Nelle Scarpe dello Scrittore

Rubrica a cura di Roberto Gassi

Viaggio 3.0

Fruttero & Lucentini

«Lucentini non esiste, l’ho inventato io! È un personaggio del tutto immaginario, non è mai esistito e del resto già circolava questa voce da tempo e non vedo perché adesso non si dovrebbe finalmente chiarire questo punto». Fruttero scherza con il giornalista durante una insidiosa intervista in cui è senza il suo socio, l’altra metà della Ditta.

Abbiamo scelto per la terza tappa del nostro viaggio un romanzo giallo che lo stesso Fruttero definisce: «Totale come l’Odissea».

A che punto è la notte

Un lavoro letterario che con le sue seicento pagine ha ingolfato le librerie alla fine degli anni ’70 e da quale, nel 1994, è stata tratta per la RAI una miniserie televisiva in due puntate, con il ritorno di Marcello Mastroianni nei panni dell’ispettore Salvatore Santamaria, Marie Laforêt nel ruolo di Chantal Guidi, Leo Gullotta in quello di Pirotti, Max von Sydow in quello dell’arcivescovo di Torino, Alessandro Haber interpreta l’ingegnere della FIAT Vicini, Renato Carpentieri quello di Don Alfonso Pezza, e ancora Angela Finocchiaro, Ennio Fantastichini. Ultima regia di Nanni Loy.

Parole chiave: eresia gnostica; moda mistica; Torino oscura.

Una storia che si svolge in quattro giorni e quattro notti, dalla chiesa di Santa Liberata al quartiere Bruscione. Luoghi di fantasia oppure esistenti ma ribattezzati dagli autori?

Un romanzo sulla buona società?

I personaggi leggeri, sono persone umili o spaventosi stereotipi?

Una fredda sera d’inverno, un parroco visionario, una bomba, una Volkswagen con una matita gigante piantata sul tettuccio. Sulla linea di confine tra una comunità parrocchiale e una setta gnostica, ci sono quelli di don Pezza: tossici, prostitute, travestiti, clandestini, maniaci sessuali.

“Topos” o “Medrona”?

In che modo è coinvolta la più grande industria automobilistica italiana?

Il commissario Santamaria riuscirà a sbrogliare il caso più scottante della sua carriera?

Guardiano, a che punto è la notte?

F&L accompagnano il lettore in modo chiaro, preciso, nel dissolvimento del mistero, che infatti si scioglie come zucchero nel caffè. Ogni virgola è pensata, ogni parola soppesata, ogni aggettivo è stato scelto con saggia esperienza e il ricamo della trama è stato cucito con la manualità di un’abile sarto, ogni personaggio è stato cesellato con la paziente dedizione di un artigiano. Un’ironia sferzante che non concede sconti a nessuno, neanche agli intellettuali dell’epoca e di oggi, basti pensare alla prostituta battezzata dagli autori “Italia”.

Cercando una degna chiusa per il racconto sviluppato in questi tre articoli su Fruttero & Lucentini, ho scelto di concluderlo con quello che è stato definito il testamento umano di Carlo Fruttero, in quanto credo che possa valere per entrambi gli autori: La linea di minor resistenza. Per linea di minor resistenza, lo scrittore intende la strada che noi, anime erranti in questo mondo, scegliamo di percorrere per poter portare a casa il necessario per poter vivere, senza farci troppo male, magari rincasando avendo conseguito un pareggio. Una linea che passa attraverso l’infanzia, le libellule, la api, i muretti da scavalcare, le spiagge che diventano deserti, e alla fine si giunge alla meta e, quando un compagno di strada gli chiede (o lui domanda a se stesso): «Ma allora era tutto qui? È stata soltanto una fuga?». Fruttero risponde: «No, non è stata soltanto una fuga. C’erano tratti, anche lunghi, di pur guardinga spensieratezza, di euforico abbandono, l’ombra del pericolo rimasta indietro, quando ci pareva di correre più in fretta del sole, della vita».

Viaggio 4.0: lo scoprirete ad Aprile.

Consigli per la degustazione della lettura:

Piatto: Tajarin

Vino: Barbaresco al Nebbiolo

Sigaro: Churcill

Link utili

RAI Storia: Viaggio in Italia  

Rai Play: A che punto è la notte  

Viaggio 1.0 Fruttero & Lucentini, L’amante senza fissa dimora.

Viaggio 2.0 Fruttero & Lucentini, La donna della domenica.

2 pensieri su “Nelle Scarpe dello Scrittore

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