LA LUNA SULLA PINETA – Giorgio Scerbanenco

TRAMA:

Clemente e Anna Mareschi sono costretti a lasciare il loro paesino alla periferia di Treviso dopo che il padre, uno dei migliori incisori d’Italia, resta coinvolto in una misteriosa storia di banconote false. Partono in pieno inverno diretti a Viareggio, dove trovano ad attenderli un poliziotto, Mauro, che chiede la loro collaborazione per sgominare una banda di falsari internazionali. Clemente rifiuta perché non vuole avere più nulla a che fare con la storia disgraziata del padre, ma quando si presenteranno gli affascinanti emissari della banda di falsari, sarà difficile resistere alle loro proposte per far fronte alle difficoltà economiche della nuova vita. Un romanzo che getta due ragazzi (quasi) innocenti nel mondo spietato della criminalità organizzata, dove, tra amori fatali, soldi, eccessi e la musica di Elvis Presley, sarà sempre più difficile distinguere i buoni dai cattivi. Ritrovato dopo 50 anni, esce per la prima volta con la firma di Giorgio Scerbanenco un romanzo letale che racconta l’Italia prima del boom come un forsennato gangster movie americano.

RECENSIONE a cura di Edoardo Todaro

Prima di iniziare a leggere “ La luna nella pineta “ una domanda legittima sorge spontanea: come è possibile che, nonostante Scerbanenco sia morto da tantissimo tempo, continuano ad uscire suoi libri? La risposta la troviamo nella prefazione scritta dalla figlia Cecilia. Cecilia ci dice che suo padre era uno scrittore prolifico e sottoposto ad un contratto, Rizzoli. Per sfuggire alle maglie di un contratto da rispettare, o rinunciava a scrivere oppure usare degli pseudonomi. Scerbanenco scelse la seconda strada. Oggi dopo che Garzanti ha pubblicato il pubblicabile,  la “ La nave di Teseo “ si è assunta l’onere di pubblicare quanto scritto da Scerbanenco sotto altro nome. Scerbanenco, a ragione, viene considerato il padre del noir italiano. Anche  “ La luna nella pineta “ non smentisce questa affermazione in quanto sono le cronache dell’attualità dell’epoca ad ispirare il romanzo investigando su come la criminalità organizzata, si adegui ed usi a suo vantaggio gli sviluppi tecnologici in corso. Al centro di questo romanzo troviamo il denaro, la sua falsificazione apre nuove prospettive di investimento, diviene uno spazio da conquistare. Una famiglia messa al bando da un intero paese grazie a quelle che oggi potrebbero essere definite facke news e da inquirenti fastidiosi ed opprimenti, che fugge per cercare di rifarsi una vita. Una famiglia perseguitata dalla mala sorte, che appena intravede che qualcosa possa andare per il verso giusto, arriva l’imprevedibile che manda tutto all’aria. Assistiamo ad una vera e propria gara, tra polizia e falsari, per accapararsi le conoscenze di Clemente, il protagonista del romanzo, che non sceglie ciò che vuole ma ciò che è obbligato a scegliere dalla miseria che asfissia lui e la sua famiglia. Una faccenda che travalica la criminalità ed entra senza difficoltà nelle questioni politiche, internazionali in particolari; ed anche in questo è la realtà del momento ad essere fonte d’ispirazione

DETTAGLI

Pagine 334

Copertina rigida

Genere noir

Editore “ La nave di Teseo “

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