Nelle Scarpe dello Scrittore – Viaggio 9.0 Joe R. Lansdale

a cura di Roberto Gassi

«Adesso vi spiego. Da ragazzo ero un lettore vorace. I miei coetanei andavano pazzi per il baseball, le macchine truccate e roba del genere, io per i libri. Ma anche per come erano scritti e per chi li scriveva. Più tardi, a undici anni, la stessa passione mi è scattata per le arti marziali; passione che, come quella per i libri, mi porto dietro ancora oggi. Ma quella dei libri mi è arrivata prima. A quei tempi, per me la parola scritta era un’entità vivente, e continuavo a divorare instancabile volumi su volumi come un formichiere che divora formiche, e come un cannibale che spera di catturare l’anima delle sue vittime io facevo altrettanto con le parole, pensando così di riuscire ad impadronirmi del metodo di chi le aveva scritte».

J. R. Lansdale.

Mi cito dall’articolo 8.0: se pensate di poter chiudere la fantasia, l’ironia, lo stile, in un barattolo di vetro sigillandolo con un tappo ermetico come fosse confettura, con Lansdale non vi riuscirà.

Dal Texas Lansdale ci descrive l’America con le sue contraddizioni e storture ma afferma di credere ancora nel sogno americano inteso come offerta di opportunità. I suoi libri sono una mescolanza di generi frutto di una dieta letteraria molto variegata infatti in un’intervista, quando gli si chiede proprio di questo, cita Hemingway, London, Chandler, Steinbeck, Faulkner, Burroughs. Quando poi gli si chiede della questione della differenza tra generi bassi e generi alti risponde: “ Io non ho mai fatto simili distinzioni. Ho sempre scritto quello che mi piaceva scrivere e, di conseguenza, ho sempre letto quello che volevo leggere”; e ancora quando gli si domanda dell’etichetta di splutterpunk attribuita ai suoi primi lavori: “Voglio essere etichettato come lansdaliano, non splatterpunk né cowpunk come ha proposto qualcuno o qualcosa di ancora più assurdo!”.

In questo viaggio 9.0 ho deciso di riportarvi nel mondo di Hap e Leonard, la coppia di detective più divertente del noir «made in USA». Questa seconda fermata titola Mucho Mojo.

Che cosa aspettarci?

La morte di uno zio di Leonard. L’eredità: una casa fatiscente e centomila dollari in contanti. Un palo con le bottiglie per proteggersi dagli spiriti malvagi. Hap e Leonard si trasferiscono nella casa e decidono di ristrutturarla per rivenderla a un prezzo ragionevole. Una macabra scoperta: un cadavere sotto le assi. Un’avvenente avvocatessa, una dea nera: Florida Grange. Una scoperta ancor più agghiacciante: sono ormai dieci anni che, nel mese di agosto, scompare dal quartiere un bambino di colore, povero e figlio illegittimo, spesso di una prostituta. E la storia comincia o meglio, prosegue…

È stato definito il romanzo migliore della serie Hap e Leonard, per l’intensità di scrittura, i dialoghi dei due confezionati a dovere, la confermata sferzante ironia dell’autore. Come andrà a finire lo si intuisce facilmente ma la godibilità di questa storia valica l’attaccamento alla trama d’effetto. Come ci ha raccontato lo stesso Lansdale nella prefazione di questa crime novel, da ragazzo è stato un vorace divoratore di libri, tanto da paragonarsi a un cannibale, allo stesso modo, con la sua scrittura rende cannibali i lettori, desiderosi di catturare l’anima di Hap e Leonard. Poi si raggiunge la sazietà e si pensa di averne avuto abbastanza, ben presto però ti rendi conto che ne vuoi ancora e la fame torna.

Eccovi un assaggio:

  • Mi spiace, – disse Florida Grange. – usciamo in corridoio.

Uscimmo. Leonard disse: – Credo di non avere altro da chiederle, signorina Grange. Mi spiace di averla tirata fuori dall’ufficio.

  • Tanto sono stufa del trapano, – replicò lei. – E se io devo chiamarla Leonard, lei mi chiami Florida.
  • OK, Florida. Grazie.
  • Se ha altre domande, mi dia uno squillo, – disse lei.
  • È ok se faccio una domanda io? – le chiesi.
  • Sì, – rispose lei.
  • È sposata?
  • No.
  • Qualcuno d’importante nella sua vita al momento?
  • Niente di significativo.
  • Ho qualche possibilità di portarla fuori a cena?
  • Non credo, signor Collins.
  • Guardi che metto in ordine molto bene.
  • Ne sono certa, ma penso di no. Comunque grazie di avermelo chiesto.

Mentre scendevamo in ascensore, Leonard disse: – Hap Collins, lo stracciafemmine.

Parole chiave: Mojo, Texas, Florida, Carro Allegorico, razzismo, birra ghiacciata.

Non vi resta che indossare le scarpe dello scrittore e tenere il passo…

Viaggio 10.0: novembre 2021.

Consigli per la degustazione della lettura.

Piatto: Beef Brisket (punta di petto di manzo).

Birra: Freetail Brewing (birra artigianale texana che prende il nome dai Free-tailed Bats, particolarissimi pipistrelli messicani).

Sigaro: Texas Lancero (Alec Bradley Cigars).

Link utili.

L’Espresso, intervista con Marco Damilano

Noir in Festival FILMHOUSETV

Allenamento sul controbilanciamento

Mangialibri, articolo di David Frati

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