Amici Sospetti – Jane Shemilt

Trama

Quando i loro figli diventano inseparabili a scuola, tre coppie di genitori cominciano a frequentarsi più assiduamente. Barbecue e festicciole improvvisate, merende e persino una vacanza in Grecia diventano l’occasione per conoscersi meglio. Ma se all’apparenza le famiglie sembrano aver trovato un certo affiatamento, sotto la superficie si annidano tensioni: piccoli risentimenti dissimulati da un atteggiamento festoso, la nascita di una relazione che va tenuta assolutamente segreta. E mentre sono presi dai loro figli, lasciandoli troppo soli… Finché una tragedia sconvolge le loro vite. Nella disperata ricerca della verità, le tre coppie si renderanno conto che, approfittando della loro distrazione, il male si è avvicinato ai ragazzi, gettando un’ombra scura sul mondo rassicurante in cui credevano di vivere. E l’incubo peggiore di ogni genitore ha inizio…

Recensione a cura di Corrado Pelagotti

Jane Shemilt è una scrittrice che ha pazienza, non trae conclusioni, lascia gli avvenimenti fluire come se veramente andassero avanti da soli, come se le cose accadessero con i tempi della realtà, non quelli della narrativa.

Ammiro molto questa sua dote, perché da scrittore so quanto sia difficile governare una storia e svolgerne la trama con i gusti tempi, senza farsi prendere dal desiderio, a volte una vera e propria necessità, di arrivare in fondo, di dare compiutezza, tirare tutte le fila della trama e risolvere l’enigma che è alla base dei romanzi “crime”.

Tuttavia trovo che abbassare troppo le redini, lasciare troppo spazio ai personaggi, possa portare a un rallentamento della tensione, e questa è stata proprio la sensazione che ho avuto leggendo “Amici sospetti”, mi è mancata quella sottile vibrazione nel girare le pagine, quella tensione sottesa e impaziente nell’andare avanti, scoprire cosa sta per succedere.

La storia narra di tre famiglie e, nella miglior tradizione anglosassone della letteratura di genere, ci sono dei bambini, sei per l’esattezza, che dividono la scena con gli adulti, tre coppie in crisi coniugale. Cosa accomuna queste famiglie? Ognuna di esse ha un figlio dislessico e la madre di uno di essi invita gli altri ragazzi a casa sua, una villa con grande giardino, per dar loro ripetizioni.

I personaggi in gioco sono molti, all’inizio si è un po’ in difficoltà nel ricordare tutti i nomi – stiamo parlando di dodici protagonisti, più alcune persone di contorno.

Per buona parte del libro non accadono fatti criminosi o particolarmente inquietanti, tanto che viene da pensare che il genere di questo romanzo non sia quello “crime”. I protagonisti interagiscono in situazioni di vita reale, delineandosi piano piano nei loro caratteri, nelle qualità positive e in quelle negative. Lentamente il lettore prende le misure di ciascuno di loro, facendosi un’idea piuttosto precisa dei loro caratteri. Forse fin troppo precisa, perché la Shemilt è stata così brava a descrivere le relazioni che intercorrono fra di loro, giorno dopo giorno, mese dopo mese, che il lettore intuisce il marcio, capisce cosa c’è di sbagliato in quelle relazioni e, soprattutto, in chi di loro.

Così, quando finalmente arriva il fatto criminoso, il lettore è preparato, se lo aspettava. E se lo aspettava proprio dalla persona che alla fine si scopre essere colpevole.

Ed è un peccato, perché anche nel finale, come nello svolgimento della storia, il grande assente è la tensione.

 

Dettagli

  • Copertina rigida : 352 pagine
  • ISBN-10 : 8822739310
  • ISBN-13 : 978-8822739315
  • Editore : Newton Compton Editori (2 luglio 2020)

 

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