Vestita di buio – Annalisa Molaschi

Trama

Tre donne vincolate ai propri ruoli. Una moglie, un’amante e una ragazzina sono oggetto degli istinti spudorati di Giulio, bugiardo patologico agevolato da una società arretrata. Gemma, all’oscuro della passione travolgente tra la sua migliore amica Anna e il marito, si rassegna alle insoddisfazioni dovute al difficile rapporto con Giulio. Un fatto rivoltante irromperà nelle loro vite, trascinando via legami e certezze. Sullo sfondo, il gelido inverno del ’55 investe la piccola città sul fiume in cui ogni azione è osservata dagli occhi indiscreti della gente.

Recensione a cura di Alice Mignani Vinci

L’autrice, Annalisa Molaschi, ci tiene a puntualizzare che questo romanzo trae spunto da un fatto di cronaca realmente accaduto, che l’ha colpita a tal punto da voler affidarsi al mezzo della scrittura per narrare degli amori maledetti, che “non valgono la vita e nessun legame deve portare alla distruzione di se stessi”. Così, nella prefazione siamo introdotti e preparati ad una storia di quella che in linguaggio tecnico viene definita una relazione tossica, che in fin dei conti nulla ha a che spartire con la nobiltà dei sentimenti che preludono alla bellezza dell’amore inteso nella sua accezione positiva. Qui abbiamo, in tutta amara, oserei dire sconcertante attualità, uno dei cancri della società odierna: la violenza sulla donne, le relazioni perverse, i legami che son sozzura, intrecci distruttivi e ruoli di genere figli di una cultura patriarcale. Giulio, meschino bugiardo patologico, Gemma, Anna e Bianca: tre donne nella spirale egoistica di un manipolatore per eccellenza. Siamo nel ’55, calati nel secondo dopoguerra, in una cornice arretrata, fra pessima educazione cattolica e una idea femminile che si riduce tristemente al binomio dei ruoli di madre e moglie. Ah si, donne e ragazze mie, leggendo “Vestita di buio” vi pruderanno le mani, vi metterete le mani nei capelli e vi verrà, come forse alla sottoscritta, ogni odio possibile per il beffardo narcisista maligno che detta legge sulle fragilità e debolezze disfunzionali delle tre fanciulle attrici della storia. Nella sua cruda semplicità questo libro è un vademecum per la donna moderna, ci prospetta tutti gli elementi nefasti di una relazione tossica senza lasciarne in ombra alcuno: la relazione vittima-carnefice, nel suo indissolubile e reciproco determinarsi, qui è tratteggiata con sapiente maestria, con un “flusso di coscienza” che ci trasporta dai pensieri egoistici e predatori di Giulio, ai sentimenti di bisogno, angoscioso dubbio e turbamento di Anna, Bianca e Gemma. In un drammatico crescendo emotivo, i fili malevoli di questo intreccio condurranno ad esiti inevitabilmente nefasti: leggetelo, in effetti è più il romanzo di una donna per le donne, ma in un’ottica di crescita culturale ed evoluzione che conduca all’autoriflessività, io lo consiglierei soprattutto agli uomini.

Dettagli:

Genere: Thriller psicologico

Lingua: Italiano

Copertina flessibile: 160 pagine

Editore: Golem Edizioni (8 luglio 2021)

ISBN-10: ‎ 8892910345

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