Il barattatore di libri – Emanuele Sapuppo

Trama

Svegliarsi una mattina qualunque e scegliere di fare qualcosa che rompa completamente gli schemi. Partire senza meta e senza soldi, solo, con cinquanta copie del proprio libro come unica fonte di sostentamento. Inizia così il viaggio di Emanuele Sapuppo, in giro per l’Italia e dentro se stesso. Un incontro inaspettato con tante anime. Una battaglia contro le proprie paure, alla scoperta dell’unica ricchezza che possediamo veramente: noi stessi, la nostra anima, la nostra libertà. Un cammino spirituale che si snoda imprevedibile tra i più bei paesaggi italiani, raccogliendo ogni giorno i segni di un mistero che si compie sotto gli occhi increduli dello stesso protagonista. Emanuele Sapuppo ci racconta il suo viaggio con la verità del cuore, in un diario che diventa un inno alla bellezza del momento presente. E ci insegna che la vita non tradisce, se ci crediamo veramente.

Recensione di Sara Patron 

Storia non è mai stata la mia materia preferita a scuola, anzi ad essere sincera ho sempre fatto un po’ di fatica.  Quel susseguirsi di date e fatti da imparare a memoria, forse perché nessuno degli insegnanti era riuscito a farmeli amare, mi aveva reso la materia assolutamente indigesta; ci fu però un unico argomento che negli anni riuscì a rapire la mia curiosità: indovinate un po’ quale? Il baratto! Così, quando una manciata di giorni fa mi è arrivato il libro di Emanuele Sapuppo “Il barattatori di libri”, la mia memoria si è attivata e in un attimo mi ha riportato indietro di oltre trent’anni, ridestando in me la stessa curiosità di allora. Quel libro l’indomani mi avrebbe accompagnata durante la traversata dell’Italia in treno per arrivare in Calabria, partendo da Venezia. Quello che è successo in quelle 7 ore lo sintetizzo così: leggerlo è stato un piacere, ri-leggerlo un dovere nei miei confronti, tri-leggerlo un dono.

Ne “Il barattatore di libri” Emanuele ci racconta del viaggio che lui stesso ha compiuto tre anni prima dopo che, stanco di una vita che non lo gratificava, dopo aver compreso che la vera ricchezza non proviene di certo dalle cose materiali che si possiedono ma dall’anima, dopo aver avuto il coraggio di spogliarsi di relazioni, persone e cose che non lo rendevano felice, ha deciso di partire senza meta, senza soldi, senza tempo. Sapeva quando sarebbe partito, non sapeva quando sarebbe tornato; sapeva di avere con sé un cambio di vestiti, alcuni prodotti per l’igiene personale, e 50 copie del primo libro che aveva scritto: barattandole con favori, cibo, ospitalità, offerte libere, si sarebbe dovuto garantire la sopravvivenza per tutto il tempo di quel viaggio che gli ha permesso di incontrare gente, a cui ha raccontato la sua storia. Persona dopo persona, Emanuele si è reso conto che nessuno arrivava nella sua vita per caso, che c’è un disegno per tutto, e per tutti: anche le persone che lo incontravano sembravano uscire arricchite dal suo racconto. La provvidenza poi ha fatto la sua parte, e gli ha garantito esperienze che, foriere di verità e libertà, lo lasciavano sempre a bocca aperta, e col cuore colmo di meraviglia, incanto, e bellezza: “la bellezza di esserci, di sentirsi, di ammirare la vita senza attese, la bellezza di incontrare, la bellezza di comunicare, la bellezza di vedere e godere delle gioie che ci riserva solo se avessimo il coraggio di ascoltarci, toccarci, abbracciarci, di amarci e lasciarci amare”. Perché il segreto, ci suggerisce Emanuele, è proprio questo: vivere liberi, e osare. Ché “la vita, la vita vera, quella che vibra, ha sete di storia”: ironia della sorte, questa è una delle prime frasi che ho sottolineato. Sì, perché quando un libro mi parla, quelle parole che sembrano lì apposta per me, o quelle che parlano di me, le sottolineo, a matita; talvolta metto anche delle note a fianco (soprattutto punti esclamativi); raramente (ma succede) arrivo addirittura ad evidenziare (in giallo o rosa) le parti precedentemente sottolineate. In queste parole di Emanuele, che ho sottolineato ed evidenziato, ho capito che è importante amare la storia: ché la storia non è solo quella che ci insegnano a scuola, ma quella che appartiene ad ognuno di noi, piccole ma preziose e insostituibili gocce nell’oceano della vita. Emanuele lo fa, si ama. E amandosi si rende goccia: goccia di vita che ha sentito il bisogno di entrare nella roccia, facendosi dono al mondo. Lo fa con assoluta umiltà, senza quella presunzione “di insegnare a vivere” che oggi hanno molti coach: lui non si mette sulla cattedra, lui si siede a fianco, e condivide pensieri, esperienze, emozioni e riflessioni.

La scrittura scorrevole, la trama ricca di vita, la punteggiatura che aiuta il lettore a fermarsi per soffermarsi e far propri alcuni passaggi, la semplicità che trapela nell’impaginazione talvolta così spettinata, come solo la vita sa essere, rende “Il barattatore”, e quindi Emanuele, un prezioso, sincero e autentico amico per il lettore. Un amico che ci apre il suo cuore, e ci porge la sua mano.

Siamo stati un’ora al telefono io e lui qualche giorno fa, l’avevo chiamato per ringraziarlo del suo dono. Ed è stato come se fossimo seduti vicini, in riva al mare a Tropea; perché io sentivo il suo cuore battere accanto al mio, mentre dalla sua voce usciva un canto che era un inno alla vita e alla gioia, un condensato di fiducia e coraggio, che riuscirebbe a donare forza e speranza anche ai cuori più aridi.

 

Dettagli

  • Genere: narrativa
  • Copertina flessibile: 120 pagine
  • Editore: Di Virgilio Editore (1 ottobre 2018)
  • Collana: Bohemien
  • ISBN-10: 889797130X
  • ISBN 13: 978-8897971306

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