Alla ricerca del libro perduto: Diceria dell’untore – Gesualdo Bufalino

Trama

Il libro rivisita l’esperienza, vissuta in prima persona dall’Autore, di una degenza in un sanatorio vicino Palermo- la “Rocca” nell’estate del 1946. L’io narrante, reduce dalla guerra, protagonista-testimone di disperazioni e speranze di compagni di malattia, supera l’iniziale desiderio di isolamento e solitudine ed entra in “colluttazione” con gli altri ospiti del ricovero; soprattutto Marta, leggiadra e sfuggente ballerina del Nord dall’ambiguo passato, con cui intreccerà una sofferta storia d’amore; il Gran Magro, mefistofelico medico e regista della vita alla Rocca; Padre Vittorio con la sua inquieta religiosità. Sarà il protagonista l’unico a ricominciare, guarito, la vita di tutti i giorni, infrangendo il tacito e reciproco patto di non sopravviversi.

Recensione a cura di Dario Brunetti

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LE  STRADE  OSCURE – ANDERA  FAZIOLI 

TRAMA:

Ogni giorno all’alba uomini e donne passano il confine tra Italia e Svizzera per andare al lavoro. Si chiamano frontalieri e sono decine di migliaia. Ernesto Magni è uno di loro. La sua sembra essere una vita come tante, finché tra un brusco licenziamento e una separazione mai accettata non prende una brutta piega. Nella vicenda viene coinvolto Elia Contini, un piccolo investigatore privato che vive sulle montagne ticinesi e che, quando non lavora, osserva il mondo con ironia e disincanto. Con tutte le sue scelte esistenziali irrisolte, Contini finisce per trovarsi in una terra d’ombra che dal mondo dei frontalieri si estende a quello degli imprenditori in mezzo a corruzione, violenza, caos. Un noir che scava nella psicologia di protagonisti e comprimari inseguendo una storia di molestie sessuali, soprusi economici, antiche ruggini, ma anche slanci d’amore, tenerezza, intimità. Dove si può guardare ciò che accade con gli occhi degli animali immaginari che popolano queste pagine, forme mutevoli, specchi di sogni oscuri o fantastici, da cui fuggire o nei quali al contrario rifugiarsi, con la capacità di sperare nonostante tutto.

RECENSIONE a cura di Edoardo Todaro

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Passo a due – Fabio Lombardi

Trama

Rod è un penalista squattrinato, Giulia una fotografa disinibita alla ricerca di una consacrazione artistica. Nonostante la mancanza di liquidità, non riescono a ridurre le loro spese e si trovano sull’orlo di un collasso economico. A una festa, Rod si imbatte in Higgins, rappresentante della Proteo, società specializzata in compravendita di esistenze. Higgins gli propone di cedere alla società tutti i loro beni in cambio di una grossa somma di denaro. Dapprima incredulo, Rod ne parla con Giulia, che lo convince ad accettare. Ma si renderanno conto di aver preso la decisione sbagliata. “Non tutto è oro ciò che luccica” si legge nel Mercante di Venezia di Shakespeare, scritto su un foglio in uno scrigno d’oro: “Molti hanno venduto la vita solo per guardarsi dall’esterno”.

Recensione a cura di Dario Brunetti

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Oggi parliamo con… William Bavone e Jacopo Montrasi

Intervista a cura di Marika Campeti

Ho letto e apprezzato l’antologia di racconti “Rintocchi dal buio” a cura di William Bavone e Jacopo Montrasi. Trattandosi di un’antologia, noi di Giallo e Cucina siamo curiosi di conoscere i retroscena, dall’idea d’origine alla pubblicazione con Scatole Parlanti.

La prima domanda che nasce spontanea leggendo l’antologia è : chi di voi due ha avuto l’idea? Raccontate.

Jacopo: In realtà l’idea arriva da un WhatsApp datato tre anni orsono. All’epoca, William aveva letto e apprezzato il mio primo romanzo, e ci aveva tenuto a farmelo sapere. Dopo una decina di messaggi avevamo percepito una sorta di alchimia naturale fra noi, un po’ come la Coca (Cola) e il Rum.  Credo fu William a parlare per primo di antologia rock. O forse fui io, non so. Comunque non ha molta importanza, fra mamma e papà non si fanno distinzioni. L’idea si concretizzò un anno più tardi con l’uscita di Istinti Distruttivi, una raccolta di racconti basata sull’album Appetite for Destruction dei Guns n’ Roses. L’esperimento ci piacque al punto da decidere di fare il bis. Ed ecco che, con orgoglio, siamo qui oggi a presentare Rintocchi dal Buio.

William: se guardiamo Rintocchi dal Buio, si tratta di un pareggiare i conti. Istinti Distruttivi rispondeva molto al gusto musicale di Jacopo, quindi era giusto creare un secondo capitolo. Il rock resta alla base ma le sfumature cambiano e anche gli stili di scrittura. Poi l’idea è stata quella di coinvolgere nuovi autori, un modo come un altro per allargare il confronto, le collaborazioni e anche le interazioni. Scrivere con altri scrittori, anche se ognuno alla fine racconta la propria storia, vuol dire creare una reciprocità utile a crescere. E in due libri di strada se ne è fatta e di amicizie ne sono nate.

Leggendo Rintocchi, mi è parso di assistere a un concerto, dove ognuno degli autori ha suonato un diverso strumento e una melodia specifica per poi unirsi agli altri e formare l’insieme di musica e parole che è l’antologia stessa. Come avete scelto le canzoni dell’album Back in Black degli Ac/Dc? Quali input avete dato agli autori che hanno collaborato alla stesura?

Jacopo: Come ti dicevo, la prima antologia fu ispirata dal primo album dei Guns n’ Roses, che aveva accompagnato la mia adolescenza con la sua carica ribelle e maledetta. Il secondo round spettava quindi a William, che ha deciso di scegliere una delle pietre miliari del rock, Back in Black. Non abbiamo imposto particolari vincoli agli autori. Preferivamo che la scrittura fluisse libera, ispirata dal groove inconfondibile che gli Ac/Dc riescono a infondere in ogni singolo brano. La canzone su cui ho basato il mio racconto è Hell’s Bells, la prima dell’album. L’ho scelta perché legata al ricordo degli amori veloci e tormentati vissuti alla fine degli anni novanta tra le strade della periferia male di Milano. In quelle serate, a volte, potevi davvero sentire le campane dell’inferno chiamarti dal fondo di un bicchiere o dal buio delle più infime e deleterie tentazioni.

William: alla fine io e Jacopo ci siamo regalati la prelazione nella scelta prima di mettere a disposizione la lista per gli altri autori. L’album musicale resta un pretesto, una linea guida tematica e nulla più. Personalmente quello che ho detto è stato: “fatevi guidare dal ritmo, leggete il testo se volete un spunto, ma di base fate quel che volete basta che sia un thriller”. Questa conclusione, se vuoi spiccia, ha un suo perché tecnico: il thriller, come genere, si contraddistingue per un ritmo incalzante e, credo, che la sua trasposizione musicale ideale è proprio il rock. Poi sono nati anche dei racconti distopici e molto vicini al genere Fantascienza, ma di base il ritmo batte forte e toglie il respiro.

Entriamo nella stanza, sbirciando con voi vicino al vostro computer. Avete scritto questi racconti ascoltando le tracce musicali? O il rock è entrato nelle pagine in altro modo?

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L’inquilino del terzo piano – Roland Topor

Trama

Subentrato nell’appartamento di un’inquilina apparentemente suicida, Trelkovsky si trova piano piano coinvolto in una misteriosa macchinazione ordita dai vicini. Una storia che strega il lettore riga per riga, creando un’insopportabile tensione psicologica generata da elementi che nulla hanno a che vedere con l’horror tradizionale ma che comunque di orrorifico hanno molto: le giornate “normali” di un condominio urbano. Da questo libro è stato tratto il film omonimo di e con Roman Polanski del 1976.


Recensione a cura di Marianna Di Felice

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La casa senza ricordi – Donato Carrisi

Trama:

Un bambino senza memoria viene ritrovato in un bosco della Valle dell’Inferno, quando tutti ormai avevano perso le speranze. Nico ha dodici anni e sembra stare bene: qualcuno l’ha nutrito, l’ha vestito, si è preso cura di lui. Ma è impossibile capire chi sia stato, perché Nico non parla. La sua coscienza è una casa buia e in apparenza inviolabile. L’unico in grado di risvegliarlo è l’addormentatore di bambini. Pietro Gerber, il miglior ipnotista di Firenze, viene chiamato a esplorare la mente di Nico, per scoprire quale sia la sua storia. E per quanto sembri impossibile, Gerber ce la fa. Riesce a individuare un innesco – un gesto, una combinazione di parole – che fa scattare qualcosa dentro Nico. Ma quando la voce del bambino inizia a raccontare una storia, Pietro Gerber comprende di aver spalancato le porte di una stanza dimenticata. L’ipnotista capisce di non aver molto tempo per salvare Nico, e presto si trova intrappolato in una selva di illusioni e inganni. Perché la voce sotto ipnosi è quella del bambino. Ma la storia che racconta non appartiene a lui.

Recensione a cura di Marika Campeti

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Il mistero di cinecittà – Augusto De Angelis.

Trama

Roma, capitale del cinema. Un pericoloso e sanguinario serial killer si aggira e colpisce indisturbato nell’ambiente cinematografico della Capitale. Fra registi italiani e stranieri, maestranze, divi famosi e improbabili divette, De Vincenzi indaga senza censure (e questa volta in trasferta) fino ad arrivare a una sorprendente quanto triste verità. Augusto De Angelis (Roma 1888 – Bellagio,Como 1934) Incarcerato per antifascismo nel 1943, morì in seguito alle percosse subite durante un’aggressione fascista. Scrittore e giornalista, è considerato il “padre nobile” del giallo all’italiana. Protagonista di suoi romanzi scritti tra il 1935 e 1942 e ambientati a Milano degli anni trenta e il Commissario Carlo De Vincenzi, della Squadra Mobile di piazza San Fedele: “umanissimo come Maigret, romantico come Marlowe, Intellettuale come Philo Vance, eppure caparbiamente italiano”.

Recensione a cura di Rino Casazza

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Il Segugio – Tana French

Trama

Dopo venticinque anni di pattuglie sulle strade di Chicago, Cal Hooper ha trovato un cottage sotto una distesa di stelle selvagge. Adesso la cosa più rischiosa che fa è bere due pinte la sera al pub. Ma qualcuno tra la gente del posto lo tiene d’occhio e il suo idillio ha le ore contate. All’inizio, sentendo i rumori in giardino, ha pensato a un animale. Poi, una sera, dopo aver trovato le impronte delle scarpe da ginnastica, lo ha sorpreso. È poco più di un bambino, eppure ostinato e testardo come un adulto. In quello sputo di città persa nella campagna irlandese, è corsa voce che Cal era un poliziotto e adesso Trey è venuto in cerca di aiuto e non ne vuol sapere di lasciarlo in pace. Suo fratello è scomparso da mesi ma lui non ci crede che se ne sia semplicemente andato di casa. È successo qualcosa. Qualcosa che, Cal lo sa già, macchierà per sempre il suo paradiso.

Recensione di Mary Basirico’

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TUA – CLAUDIA PINEIRO

TRAMA

Buenos Aires. Inés, moglie di Ernesto – irreprensibile dirigente di successo -, trova per caso nella ventiquattrore del marito un biglietto d’amore scritto con il rossetto e firmato “Tua”. Una sera decide di seguirlo fino al parco Bosques de Palermo dove lui e la sua amante si sono dati appuntamento. Iniziano a discutere, lui la spinge violentemente, la donna cade, sbatte la testa contro un sasso e muore. Inés torna a casa ben decisa a fare il possibile per coprire il marito, salvare le apparenze e il matrimonio. “Tua” è un thriller psicologico vertiginoso, che incalza il lettore fin dalle prime righe: un meccanismo a orologeria che non risparmia colpi di scena sorprendenti. Il terribile ritratto in giallo di una normale famiglia borghese.

RECENSIONE a cura di Edoardo Todaro

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La ragazza che non c’era – Cinzia Bomoll

Trama

La prima inchiesta di Nives Bonora, ispettrice coraggiosa e passionale. Una ragazza viene ritrovata morta per un’overdose nell’ospedale psichiatrico abbandonato di Aguscello, nella bassa ferrarese. Non si riesce a capire chi sia. Ma nelle quarantott’ore che passano fra il ritrovamento del corpo e l’inizio degli esami autoptici, la ragazza sparisce. Qualcuno l’ha vista allontanarsi sulle sue gambe: un raro caso di morte apparente. E così l’ispettrice Nives Bonora, figlia dell’Emilia più genuina – passionale e pragmatica, dolente e vitale – si trova ad affrontare il caso di una ragazza fantasma e una storia marcia, perversa, in cui la malavita dell’Europa dell’Est va a braccetto con la migliore borghesia di Ferrara. Il coraggio di Nives, la sua irruenza e una dose di follia la porteranno a osare troppo ma infine a risolvere il caso a modo suo, contro ogni attesa e ai confini della legge. Ma Nives dovrà anche affrontare i tanti «casini» della sua vita privata, dal rapporto col padre carabiniere in pensione a quello con la nonna che le ha fatto da madre, fino al commissario Brandi, suo capo ostile ma anche poco affidabile amante.

Recensione a cura di Dario Brunetti

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