Terminus Nord – Jerome Leroy

Trama

Nestor Burma è ormai un personaggio di culto. Questo romanzo inaugura una serie a lui ispirata: un omaggio a Léo Malet da parte dei grandi autori del noir francese contemporaneo, che riscrivono le avventure del famoso detective in chiave odierna.

Il Burma 2.0 è un quarantenne nella Parigi di oggi: mangia sushi e detesta i social, la sua agenzia si chiama Fiatlux.com ma ha ancora sede in rue des Petits-Champs, dove l’uomo, single, vive. Un Burma più romantico, ma mosso dalla stessa pulsione etica di una giustizia che non necessariamente collima con quella della legge e dei tribunali. Antirazzista, mantiene la sua inconfondibile vena anarchica.

All’interno della polizia c’è una corrente passata al lato oscuro, al comando di un anziano uomo di Stato con simpatie fasciste che sogna di instaurare un nuovo ordine antidemocratico in Francia. Insieme a un gruppo di malviventi, di cui fa parte il rumeno Moscovici, questi poliziotti corrotti sono coinvolti nella tratta di bambini stranieri, prevalentemente afgani, di cui si perdono le tracce a Parigi. La stessa sorte toccherà anche alla misteriosa fanciulla bionda che un vecchio amico di Nestor ha incontrato e aiutato innamorandosene perdutamente. Collaborando strettamente con la commissaria di polizia Faroux, Nestor Burma risolverà anche questo mistero, che non mancherà di appassionare tutti i suoi fan.

Recensione a cura di Rino Casazza

Nestor Burma, il protagonista della serie “hard-boiled” di Jerome Leroy, somiglia molto a Bacci Pagano di Bruno Morchio.

Pur con le forti differenze che derivano dall’essere il primo parigino e il secondo genovese, entrambi sono investigatori privati con un passato di militanza nell’extrasinistra.

Anche se adesso l’età della passione politica è ormai tramontata per il bagno di realtà cui li ha costretti il fallimento ideologico del marxismo, e in particolare di quello militante, è rimasto loro dentro un amaro ma insopprimibile bisogno di giustizia.

Burma, come Pagano, e forse ancor di più perché Parigi è stata la culla del Sessantotto, non poteva dedicarsi ad altro mestiere che il detective privato, quello con lo spirito più anarchico e “rivoluzionario”.

Il detective privato lotta contro la delinquenza, ma i casi su cui indagare può sceglierseli; soprattutto può agire in parallelo, ed anzi se del caso in conflitto con le forze dell’ordine ufficiali, emanazione del potere.

Pur costretto a sottostare alle vituperate regole della società capitalistica, può rimanerne in qualche modo ai margini e in polemica.

Eppoi da sempre, fin dai tempi di Philip Marlowe, che pure di motivazioni ideologiche era completamente privo, il detective privato ha un fascino particolare, per la vita spericolata m intensa che conduce,

Secondo lo schema classico, Burma ha un’assistente segretaria bellissima ( di colore!) di cui è palesemente innamorato, e che lo ricambia.

Ma tra di loro tutto rimane un passo al di qua del sentimentale. Finora, perlomeno.

In “Terminus Nord”, Burma si trova dentro un’avventura estremamente emblematica.

A reclutarlo è, in modo del tutto anomalo, un funzionario della Polizia parigina nel pieno di una lotta intestina tra la fazione buona delle forze dell’ordine, e quella corrotta. Ammesso che il confine sia così netto…

Burma potrebbe anche decidere di rifiutare, senonché la Commissario che chiede il suo aiuto è in grado di costringerlo con la minaccia di tirar fuori un pericoloso scheletro nell’armadio: l’antica partecipazione di Burma ad una rapina il cui bottino era destinato a finanziare la lotta politica.

In realtà, Burma accetterebbe comunque, perché il caso riguarda il marcio, intollerabile per lui, di una collusione tra frange deviate della polizia, movimenti di destra e la criminalità più immorale e spietata.

Ne esce una storia narrata in un tono tra lo scanzonato e il nostalgico. piena di azione e di colpi di scena. che ha per centro la zona di Parigi intorno alla Gare du Nord, famosa stazione ferroviaria parigina nei cui meandri si nascondono segreti terribili.

E’ difficile non amare Burma, nel quale alla fine la pietas umana verso le vittime della delinquenza prevale sullo sdegno morale, e che anche quando picchia duro e usa disinvoltamente armi da fuoco è sempre pieno di scrupoli.

Particolarmente accattivante il personaggio dell’amico poeta, non a caso!, di Burma, con la sua fidanzata bellissima, sofferente e muta, metafora dei tempi in cui, malgrèe lui, l’ex sessantottino di trova a vivere.

 

Dettagli

  • Copertina flessibile: 239 pagine
  • Editore: Fazi (31 ottobre 2019)
  • Collana: Darkside
  • Lingua: Italiano
  • ISBN-10: 8893255642
  • ISBN-13: 978-8893255646

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