Alla ricerca del libro perduto: Noi che ci vogliamo così bene di Marcela Serrano

Proseguo con le mie proposte per questa rubrica che divido con Dario Brunetti. Non c’è un filo logico o cronologico nelle mie scelte, sono libri che mi sono cari, che hanno un significato profondo nella mia storia di lettrice. Il libro che propongo oggi fa parte del filone latinoamericano, quello che mi ha fatto conoscere moltə autrici e autori che mi sono entratə nel cuore. Di Marcela Serrano ho scelto il primo libro “ Noi che ci vogliamo così bene”, non lo ritengo il migliore, ma è quello che me l’ha fatta conoscere, apprezzare e che mi ha fatto scegliere di continuare a leggerla, conscia che la sua scrittura lenta, così attenta al mondo femminile mi avrebbe catturata.

Trama

Nell’estate del 1990 Ana, Maria, Isabel e Sara, quattro amiche, decidono di fare una vacanza insieme, riunendosi nella casa di Ana sul lago. Lontano dai figli, dai mariti, dal lavoro, le amiche si raccontano, senza inibizioni, le proprie personali esperienze. Nasce così una moltitudine di racconti il cui universo comune è fatto di dolore, amore, humour, vita privata e pubblica. La casa sul lago diventa un autentico contenitore di parole, emozioni, ricordi e rabbia, l’occasione per fermare l’attimo e fare un bilancio che non vuole essere solo privato ma anche sociale.

Recensione a cura di Manuela Baldi

Marcela Serrano è fra le scittrici che mi toccano nel profondo. Questo è il suo primo libro, è un racconto molto interessante sull’amicizia femminile ma non solo. Lo stile è intimo, la scrittura lenta, non fatevi fuorviare dal gran numero di personaggi, la vita delle donne è così, piena di persone, donne e uomini che a vario titolo ne fanno parte e Marcela Serrano non fa che raccontarcela. C’è una voce narrante, quella di Ana, ma ci sono le storie di quattro donne e del mondo che ruota loro attorno. C’è la storia del Cile, la dittatura di Pinochet, l’esilio, la militanza politica. Una vacanza nella casa sul lago di una di loro permetterà lo scambio di pensieri, di riflessioni. Sono: Ana padrona di casa e voce narrante, appunto, è stata insegnante di letteratura e continua a fare ricerche in campo letterario, Sara è ingegnera, Isabel è docente di letteratura ma anche fortemente madre di famiglia, Maria, la più giovane, è giornalista. La loro conoscenza risale a dieci anni prima, rispetto al momento della vacanza, quando tutte e quattro partecipando a un progetto, si conobbero e iniziò la loro amicizia. Tutte sono state segnate dalla dittatura di Pinochet ma non è un romanzo espressamente politico, anche se va sempre tenuto presente che per chiunque viva sotto una dittatura, l’esperienza non è cancellabile e alcuni capitoli che raccontano della vita in esilio ci fanno intuire il dolore provato. È un romanzo intriso di sentimenti: dolore, rabbia, amore, vergogna. Per ognuna viene narrata la vita partendo dalle famiglie di origine, dalla loro infanzia, innumerevoli i personaggi, ma non fatevi scoraggiare, tenete duro, le storie di ognuna vanno conosciute per capire che tipo di donne sono. Loro quattro con storie e vite diverse, provano ad affermarsi prima di tutto come donne. Marcela Serrano con il racconto ci fa riflettere sulla condizione femminile tanto simile a quella di altre donne in altre parti del mondo. Le quattro amiche hanno in comune la scelta di affrontare la vita cercando di essere diverse dai loro modelli femminili di riferimento.

È un libro al femminile ma lo consiglio a chiunque abbia voglia di conoscere attraverso la vita delle quattro donne protagoniste la lotta per l’affermazione in una società fortemente maschilista.

Dettagli

  • Genere: Narrativa
  • Copertina flessibile: 256 pagine
  • Editore: Feltrinelli ‎ (9 maggio 2008)
  • Collana: Traveller
  • Lingua: Italiano
  • ISBN-10:  ‎ ‎ 880788299X
  • ISBN-13: 978-8807882999

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