La ballata del re di pietra – Fabrizio Borgio

Trama

Un piccolo aereo si schianta inspiegabilmente nel Canalone Coolidge, sulla parete nord del Monviso. Era il prototipo di un modello innovativo, progettato dal collaudatore, l’ingegner Icardi deceduto nell’incidente, prodotto dalla Granda Avio, società piemontese specializzata nel campo aeronautico. La società assicurativa con la quale la Granda aveva stipulato una polizza milionaria vuole vederci chiaro e incarica Giorgio Martinengo di indagare sull’incidente e sui responsabili della società. Martinengo decide di lavorare sul posto e si reca al cospetto del Re di Pietra, il Monviso, accompagnato da due esperte guide del territorio, i litigiosi Beppe e Anna, Angela Beccaris la responsabile legale della società assicurativa e da due rappresentanti della Granda, il patron dell’azienda dottor Osella e la sua assistente, Raffaella Ferrero. Contemporaneamente si apre una serrata caccia all’uomo: una guardia giurata addetta al trasporto valori uccide i colleghi e fugge col bottino, sembra, cercando di passare da uno dei tratti di collegamento tra Italia e Francia che il Monviso assicura. Un caso apparentemente slegato dalle indagini di Martinengo se non fosse per uno scontro a fuoco che coinvolge l’investigatore e il problematico gruppo di persone che ha al seguito. Osella rimane ferito seriamente e l’indagine diventa ancora più complessa. Un caso pericoloso come una scalata e duro come la montagna per Giorgio Martinengo in trasferta alpina, dove la fuga del rapinatore interferisce pericolosamente con il lavoro del nostro investigatore e troppi scheletri sembrano nascosti negli armadi di tutti i coinvolti.

Recensione a cura di Gino Marchitelli

Eccomi nuovamente immerso in un libro del bravissimo scrittore astigiano Fabrizio Borgio. Il nuovo lavoro, con protagonista l’investigatore privato Martinengo già protagonista in altri lavori, è un romanzo il cui tema principale è il “respiro”.

Borgio descrive in modo impeccabile il rapporto simbiotico del suo protagonista e delle guide alpine con la montagna, con il grande monte Monviso. Montagna che lo scrittore vede, nelle belle giornate, direttamente dalla sua casa dove prendono vita i suoi avvincenti romanzi.

Sapientemente Borgio prende spunto da uno strano accadimento, l’incidente aereo del prototipo Avio e la morte del pilota, per prendere per mano le lettrici e i lettori e portarli con sé lungo i sentieri impervi e talvolta pericolosi del grande “Re di pietra”. Ci fa conoscere i luoghi, i rifugi con la loro modalità di umanità montana, il famoso “buco del viso” che collega l’Italia alla Francia – e oggi nuovamente praticabile dopo i lavori di risistemazione del 2014 – e che è uno dei punti nei quali strategicamente si focalizza una delle possibili soluzioni dell’indagine.

E’ un romanzo dove il lettore viene coinvolto nella “lentezza” dei tempi richiesti dalla pietra, dal monte. Chi frequenta la montagna e percorre sentieri, più o meno facili o impervi, si ritrova. Viene voglia di indossare gli indumenti da escursione e seguire Martinengo e le guide nella difficile ricerca di un personaggio “sospettato” di essere l’autore di un furto clamoroso. Nelle fatiche, nei silenzi, nei cibi spartani consumati su lunghi tavoli di legno, sugli assiti calpestati con calze e/o zoccoli montanari, nelle nebbie ricorrenti che nascondono persone e cose solo la piemontese costanza e determinazione di Martinengo faranno luce a un mistero che dev’essere risolto, e in fretta…

Questo è anche uno dei pregi dell’ultimo lavoro di Borgio, la simmetria antagonista tra i “tempi” richiesti dalla roccia e i “tempi” stretti del lavoro dei carabinieri. Ho trovato anche molto interessante – finalmente – qualche ammiccamento sentimentale-sessuale tra Martinengo e un’altra bella protagonista del romanzo, è una cosa che un po’ mancava nella piemontesità del caro Fabrizio che fino ad ora un po’ ci aveva “nascosto” quei passaggi che fanno parte della vita degli umani e che Martinengo tutto sommato aveva sempre un po’ relegato dietro le quinte. Questa volta invece, complice anche la promiscuità – VERA – di chi vive la montagna e i rifugi anche l’investigatore d’acciaio avrà, o “penserà” a qualche cedimento in senso sentimentale con un finale anche a sorpresa che rappresenta un bel valore aggiunto per il lettore che si ritroverà a pensare “finalmente!!”.

I colpi di scena non mancano in tutto il libro che è ben orchestrato, veritiero, dolce e aspro al tempo stesso. Scopriremo come intervengono i carabinieri, proveremo sorpresa in quegli sviluppi che ci sorprenderanno mostrandoci, come in uno specchio magico, il contrario di quello che avevamo pensato. Fabrizio Borgio è un ottimo scrittore e uomo tutto d’un pezzo, serio, competente, dalla scrittura profonda ed emozionante. Sono molto contento di aver avuto l’onore di poter recensire il nuovo lavoro e mentre ricordo e confermo che Fabrizio avrebbe bisogno di ben altro e più importante proscenio letterario Vi invito, dopo aver acquistato e letto “La ballata del re di pietra” di correre a cercare tutti i suoi precedenti lavori, sia quelli meravigliosi pubblicati da Frilli che gli altri. Personalmente vi consiglio di cercare Masche, La morte mormora e Vino rosso sangue.

Fabrizio è una certezza nel panorama letterario di genere noir nazionale, leggetelo e fatelo conoscere ai vostri amici e amiche, merita che il suo lavoro trovi la massima diffusione possibile.

A livello personale non posso che confermare la mia stima a questo grande scrittore e avvisarvi che – dopo aver letto questo romanzo – la voglia di andare sul Monviso e camminare nella sua cornice rocciosa vi assalirà e sarà difficile resistervi.

Buona viaggio in altura!

 

 

Dettagli prodotto

  • Copertina flessibile:169 pagine
  • Genere: Noir
  • Editore:Fratelli Frilli Editori (23 ottobre 2019)
  • Lingua:Italiano
  • ISBN: 978-88-6943-378-8

 

 

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