La congregazione – Alessandro Perissinotto

Trama

Frisco, Colorado. Un tranquillo paese delle Rocky Mountains, a tremila metri di quota e a un centinaio di miglia da Denver. È qui, in una vecchia casa appena ereditata, che Elizabeth si trasferisce per scontare la pena che il giudice le ha inflitto per guida in stato di ebbrezza: ventiquattro mesi con la cavigliera elettronica e il divieto di superare i confini del villaggio. Per Elizabeth, spogliarellista a fine carriera, donna ancora molto bella e sempre più disincantata, Frisco è forse l’ultima occasione per cambiare vita. La piccola comunità del paese è cordiale e accogliente, ma un giorno Elizabeth inizia a ricevere sgradevoli omaggi da un ignoto personaggio che sembra molto informato sul suo passato e soprattutto sembra conoscere molto bene ciò che lei ha impiegato una vita per tentare di dimenticare. Torna così a galla un incubo degli anni ’70, quando lei era solo una bambina, lo spettro di un massacro, a migliaia di chilometri da lì: la più grande strage di cittadini americani prima dell’11 settembre 2001. Sembra passata un’eternità, ma non è così ed Elizabeth se ne renderà conto quando capirà che qualcuno, dal passato, è tornato a cercarla con uno scopo preciso: finire il lavoro che la Storia aveva lasciato a metà. Elizabeth, antieroina sensuale e ironica che potrebbe essere uscita da un film dei fratelli Coen, è un personaggio di invenzione, ma gli eventi drammatici che si affollano nella sua memoria sono verità e rappresentano uno dei capitoli più bui e sconvolgenti della storia americana.

 

Recensione a cura di Gaudenzio Schillaci

Una storia semplice, di condanna e redenzione, infilata tra le maglie più profonde degli Stati Uniti, ovvero quella porzione di terra infinita che non è mai riuscita ad entrare nell’immaginario collettivo quando si parla degli USA, schiacciata tra New York e Los Angeles, tra la East e la West coast, eppure forse l’America vera, quella che fa da contraltare all’opulenza di Hollywood e ai palazzoni del potere di NY. L’America degli americani veri, che lavorano, votano, mangiano, pregano e muoiono. L’America che sonnecchia, ma che sa odiare.
Parte da qui “La congregazione”, ultimo romanzo di Alessandro Perissinotto edito da Mondadori. Elizabeth è una spogliarellista a fine corsa, una di quelle donne che ha puntato tutto sul suo corpo perché non aveva altro da mettere sul tavolo da gioco e che, quando la carne ha iniziato a cedere, si è ritrovata alla bottiglia. La conosciamo con una cavigliera attaccata alla gamba, sottoposta ad un programma sperimentale che ne monitora le funzioni vitali in quel di Frisco, Colorado, tra le nevi delle Montagne rocciose, dove ha ereditato una casa dalla zia, con un lavoro tranquillo in un distribuitore di benzina e un futuro che sembra, finalmente, senza nuvole all’orizzonte. La vita continua, insomma, ma è il passato che di morire non vuole proprio saperne. Qualcuno la sta seguendo, lo sente, lo percepisce, se ne accorge. Trova una cartolina: Jonestown.
Ѐ così che il passato le si ripresenta, riportandola proprio a Jonestown, in Guyana, America del sud, una lingua di terra poggiata tra il Venezuela, il Brasile e il Suriname, un posto come tanti altri da quelle parti se non fosse che proprio a Jonestown, nel 1978, ebbe luogo il più grande suicidio di massa della storia: 913 persone, tutte adepte al culto “Tempio del Popolo”, convinte dal Reverendo Jim Jones a ingoiare del veleno per morire con dignità e arrestare così l’avanzata del “Male”. E no, questa parte del romanzo non è stata inventata.

Perissinotto si pone davanti ad una sfida impegnativa: partire da un particolare, ovvero la vicenda fittizia di Elizabeth, per arrivare a raccontare una delle pagine più oscure della storia degli Stati Uniti e ci riesce magistralmente, allargando e restringendo continuamente lo zoom della sua cinepresa. Tra continui flashback e una capacità straordinaria di tenere incollato il lettore alla pagina, da vero fuoriclasse, trascina la storia in un caleidoscopio ansiogeno e sorprendente, infilandolo tra i cunicoli di una spy-story che si allarga a macchia d’olio. Una storia veloce, semplice all’apparenza, che diventa ad ogni pagina più complessa, più difficile, più inspiegabile, e che vede nella protagonista, questa Elizabeth un po’ rassegnata e un po’ suadente che come promette la sinossi del romanzo non avrebbe certo sfigurato in un film dei fratelli Coen, l’adrenalina che muove in avanti tutta la faccenda fino al suo epilogo, anch’esso notevolmente appassionante.

Per gli appassionati di thriller, “La congregazione” è una chicca da leggere, per gli appassionati di certe storie oscure e mai troppo raccontate, com’è appunto la vicenda di Jonestown, invece, può diventare uno di quei romanzi da ricordare negli anni.

Fare i complimenti a Perissinotto è, verosimilmente, opera persino superflua, avendoci abituato negli anni a thriller e polizieschi di straordinaria fattura, ma non ci si può esimere dal porgergli, anche questa volta, l’ennesimo applauso. “La congregazione” è tra i romanzi italiani più affascinanti usciti negli ultimi anni, a conferma delle capacità molto sopra la media dell’autore torinese. Qualcosa di cui, romanzo dopo romanzo, diventa sempre più difficile dubitare.

 

Dettagli

  • Genere : Thriller
  • Copertina rigida : 252 pagine
  • Editore : Mondadori
  • ISBN-13 : 978-8804723868
  • Lingua: Italiano

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