Oggi parliamo con… Franci Conforti

Intervista a cura di Massimo Ghigi

Sono veramente entusiasta perché ho la possibilità di intervistare una delle massime rappresentanti della narrativa di sf italiana! Sto parlando di Franci Conforti, fresca vincitrice del Premio Urania 2021 per il miglior romanzo inedito di Fantascienza, con il suo ultimo libro ‘Spine’, disponibile in questi giorni in tutte le edicole.

GeC: Ciao Franci grazie davvero per essere qui con noi di GialloeCucina! Faccio una premessa, non voglio mettere le mani avanti ma il tuo interlocutore, che poi sarei io, si sta avvicinando alla fantascienza italiana solo da poco tempo per cui perdona la sconfinata ignoranza! Il mio approccio a questa intervista sarà proprio quello della spugna bramosa di assorbire tutto il possibile sull’argomento! Beh per prima cosa aiutaci a conoscere Franci Conforti, vogliamo un fiume in piena di informazioni!

FC: Ah ah, non credo che scriverò mai una biografia, fatico a parlare di me, preferisco farlo attraverso quello che scrivo. Che posso dire? Sono laureata in Scienze biologiche con indirizzo ecologico e sono una giornalista. Adoro costruire mondi, cioè sviluppare dei world building e solo alcuni li uso per giocare o per scrivere avventure. A tempo perso insegno all’Accademia di belle arti di Milano e da otto anni scrivo libri supernatural e sci-fi. Oltre a numerosi racconti, tra cui due usciti nelle antologie Millemondi Urania nel 2019 e nel 2021, ho pubblicato cinque romanzi. Ah, dimenticavo, nel A Belfast, all’Eurocon 2019, ho ricevuto il Premio Europa come autore emergente nella sezione Chrysalis.

GeC: Entrando di più nel tuo mondo, quando hai deciso di diventare una scrittrice e come mai ti sei dedicata alla narrativa di fantascienza?

FC: Passione antica, la fantascienza. Credo siano stati i fumetti che leggeva e collezionava mia mamma. Flash Gordon, disegnato dal mitico Alex Raymond. Roba preistorica. Se ricordo bene, i fumetti originali erano del 1933, ma in Italia arrivarono nel 1964. In casa avevo quelli. Erano a colori, con tanto da guardare e poco da leggere, adatti quindi ad attirare anche l’attenzione dei più piccoli. I razzi, le città costruite tra le nuvole, gli uomini falco, la bellissima Ondina e gli uomini pesce. Il popolo delle nevi del pianeta Mongo. Ci passavo delle ore. A scrivere libri ho cominciato molto molto tempo dopo. Prima scrivevo per me, per divertirmi. Poi mio figlio, involontariamente, mi ha convinta a farlo sul serio. Non  potevo deluderlo 🙂  

GeC: Veniamo a ‘Spine’ il tuo ultimo romanzo fresco di stampa per la collana da edicola ‘Urania’. Protagonista del romanzo è Eleonor Salgado, nome d’arte Ellie Sa, capelli color zaffiro, conduce una trasmissione tv su Probe, una colonia della Terra, ma soprattutto è una  negoziatrice il cui lavoro consiste nel tutelare gli interessi degli ‘animar’ per impedire che vengano maltrattati e sostituiti da ‘friendz’. I guai per lei iniziano quando si ritrova clandestinamente sulla Terra… Raccontaci il mondo di Ellie, degli animar e dei friendz… il mondo di ‘Spine’ e svelaci cosa c’è dietro queste ‘Spine’ che danno il titolo al libro!

FC: Ah ah ah, io non credo agli spoiler ma molti lettori sì, quindi ci provo senza farne troppi. Intanto possiamo dire che gli animar sono niente altro che animali modificati geneticamente in modo da essere sufficientemente intelligenti da lavorare assieme agli uomini e, per oltre un millennio, li hanno affiancati nelle fatiche quotidiane. I friendz invece sono creature sintetiche, di nuova generazione, che potrebbero sostituire gli animar: sono più efficienti e possono essere spenti quando non servono. Nel conflitto economico/politico che ne scaturisce viene messa di mezzo un’organizzazione criminale di nome Spine. Del resto si sa, anche se il mondo è una specie di paradiso… non c’è rosa senza spine.

GeC: Una delle cose che ha più solleticato la mia immaginazione leggendo il libro è stato lo ‘sten’! Acronimo di “sostegno emozionale per nativi”, lo sten è un oggetto parzialmente vivo e, il più delle volte, ha l’aspetto di un bracciale, funge da contenimento per il sistema emotivo e rende i ‘nativi’ simili agli ‘evoluti’, permettendo di vivere serenamente, trasforma la chimica emozionale in pensieri che non fanno male, che non ci obbligano ad azioni riprovevoli. Beh… uaho!!! Se esistesse nella realtà ci sarebbe da che dibattere! Come la vedi? Cosa differenzia i ‘nativi’ dagli ‘evoluti’ del tuo romanzo?

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