Oggi parliamo con… Massimo Ansaldo

Intervista a cura di Dario Brunetti

Diamo un caloroso benvenuto su Giallo e Cucina a Massimo Ansaldo, in libreria col suo ultimo romanzo  uscito per la Fratelli Frilli editori I delitti di Genova partiamo subito con la prima domanda :

DB Dopo il promettente esordio con Qualcosa da tacere un altro romanzo noir imprevedibile, sfuggente e originale direi esattamente come il precedente e allora ti chiedo di presentarti al pubblico lettore e di svelarci da dove nasce la tua passione per la scrittura?

MA Esercito la professione di avvocato e sono innanzitutto un lettore seriale, devo leggere almeno una decina di pagine al giorno. Sembrano poche, ma consentono di tenere il ritmo, così come con la scrittura. La passione nata da lì, una sfida impari di confronto con i giganti della letteratura e quando dico giganti… Credo che lo scrivere abbia a che fare con l’innato desiderio della persona di ‘creare’ e imbattersi nel ‘limite’, connaturato al tentativo stesso. Infatti non amo essere definito uno scrittore, uno che racconta storie, caso mai. Uno che ‘tenta’ di scrivere…

DB Quanto sei legato a questo genere letterario e ci sono degli autori italiani o stranieri che nel corso degli anni hai preso come punto di riferimento anche influenzandone il tuo percorso letterario?

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L’equilibrio delle lucciole – Valeria Tron

Trama

Ogni punto di partenza ha bisogno di un ritorno. Per riconciliarsi con il mondo, dopo una storia d’amore finita, Adelaide torna nel paese in cui è nata, un pugno di case in pietra tra le montagne aspre della Val Germanasca: una terra resistente dove si parla una lingua antica e poetica. È lì per rifugiarsi nel respiro lungo della sua infanzia, negli odori familiari di bosco e legna che arde, dipanare le matasse dei giorni e ricucirsi alla sua terra: ‘fare la muta al cuore’, come scrive nelle lettere al figlio. Ad aspettarla – insieme a una bufera di neve – c’è Nanà, ultima custode di casa, novant’anni portati con tenacia. Levì, l’altro anziano che ancora vive lassù, è stato ricoverato in clinica dopo una brutta caduta. Isolate dal mondo per quattordici giorni, nel solo spazio di quel piccolo orizzonte, le due donne si prendono cura l’una dell’altra. Mentre Adelaide si adopera per essere utile a Nanà e riportare a casa Levì, l’anziana si confida senza riserva, permettendole di entrare nelle case vuote da tempo, e consegnandole la chiave di una stanza intima e segreta che trabocca di scatole, libri ricuciti, contenitori e valigie, in cui la donna ha stipato i ricordi di molte vite, tra uomini, fiori, alberi e animali, acqua e tempo. Una biblioteca di esistenze, di linguaggi, gesti e voci, dove ogni personaggio è sentimento, un modo di amare. Fotografie, lettere, oggetti che sanno raccontare e cantare il tempo: di guerra e povertà, amori coltivati in silenzio, regole e speranza, fatica e fantasia. Un testamento corale che illumina le ombre e le rimette in equilibrio. La bellezza intensa che respira oltre la vita e rimane in attesa di parole. Tuffarsi nella memoria significa avere il coraggio di inventare un altro finale e vivere oltre il tempo che ci è stato concesso, per ritrovare il luogo intimo di ognuno. La casa.                                                                                                                                

Recensione a cura di Manuela Fontenova

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Il castello dei falchi neri – Marcello Simoni

Trama: Anno Domini 1233. Dopo aver preso parte alla crociata di Federico II, il nobile Oderico Grifone, ormai diventato uomo, fa ritorno alla dimora di famiglia, una grande magione nella campagna di Napoli. Il rientro, tuttavia, non è dei più felici. Sua sorella, Aloisia, è stata data in sposa a un uomo di dubbia reputazione, mentre Fabrissa, una giovane aristocratica con la quale Oderico, prima di partire per la Terra Santa, aveva intrecciato una storia d’amore, è promessa a un altro. Come se non bastasse, la famiglia sembra essere caduta in disgrazia e il castello, un tempo ricco e prospero, versa ora in uno stato di abbandono. Pur non riuscendo a comprenderne il motivo, Oderico intuisce che la madre, il padre e il fratello minore gli nascondono qualcosa. Qualcosa che riguarderebbe il feudo dei Grifoni, una collina sulla quale in molti vorrebbero mettere le mani a causa di un antico segreto custodito tra i suoi fitti boschi. Nel tentativo di risollevare le sorti della famiglia, Oderico resterà coinvolto, suo malgrado, in una serie di efferati delitti che sembrano avere uno stretto legame col più grande motivo d’orgoglio del suo casato: la nobile arte della falconeria.

Recensione a cura di Marianna Di Felice

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L’arte di non scrivere… Professione: EDITRICE – Daniela Mastropasqua

Rubrica a cura di Roberto Gassi.

Biglietto da visita

Daniela Mastropasqua, classe 1985, maturità classica, laurea in lingue, specializzazione in traduzione letteraria, una serie infinita di corsi per l’editoria. Comincio a lavorare dai tempi dell’università, i lavori più disparati, dalla receptionist all’addetta alle vendite, dalla cameriera al call center con una passione costante: quella per i libri. Bookblogger, cannibalibri,  inizialmente comincio a lavorare alle traduzioni nei ritagli di tempo fino a che quello della traduzione diventa il mio lavoro primario.  Nel 2020 fondo la Vintage Editore perché, diventata mamma, voglio dare a mia figlia l‘esempio di una mamma felice, che ha creduto in un sogno e ha provato a realizzarlo. Scopriremo tra qualche anno se ci sarò riuscita.

Daniela,

grazie di avere accettato il nostro invito e di averci concesso l’intervista che segue. L’intento di questa rubrica è scoraggiare chi ha un romanzo nel cassetto a tirarlo fuori per pubblicarlo, anzi, non solo consigliamo di tenerlo lì dov’è ma di chiudere a chiave il cassetto. Perché? Perché prima di pubblicare un proprio testo è importante conoscere cosa c’è dietro, i rischi nei quali si può incorrere, ma soprattutto perché quasi mai la scrittura viene associata alla parola lavoro. Ebbene sì, scrivere è un lavoro come tanti che comporta impegno, disciplina, sudore, concentrazione, passione e che coinvolge diverse figure professionali: case editrici, agenti letterari, editor, grafici, uffici stampa, blogger. Per questo ottavo articolo abbiamo deciso di informare i possibili scrittori-avventori della bottega editoria sul lavoro degli editori.

Riporto dal sito della CE: «La Vintage Editore è una casa editrice barese nata nel 2020 dal sogno di una mente che non ha paura di costruire castelli in aria, fatti di carta e non di carte». Perché hai deciso di aprire una casa editrice? Qual è la tua visione?

Ho fondato la Vintage per due motivi: il primo è un motivo del tutto personale e riguarda il fatto che quando mia figlia sarà cresciuta vorrei che vedesse in me l’esempio di una persona che ha inseguito i propri sogni e le proprie passioni, facendone il proprio lavoro. Il secondo motivo, invece, riguarda la decadenza del libro oggi. Non lo si cura più, né per quanto riguarda l’oggetto in sé, né per quanto riguarda il contenuto: non lo si impagina più, ho visto libri stampati come se fossero dei documenti word, non lo si corregge più, non lo si valorizza più e, inevitabilmente, non lo si legge più. Ho voluto fondare la Vintage perché volevo occuparmi di libri e volevo farlo per bene: impaginazioni ben fatte, carta di qualità, illustrazioni fatte da dei disegnatori di talento e poi naturalmente i romanzi di per sé: ben scritti e ben tradotti.

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Alla ricerca del libro perduto: L’amore molesto – Elena Ferrante

Trama

Che cosa è accaduto ad Amalia? Chi c’era con lei la notte in cui è morta? È stata davvero la donna ambigua e incontentabile che sua figlia si è sempre immaginata? 

L’indagine di Delia si snoda in una Napoli plumbea che non dà tregua, trasformando una vicenda di quotidiani strazi familiari in un thriller domestico che mozza il respiro.

Recensione a cura di Dario Brunetti

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I KILLER NON VANNO IN PENSIONE – FRANCESCO RECAMI

TRAMA: Walter Galati, impiegato dell’INPS meticoloso e senza speranza di carriera, è sfruttato dai colleghi d’ufficio, nullafacenti e corrotti (sono detti la Banda dei Quattro e maneggiano malversazioni per somme enormi); e in famiglia è sottomesso alle pretese della moglie Stefania. Sembrerebbe in tutto e per tutto uno sconfitto dalla vita. Ma nasconde un segreto, una seconda esistenza talmente ben organizzata che nessuno sospetta nulla. Walter è infatti abilissimo killer. Gli incarichi, estremamente lucrosi, gli vengono impartiti da una invisibile Agenzia. Ma adesso si sente a fine carriera e si chiede, tra il serio e il faceto, se i killer vanno in pensione. Gli arriva un’ultima commissione, una strana eliminazione da sbrigare nell’isola di Procida ai danni di un innocuo residente. Per paranoia o preveggenza, fiuta una trappola da parte della fantomatica Agenzia. E da qui comincia una ragnatela di trame, che si incrociano e si accavallano di continuo, delle quali non si capisce come e se si comporranno in una: la missione a Procida, la morte dei gigolò della moglie Stefania, una serie di efferate uccisioni di cani, l’indagine ad alto rischio dell’ispettrice ministeriale Marta Coppo contro la Banda dei Quattro, l’inchiesta poliziesca del commissario Mossi, e ancora il panico che monta a causa di misteriosi delitti, una guerra di ‘ndrangheta, e un gigantesco business a luci rosse. Intanto a Treviso, teatro della vicenda, piove senza sosta, i fiumi esondano, una catastrofe ecologica e il diluvio diventa, nelle omelie ricorrenti del parroco Don Carlo Zanobin, il «Diluvio»: omicidi e disastri costituiscono un anticipo di Apocalisse. Ma le sue parole ripetute sono profezia o un commento ai fatti? Le avventure del mimetico e iperbolico Walter Galati sono sempre imprevedibili e piene di colpi di scena improvvisi come un feuilleton ottocentesco, o come la parodia dell’odierno romanzo criminale. Sullo sfondo il paesaggio sociale è grottesco e le situazioni illustrano i luoghi comuni ridicoli, le assurde credulità sacre e profane, le ipocrite distinzioni di bene e male, con il sorriso amarissimo che in tutti i suoi libri Francesco Recami rivolge all’attualità.

RECENSIONE  a cura di Edoardo Todaro

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A Bologna danno l’acqua – Anna Patrizia Mongiardo

Trama

Viale Silvani, a Bologna, è luogo di prostituzione. Qualcuno, al mattino presto, scopre il cadavere di una prostituta riverso sul marciapiede dove esercitava. Inizia così l’indagine della polizia. Anita, che lavora in ospedale vuole scrivere dei gialli. L’omicidio, che è avvenuto nei pressi della sua abitazione, la incuriosisce. Così contatta Dario, un giornalista che lavora al Resto del Carlino e un poliziotto, il vice questore Brunetti che aveva conosciuto tempo addietro. Scopre così che a essere coinvolto c’è anche un medico dell’Ospedale in cui Anita lavora. Ma la polizia indaga soprattutto nel mondo della prostituzione, dove c’è un protettore e due prostitute, colleghe di Roxana, la vittima, che avevano tra loro rapporti feroci. Una le aveva prestato denaro a usura, l’altra l’aveva picchiata per gelosia verso il protettore. Anche il protettore non era un santo. Gli inquirenti scoprono che per lui la prostituzione è un paravento dietro al quale nasconde un traffico di armi e droga. E poi ci sono i clienti abituali della prostituta che si sono alternati quella notte, quattro personaggi su cui vige il segreto degli inquirenti e di cui Anita non sa nulla…

Recensione a cura di Dario Brunetti

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OGGI PARLIAMO CON…Simone Censi

Intervista a cura di Gino Campaner

Ciao Simone, benvenuto nello spazio interviste del blog Giallo e cucina. Grazie per aver accettato il nostro invito. È la prima volta che ho il piacere di chiacchierare con te. Sono contento di questa opportunità perché credo tu abbia le potenzialità per diventare un ottimo scrittore. La tua “carriera” è solo agli inizi ma promette bene. Approfitterò di questo momento per torturarti un po’ con varie domande sulle tue abitudini in campo letterario, oltre, ovviamente, a parlare dei tuoi libri.

Inizierei con la domanda più ovvia, quella della presentazione. Quando sei nato e dove vivi, cosa fai nella vita oltre a scrivere? Dicci un po’ di te.

Nato alla fine dei temibili anni settanta, sono marito e padre della bella Martina, un paio di lauree e lavoro nel campo agricolo industriale. Sono molto casa e bottega, scrivo nei ritagli di tempo e di questi ce ne sono sempre meno, ma bastano per andare a infastidire i blogger come te con le follie che metto su carta.

Oltre a scrivere sei anche un lettore? Hai un genere preferito?

Anche questo piacere viene gestito nel poco tempo libero che rimane. Di base ho una approfondita conoscenza del romanzo gotico, da Walpole, Shelley, Stoker, Polidori e Poe per approdare poi a Lovecraft anche se lui definiva le proprie opere weird. Crescendo mi sono appassionato ai grandi classici come Cent’anni di solitudine, Il Maestro e Margherita, Q e tutte le opere di Eco tra le quali preferisco Baudolino. Da quando sono padre mi interessano i libri rivolti all’infanzia e leggo volentieri testi di autori sconosciuti come me in cerca di pubblicazione. È come cercare perle nelle cozze, dicono, in realtà posso assicurare che si trovano.

Da dove nascono le tue storie? Elabori notizie che leggi o sono esclusivamente di fantasia? I personaggi del tuo libro sono stati ispirati da persone reali?

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Come vento cucito alla terra – Ilaria Tuti

Trama

Louisa Garrett Anderson e Flora Murray aprono la prima unità chirurgica gestita esclusivamente da donne, per uomini, in zona di guerra. Il primo conflitto mondiale è esploso e queste dottoresse ed infermiere volontarie lasciano l’Inghilterra, troppo rigida e bacchettona per accettare un tale cambiamento. La loro meta è Parigi, dove apriranno il primo ospedale inglese in terra francese. Le Lady Doctors sono donne medico, ma la loro attività è limitata alla cura di donne e bambini. Per questo quando i soldati arrivano feriti e malconci nell’ospedale parigino della Croce Rossa sembrano più spaventati dalle dottoresse donne che dai colpi ricevuti. I soldati urlano, invocano un medico uomo, un medico vero, e il Capitano Alexander e i suoi uomini sono tra questi. Soffia così il vento del cambiamento, un soffio che prende il cuore di Cate, dottoressa di origini italiane, e di Alexander, e li porta lontano verso la libertà per loro e per tutti coloro che arriveranno dopo. In Come vento cucito alla terra, Ilaria Tuti sa descrivere l’anima umana e lo fa con la maestria di un intagliatore che separa strato dopo strato fino ad arrivare al cuore dei protagonisti.

Recensione a cura di Oriana Ramunno

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Anatomia di uno scandalo di Sarah Vaughan

Trama

Westminster, Londra. James Whitehouse è un uomo di potere, un maschio attraente, un padre devoto. Ed è accusato di violenza sessuale da una donna con cui ha ammesso di aver avuto una relazione. La moglie Sophie è convinta della sua innocenza, ma le sue certezze, o forse le sue speranze, si scontrano con la tenacia di Kate, l’avvocata dell’accusa, determinata a colmare il divario tra giustizia e privilegio. La verità, come spesso accade, è complessa: affonda le radici in un passato lontano, tra i palazzi d’ardesia dell’università di Oxford, dove James e Sophie si sono conosciuti. E può far saltare in aria un matrimonio, un partito, un intero sistema di valori. Thriller psicologico, ritratto di famiglia e insieme giallo giudiziario, Anatomia di uno scandaloaffronta con tempismo perfetto uno dei grandi nodi del nostro presente.

Recensione di Mary Basiricò

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