La mia prediletta – Romy Hausmann

Trama

In una notte gelida, un’ambulanza porta in ospedale una donna investita da un’auto sul ciglio del bosco. È incosciente e senza documenti. Con lei c’è una bambina dalla pelle bianchissima e gli occhi di un azzurro glaciale. L’unica informazione che riesce a dare su sua madre è che si chiama Lena. A poco a poco, però, lo strano comportamento della piccola insospettisce i medici. Non conosce il suo cognome, né il nome di suo padre, né l’indirizzo di casa: vivono chiusi in una capanna perché «nessuno li deve trovare». E il terrore sale quando la bambina afferma innocentemente, come se fosse la cosa più normale del mondo, che sua madre «ha ucciso per sbaglio papà», ma non serve chiamare la polizia perché hanno lasciato il fratellino Jonathan a ripulire quelle brutte macchie rosse sul tappeto… Appena viene avvisato, il commissario capo Gerd Brudhling ha subito un’intuizione: quella donna non può essere che Lena Beck, la figlia del suo migliore amico, scomparsa 14 anni prima. Ma c’è qualcosa di vero in ciò che racconta quella strana bambina? Come ritrovare la capanna, il fratellino e il cadavere del rapitore, se davvero è stato ucciso? All’arrivo dei genitori di Lena in ospedale, una realtà ancora più sconcertante verrà alla luce. E sarà difficile districarsi in questa rete di verità, fantasie infantili, indizi contrastanti.

Recensione di Mary Basirico’

Thriller d’esordio per la tedesca Romy Hausmann, classe 1981, che ha riscosso un grande successo di pubblico, ed è stato poi tradotto in vari paesi. In Germania è appena uscito il suo secondo lavoro Marta Schaeft.

Il romanzo scardina la suddivisione classica in capitoli e affida la narrazione a tre personaggi principali, tra cui la bambina Hannah, che colpirà il lettore per la sua ambiguità, è fragile e inquietante allo stesso tempo.

La trama è da subito appassionante, rapisce il lettore coinvolgendolo sin dalle prime pagine. L’autrice cattura l’interesse chiudendo il lettore in una claustrofobica capanna, dove accadono cose orribili, ogni tipo di violenza fisica e psicologica. Ma allo stesso tempo quel luogo di tortura è casa per i fratelli Hannan e Johathan. I bambini non conoscono il mondo, imparano regole, regole da osservare con precisione maniacale che il padre gli trasmette. Non desiderano altro, che continuare la loro vita così ordinata con mamma e papà.

Ma chi sono i genitori di questi bambini? Madre non per scelta, ma vittima di un uomo all’apparenza normale che nasconde dei segreti terribili, disturbi psichiatrici non curati,  sfociati in un desiderio di famiglia che supera tutti i canoni morali e etici.

Il padre è una figura agghiacciante, per raggiungere i suoi scopi non ha limiti di nessun genere, e coi figli attua dei comportamenti che a suo modo sono dettati da un grande amore, dal desiderio di proteggere i suoi bambini.

Il romanzo merita assolutamente di essere letto, saprà accontentare anche il lettore più esigente. Attendo con trepidazione la traduzione del secondo romanzo di questa nuova autrice che saprà ritagliarsi il suo spazio nel panorama degli scrittori più affermati nel genere thriller.

Una nota di apprezzamento anche per la copertina edita dalla Giunti, la parte interna è illustrata e mette in risalto alcune frasi del libro.

Dettagli

  • Genere: thriller psicologico
  • Editore: Giunti (28 ottobre 2020)
  • Lingua: Italiano
  • Copertina flessibile: 384 pagine
  • ISBN-10: 8809886445
  • ISBN-13: 978-8809886445

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