Oggi parliamo con… Giancarlo De Cataldo

Nelle librerie con il romanzo “Il suo freddo pianto” terza avventura di Manrico Spinori della Rocca, Einaudi ed. , benvenuto su Giallo e Cucina, Giancarlo De Cataldo.

1. MaBal  – Le chiedo subito se l’idea di fare di Manrico Spinori il protagonista di una trilogia le sia passata?

GDC. Beh, non devo dirlo a un blog di giallo e cucina ma… come si dice, l’appetito vien mangiando… il progetto iniziale è di una trilogia ma confesso che ci sono almeno due altre storie che mi frullano in mente… vedremo

2. MaBal – “Il suo freddo pianto” è la terza avventura di Manrico Leopoldo Costante Severo Fruttuoso Spinori della Rocca dei conti di Albis e Santa Gioconda. Chi è quest’uomo?

GDC. Un carattere gentile in un contesto in cui tutti urlano. Un uomo mite, educato, ma anche determinato, seduttivo suo malgrado (più oggetto di desiderio che cacciatore). Con un piede nella tradizione della sua nobile famiglia e un altro nel contemporaneo, che cerca di arginare senza lasciarsene travolgere.

3. MaBal – Manrico Spinori ha una sua etica, in questo libro riaprirà un caso sul quale aveva indagato, mi interessa molto il suo pensiero su come ci si rapporta con un indagato e più in generale sulla giustizia.

GDC. Un grande giudice e scrittore degli anni cinquanta e sessanta, Dante Troisi, scrisse una volta del sottile legame di sofferenza che lega il giudice al “suo” imputato. Intendeva dire: mai dimenticare che davanti a te c’è un essere umano, con i suoi limiti, le sue paure, i suoi errori, a volte responsabile di crimini terribili, altre volte soltanto travolto da forze più grandi di lui che non è stato capace di dominare. Una questione  di rispetto, innanzi tutto.

4. MaBal –  Mi pare molto interessante, il rapporto di Manrico Spinori con le donne, apparentemente è facile, però Manrico, nei suoi rapporti affettivi è un pusillanime, spesso dovrebbe essere più duro (con la madre p.es.), dovrebbe chiarire le cose (con Maria Giulia, con Stella), ma tergiversa. Una scelta precisa o è il suo carattere?

GDC. Mah, avrei usato un aggettivo meno forte di “pusillanime”, comunque… è mammone, certo, come tutti noi italiani: ma chi può dire serenamente di aver risolto i suoi problemi con la madre? E’ gentile, ripeto, e le donne lo cercano. Non riesce mai a decidersi perché decidere è faticoso, espone al pericolo di ferire qualcuna. Meglio essere scelti che scegliere, meglio abbandonati che abbandonare (se si è buoni incassatori, come lui),  non crede?

5. MaBal – La musica è una costante nella vita di Manrico Spinori, a seconda dello stato d’animo ascolta un’opera e ne trae ispirazione. Questa è una passione che ha passato al suo protagonista?

GDC. Ho riscoperto da qualche anno l’opera lirica e me ne sono innamorato profondamente. Manrico ne sa molto più di me, io sto ancora studiando, ma c’è un nucleo di verità nelle cose che lui sostiene. E’ vero che le opere hanno messo in scena tutte le possibili passioni umane, e, nel farlo, tante volte le hanno rivelate a noi stessi.

6. MaBal –  Ho trovato la sua scrittura molto scenografica. Ce la vede una serie televisiva, su Manrico Spinori?

GDC. Ah, io sono meridionale e superstizioso. Mi piacerebbe, ma finché non c’è niente di scritto… scherzi a parte, si scrive per i lettori, poi quel che viene va benissimo. Ma non è in mio potere deciderlo!

7. MaBal –  Siamo nella cucina di Giallo e Cucina e non posso fare a meno di chiedere qual è il suo piatto preferito?

GDC. Mi mette in crisi. Sono un… stavo per scrivere “appassionato cultore della buona cucina”, ma forse “uno che ama la buona tavola” è più adatto. Vediamo… le indico due piatti. Uno legato alla mia anima terrona di pugliese: orecchiette con le cime di rape, un’intuizione geniale della nostra terra. L’altro piatto è invece agli antipodi, ma voglio rendere omaggio all’eccezionale tubero, il tartufo: tajerin col tartufo. Piemonte profondo. Da accompagnare, l’uno e l’altro piatto, con vini rigorosamente rossi.

Ringrazio Giancarlo De Cataldo per aver risposto alle mie domande.

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