Oggi parliamo con… Andrea Cotti

Intervista di Manuela Baldi

Nelle librerie con il romanzo “L’impero di mezzo” per Nero Rizzoli, Andrea Cotti benvenuto su Giallo e Cucina.

1. MaBal  – Sei poeta, scrittore per ragazzi e per adulti, sceneggiatore, autore radiofonico, modi di scrivere diversi, hai una preferenza?

AC. Non ho una preferenza in generale, ma ho e ho avuto momenti nella vita in cui una cosa era più urgente delle altre. Tra “Un gioco da ragazze” e “Il Cinese”, ad esempio, sono passati quasi dodici anni, e in quei dodici anni l’urgenza era scrivere per il cinema e la televisione, era la cosa che sentivo più mia, che mi dava di più. Adesso, l’urgenza è tornata a essere scrivere romanzi, scrivere di Luca Wu.

L’ideale sarebbe scrivere una serie tv di Luca Wu. E chissà che…

2. MaBal – Andrea sei al secondo romanzo con lo stesso protagonista, ci puoi dire chi è Luca Wu?

AC. Vi dico chi è nella mia testa: Luca Wu è un eroe. Nel senso che è una persona che ha un codice morale, e che tenta di stare dalla parte dei buoni contro i cattivi. Pur con tutte le sfumature possibili, Wu tenta di distinguere, e di stare dalla parte giusta.

E lotta per ciò in cui crede.

Poi, è un uomo imperfetto, un marito imperfetto e un padre imperfetto. Ma è un uomo che ha qualcosa di buono dentro e che lo mette al servizio degli altri.

3. MaBal – Com’è nato il protagonista della storia? Cosa ti ha spinto a creare un protagonista come Luca Wu?

AC. Wu è nato dalla mia passione per la Cina, che dura fin da quando ero un ragazzino. Io sono andato in Cina la prima volta nel 1990, a 18 anni. Ed è nato perché dopo aver scritto per tanti anni per il cinema e la televisione, che significa scrivere per altri, quando ho deciso di rimettermi a scrivere per me volevo scrivere una storia che avesse dentro tutte le cose che piacciono a me.

Quindi, appunto, la Cina. La cultura cinese. Le arti marziali. E un personaggio che fosse epico come certi protagonisti di romanzi che amo. Penso, tra tanti, a Jack Reacher creato da Lee Child.

4. MaBal –  Che tipo di scrittore sei? Hai già la storia in testa prima di iniziare a scrivere?

AC. No, sono una scrittore che ha delle idee in testa e poi le mette in ordine facendo scalette, tante scalette, tante scalette molto lunghe articolate, prima di iniziare a scrivere il romanzo.

Le mie scalette arrivano a 150-200 pagine, e alcune volte scherzando con la mia agente Loredana Rotundo diciamo che potrei pubblicare direttamente quelle.

5. MaBal –  Hai un modo di scrivere che porta il lettore al centro dell’azione, in parte, credo, perché usi la prima persona, in parte per le descrizioni dei luoghi, è possibile che dai libri venga tratta una serie televisiva?

AC. Come dicevo sopra, chissà… Non voglio fare il misterioso, posso dire che ci sono produzioni interessate, e che ci stiamo lavorando. Ma questo – e lo dico per esperienza diretta – non significa che ci sarà una serie di Luca Wu. Ci sono mille variabili che devono incastrarsi bene. Quindi serve anche un po’ di sana fortuna.

6. MaBal –  Una delle cose che apprezzo di più nel tuo personaggio è il suo sentirsi sempre fuori posto, cinese in Italia, italiano in Cina, sempre in bilico, irrisolto, una caratteristica che accomuna molte persone che nascono e crescono fra due culture, come ti sei preparato per rendere questo stato d’animo?

AC. Sentirsi fuori posto non riguarda solo chi è nato in un paese da una famiglia proveniente da fuori. Capita a tutti. A chiunque abbia un minimo di sensibilità. A me è bastato ripensare a quando dal mio paesello sono andato a vivere a Roma. Ero stranito, estraniato, confuso, impaurito. Ed era “solo” Roma, ero comunque un italiano che si spostava in Italia. Poi, per lo specifico di Wu, ho chiesto, fatto domande: ho amici e amiche italiani nati in Italia da famiglie cinesi. Ho chiesto a loro, e come fa ogni scrittore ho provato a mettermi nella loro pelle.

7. MaBal – Nella tua vita la parola scritta è importante, che tipo di lettore sei? 

AC.  Ero un lettore onnivoro. Fino a qualche anno fa leggevo quasi 200 libri l’anno. Adesso sono diventato un lettore più stanco e selettivo. Perché tante cose sono obbligato a leggerle per lavoro, per poi scrivere di determinati argomenti. Quindi adesso leggo molto meno per piacere, e leggo solo romanzi che mi piacciono davvero tanto. Magari anche non di genere, come “Ciao Vita” l’ultimo romanzo di Giampiero Rigosi, o “Sotto il suo occhio” l’esordio di una scrittrice che si chiama Giulia Seri.

8. MaBal – Per “Giallo e Cucina” è d’obbligo chiederti se hai un piatto/cibo preferito?

AC. Sono emiliano fino al midollo, quindi salumi, salumi e ancora salumi. Magari infilati dentro uno gnocco fritto. E come antipasto prima delle lasagne e della cotoletta alla bolognese.

9. MaBal – Posso chiederti se avremo una nuova avventura con Luca Wu protagonista?

AC. Sì, ci sarà. Di sicuro una terza avventura. Forse una quarta…

Grazie Andrea Cotti per aver risposto alle mie domande.

Grazie a te Manuela, a voi di Giallo e Cucina. Anzi, come direbbe Wu: 谢谢, Xièxiè.

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