Nelle Scarpe dello Scrittore – Viaggio 10.0 : Joe R. Lansdale

Rubrica a cura di Roberto Gassi

Vi propongo un ultimo viaggio nel mondo di Hap e Leonard, la coppia di detective più divertente del noir «made in USA». Questa terza fermata titola Il mambo degli orsi.

Che cosa aspettarci da questo terzo capitolo della saga?

Leonard, ricco omosessuale di colore, e il suo amico Hap, bianco, rozzo, campagnolo ma molto sveglio, sono dotati di una particolare abilità per cacciarsi nei guai. L’ex fidanzata di Hap, l’avvocato Florida Grange, è sparita mentre stava cercando di scoprire la verità sulla morte in prigione del figlio di un leggendario musicista blues. Visto che i poliziotti sembrano non arrivare a nulla, Hap e Leonard cominciano a indagare per conto proprio. Le tracce della ragazza conducono a Grovetown, una cittadina texana dove spadroneggia un gruppo legato al Ku-Klux-Klan, e dove i due investigatori capiscono subito di non essere i benvenuti…

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Nelle Scarpe dello Scrittore – Viaggio 9.0 Joe R. Lansdale

a cura di Roberto Gassi

«Adesso vi spiego. Da ragazzo ero un lettore vorace. I miei coetanei andavano pazzi per il baseball, le macchine truccate e roba del genere, io per i libri. Ma anche per come erano scritti e per chi li scriveva. Più tardi, a undici anni, la stessa passione mi è scattata per le arti marziali; passione che, come quella per i libri, mi porto dietro ancora oggi. Ma quella dei libri mi è arrivata prima. A quei tempi, per me la parola scritta era un’entità vivente, e continuavo a divorare instancabile volumi su volumi come un formichiere che divora formiche, e come un cannibale che spera di catturare l’anima delle sue vittime io facevo altrettanto con le parole, pensando così di riuscire ad impadronirmi del metodo di chi le aveva scritte».

J. R. Lansdale.

Mi cito dall’articolo 8.0: se pensate di poter chiudere la fantasia, l’ironia, lo stile, in un barattolo di vetro sigillandolo con un tappo ermetico come fosse confettura, con Lansdale non vi riuscirà.

Dal Texas Lansdale ci descrive l’America con le sue contraddizioni e storture ma afferma di credere ancora nel sogno americano inteso come offerta di opportunità. I suoi libri sono una mescolanza di generi frutto di una dieta letteraria molto variegata infatti in un’intervista, quando gli si chiede proprio di questo, cita Hemingway, London, Chandler, Steinbeck, Faulkner, Burroughs. Quando poi gli si chiede della questione della differenza tra generi bassi e generi alti risponde: “ Io non ho mai fatto simili distinzioni. Ho sempre scritto quello che mi piaceva scrivere e, di conseguenza, ho sempre letto quello che volevo leggere”; e ancora quando gli si domanda dell’etichetta di splutterpunk attribuita ai suoi primi lavori: “Voglio essere etichettato come lansdaliano, non splatterpunk né cowpunk come ha proposto qualcuno o qualcosa di ancora più assurdo!”.

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Nelle Scarpe dello Scrittore -Viaggio 8.0: Joe R. Landsale

Rubrica a cura di Roberto Gassi

«Avevo cercato di farle avere un orgasmo, ma era stato come tentare di conquistare l’Everest in bermuda. Non ne voleva sapere. Voleva arraparmi e farmi sentire meschino e avvilito, e ci era riuscita. Ma non avevo alcun orgoglio ed ero venuto lo stesso».

Joe Richard Harold Lansdale, classe 1951. Autore di romanzi, racconti, fumetti, sceneggiature televisive. Spazia dal racconto gotico al noir, dalla satira sociale ai racconti western. Una produzione letteraria difficile da inquadrare. Se pensate di poter chiudere la fantasia, l’ironia, lo stile, in un barattolo di vetro sigillandolo con un tappo ermetico come fosse confettura, con Landsale non vi riuscirà.

Vive in Texas e qui ambienta le sue storie, attraverso le quali descrive l’anima buona della gente di questo stato, un’anima spesso corrosa dal razzismo, dalla corruzione, dalla privazione, dall’ignoranza. 

In questo viaggio 8.0 ho deciso di portarvi nel mondo di Hap e Leonard, definiti la coppia di detective più strampalata e divertente del noir «made in USA». La prima fermata titola Una stagione selvaggia, le altre saranno Mucho Mojo, Il mambo degli orsi.

Che cosa aspettarci da queste tre storie?

Una bionda esplosiva che torna dal passato; un milione di dollari sporchi da recuperare nel letto di un fiume ghiacciato; una strana banda di spostati che non hanno perso la voglia di cambiare il mondo; lo scheletro di un bambino nascosto sotto il pavimento; un’eredità inattesa, case fatiscenti, musicisti blues. E ancora: magia nera, sesso e horror.

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Nelle Scarpe dello Scrittore – Viaggio 7.0 John Fante

Rubrica a cura di Roberto Gassi

«Un romanzo costruito su tre storie… Immaginate di fondere le tre storie… Otterrete Arturo Baldini. Fatelo muovere e otterrete Chiedi alla polvere. Ammesso, naturalmente, che abbiate un talento bestiale». Alessandro Baricco.

John Fante, Denver, Colorado, 1909. Lo scrittore dimenticato che ha scelto come alterego suo padre, un emigrante abruzzese di nome Arturo Baldini.

Distribuito per la prima volta nel ’39 ad opera della Stackpole Sons, di New York,  Chiedi alla polvere è un romanzo costruito su tre storie: un ventenne che sogna di diventare uno scrittore e in effetti lo diventa; un cattolico che cerca di vivere nonostante il fatto di essere cattolico; un ragazzo italoamericano che s’innamora di una cameriera ispanoamerica e cerca di sposarla.

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Nelle Scarpe dello Scrittore

Rubrica a cura di Roberto Gassi

 

Viaggio 6.0 – Will Eisner

«Io sono FAGIN, l’ebreo di Oliver Twist. Questa è la mia storia, taciuta e ignorata dall’opera di Charles Dickens».

Pubblicato negli Stati Uniti nel 2003, è considerato un capolavoro del genere graphic novel. Eisner dimostra ancora una volta di essere un maestro del racconto a fumetti e un osservatore critico della società. Insofferente agli stereotipi sugli ebrei che perdurano all’epoca oscura del nazismo, l’idea gli viene osservando le illustrazioni originali di Oliver Twist, così decide di raccontare la storia di Fagin taciuta da Dickens.

Fagin l’ebreo

Nella Londra dell’Ottocento, molti ebrei in fuga dall’Europa, trovarono una società migliore, in cui non erano soggetti a leggi speciali o a pogrom legalizzati. Per anni l’Inghilterra era stata rifugio di ebrei spagnoli e portoghesi, noti come Sefarditi. Questi erano stati i primi ad arrivare ed erano ormai ben integrati, poi, c’erano quelli che arrivavano dall’Europa centrale, polacchi, tedeschi, erano considerati una classe inferiore, venivano chiamati Ashkemaziti.

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Nelle Scarpe dello Scrittore

Rubrica a cura di Roberto Gassi

Viaggio 5.0 – Will Eisner

«Quella dei miracoli non è una causa da difendere. O vi si crede oppure no. Io vi credo… Mi stupisco della scomparsa e del riapparire delle persone e del miracoloso persistere di alleanze impossibili.

La meraviglia di tutto ciò resiste in me e questo è già, di per sé, una meraviglia».

Nell’arco di quasi settant’anni di carriera Eisner di volta in volta, ha ricoperto il ruolo di disegnatore, colorista, sceneggiatore, editore, saggista. In suo onore è stato istituito l’Eisner Award, uno tra i più prestigiosi riconoscimenti statunitensi, conferiti per meriti artistici nel campo dei fumetti. Eisner ha presenziato personalmente alla cerimonia fino alla sua morte, avvenuta nel 2005 a Fort Lauderdale , Florida.

In questo viaggio 5.0 ritorniamo nel quartiere in cui Eisner ha trascorso l’infanzia per assistere ai miracoli che si verificavano in continuazione, che sono parte del tessuto della vita a tal punto da divenire indistinguibili dagli eventi altrimenti spiegabili, tanto da finire di essere considerati reali a tutti gli effetti.

Piccoli miracoli

Quattro storie di vita quotidiana contrassegnate da un evento eccezionale, il sapere accettare ciascuna esperienza vissuta come qualcosa di unico e irripetibile.

Parole chiave: caso, coincidenza, tradizione.

Il miracolo della dignità

La storia di Amos, uno “schnorrer”, un imbroglione scaltro, un mendicante, viveva nel parco della città. Un giorno incontra suo cugino Irving, un ricco commerciante, che cerca di aiutarlo prestandogli 5 dollari, ma lui, appellandosi alla sua dignità, riesce a scucirgliene 10.000 senza firmare alcuna ricevuta. Poi gli chiede di offrirgli un lavoro e Irving gli apre un magazzino in una strada centrale del quartiere bene, ma la grande depressione lo porta al fallimento e Amos chiede a Irving di aiutarlo ancora una volta ricomprando il negozio che aveva aperto proprio con i soldi del prestito mai restituito.

Si capovolgono le parti e Irving si ritrova in serie difficoltà economiche…

Il miracolo della generosità,  la scaltrezza di un imbroglione, il significato della parola dignità.

Magie di strada

«Le famiglie di immigrati del nostro quartiere erano convinte di trovarsi in un territorio ostile. E dai paesi d’origine ciascuno importava le proprie tecniche di sopravvivenza. Venivano tramandate come “incantesimi”».

Un giorno cercano di incastrarvi, scrivendo su due biglietti la stessa cosa. Vi dicono, però, che se sceglierai il biglietto vuoto, non ti succederà niente, in caso contrario ve le suoneranno…prendete un biglietto.

Il nuovo arrivato e Un anello speciale, chiudono la struttura di questo romanzo disegnato.

In quasi tutti i romanzi di Eisner, l’elemento biografico è preponderante ma quasi sempre filtrato dalla finzione, come ha dichiarato lo stesso autore, solo Verso la tempesta, è una vera autobiografia, in cui il legami con le proprie radici, fatti e persone, sono riportati e ricordati con fedeltà, o almeno quella fedeltà che la memoria concede. Storie vecchie di decenni che l’autore ci ripropone con sorprendente ricchezza di dettagli, un bagaglio di tradizioni, una mitologia personale raccontata a fumetti.

A cavallo tra gli anni Sessanta e Settanta, Eisner subisce il fascino della cultura giovanile e del movimento underground, ciò che lo affascina è l’uso del fumetto per raccontare fatti della vita reale ed è questo a riportarlo al tavolo da disegno dopo anni di sofferenza per la perdita dell’amata figlia Alice, da qui, il passo che lo porterà a scrivere e disegnare Contratto con Dio, è breve.

Viaggio 6.0: giugno 2021.

Consigli per la degustazione della lettura:

Piatto: Pastrami.

Vino: Alfasi Reserva Malbec-Syrah blend, vino kosher (i vini kosher sono certificati da ebrei osservanti).

Sigaro: Trinidad (lo stesso dello scorso viaggio)

Link utili

Viaggio 1.0 Fruttero & Lucentini, L’amante senza fissa dimora.

Viaggio 2.0 Fruttero & Lucentini, La donna della domenica.

Viaggio 3.0 Fruttero & Lucentini, A che punto è la notte.

Viaggio 4 .0 Fruttero & Lucentini, A che punto è la notte.

Nelle Scarpe dello Scrittore

Rubrica a cura di Roberto Gassi

Viaggio 4.0 – Will Eisner

William Erwin Eisner, Brooklyn, New York, classe 1917, è considerato il più importante autore di fumetti di tutti i tempi ed è ancora un punto riferimento per i fumettisti contemporanei. Nasce in una famiglia di immigranti ebrei: il padre è un pittore e gli trasmetta la passione per l’illustrazione; la madre invece, è originaria della Romania e nelle descrizioni di Will, soprattutto in Verso la tempesta, rappresenta il suo ancoraggio alla realtà, al quotidiano, alla semplicità delle piccole cose della vita. 

La sua avventura fumettistica inizia grazie alla collaborazione con Jerry Iger editore di Wow! What a Magazine, con il quale fonda lo studio Eisner-Iger, Ltd, realizzano fumetti per gli editori che si affacciano a questo tipo di mercato. La voglia di indipendenza e di mantenere i diritti del suo lavoro lo spinge a percorrere una strada da solista realizzando The spirit, un detective mascherato che cerca di mantenere l’ordine per le strade e di fare giustizia lì dove il crimine imperversa. Quelle che all’inizio erano storie autoconclusive pubblicate in supplementi domenicali a colori, diventano fumetti a sé stanti, albi dedicati che dal 1940 al 1952, sono stati tradotti e pubblicati in ogni parte del mondo e ristampati nei decenni successivi.

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Rubrica a cura di Roberto Gassi

Viaggio 3.0

Fruttero & Lucentini

«Lucentini non esiste, l’ho inventato io! È un personaggio del tutto immaginario, non è mai esistito e del resto già circolava questa voce da tempo e non vedo perché adesso non si dovrebbe finalmente chiarire questo punto». Fruttero scherza con il giornalista durante una insidiosa intervista in cui è senza il suo socio, l’altra metà della Ditta.

Abbiamo scelto per la terza tappa del nostro viaggio un romanzo giallo che lo stesso Fruttero definisce: «Totale come l’Odissea».

A che punto è la notte

Un lavoro letterario che con le sue seicento pagine ha ingolfato le librerie alla fine degli anni ’70 e da quale, nel 1994, è stata tratta per la RAI una miniserie televisiva in due puntate, con il ritorno di Marcello Mastroianni nei panni dell’ispettore Salvatore Santamaria, Marie Laforêt nel ruolo di Chantal Guidi, Leo Gullotta in quello di Pirotti, Max von Sydow in quello dell’arcivescovo di Torino, Alessandro Haber interpreta l’ingegnere della FIAT Vicini, Renato Carpentieri quello di Don Alfonso Pezza, e ancora Angela Finocchiaro, Ennio Fantastichini. Ultima regia di Nanni Loy.

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Viaggio 2.0 – Fruttero & Lucentini

a cura di Roberto Gassi

L’arte di non leggere.

L’arte di non leggere è assai importante. La condizione per leggere le cose buone è di non leggere roba cattiva: perché la vita è breve, e il tempo e le forze sono limitati.

La dittaFruttero & Lucentini a partire dal 1994 condusse questa rubrica televisiva dal salotto studio di Fruttero, partendo dalla citazione del pensiero di Schopenhauer che vi ho riproposto in corsivo, e riportandola  su un cartello. Come i bambini con le biglie, essi giocano con le parole, con i titoli di quelli che loro stessi definiscono i grandi libri universali. Sornioni e surreali, spaziano da Robinson Crusoe di Daniel Defoe a L’idillio di Meulan di Dante Isella, da Vite di uomini illustri di Pontiggia al Comportamento dei gatti di Paul Leyhausen, sul quale Lucentini si concede una steccata alla fruibilità dei testi confessando di dedicare alla lettura quattro ore al giorno tra la sera e la notte e, quando si approccia a tomi corposi, li taglia e rilega con del nastro adesivo per agevolarne la manualità e la lettura stessa, ed esclama: «Sarà un chilo e mezzo sto libro, ma io, senza paura, ritegni, me lo stacco a metà, me lo taglio a metà e ne faccio due volumi. Leggo sto affare così».

Nella prima puntata si chiedono perché in Televisione ci sono loro come esperti di libri e non altri, definendosi scrittori ma soprattutto «lettori maniaci» e, in quanto tali, ammettono che il rischio consta nel leggere tutto e niente, quindi il loro compito è di escludere non la letteratura che non va bene, ma quella che non bisogna affannarsi a consumare, ammettendo in prima persona che anche loro possono sbagliare.

Un ping-pong verbale: ognuno presenta la propria proposta letteraria demandando all’ascoltatore, al lettore, la scelta di discernere tra letteratura buona e cattiva, senza lasciarsi condizionare dalla fama dell’autore, dalle vendite raggiunte, dall’efficace commercializzazione, insegnandoci che i libri hanno bisogno di depositarsi.

L’arte di non leggere equivale all’arte di orientarsi e questo seme quiescente viene sparso via etere mentre discorrono come vecchi amici dimenticandosi delle telecamere: Fruttero introduce come «libro difficile» il lavoro del filologo Isella, Lucentini lecca la cartina in cui ha arrotolato il tabacco.

Il rammarico è quello di non potere anche noi scrivere una lettera indirizzandola a:

Fruttero & Lucentini

 “L’arte di non leggere”

RAI Via Verdi, 16

10124 Torino

Unica nota stonata della trasmissione è la sigla che rimanda alle comiche degli anni Trenta. Un’alternativa? Little Brown Jug di Glenn Miller.

Abbiamo scelto per la seconda tappa del nostro viaggio il capostipite del giallo italiano, ambientato in un’elegante, afosa, misteriosa Torino.

La donna della domenica

In un’intervista Fruttero racconta che discorrendo con Lucentini sulla città di Torino, quest’ultimo la trovava molto strana, le donne erano strane, una città nordica differente dalle altre città italiane, bizzarra, con un senso dello humour che non aveva riscontrato in altri posti. Indecisi se narrare di un suicidio o un’indagine, scrissero un poliziesco. La firma della ditta F&L è riconoscibile dalla prima pagina perché anche in questo lavoro come ne L’amante senza fissa dimora che vi abbiamo proposto nel viaggio 1.0 di questa rubrica, ogni capitolo è titolato con il primo capoverso.

Il martedì di giugno in cui…

L’architetto Garrone: artistoide perdigiorno, velleitario, conduce una vita da ratto passata a fare la spola tra l’alloggio di via Peyron e quella chiavica della sua stanza in via Mazzini 57. Il suo cadavere viene scoperto da un abitante dello stesso stabile: l’architetto giace dietro il tavolo da lavoro con il cranio sfondato.

Santamaria: commissario di polizia, partigiano nelle valli piemontesi da ragazzo, ritornerà al nord per i primi incarichi da poliziotto, l’origine meridionale è una connotazione da non considerare solo descrittiva del personaggio, ma un punto focale.

Anna Carla: veste i panni di un Virgilio stralunato guidando l’ispettore per i gironi abbietti e cupi della società torinese o di Caronte se preferite un immagine arcana: lo traghetterà sullo Stige (o il Po), e le anime che galleggiano a filo d’acqua sono i personaggi, in apparenza leggeri, che incontreranno. Santamaria ne ascolterà le storie indagandone l’umanità, ricostruendo l’accaduto. L’incontro tra i due svilupperà un interesse reciproco? Non vi resta che scoprirlo.

F&L ancora una volta, scandagliano la vita della borghesia piemontese proponendoci la propria visione di acuti intellettuali dalla graffiante ironia, e per quanto la soluzione del mistero sia in bella vista, l’abilità degli scrittori la camuffa, celandocela sino alle ultime pagine, accompagnandoci con maestria a farcela scoprire.

La trasposizione cinematografica del ’75 diretta da Comencini con Marcello Mastroianni e Jacqueline Bisset  come protagonisti, è fedele al testo? Lo rispecchia? Lo altera? Lo lasciò valutare a voi invitandovi a guardare il film. Non sottovalutate la colonna sonora: gli archi pizzicati, il flicorno suadente ed enigmatico, il piano percussivo, creano un inquietante leitmotiv che porta la firma del premio Oscar Ennio Morricone.

Non vi resta che indossare le scarpe dello scrittore e attraversare Torino, da via Cibrario allo storico mercato del Balùn, percorrendone le strade assaporandone idealmente i profumi e ascoltandone il vociare, ricalcando le orme del commissario Santamaria indizio dopo indizio, sino all’ultima fermata segnata dal punto all’ultima riga di questa storia imperdibile.

Consigli per la degustazione della lettura:

Piatto: Agnolotti del Plìn

Vino: Barbera D’Asti

Sigaro: Toscano

Link utili

L’arte di non leggere  https://www.youtube.com/watch?v=2o20dVC5sAE

CultBook https://www.youtube.com/watch?v=CGpn0MnGBMA

La donna della domenica, Ennio Morricone  https://www.youtube.com/watch?v=4JuH88uZgeI

Little Brown Jug, Glenn Miller https://www.youtube.com/watch?v=YOG89TrL4Vk