Il sangue degli abeti – Corrado Peli

Trama

Il maresciallo Morra si muove da re nel suo piccolo regno di Roccacupa, un paesino sugli Appennini tosco-emiliani. Conosce tutto di tutti, gestisce vizi o piccoli crimini, addirittura chiude un occhio per un giro di prostituzione “perché qualche marito che si sfoga, toglie tensione al matrimonio”. E ora che il Natale è vicino, non vuole nessuna sorta di rotture. Ma un ragazzo scomparso, figlio di una proprietaria di una clinica poco distante e sua vecchia conoscenza, e il ritrovamento di un cadavere rompono quella quiete costruita nel tempo. Sarà l’arrivo del tenente Sandra Pianigiani a sconvolgere la vita di Morra e di Roccacupa e a svelare segreti sepolti nell’abbondante neve scesa nella notte della vigilia… perché il Natale non porta solo doni e si tinge comunque di rosso.
Il sangue degli abeti è un giallo in piena regola, un’investigazione che illumina zone d’ombra oscure e dimenticate ed evoca un passato che sembrava sepolto e torna a chiedere giustizia.

Recensione a cura di Gino Campaner (ginodeilibri)

Il romanzo scritto da Corrado Peli, Il sangue degli abeti, edito da TimeCrime è un bellissimo noir. Definirlo genericamente un giallo a mio parere sarebbe riduttivo. Dopo I bambini delle case lunghe, nel quale protagonista era la nebbia ed i silenzi della frazione di San Felice nella bassa bolognese, in questo romanzo, altrettanto coinvolgente, a dominare è il freddo e la neve, l’ambiguità ed il doppiogioco dei protagonisti. Il romanzo è ambientato in quello che per tutto l’anno è un piccolo paese di montagna, ma che d’inverno diventa una frequentata stazione sciistica dell’appennino modenese, dominato dal monte Cimone ed incastrata fra i centri di Pavullo e Sestola. E’ un noir perché, al di là delle indagini che seguono un crimine, i protagonisti, che vengono descritti in modo approfondito nei loro comportamenti e nei loro pensieri, nascondono inconfessabili peccati e segreti. L’autore a poco a poco ci fa scoprire situazioni ed avvenimenti compiuti da personaggi a prima vista insospettabili. Tutto è dominato da una atmosfera cupa, fredda e ambigua. Siamo a Roccacupa, chiamato così perché rimane quasi perennemente in ombra, a causa della ingombrante presenza del monte Cimone. Il maresciallo Luigi Morra guida da anni la piccola stazione dei carabinieri del paese. Siamo vicinissimi a Natale e Morra non vuole scocciature. I turisti stanno per giungere numerosi, e gli abitanti non aspettano altro che far festa e godersi le previste abbondanti nevicate. Lui vuole solo trascorrere nell’ozio le giornate che seguiranno. La sua discutibile linea di condotta è quella di gestire con accondiscendenza i rapporti con tutti gli abitanti del borgo, chiudendo un occhio se non due sulle loro piccole e grandi debolezze, magari in cambio di qualche favore, o di qualche piccola “gratificazione”. Li conosce tutti e di tutti conosce vizi e virtù. Si comporta ormai come un re con i sudditi usando con maestria il bastone e la carota. Non vuole grane, se non si solleva troppa polvere lui, quella poca, farà finta di non averla vista. Tutto procede senza problemi, senza che nessuno debba dolersi di questo modo di mantenere l’ordine, fino a quando non viene rinvenuto, da un contadino, impegnato a spazzar la neve che cade sempre più copiosa, e che si trasformerà col passare dei giorni in una tormenta, il cadavere di una ragazza, Irina Semyonov. Da quel momento tutti gli equilibri faticosamente costruiti cominceranno a vacillare. Per quel genere di “inconvenienti” è infatti competente il comando di Modena e il buon Morra deve cedere obbligatoriamente il passo. Viene incaricata delle indagini, per quel che si rivela da subito un omicidio, il tenente Sandra Pianigiani col fido ispettore Andrea Rocca ad aiutarla. Il tranquillo brigare del paese viene bruscamente interrotto. Ma l’omicidio di Irina non sarà l’unica situazione poco chiara nella quale dovrà mettere le mani la Pianigiani. I misteri si moltiplicano, ed i tentativi di renderle la vita difficile non saranno pochi. Tra gente che mente, che omette, che depista non sarà facile per il tenente riuscire a trovare la strada che conduce alla scoperta dei tanti scheletri nell’armadio sapientemente nascosti. Morra, il sovrano di Roccacupa, durante l’indagine, sarà più volte messo in discussione, si sentirà sempre più franare il terreno sotto i piedi e non tarderà a diventare poco collaborativo quando non apertamente ostile. In questo noir, perfettamente costruito e con una trama complessa e ricca di colpi di scena, di sorprese e di momenti emozionanti, sono tanti i personaggi che renderanno la vicenda sempre più intricata. Ognuno con un passato oscuro ed un presente opaco: Vittoria Segni, Stefano Stanzani, Emiliano Sacchetti, Sabrina Gatti sono soltanto alcuni dei nomi che animano le pagine di questo romanzo. Grazie anche all’aiuto di un giornalista, alla fine il tenente riporterà l’ordine tra i pochi abitanti e i tanti segreti di Roccacupa. Con un epilogo dominato dalla suspense Peli ci fa vivere momenti frenetici. Con molteplici finali, che ribaltano continuamente le certezze fino a quel momento acquisite. Con la speranza di vedere ancora all’opera il tenente Sandra Pianigiani che meriterebbe un lungo discorso a parte, tanto è profonda e caratterizzata la sua figura, faccio i complimenti a Corrado Peli per questo secondo ottimo romanzo. Non fatevelo sfuggire.

Dettagli

  • Genere: noir
  • Editore: Time Crime (22 ottobre 2020)
  • Lingua: Italiano
  • Copertina flessibile: 336 pagine
  • ISBN-10: 8866883956
  • ISBN-13: 978-8866883951

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