abitanti della valle stessa conosce.
Per puro caso, in seguito ad un lieve terremoto che ha colpito Valchiusa e le valli vicine, Nazario, maresciallo dei Forestali, in sopralluogo per valutare i danni causati dal sisma, trova un cadavere che sembra sepolto nella valle da molti anni. Ma il suo intuito gli dice che non è un semplice soldato morto durante la guerra, o un passante sventurato morto di freddo come tutti vorrebbero fargli credere.
Scavando sotto la coltre di omertà degli abitanti di Valchiusa, Nazario scoprirà la più antica tradizione di Valchiusa: una tradizione di sangue.

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