I MAESTRI DEL GIALLO – JOHN RHODE

a cura di Luigi Guicciardi

 

Giallista tra i più prolifici di tutti i tempi, ma oggi quasi dimenticato, l’inglese Cecil John Charles Street (questo il suo vero nome), nato a Gibilterra nel 1884 e morto nel gennaio 1965, pare abbia firmato 140 mystery, oltre a volumi di argomento politico e storico e ad alcune biografie. Dapprima iniziò la carriera militare come ufficiale d’artiglieria nell’esercito britannico, diventando poi, durante la prima guerra mondiale, un propagandista dell’MI7 e raggiungendo il grado di Maggiore. Dopo l’armistizio di Compiègne del 1918, si occupò da vicino della guerra d’indipendenza irlandese, muovendosi tra Dublino e Londra come addetto all’informazione del governo inglese in Irlanda. Da tale esperienza derivò appunto il suo primo libro, The Administration of Ireland, del 1921.

Finalmente, sotto lo pseudonimo di John Rhode, esordì piuttosto tardi nella narrativa poliziesca, precisamente nel 1924 con A.S.F. The Story of a Great Conspiracy (poi The White Menace, nell’edizione americana). Sia questo romanzo, sia i due successivi (The Double Florin, 1924 e The Alarm, 1925) si distaccano sensibilmente dalla produzione successiva dello scrittore, in quanto larvatamente collegabili al genere allora embrionale del thriller (destinato a crescere nel più fertile suolo americano), e possono ricordare, anche se su un piano più anonimo e dilettantesco, alcune prove letterarie coeve del connazionale Philip Macdonald. Un mutamento di rotta decisivo avviene invece col quarto romanzo firmato da Rhode, il celebre The Paddington Mystery (1925), in cui compare per la prima volta il dottor Lancelot Priestley, che sarà il protagonista di  decine di Gialli a venire.

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