Nessun nesso – Federico Fabbri

Trama

Un braccio che spunta dalla terra come un fiore appassito sconvolge la quiete di una cittadina di provincia, proprio nel giorno in cui il commissario Santo Fabbri è a casa per la grande festa di compleanno di sua figlia. Ed è soltanto l’inizio di un disegno criminale imperscrutabile che sacrificherà giovani vite innocenti, agiterà l’opinione pubblica e toglierà il sonno al commissario e ai suoi agenti, mettendo in crisi perfino il cinico ispettore Tegon, conosciuto per l’insofferenza alle regole e le infallibili doti investigative.
In una corsa disperata contro il tempo ma bloccati in un loop fatto di nuovi cadaveri, indizi insignificanti e false piste, Fabbri e Tegon si troveranno a giocare una partita sanguinosa in cui lo sfuggente serial killer si divertirà a manipolarli fino a condurli alla rivelazione finale.

Recensione a cura di Gino Campaner (ginodeilibri)

Nessun nesso è l’ultimo romanzo thriller scritto da Federico Fabbri, pubblicato dalla casa editrice Les flaneurs nel novembre del 2020. Il protagonista principale è il commissario Santo Fabbri. Il romanzo inizia col racconto dei festeggiamenti per il compleanno di Noemi, la figlia di Fabbri, da parte dei genitori, dei suoi compagni di scuola e degli amici. Fabbri è felice del suo nuovo incarico di commissario, perché gli permette di avere più tempo per la famiglia e di poter avere un ritmo lavorativo più umano, con orari più regolari. Prima da ispettore la vita era alquanto frenetica, magari più emozionante ma non aveva orari, ed era anche piuttosto pericolosa. Ora, soprattutto dopo la morte della moglie, preferisce passare più tempo accanto alla figlia ed alla nuova compagna, Alessandra. Purtroppo però, nel bel mezzo del pomeriggio di festa, arrivano a casa sua due agenti della sua squadra. Widmer e Zanaga, questi i nomi dei poliziotti, gli dicono che deve necessariamente seguirli perché è successo un fatto gravissimo. A malincuore lascia gli invitati e segue gli agenti. Il caso che dovranno cercare di risolvere inizia con la scoperta di 4 corpi, semi sepolti, di giovanissime bambine uccise strangolate e poi sotterrate, se non per un arto che viene lasciato fuori dalla terra con un oggetto nella mano. Un ritrovamento inquietante, ed un caso che si presenta subito difficile. La squadra del commissario Fabbri e dell’ispettore Riccardo Tegon, un elemento niente affatto accomodante, anzi piuttosto scontroso e molto poco socievole, dovranno affrontare momenti di altissima tensione. Nel corso della storia verranno battute tante piste, che si riveleranno sbagliate e che porteranno ad accusare, senza peraltro reali riscontri, tante persone innocenti. Nel frattempo le morti si susseguono senza sosta, ed i nostri investigatori si ritroveranno, ad un certo punto, in una pessima situazione, pressati dall’opinione pubblica e dalle istituzioni, ed accusati di inefficienza. Non sarà semplice giungere alla soluzione del caso, che si risolverà solo nelle ultime concitate pagine del romanzo con un epilogo in parte sorprendente. Ero rimasto conquistato dalla precedente opera di Fabbri (L’assassino), e quando ho saputo dell’uscita di questo suo nuovo lavoro ho tralasciato tutte le letture che avevo in programma e mi sono immediatamente dedicato a questo libro. Ero certo di leggere nuovamente qualcosa di originale e divertente come il precedente. Nella realtà le mie aspettative sono andate un po’ deluse. Queste sono le mie impressioni personali, è sempre bene ribadirlo. Sono certo che qualcuno possa trovare questo romanzo eccellente e non ci troverei, comunque, nulla di strano. Dicevo, se il precedente romanzo mi aveva sedotto, questo, non mi ha completamente deluso, ma mi ha lasciato un po’ perplesso. Innanzitutto per la storia che racconta. Un serial killer che uccide strangolandoli e poi sotterrandoli quasi completamente, ad eccezione di un braccio, dei bambini, tanti bambini, troppi. Poi perché mi è parso eccessivamente frettoloso, sotto vari aspetti. I protagonisti della vicenda, ad esempio, sono tutti personaggi interessanti, sulla carta. Ma non sono approfonditi. L’unico che è stato “trattato” sotto questo aspetto è il commissario Fabbri. Ma anche la poliziotta Sonia Zanaga avrebbe meritato più attenzione, così come l’ispettore Tegon, ed anche Alessandra, la nuova compagna di Fabbri. Il serial killer poi porta a compimento una vera e propria carneficina, tutta a discapito dei bambini. Questa come situazione è oggettivamente un po’ pesante ma potrebbe anche starci. Ma la rivelazione dei motivi che hanno portato il serial killer ad agire in questo modo e, del perché il serial killer compia così tanti omicidi, li ho trovati un po’ grotteschi. Alcune situazioni poi, che qui non approfondisco per il pericolo di spoilerare, mi sono sembrate eccessive o comunque poco praticabili. Mi rendo conto di essere stato un po’ duro, forse anche eccessivo nella mia analisi. Magari la causa va ricercata nella grande aspettativa che riponevo in questo romanzo. Mi scuso fin d’ora quindi per la ruvidezza di alcuni miei giudizi. Ma sono sinceri e onesti. Purtroppo ho riscontrato, mi duole dirlo, più ombre che luci. Devo anche sottolineare che la versione ebook da me letta contiene diversi refusi, ed anche questo forse ha contribuito a rendere meno fluida la lettura. Sono certo che ritroverò presto l’autore, che avevo tanto apprezzato, al livello che gli è proprio ed anche per questo continuerò a seguirlo con interesse. Un piccolo incidente di percorso che non inficia assolutamente il mio giudizio sull’autore che rimane più che positivo.

Dettagli

  • Genere: thriller
  • Copertina flessibile: 190 pagine
  • ISBN-10: 8831314629
  • ISBN-13: 978-8831314626
  • Editore: Les Flâneurs Edizioni (18 novembre 2020)
  • Lingua: Italiano

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