Dress code rosso sangue di Marina Di Guardo

Trama

Cecilia Carboni ha venticinque anni e per buona parte della vita si è ritrovata a seguire, suo malgrado, i diktat imposti dal padre Alberto, uno dei più quotati avvocati milanesi. Proprio per volere suo, si è laureata in Giurisprudenza e ha iniziato il praticantato nello studio legale di famiglia. Il suo futuro sembra già delineato, quando un giorno le viene rivolta una proposta allettante: lavorare nel prestigioso showroom di Franco Sartori, uno degli stilisti più celebri al mondo. Lei, da sempre appassionata di moda, per una volta non ha esitazioni, e sceglie di darsi finalmente la possibilità di decidere da sola della propria vita, senza tener conto del parere degli altri, compreso quello del fidanzato Andrea, avvocato a sua volta e collaboratore di Alberto. La scelta si rivela azzeccata: Cecilia è brava, chiude contratti importanti, tanto che brucia le tappe, fino ad assumere un ruolo di rilievo alla Maison Sartori, nonostante Georgette Lazare, direttrice dello showroom, le remi contro. Ma il destino ha in serbo per lei amare sorprese. Franco Sartori viene trovato assassinato in un cascinale in rovina. È chiuso in una custodia di seta dei suoi abiti da sera, ha una croce rovesciata incisa sul petto e, circostanza ancora più sconvolgente, il suo corpo è collocato dietro una sorta di altare allestito con gli inconfondibili elementi di una messa nera. Per Cecilia è l’inizio di una caduta verticale agli inferi. Sono le convulse settimane delle vendite primaverili, e lo showroom si popola non solo di clienti, ma anche di poliziotti, misteri, segreti insospettabili e purtroppo anche di nuove vittime, ancora in contesti inquietanti. Chi c’è dietro gli omicidi? E se fosse proprio Cecilia la prossima nella lista? L’abisso è pronto a inghiottirla, svelando verità che mai avrebbe immaginato. Con il suo nuovo thriller, Marina Di Guardo questa volta ci porta tra le mille luci (e ombre) del jet set milanese, dentro ai locali più esclusivi e ambigui della città della moda e giù in fondo al cuore, a volte nerissimo, dei suoi protagonisti.

Recensione di Mary Basirico’

Il nuovo lavoro dell’autrice ci porta nel magico mondo della moda, popolato da splendide modelle e abiti da sogno. Grazie alla sua personale esperienza diretta, la Di Guardo è stata vicedirettrice dello showroom di Blumarine, riesce a centrare il bersaglio creando un thriller serrato costellato da personaggi veri e credibili.

La protagonista è Cecilia Carboni, venticinquenne, laureata in giurisprudenza, che pur di realizzare il suo sogno di lavorare presso la casa di moda Sartori, crea un fossato invalicabile col padre, che ha per lei altri piani. Cecilia volta le spalle alla carriera di avvocato nell’affermato studio legale del padre, dove peraltro lavora il fidanzato Andrea. Il ragazzo sarà praticamente il ramo d’ulivo che lega Cecilia al padre. La madre della ragazza è un personaggio ai margini, assente come figura di riferimento genitoriale, dedica le sue giornate ad organizzare eventi mondani e benefici. Il rapporto conflittuale con la famiglia è un tema sviscerato molto bene nel libro, l’autrice pone molta enfasi sulla descrizione delle ostilità e sulla incomunicabilità tra genitori e figli, tema decisamente attuale.

Cecilia, ama moltissimo il suo lavoro, ed è brava. La casa di moda è gestita da Franco Sartori, omosessuale, dal talento indiscusso per la creazione di abiti di moda, che tiene Cecilia in grande considerazione, in quanto la ragazza ha un talento speciale nell’acquisire clienti, facendoli firmare contratti con cifre importanti.

Per Cecilia non è tutto facile e semplice. Il mondo patinato e luccicante scricchiola guardandolo più da vicino. La ragazza si trova il passo sbarrato da Georgette Lazare, la direttrice dello showroom, gelosa della rapida ascesa di Cecilia. Quando poi Franco manca alla sfilata per presentare i nuovi modelli alla stampa, tutto l’amato mondo della protagonista comincia a frantumarsi. Il corpo di Franco Sartori viene ritrovato in una sacca di seta, con una croce rovesciata scavata sul petto e diverse coltellate sul corpo. Un vero orrore, che segnerà l’inizio di una serie di omicidi che paiono legati al mondo del satanismo. Ma è davvero così o c’è altro?

 Cecilia comincia un’indagine parallela a quella dell’ispettore capo Rapisarda Remo, con l’amico d’infanzia Fabio, stylist per una rivista di moda. Questa ricerca della verità la porta in  contrasto con il fidanzato Andrea, che detesta Fabio ed è profondamente geloso del rapporto di fiducia e complicità che lega i due ragazzi, anche se Fabio è omosessuale.

Il rapporto perfetto e invidiato dalle modelle con il fidanzato Andrea si complica. Cecilia si sente controllata dal ragazzo e oscilla tra il desiderio di compiacerlo e quello di essere indipendente nelle sue scelte. Anche in questo caso la dinamica dei legami tra questi tre protagonisti è molto interessante ed è ben caratterizzata dall’autrice.

Nel cuore di Cecilia si fa strada un’attrazione per l’ispettore Rapisardi, uomo affascinante che riscuote successo anche tra le modelle, i suoi atteggiamenti verso entrambi gli uomini si complicano, anche perché la scia di omicidi non si placa e la ragazza è in pericolo. “Tutto il marcio deve ancora venire a galla” sono queste le parole di Georgette che risuonano nella mente di Cecilia. Le indagini si rivolgono al mondo del satanismo, alle feste private dove accade di tutto, ed emerge una realtà che la protagonista ignorava totalmente, scoprirà a sue spese segreti inconfessabili, a cui si è disposti a tutto, anche uccidere, pur di mantenerli tali.

Il thriller si legge bene e si arriva alla fine della storia senza problemi, l’autrice però ci  lascia un finale aperto  non concludendo totalmente alcuni aspetti.

Dettagli

Genere: thriller

Editore ‏ : ‎ Mondadori (19 ottobre 2021)

Lingua ‏ : ‎ Italiano

Copertina rigida ‏ : ‎ 324 pagine

ISBN-10 ‏ : ‎ 8804742496

ISBN-13 ‏ : ‎ 978-8804742494

Brucia l’aria – Omar Di Monopoli

Trama

Durante l’estate del 1990 un gigantesco incendio ha divorato buona parte del litorale di Torre Languorina, terra di nessuno all’estremità più orientale di un Salento lontano da qualsiasi traiettoria turistica. Tra i resti bruciati dell’immenso falò viene rinvenuto un cadavere, che le autorità registrano subito come il responsabile del disastro: si tratta di Livio Caraglia, pompiere locale dai trascorsi ambigui. Per alcuni un eroe, per altri un estortore locale in odore di mafia. Dopo vent’anni sono i suoi figli a fare i conti con la cenere di quel passato. Rocco Caraglia, il maggiore, si sforza di rigare dritto, dopo aver scontato una lunga detenzione per l’omicidio di un finanziere mentre era alla guida di un camion che trasportava sigarette di contrabbando. Gaetano, ancora minorenne, non accetta che il fratello rispetti la legge e frequenta il suo vecchio socio, Pilurussu, con cui sogna di cambiare il proprio destino scommettendo sui combattimenti di cani. Rocco e Gaetano convivono nella decadente masseria di famiglia, accudendo la madre malata con l’aiuto di Nunzia – primo amore mai dimenticato di Rocco, che ora è madre, e moglie di una guardia giurata. Il distacco è avvenuto negli anni della prigione, ma adesso che Rocco sembra deciso a restare dentro il perimetro della legalità anche per Nunzia non è facile incontrarlo ogni giorno senza sentire rinascere quell’amore interrotto… Quando Precamuerti, un vecchio capobastone della Sacra corona unita, fa ritorno dalla latitanza, deciso a riorganizzare il mandamento provinciale, i fragili equilibri su cui si regge la comunità collassano. Noir e western confluiscono in un gotico meridionale aspro e potente, crudo eppure aperto ai sentimenti. Ogni frase è specchio dei conflitti, dei paradossi e delle contraddizioni di quel Mezzogiorno che Omar Di Monopoli racconta con ironia, sincerità e rigorosa precisione delle immagini.

Recensione a cura di Luciana Fredella

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Il segreto dell’antiquario – Roberto Carboni

Trama

Anni Ottanta. Elia Morosini Arconati è un ex musicista e direttore d’orchestra. Dopo anni di grande successo, una grave forma di schizofrenia lo ha costretto a ritirarsi, e adesso vive a Bologna, dove ha un negozio di antiquariato. Ma questa non è che la facciata. In realtà, Elia è un serial killer. Una volta individuate le sue vittime, si insinua sempre di più nella loro vita, arrivando a vivere di nascosto in casa loro per poi – quando non riesce più a sostenere la tensione provocata da questo “gioco” – ucciderle. E riprendere la propria normale esistenza. Fin quando un nuovo, incontenibile impulso non lo porta a ricominciare. In città, questi omicidi sono attribuiti al “Mostro di Bologna”, sulle cui tracce si mettono ben presto magistrati, investigatori privati e, soprattutto, una medium, Madame Thérèse. Le pagine di Roberto Carboni trascinano il lettore dentro la mente di un assassino, attraverso i meandri del male, risucchiandolo in una storia inquietante e senza redenzione. Sembra un uomo qualunque, ma la sua vita nasconde dei segreti mostruosi.

Recensione a cura di Dario Brunetti

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Oggi parliamo con… ANTONIO LANZETTA

Intervista a cura di Manuela Fontenova

Abbiamo avuto il piacere di fare qualche domanda ad Antonio Lanzetta, un autore molto amato da noi lettori, da poco in libreria con un nuovo e appassionante romanzo L’uomo senza sonno (Newton Compton editori).

  1. Entriamo nella storia: negli anni del secondo dopoguerra, Bruno un orfano tredicenne vive un’estate che cambierà profondamente la sua esistenza. Come nei tuoi precedenti romanzi ritorna il tema della formazione, dell’amicizia e del male. Vuoi raccontarci tu qualcosa sul personaggio? Come nasce? Hai avuto un modello che ti ha ispirato?

Bruno è un orfano nella provincia rurale italiana del secondo dopoguerra. L’idea alla base de L’Uomo senza sonno, il contesto su cui ho costruito il romanzo, si fonda sulla mia voglia di raccontare proprio la vita di Bruno, le evoluzioni, dal momento della perdita dell’innocenza, la scoperta della morte, l’estate in cui per lui cambiò tutto, fino all’età adulta. L’uomo senza sonno si configura pertanto come un romanzo di formazione, con sfumature gotiche.

  • E per quanto riguarda Villa Aloia? Adesso ti faccio una domanda un po’ stramba: secondo te le dimore conservano davvero lo spirito di chi le ha abitate? O siamo noi a voler pensare che non tutto vada perso dopo la morte?

È possibile che le vecchie case conservino il ricordo di chi le ha abitate, ovvero abbiano memoria dei momenti felici ma anche di quelli tristi, delle sofferenze. È anche questa la concezione che sono stati scritti molti romanzi e racconti gotici. C’è qualcosa che resta attaccato agli oggetti, ai luoghi… qualcosa di intangibile  e affascinante che alimenta mistero, folclore e anche un senso di nostalgia.

  • Sei l’autore di una bellissima trilogia (Il buio dentro, Le colpe della notte e I figli del male) e in tutti e tre i romanzi la storia ha il suo corso, la narrazione si conclude senza lasciare spazio a dubbi (a tante riflessioni sì). Con L’uomo senza sonno invece io ho avuto la percezione di un invito al lettore a interpretare, a dare una chiave di lettura ai temi trattati. Mi confermi questa sensazione? La storia ha più piani di interpretazione?
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Morsi – Marco Peano

Trama

Tutto ha inizio con una ragazzina che gioca nella neve. Si chiama Sonia, sono le vacanze di Natale del 1996 – quelle della grande nevicata – e lei deve passarle suo malgrado a casa della nonna. Siamo a Lanzo Torinese, un paesino di mezza montagna dove ogni cosa sembra rimasta ferma a cinquant’anni prima. Compresa la casa cigolante e ingombra di mobili in cui vive nonna Ada, schiva, severa vecchia che nella zona ha fama di guaritrice (ma chissà, forse è altro), per la quale Sonia prova un affetto distante. La scuola ha chiuso prima del previsto a causa di quello

che tutti chiamano “l’incidente”: la professoressa Cardone, acida insegnante di italiano, si è trincerata nella sua aula e durante una lezione – di fronte a una classe segregata e terrorizzata – ha fatto qualcosa di indicibile. Qualcosa che adesso, mentre Lanzo un po’ alla volta si svuota per via delle feste e dell’incessante vento ghiacciato, sembra riguardare tutti gli abitanti. Toccherà a Sonia, insieme al suo amico Teo, ragazzino di famiglia contadina educato alla voracità, affrontare l’incubo in cui sono precipitati. Complici per forza, Sonia e Teo si avventurano nel biancore accecante della neve col distacco curioso di chi non ha pregiudizi e forse proprio per questo può sperare nella salvezza. Ma che cos’è la salvezza? Andar via, cambiare vita? O restare e tentare di resistere? Un romanzo lucido e terribile, divertito e tagliente, che si misura con i

grandi temi – la paura, la crescita – e reinventa le regole del gioco. Una storia sulla fatica di cavarsela in un mondo a misura di adulti, quando gli adulti escono di scena e ti lasciano solo.

Recensione a cura di Marika Mendolia

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L’equazione del cuore – Maurizio de Giovanni

Trama

Dopo la morte della moglie, Massimo, professore di matematica in pensione, vive, introverso e taciturno, in una casa appartata su un’isola del golfo di Napoli. Pesca con metodo e maestria e si limita a scambiare rare e convenzionali telefonate con la figlia Cristina, che vive in una piccola città della ricca provincia padana. A interrompere il ritmo di tanto abitudinaria esistenza la notizia di un grave incidente stradale: la figlia e il genero sono morti, il piccolo Checco è in coma. Massimo deve assolvere i suoi doveri. Crede, una volta celebrata la cerimonia funebre, di poter tornare nella sua isola, e lasciare quel luogo freddo e inospitale. Non può. I sanitari lo vogliono presente accanto al ragazzino che giace incosciente. Controvoglia, il professore si dispone a raccontare al nipote, come può e come sa, la “sua” matematica, la fascinosa armonia dei numeri. Fuori dall’ospedale si sente addosso gli occhi della città, dove lo si addita, in quanto unico parente, come tutore del minore, potenziale erede di una impresa da cui dipende il benessere di molti. Da lì in poi quanto mistero è necessario attraversare? Quanto umano dolore bisogna patire? Per arrivare dove? Maurizio de Giovanni scrive una delle storie che ha sempre sognato di raccontare. E ci consegna a un personaggio, tormentato e meravigliosamente umano, messo dinanzi al mistero del cuore.

Recensione a cura di Manuela Baldi

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L’arte di non scrivere… Marco Schifilliti, blogger

Rubrica a cura di Roberto Gassi.

La Gilda Dei Lettori, blog, fanpage, canale youtube, ha come fondatore Marco Schifilliti. Cittadino Messinese, classe 1983. Ex Ufficiale di amministrazione e commissariato dell’Esercito Italiano, che dalle stelle (i militari capiranno) sprofondò nelle stalle.

Stalle di disoccupazione, lavori precari e vita segnata da stenti. Questo “risvolto di fortuna” mise a dura prova l’animo dell’ex Ufficiale, ma una compagna silenziosa, gentile e sempre disponibile aiutò Marco Schifilliti ad allontanare negatività e tristezza. Marco Schifilliti, grazie ai libri ha vissuto altre vite, altre storie, altri viaggi, che gli hanno allietato e alleggerito la vita. Il partner discreto e amabile era ed è la lettura. Amante unica e insostituibile.

Il nobile desiderio è promuovere incontri culturali, per creare e condividere contenuti e valori. 

Nel 2018 La Gilda dei Lettori si concretizza anche in associazione culturale, con il nome di Dedicato a te. L’associazione si prefigge anche l’obiettivo di stimolare momenti di confronto tra scrittori emergenti, editori e amanti della lettura. Altra meta è sensibilizzare sia alla lettura sia alla scrittura, soprattutto nel mondo social.

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Rubrica alla ricerca del libro perduto – I trentanove scalini – John Buchan

Trama

Richard Hannay, da poco trasferitosi a Londra dal Sudafrica, incontra per caso un americano, Scudder, e apprende da lui di un’infernale macchinazione per far scoppiare una guerra tra Germania e Russia. Una volta fatte le sue rivelazioni al giovane Hannay, Scudder viene ucciso: spetterà pertanto allo stesso Hannay tentare di sventare il complotto. Ma solo dopo una serie di pericolose avventure il giovane scoprirà il mistero dei trentanove scalini.

Recensione a cura di Dario Brunetti

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INDAGA DETECTIVE – CROVI; DAZIERI; DE MARCO; FERRARIS; GORI; GRANDI; PANDIANI; REGINA; RONCO & PAOLACCI; ROVERSI; TERUZZI; VARESI.

TRAMA:

Dodici indagini, dodici storie nere che hanno come protagonisti alcuni degli investigatori seriali più amati dai lettori. Una raccolta unica in cui gli eroi maggiormente apprezzati delle serie crime – come dei vecchi amici che il lettore ritrova, affezionandosi sempre di più, romanzo dopo romanzo – indagano in una sorta di narrazione corale in cui le storie si intrecciano esplorando i lati e i luoghi più oscuri della nostra società. Una mappa dell’Italia criminale e non solo. Si parte con un cammeo nella Napoli degli anni Trenta del commissario Ricciardi di Maurizio de Giovanni per poi immergersi in una Milano che ha molte facce: quella di Andrea G. Pinketts e del suo Lazzaro Santandrea raccontata da Sandrone Dazieri, quella del giornalista hacker Enrico Radeschi di Paolo Roversi, quella dell’avvocato penalista Lorenzo Ligas di Gianluca Ferraris e quella di Libera Cairati, la Miss Marple del Giambellino di Rosa Teruzzi. E poi c’è Siena, con sette segrete e una confessione fatta al commissario Soneri di Valerio Varesi; la Parma misteriosa nell’indagine della marescialla dei carabinieri Nina Mastrantonio di Daniela Grandi; la Ferrara solare del capitano della Guardia di Finanza Gaetano De Nittis di Paolo Regina; la Pescara fuori stagione del vicequestore Laura Damiani di Romano De Marco; la Genova che profuma di mare del vicequestore aggiunto Paolo Nigra della coppia Ronco e Paolacci; la Firenze ottocentesca di un irriconoscibile Collodi di Leonardo Gori; la Torino magica e nera della detective privata Zara Bosdaves di Enrico Pandiani e la Londra misteriosa di Sherlock Holmes in un’avventura inedita scritta da Luca Crovi. Prefazione di Maurizio de Giovanni.

RECENSIONE a cura di Todaro Edoardo

Quello che ci troviamo di fronte non è una semplice raccolta di storie che hanno come protagonisti alcuni degli investigatori conosciuti ed apprezzati nel panorama noir italiano. Quello che ci troviamo di fronte è qualcosa in più, perché i dodici autori che hanno scritto in “ Indaga detective “ si sono resi disponibili per un progetto decisamente importante. Un progetto lanciato e proposto da Paolo Roversi per sostenere chi, come la Croce Rossa Italiana, è impegnato nell’intervenire in piena emergenza sanitaria. Sì perché, come giustamente scrive proprio Roversi, “ …… comprando  e leggendo  questo libro, avrai dato un contributo “ non secondario, aggiungo io. Che dire: subito con la prefazione si viene coinvolti, perché ci imbattiamo addirittura in Maurizio De Giovanni con Luigi Ricciardi, oltre a far intravedere un possibile ritorno del suo/nostro commissario De Giovanni, risultando di fatto il 13°, da una sorta di input agli altri autori di “ Indaga detective “. Ogni autore che ha dato il suo contributo, ha una città come riferimento. Non una città a caso, bensì la città che ha accompagnato i romanzi da loro scritti in precedenza. Milano è la città che risulta la più citata. D’altronde il connubio Milano/noir è ormai consolidato da tempo. Milano è la città che ha dato numerosi spunti agli autori di questo genere. Quindi da Sandrone  Dazieri con il gratta e vinci che diviene il simbolo di un possibile riscatto sociale; a Paolo Roversi con il mai dimenticato giornalista hacker Enrico Radeschi ed il suo giallone; da Gianluca Ferraris e l’avvocato Ligas alle prese con il classico colpevole di niente se non del proprio passato;a Rosa Teruzzi che evidenzia ingrato  il lavoro delle immigrate;con Enrico Pandiani ci spostiamo a Torino ed attraverso l’investigatrice privata Zara Bosdaves evidenzia l’esistenza di due Torino, non solo centro e periferia, ma quartieri che cambiano la propria fisionomia e vita, dalla mattina alla sera. Proprio Zara ci riporta al tema centrale del progetto di questo libro, in quanto si divide tra un’indagine ed il volontariato verso senzatetto e tutta quella umanità che risiede nel girone più basso, perché “ la scala della vita è sdrucciolevole e fai veloce a finire in fondo “.Il tour prosegue per arrivare a Parma con Daniela Grandi e la sua marescialla dei carabinieri che predilige la lettura al computer ( ! ); che per pensare alle sue indagini usa passeggiare e che essendo, tra le altre cose, nera suscita stupore, quando va bene, fastidio, nel peggiore dei casi; Da Parma a Ferrara con Paolo Regina, il finanziere capitano De Nittis ed il giornalista Giuseppe Bonfanti. Eccoci a Genova di Ronco & Paolacci con il vicequestore aggiunto Paolo Nigra e casi semplici che spesso sono quelli più tristi. Non poteva mancare la Toscana che Valerio Varesi, ed il commissario Soneri con Siena, ci porta nel mondo delle sette segrete e quanto del governare la paura è così attuale; Varesi entra direttamente nel campo filosofico con il ragionamento su cos’è oggi la democrazia; sulla comunicazione ed il suo controllo; e quindi la Firenze di fine ‘800 descritta da  Leonardo Gori attingendo a Carlo Lorenzini, all’Artusi; all’antico ghetto ricettacolo di miserabili e malavitosi di fatto una città nella città .Lasciata Firenze, giungiamo a Pescara,con Romano De Marco ed la vicequestore Laura Damiani. Un De Marco quasi romantico nel descrivere il mare a settembre. Infine, una veloce emigrazione verso Londra, perché Luca Crovi ci prta verso, niente meno che Sherlock Holmes ed il suo creatore. Le ultime considerazioni non possono non essere sull’elemento che unisce i 12 autori: l’emergenza sanitaria e le modificazioni intercorse nel tessuto sociale con conseguenze del tutto  imprevedibili:da una parte gli effetti benefici della reclusione forzata con la riscoperta di leggere i libri, della musica da ascoltare, cucinare …. ma dall’altra parte l’accapparamento di generi alimentari come se dovesse finire il mondo; l’emergenza sanitaria che accentua la crisi ed i suoi effetti sui più deboli; le zone rosse; il non stringersi la mano; città chiuse a doppia mandata; il tempo scadenzato dall’arrivo della chiusura obbligata, del lockdown; l’” andrà tutto bene “ …. forse. Comunque una buona lettura davvero per, tra l’altro un obiettivo da raggiungere, un obiettivo importante.

Lo smemorato di Sanremo: La seconda indagine del commissario Orengo – Achille Maccapani

Trama

Sono passate poche settimane dal clamoroso caso del delitto al Festival di Sanremo. Il commissario Francesco Orengo inizia a prendere sempre più possesso del territorio della città matuziana, e si trova un giorno a dover fronteggiare uno strano episodio: un architetto di fama internazionale, in vacanza a Dolceacqua, si rivolge alla polizia per chiedere un intervento urgente. L’archistar vorrebbe visitare lo zio, l’avvocato sanremese Armando Rondelli, attualmente ospitato in una casa di riposo a Bajardo, un paese dell’entroterra nel cuore della Valle Armea. Ma non può incontrarlo, gli hanno detto i dipendenti e la direttrice della residenza protetta, perché devono rispettare uno specifico ordine dei familiari. Il commissario Orengo non ci vede chiaro, e mentre sente parlare del grande successo che sta ottenendo in corso Matteotti un nuovo ristorante, il Music & Lights, che proprio in quel periodo inizia a frequentare, scoprirà che quel locale puzza di bruciato. Decide quindi di scavare a fondo, per scoprire un’amara verità. A quel punto inizia una corsa contro il tempo per bloccare l’irreparabile. Una battaglia ferocissima tra il bene e il male dove Orengo, affiancato dalla compagna Martina, e con il sostegno degli amici del borgo medievale di Castel Vittorio, riuscirà a fronteggiare il suo nemico numero uno, il questore Maurizio Di Leva, a dipanare la matassa e assicurare i colpevoli alla giustizia. Prima di affrontare una prossima avventura tra i misteri di Sanremo e del suo misterioso e inquietante entroterra.

Recensione a cura di Dario Brunetti

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