Stasera al cinema – Hammamet di Gianni Amelio

a cura di Alessandro Noseda

Avevo grandi aspettative per questo film.
Pensavo scavasse nell’uomo, dietro il politico, oltre le complesse trame di partito, gli ordini di scuderia, le impellenti necessità finanziarie della politica.
Desideravo capire di più di un periodo buio, complicato e complesso di cui ho buona memoria.

M’è parso un ritratto molto superficiale di un uomo malato, impossibilitato a curarsi a dovere, di un latitante (non un esiliato) che neppure lontanamente ricorda il grande statista che fu, del primo attore di un ventennio di politica interna ed estera.
Una grande delusione. Sceneggiatura debole, narrazione lenta, prova attoriale modesta.
Il prezzo del biglietto lo giustifica solo un incommensurabile Favino che conferma la propria maestosa statura nei panni del protagonista, capace di passare da ruoli leggeri a drammatici come se il caso non fosse suo, superando addirittura l’eccezionale prova de “Il traditore”.
Per gli interpreti di moglie, figlia, figlio e amante, non spendo parole, tanto fungibili e insignificanti mi sono parsi.
Sul contenuto, visti che qualcuno parla di una riabilitazione postuma del segretario del P.S.I., mi taccio, perché a me tutto pare, meno che una celebrazione, ma una pellicola sull’inarrestabile declino (psicofisico) dell’uomo, abbandonato da politica e (pseudo) amici.
Buona visione!

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