Così crudele è la fine di Mirko Zilahy

Trama

In una Roma attraversata da omicidi silenziosi ed enigmatici, che gettano una luce nera sulla città, il commissario Mancini per la prima volta dopo molto tempo accoglie la sfida con nuova determinazione. Perché ora Enrico Mancini non è più l’ombra di se stesso: supportato dalla psichiatra della polizia che l’ha in cura, e affiancato dalla fedele squadra di sempre, si lancia alla ricerca di indizi che gli permettano di elaborare il profilo del killer. Costretto a rincorrere l’assassino passo dopo passo, vittima dopo vittima, tra i vicoli e le rovine della Roma più antica e segreta, il commissario capisce ben presto che il killer è anomalo, sfuggente come un riflesso. E in un gioco di specchi tra presente e passato, tra realtà e illusione, la posta finale non è solo l’identità del serial killer, ma quella dello stesso Mancini.

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Cena con delitto – Knives Out

Cena con delitto - Knives Out - Film (2019) - MYmovies.it

Il ricchissimo scrittore di gialli Harlan Thrombey (Christopher Plummer) viene trovato morto nel suo studio. L’uomo giace sul divano, con un profondo taglio alla gola. Immediatamente la governante Fran chiama la polizia e le indagini hanno inizio, anche se pare ci sia poco da indagare. Per il medico legale si tratta di un suicidio. Lo confermerebbe la stessa scena del crimine, invasa da schizzi di sangue che hanno un andamento continuo, ininterrotto, come se, al momento del ferimento mortale, non vi fosse un altro ostacolo umano a deviarne la traiettoria. Inoltre, l’uomo si è suicidato la sera stessa del suo compleanno, creando così un’uscita di scena a effetto, degna di uno dei suoi più noti romanzi. Ma se per la polizia tutto sembra chiaro, per l’investigatore privato Benoît Blanc (Daniel Craig), assoldato anonimamente, ci sono molti interrogativi irrisolti. Innanzitutto, risulta evidente che la grande famiglia di Thrombey è atipica e disfunzionale: oltretutto, proprio il fatto che il suicidio sia avvenuto la sera stessa della festa di compleanno del patriarca rende tutti dei possibili colpevoli. Anche se i singoli parenti non lo confessano apertamente alla polizia, ognuno di loro ha un motivo valido per volere la morte del facoltoso scrittore. Il figlio Walter “Walt” (Michael Shannon), che è a capo della casa editrice che pubblica i gialli, ha scoperto proprio dal padre di essere stato licenziato; Richard Drysdale (Don Johnson) marito della primogenita Linda viene minacciato dal suocero che ha scoperto il suo tradimento coniugale; Joni Thrombley (Toni Collette), vedova di un altro figlio di Harlan, viene diseredata dal suocero che scopre i suoi tranelli per lucrare sulla retta universitaria della nipote Meg. Infine, l’uomo aveva litigato anche con lo scapestrato nipote Ransom, dopo che questi aveva scoperto di essere stato escluso dal testamento. L’unica vera amica del signor Harlan è la giovane e buona infermiera Marta Cabrera (Ana de Armas) che lo accudisce senza secondi fini. Dotato di grande fiuto e intuito, il detective decide di andare a fondo: oltretutto, se qualcuno lo ha pagato anonimamente vuol dire che si sospetta un omicidio. Nella ricerca del possibile colpevole si fa affiancare da Marta perché la ragazza ha una caratteristica che gli può essere di grande aiuto; non sopporta le bugie e quando le dice il suo corpo risponde vomitando. In realtà Marta sa tutto, e sa che l’uomo si è veramente suicidato, ma per salvare lei. La sera del compleanno, infatti, dopo essere saliti nello studio, Harlan e Marta decidono di fare una partita a Go. Come al solito l’uomo perde e, per punire giocosamente la giovane alza il tavolo facendo rovesciare tutto il contenuto: scacchiera, pedine e la borsa con i farmaci che ogni sera la ragazza gli somministra. Recuperati alla rinfusa, la ragazza da i farmaci all’uomo, ma solo in un secondo momento si rende conto di averli scambiati: invece di somministragli il medicinale giusto, gli ha iniettato una dose letale di morfina che uccide in pochi minuti. Presa dalla disperazione, tenta di trovare l’antidoto (il naloxone) che inspiegabilmente non trova. Marta vorrebbe chiamare i soccorsi, ma entrambi sanno che non arriverebbero in tempo. Harlan, consapevole dei rischi che corre la giovane, decide di aiutarla, uccidendosi in extremis. Prima però le illustra il piano: lei dovrà farsi vedere dagli altri mentre esce, poi rientrare nella proprietà da una finestra nascosta, indossare la sua vestaglia e farsi vedere dal figlio Walt da lontano (che così la scambierebbe per il padre, credendolo dunque in vita dopo l’uscita della ragazza) e scappare nuovamente dalla finestra segreta. Alla polizia dovrà confessare mezze verità, in modo da non farsi scoprire a causa della sua meccanica reazione alle bugie. Uscita dallo studio, la ragazza ha un ripensamento e fa per rientrare dentro, quando assiste al suicidio dell’amico scrittore. Tutto è dunque compiuto, l’uomo è morto e la ragazza non può fare altro che seguire i suoi ordini. La messinscena pare funzionare e Marta riesce a sostenere lo stress anche se con molta difficoltà. Tutto cambia quando si scopre che Harlan ha lasciato il suo intero patrimonio proprio all’infermiera, escludendo di fatto tutta la famiglia. Allibiti, i familiari, forti anche dei sospetti portati avanti dall’investigatore sempre più convinto che si sia trattato di omicidio, cercano in ogni modo di far cadere i sospetti sulla giovane. E le prove iniziano a mostrarsi realmente: prima viene rivenuto un pezzo di cornicione staccatosi mentre Marta si arrampicava, poi le registrazioni delle telecamere della villa, le tracce di fango trovate lungo il corridoio che porta allo studio e infine una minaccia, una fotocopia di un referto tossicologico effettuato sul cadavere dell’uomo che reca la frase “so cosa hai fatto”. Tutto sembra mettersi contro Marta, che trova un inaspettato conforto e appoggio nello scapestrato Ransom… ma sopraffatta e messa con le spalle al muro, la ragazza confessa. Il giallo, dunque, sembra risolto… oppure no?

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