Si spengono le stelle – Matteo Raimondi

Trama

  1. York è un’inquieta città di frontiera da poco annessa alla Colonia della Massachusetts Bay, dove la legge è esercitata secondo una rigida morale puritana.

Primogenita di Mary e Robert Walcott, capo della corporazione commerciale, Susannah è tormentata da un selvaggio bisogno d’indipendenza che la rende insofferente alle autorità e la porta a rifugiarsi negli antichi insegnamenti della sua vecchia nutrice indiana, Nagi, dalla quale ha imparato a scorgere in ogni cosa la profonda armonia del cosmo. Ma proprio il forte legame con la cultura dei nativi costa a Suze l’avversione dei suoi coetanei, che la accusano di essere strana, pericolosa, e per questo la schivano. Tutti tranne uno, il fragile e misterioso Angus Stone, che appare determinato a sfidare qualunque pregiudizio pur di averla.

Le cose cambiano quando Robert viene inviato a Boston per presiedere il Congresso coloniale: mentre a York le stelle della ragione cominciano a spegnersi, Rob realizza di trovarsi nel mezzo di una spietata cospirazione tesa a inasprire odio e paura verso i “selvaggi”. Il conflitto tra coloni e nativi assume così il valore di uno scontro fra bene e male che coinvolgerà proprio Susannah, ignara custode di un grande segreto.

Si spengono le stelle è un thriller stupefacente sulla Nuova Inghilterra di fine Seicento, che indaga uno dei periodi più cupi della storia americana a colpi di miracolose incursioni nei temi classici della letteratura fantastica. Ne emerge una grandiosa allegoria della civiltà contemporanea, che rivela una nuova, formidabile e poliedrica voce della narrativa italiana, capace di scolpire magistralmente luoghi e personaggi, di esplorare le terre di confine tra i generi e di intrecciare passato e presente, modernità e tradizione, racconto individuale e Storia collettiva in una miscela esplosiva.

Recensione di Manuela Fontenova

Ci sono libri che raccontano storie e poi ci sono quelli che aprono una porta sul mondo, quasi fosse una realtà parallela, varchi la soglia e ci sei dentro e poco importa se qualcuno accanto a te grida, canta o balla, non sei più nella tua realtà, ma in quella che l’autore ha creato per i suoi personaggi: sei nella storia a tal punto da riuscire a sentire i profumi, in questo caso gli olezzi sarebbe più appropriato, i suoni e le prediche domenicali della messa. Ti muovi in un mondo fatto di oscurità, cercando di entrare nel piccolo fascio di luce di una fiamma tremolante perché sei nel 1861, è buio e fa freddo. Gli abiti lunghi intralciano i tuoi passi, il tuo essere donna e ribelle e bella ti lega le mai come un laccio rovente. Sei Suze che lotta per essere se stessa, sei Robert che che resiste al cieco bigottismo del suo villaggio, sei Mary nel dolore di una madre disperata.

 

Succede che un giorno di settembre partecipi a una rassegna noir e che a moderare l’incontro sia un giovane scrittore romano, all’apparenza schivo e riservato. Succede che quello che dice ti piace e quindi, santo smartphone, vai a cercarti il suo romanzo e la trama sembra proprio nelle tue corde. Ti fai coraggio e vai a conoscere l’autore (gentilissimo e disponibile) e finisce che torni a casa con il suo libro non immaginando che quella sarà una delle più belle letture di sempre. Lui si chiama Matteo Raimondi e nel 2018 ha esordito nel mondo dell’editoria con Si spengono le stelle.

 

Di cosa parla il romanzo?

Fondamentalmente della storia di una famiglia, i Walcott che abitano a York, una cittadina della Nuova Inghilterra. Una famiglia socialmente in vista (Robert il padre diventerà membro del Congresso di Boston) alla quale non verrà perdonata l’audacia di una figlia dai capelli color fuoco e dall’animo ribelle, una ragazza che al contrario dei suoi concittadini, ottusamente impauriti dai nativi, apre le braccia e il cuore alla vita senza distinzioni di razza e ceto.

Ancora oggi il diverso è spesso connotato come “cattivo” o “sbagliato”, provate a immaginare cosa volesse dire uscire dagli schemi alla fine del 1600, in un contesto in cui l’unico mezzo per manipolare una massa era inculcare il terrore della rabbia divina, la terribile punizione che sarebbe spettata al peccatore, le nefaste conseguenze per una condotta immorale. La paura era un’arma potentissima

 

“La paura fa germogliare i semi del sospetto; il sospetto apre la strada alla rabbia e la rabbia, lo sanno tutti da qualunque era e generazione, è il primo stadio della follia”.

 

Si parla di storia, si parla di amore, di etica e di stregoneria perciò provare adesso a raccontarvi cosa accade nelle 500 pagine del libro è riduttivo e toglierebbe a voi lo stupore che suscita le lettura.

Posso dire che la costruzione della trama, dei dialoghi e dei personaggi è grandiosa e che le descrizioni sono quasi “plastiche”, nel senso che le atmosfere raccontate suscitano una percezione tattile, uditiva e olfattiva, a un certo punto devi ricordarti che sei nel Ventunesimo secolo perché il tempo si confonde con le immagini che vorticano nella tua testa.

Nelle note finali l’autore ci dice che il suo romanzo è un thriller e ci spiega anche il perché: dall’inglese to thrill , emozionare, rabbrividire, vibrare, il libro che rientra in tale categoria dovrebbe produrre nel lettore questi sentimenti. Ecco caro Matteo, grazie alle tue parole mi sono emozionata, commossa e impaurita, ho sentito il cuore vibrare e mi sono persa nel tuo mondo. Grazie per avermi regalato un’avventura bellissima, non posso fare altro che consigliarlo a tutti!

 

 Dettagli

  • Genere: thriller
  • Copertina rigida: 459 pagine
  • Editore: Mondadori (17 aprile 2018)
  • Collana: Omnibus
  • ISBN-10: 8804687371
  • ISBN-13 978-8804687375

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