La carezza della memoria – Carlo Verdone

Trama

La memoria è una scatola. Aprirla, guardare, ricordare, raccontare sono atti naturalmente concatenati in questa raccolta di storie e racconti di Carlo Verdone. L’attore e regista aveva già lavorato sulla memoria ne “La casa sopra i portici”, pubblicato da Bompiani nel 2012, ritornando nelle stanze della casa di famiglia e ascoltando le vicende evocate da quel luogo. Nel suo nuovo libro è il disordine delle immagini in cui si imbatte, immagini dal passato, ad accendere la narrazione. Ogni racconto è un momento di vita vissuta rivisitato dopo tanto tempo: dal legame col padre ai momenti preziosi condivisi con i figli, dai primi viaggi alla scoperta del mondo alle trasferte di lavoro, dalle amicizie romane a un delicato amore di gioventù. Ovunque, sempre, il gusto per l’osservazione della commedia umana, l’attenzione agli altri – come sono, come parlano, come si muovono – che nutre la creazione dei personaggi cinematografici, e uno sguardo acuto, partecipe, a tratti impietoso a tratti melanconico su Roma, sulla sua gente, sul mondo. Leggendo queste pagine si ride, si sorride, ci si commuove, si riflette; si torna indietro nel tempo, si viaggia su treni lentissimi con compagni di viaggio sorprendenti, si incontrano celebrità e persone comuni, ugualmente illuminate dallo sguardo di un artista e di un uomo da sempre attento, per indole, vocazione e professione, all’altro da sé.

Recensione a cura di Manuela Baldi

Quieta malinconia nel libro di Carlo Verdone, credo tipica del suo carattere. Verdone lo ha detto spesso e lo dichiara anche in questo libro, è un uomo timido che esce dalla sua timidezza quando recita, quando calca il palcoscenico. Siamo abituati a vederlo nei film dove ci racconta i tic dei personaggi che sono diventati anche dei tormentoni. In questo libro, come nel precedente, scrive di ricordi. Il libro è una sorta di diario, parte da una scatola che contiene delle foto che non sono state messe a posto. Prendendo in mano queste foto, a ognuna viene associato un racconto e come sempre accade, ogni foto ci parla di un momento, di un noi che non c’è più. Per ogni foto che Verdone ha scelto, partono delle piccole storie. Le foto sono pubblicate nel libro all’inizio del racconto e danno il via ai ricordi.

Ogni racconto, spaccato di vita vissuta, contiene la nostalgia del tempo andato, il dolce ricordo della gioventù, la commozione. Adesso che Verdone è un Maestro, che i giovani si rivolgono a lui, che lo  copiano, Verdone ci porge questi racconti con estrema delicatezza, ammantati da una malinconia, non necessariamente triste, che definirei color seppia come le vecchie foto, che avvolge i tempi passati e ce li fa raccontare con dolcezza che non è nostalgia. Nelle istantanee, manca la brillantezza dei colori, Verdone si mette a nudo e lo fa  usando i suoi registri anche comici, ma raccontando le storie legate alle fotografie, è capace di farci intuire i colori e vedere le situazioni.

Trovo una grande capacità di guardare al passato descrivendo con tanta tenerezza i fatti accaduti, dovendo trovare una definizione per questo libro direi molto dolce, tenero e malinconico. Scritto durante la pandemia non poteva, penso anche per quanto stava accadendo attorno, essere diverso.

Attenzione però, il libro riserva anche molti spunti ironici e comici. Carlo Verdone è conosciuto come ipocondriaco, anche se lui rifiuta questa etichetta, profondo conoscitore di rimedi e medicine soprattutto per la cura dell’ansia. Nell’episodio intitolato “Il treno” Verdone, ci racconta di come si trasforma in medico, psicologo e confessore. La narrazione è drammatica ma Verdone, alla fine del racconto, mi ha fatto fare una bella risata liberatoria.

Sono 15 fotografie e relativi racconti, un’introduzione e una chicca finale nel capitolo intitolato “25 dicembre 2020” una sorta di postfazione che racchiude il racconto di un’emozione profonda che cambierà la percezione che Carlo Verdone ha di se stesso.

Ho gustato il libro, in alcuni momenti l’occhio si è inumidito, Verdone è un osservatore, ha belle parole per i colleghi degli esordi. Ho colto la profonda sensibilità dell’uomo Verdone che dà spessore al Verdone artista. Uomo capace di empatia ma con una fortissima vena ironica che gli ha permesso di creare personaggi cinematografici, che sono tragici nella loro involontaria comicità. Una bella scoperta per chi conosce Verdone solo al cinema.

Consigliato a chi abbia voglia di scoprire Verdone a tutto tondo, a chi ama i racconti, a chi ama la malinconia dei ricordi, a chi gradisce le biografie e anche a chi non disdegna di farsi qualche risata.

 Dettagli

  • Genere: narrativa italiana
  • Copertina flessibile: 224 pagine
  • Editore: Bompiani (16 febbraio 2021)
  • Collana: Overlook
  • Lingua: Italiano
  • ISBN-10: 8830101001
  • ISBN-13: 978-8830101005

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