Odio l’estate. Afa e delitti a Milano – Autori vari (Maimone, Pappalardo, Varalli, Besola, Ferrari, Gallone)

Trama

Quattro racconti “afosi- e sudaticci in una Milano afosa e sudaticcia. Ah… l’estate! Periodo di vacanze, tintarella, giornate interminabili e notti folli. Ma anche di zanzare, ustioni solari e… omicidi, cadaveri scomparsi, investigatori nei guai. Giorgio Maimone e il suo Marlon ci coinvolgono nella sparizione di un cadavere, tra la gnagnera milanese anni ‘60 e Camogli. Davide Pappalardo e il suo “sogno di piena estate- con Libero Russo, investigatore sui generis, incastrato in un Ferragosto in cascina in una torrida estate anni ’70. Paola Varalli ci porta al mitico bar Villiam, con Marietto, il gommista virile, alle prese con la scomparsa della giovane e procace Adelaide, nel luglio del 1985. Besola, Ferrari e Gallone ci regalano un inseguimento funambolico, esilarante e assurdo, che terminerà al parco Nord con un’indimenticabile grigliata di Ferragosto di inizio millennio.

Recensione a cura di Manuela Baldi

Da lettrice veloce e vorace quale sono, i racconti, come gli aperitivi del bar “William” (pronunciato Villiam) sono sempre troppo misurati. Nel caso di “Odio l’estate” alcuni protagonisti mi sono già noti e quindi leggere un racconto non può che aggiungere qualcosa alla conoscenza del personaggio. I quattro racconti sono ambientati tutti a Milano in anni diversi, si parte all’inizio degli anni ‘60 e si chiude alle soglie del 2000. Giorgio Maimone con il suo Marlon ci regala uno spaccato degli anni ‘60, Davide Pappalardo con Libero Russo, si colloca negli anni ‘70, Paola Varalli con Marietto, Pino e il bar Villiam, è negli anni’80, il trio Riccardo Besola, Andrea Ferrari e Francesco Gallone negli anni ‘90 del secolo scorso, in un racconto corale con tanti personaggi. Stili diversi, com’è giusto che sia, per racconti che hanno come comune denominatore il caldo e Milano. Per tutti i racconti c’è una colonna sonora che sottolinea l’andamento dei racconti. Le canzoni danno il tempo ai racconti, aiutando a ricostruire l’ambientazione: provare per credere. “Il cadavere fantasma” di Giorgio Maimone, primo dei racconti ci narra di una Milano di quartiere con una puntata in Liguria. La spiegazione di cosa sia la gnagnera, è grandiosa, basterebbe quella per giustificare la lettura del racconto. Il tratto distintivo della storia è la restituzione minuziosa di un periodo storico importante, gli anni ‘60, per Milano e per l’Italia del boom economico, tutto sembra possibile. Citazioni di film, riferimenti alla politica, tensione morale, tutte queste cose condensate in un racconto. Il secondo racconto, “Sogno di una notte di piena estate” è quello di Davide Pappalardo, si svolge negli anni ‘70. Libero Russo è un investigatore privato, abbruttito dalla vita, sporco e malandato, ha una donna che considera ormai quasi una ex. Si trova ad indagare, ingaggiato in maniera anonima, su un caso di suicidio ma è tutto molto strano. Dovrà muoversi all’interno di una tipica cascina lombarda con personaggi surreali. Tristezza e mal di vivere, disincanto, tutto questo si può trovare nel racconto che si adatta benissimo all’afa di mezza estate.

Il racconto di Paola Varalli “Che afa fa” si svolge negli anni ‘80: due investigatori per caso, un meccanico, Mario e un idraulico, Pino, la sparizione di una bella donna, il bar. Tipica ambientazione di quartiere che è un microcosmo, con la Milano da bere che spinge per farsi largo anche in posti come il bar Villiam. Molta ironia in questo racconto, l’arguzia del popolo, la musica con il grande concerto del Live Aid a Londra che avrà una parte importante nell’economia del caso. Paola Varalli ci regala un ritratto di quella Milano a misura d’uomo, che sopravvive nonostante i famosi anni da bere. Favolosa la descrizione del bar Villiam.

Il quarto racconto “Un’estate al freddo”, scritto a sei mani da Besola, Ferrari e Gallone, si svolge alla fine degli anni ‘90, all’inizio anche l’elenco dei protagonisti estremamente utile perché permette, visto che sono tanti, di identificarli meglio. Si svolge in due giorni anche se l’antefatto è successo molto tempo prima. Luigino, 1 metro e 90 cm di tassista, è costretto a fare da “esca” per la polizia, farà quello che gli viene richiesto ma in un crescendo di situazioni surreali, un luogo e circostanze particolari risolveranno parecchi problemi e ci sarà anche tempo per festeggiare il Ferragosto al parco, in barba alle regole. Fantastici alcuni personaggi, grandiosa la descrizione delle macchine che compongono un corteo fatta da Gerry, esperto di occupazioni abusive, saltuariamente ladro, uno dei personaggi della storia. Temi seri ma l’ironia è molta,  qua e là si ride di gusto.

Oltre al caldo e all’afa fanno da filo conduttore per i racconti proposti in questo libro anche Milano nelle sue diverse componenti, i quartieri e gli abitanti, perché si sa che: “nessuno è milanese e tutti lo sono”. Milano è una città che accoglie tutti. Qualche pennellata di dialetto comprensibile ai più. Una lettura consigliata, non solo d’estate.

Dettagli

  • Genere: Giallo – antologie
  • Copertina flessibile: 250 pagine 
  • Editore: ‎ Todaro  (13 luglio 2021)
  • Collana: Impronte
  • Lingua: Italiano
  • ISBN-10:  ‎ ‎ 8832159368
  • ISBN-13: 978- 8832159363 

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