Cena con delitto – Knives Out

Cena con delitto - Knives Out - Film (2019) - MYmovies.it

Il ricchissimo scrittore di gialli Harlan Thrombey (Christopher Plummer) viene trovato morto nel suo studio. L’uomo giace sul divano, con un profondo taglio alla gola. Immediatamente la governante Fran chiama la polizia e le indagini hanno inizio, anche se pare ci sia poco da indagare. Per il medico legale si tratta di un suicidio. Lo confermerebbe la stessa scena del crimine, invasa da schizzi di sangue che hanno un andamento continuo, ininterrotto, come se, al momento del ferimento mortale, non vi fosse un altro ostacolo umano a deviarne la traiettoria. Inoltre, l’uomo si è suicidato la sera stessa del suo compleanno, creando così un’uscita di scena a effetto, degna di uno dei suoi più noti romanzi. Ma se per la polizia tutto sembra chiaro, per l’investigatore privato Benoît Blanc (Daniel Craig), assoldato anonimamente, ci sono molti interrogativi irrisolti. Innanzitutto, risulta evidente che la grande famiglia di Thrombey è atipica e disfunzionale: oltretutto, proprio il fatto che il suicidio sia avvenuto la sera stessa della festa di compleanno del patriarca rende tutti dei possibili colpevoli. Anche se i singoli parenti non lo confessano apertamente alla polizia, ognuno di loro ha un motivo valido per volere la morte del facoltoso scrittore. Il figlio Walter “Walt” (Michael Shannon), che è a capo della casa editrice che pubblica i gialli, ha scoperto proprio dal padre di essere stato licenziato; Richard Drysdale (Don Johnson) marito della primogenita Linda viene minacciato dal suocero che ha scoperto il suo tradimento coniugale; Joni Thrombley (Toni Collette), vedova di un altro figlio di Harlan, viene diseredata dal suocero che scopre i suoi tranelli per lucrare sulla retta universitaria della nipote Meg. Infine, l’uomo aveva litigato anche con lo scapestrato nipote Ransom, dopo che questi aveva scoperto di essere stato escluso dal testamento. L’unica vera amica del signor Harlan è la giovane e buona infermiera Marta Cabrera (Ana de Armas) che lo accudisce senza secondi fini. Dotato di grande fiuto e intuito, il detective decide di andare a fondo: oltretutto, se qualcuno lo ha pagato anonimamente vuol dire che si sospetta un omicidio. Nella ricerca del possibile colpevole si fa affiancare da Marta perché la ragazza ha una caratteristica che gli può essere di grande aiuto; non sopporta le bugie e quando le dice il suo corpo risponde vomitando. In realtà Marta sa tutto, e sa che l’uomo si è veramente suicidato, ma per salvare lei. La sera del compleanno, infatti, dopo essere saliti nello studio, Harlan e Marta decidono di fare una partita a Go. Come al solito l’uomo perde e, per punire giocosamente la giovane alza il tavolo facendo rovesciare tutto il contenuto: scacchiera, pedine e la borsa con i farmaci che ogni sera la ragazza gli somministra. Recuperati alla rinfusa, la ragazza da i farmaci all’uomo, ma solo in un secondo momento si rende conto di averli scambiati: invece di somministragli il medicinale giusto, gli ha iniettato una dose letale di morfina che uccide in pochi minuti. Presa dalla disperazione, tenta di trovare l’antidoto (il naloxone) che inspiegabilmente non trova. Marta vorrebbe chiamare i soccorsi, ma entrambi sanno che non arriverebbero in tempo. Harlan, consapevole dei rischi che corre la giovane, decide di aiutarla, uccidendosi in extremis. Prima però le illustra il piano: lei dovrà farsi vedere dagli altri mentre esce, poi rientrare nella proprietà da una finestra nascosta, indossare la sua vestaglia e farsi vedere dal figlio Walt da lontano (che così la scambierebbe per il padre, credendolo dunque in vita dopo l’uscita della ragazza) e scappare nuovamente dalla finestra segreta. Alla polizia dovrà confessare mezze verità, in modo da non farsi scoprire a causa della sua meccanica reazione alle bugie. Uscita dallo studio, la ragazza ha un ripensamento e fa per rientrare dentro, quando assiste al suicidio dell’amico scrittore. Tutto è dunque compiuto, l’uomo è morto e la ragazza non può fare altro che seguire i suoi ordini. La messinscena pare funzionare e Marta riesce a sostenere lo stress anche se con molta difficoltà. Tutto cambia quando si scopre che Harlan ha lasciato il suo intero patrimonio proprio all’infermiera, escludendo di fatto tutta la famiglia. Allibiti, i familiari, forti anche dei sospetti portati avanti dall’investigatore sempre più convinto che si sia trattato di omicidio, cercano in ogni modo di far cadere i sospetti sulla giovane. E le prove iniziano a mostrarsi realmente: prima viene rivenuto un pezzo di cornicione staccatosi mentre Marta si arrampicava, poi le registrazioni delle telecamere della villa, le tracce di fango trovate lungo il corridoio che porta allo studio e infine una minaccia, una fotocopia di un referto tossicologico effettuato sul cadavere dell’uomo che reca la frase “so cosa hai fatto”. Tutto sembra mettersi contro Marta, che trova un inaspettato conforto e appoggio nello scapestrato Ransom… ma sopraffatta e messa con le spalle al muro, la ragazza confessa. Il giallo, dunque, sembra risolto… oppure no?

Recensione di Roberta Verde

La trama è stata volutamente lasciata in sospeso per permettere al lettore (futuro spettatore) di poter godere appieno della fine della storia che, da buona vicenda gialla, è ricca di imprevisti. Il film, diretto dal regista statunitense Rian Johnson, si presenta con il classico impianto del giallo deduttivo: un investigatore scopre la verità sul crimine grazie a diversi indizi, più o meno chiarificatori. L’impianto classico sembra però, in questo specifico caso, lievemente sovvertito. Infatti a noi spettatori viene rivelata la verità poco dopo l’inizio della vicenda. Questa scelta pone lo spettatore non più sul piano dell’investigatore, con cui non si crea mai una vera e propria empatia (causata probabilmente anche dalla glacialità dello sguardo di Craig, che risulta simpatico solo quando indossa gli occhi da sole) ma sul piano emozionale della giovane infermiera Marta, verso cui si prova una partecipata angoscia. Il processo di identificazione nella sventurata giovane avviene anche attraverso un accurato stratagemma: l’utilizzo di diverse semi-soggettive del cellulare della giovane che aumentano il pathos della narrazione. Il cellulare (che ha il vetro dello schermo distrutto, simbolica raffigurazione della distruzione interiore della protagonista) diventa di fatto il luogo dove confluiscono le paure della ragazza, che si materializzano in telefonate continue e in e-mail ricattatorie. Il racconto, che risente in maniera evidente della penna di Agatha Christie (il regista lo ha esplicitamente dichiarato nel 2019), è fortemente calato nella contemporaneità, con riferimenti costanti ai social e ai moderni dispositivi di comunicazione, anche se la cornice (la lussuosa antica villa isolata dalla città) resta classica. La casa, anche questa sovraccarica di simbolismi, e il titolo richiamano chiaramente alla mente il celebre film del 1976 diretto da Robert Moore Invito a cena con delitto (Murder by Death) film-parodia del genere. Il film è godibile, magistralmente diretto, ricco di omaggi, sovversivo e allo stesso tempo classico, ironico e divertente e sicuramente sarà apprezzato dagli amanti del genere: nota stonata il doppiaggio italiano, che risulta essere troppo impostato. Si consiglia quindi la visione del film in lingua originale con sottotitoli. Il cast è affiatato e frizzante. Perfettamente calati nei ruoli tutti gli interpreti: ogni attore dipinge con precisione le caratteristiche, le contraddizioni e le nevrosi dei personaggi. Eccellono il sempre straordinario e carismatico Christopher Plummer, premio Oscar come miglior attore non protagonista nel 2012, recentemente scomparso, e Jamie Lee Curtis, celebre figlia d’arte. Menzione speciale all’attrice cubana Ana De Armas che per questa interpretazione ha ricevuto la candidatura al Golden Globe come migliore attrice. Il regista visto il successo di critica e pubblico (la pellicola ha incassato 250 milioni di dollari a fronte di un investimento di 40 milioni) ha confermato che ci sarà un sequel, fortemente voluto anche dagli attori in particolare da Daniel Craig. Il film, uscito nella sale italiane il 5 dicembre 2019, è ora disponibile su Amazon Prime Video (previa iscrizione). Da vedere!

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