Quasi per caso – Giancarlo de Cataldo

Trama:

Torino, 1849. Reduce dalla disfatta di Novara, dove gli austriaci di Radetzky hanno stroncato il sogno di Carlo Alberto, il maggiore Emiliano Mercalli di Saint-Just torna a Torino per sposare la fidanzata Naide, una delle prime donne-medico d’Italia. Naide, però, è una patriota convinta, e mentre lui era sul campo di battaglia è corsa a Roma, dove Mazzini sta cambiando la Storia con il miracolo progressista della Repubblica Romana. Emiliano vorrebbe raggiungerla, e l’occasione gliela offre nientemeno che Cavour: bisogna trovare il giovane Aymone, compagno di bagordi di Vittorio Emanuele II, e riportarlo a Torino, dove lo aspetta un matrimonio di facciata voluto proprio dal neo-re. Purtroppo, Emiliano non fa in tempo ad arrivare che la situazione precipita. E mentre i francesi si preparano ad assaltare Roma, i reazionari pretendono a gran voce una condanna esemplare per il giovane venuto dal Piemonte a spargere sangue.

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Milano pastis. La grande rapina del 1964 – Davide Pappalardo

Trama

Milano, 15 aprile 1964. Mentre Bobby Solo scala le classifiche con una lacrima sul viso e la Ferrero lancia la Nutella, la quiete dell’elegante Via Montenapoleone viene turbata da sgommate di auto e raffiche di mitra. In una manciata di minuti i banditi portano via un ingente bottino da una gioielleria. Alcuni di loro parlano con accento francese.

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Oggi parliamo con… Fernando Coratelli

a cura di Alessandro Noseda

 

Ci è venuto a trovare una superpenna del panorama italiano: Fernando Coratelli.

 

Buongiorno e benvenuto Fernando.

 

F.C.: Buongiorno a voi.

 

È usanza del nostro blog cucinare mentre chiacchieriamo. Infilati un grembiule, sono sulla sedia. Cosa prepariamo?

 

F.C.: Se cucino io è a tuo rischio e pericolo. Sicuro di voler fare cucinare me? Allora ti faccio una pasta al pomodoro, quella riesco a prepararla.

 

Sei sugli scaffali con “Alba senza giorno” (Italo Svevo), libro che ha già ricevuto l’endorsement della critica. Quali sono le ragioni del successo?

 

F.C.: Le ragioni potrebbero essere molte, tuttavia voglio credere che una delle principali sia che c’è di nuovo voglia di leggere romanzi civili, che raccontino la realtà e il presente e non soltanto l’ombelico dell’autore.

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Tutta la vita davanti – Yasmin Rahman

Trama

Cosa fare quando non c’è più niente da fare? È questo che si chiede Mehreen, sedici anni e una gran confusione nella testa. Una confusione che la distrugge, che non le permette più di vivere, così invadente e pressante da avere anche un nome: il Caos. Senza via d’uscita, in preda ad attacchi di panico, Mehreen cerca aiuto sul web e si imbatte nell’inquietante pagina MementoMori. Un sito che promette agli utenti di guidarli verso il suicidio, pianificando data e ora della morte e trovando un compagno con cui affrontare la fine. Mehreen conosce così Cara e Olivia, due anime ferite, proprio come lei. Le tre ragazze iniziano a frequentarsi e, giorno dopo giorno, creano un legame inaspettato. Un legame che cambia tutto. Perché quell’amicizia nata nel modo più improbabile rende ora la vita degna di essere vissuta. Mehereen, Cara e Olivia non hanno più nessuna intenzione di morire. Ma è davvero possibile sottrarsi alla promessa di MementoMori? Una promessa è una promessa, dopotutto. Un romanzo straordinariamente toccante e coraggioso, una storia indimenticabile sul potere salvifico dell’amicizia.

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L’uomo dei sussurri – Alex North

Trama

Ancora distrutto dalla drammatica perdita di sua moglie, Tom Kennedy decide di trasferirsi con il figlio Jake nella tranquilla cittadina di Featherbank e ricominciare da capo. Non sa ancora che un fatto terribile ha appena sconvolto la comunità. Un ragazzino di sei anni è svanito nel nulla e nonostante il vecchio detective Pete Willis non abbia perso tempo con le ricerche, il piccolo non si trova. Come venti anni prima, si riaffaccia l’incubo dell’Uomo dei Sussurri, il serial killer responsabile della scomparsa di cinque bambini. Frank Carter, questo il suo vero nome, era solito attirare le vittime sussurrando alle loro finestre, di notte. E mentre le ricerche del bambino continuano senza tregua, il piccolo Jake inizia a comportarsi in modo strano: si isola dai compagni di classe per passare sempre più tempo con la sua misteriosa amica immaginaria e soprattutto dice di sentire una voce che sussurra il suo nome nel buio.

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L’anno in cui imparai a leggere – Marco Marsullo

Trama

Niccolò ha venticinque anni ed è innamorato perso di Simona. Così quando lei, bella e inquieta, parte mollandogli suo figlio Lorenzo, lui decide di prendersene cura, sebbene quel moccioso di quattro anni non lo abbia mai accettato e di notte lo sbattesse puntualmente fuori dal letto. Niccolò non ha mai fatto il padre, e non sa come gestire capricci, routine, amichetti che giocano a fingersi d’improvviso morti e primi batticuori. In più, a complicare le cose, ci si mette anche il padre naturale. Riccioli scompigliati e chitarra in spalla, è arrivato dall’Argentina per incontrare il piccolo, e si è installato in casa senza alcuna intenzione di andarsene. Innamorati della stessa donna, lui e Niccolò si detestano, e il bambino non riconosce un ruolo a nessuno dei due. Eppure, giorno dopo giorno, tra litigi e partite a pallone, pigiama party e impreviste abitudini, questi tre «ragazzi» abbandonati imparano ad appoggiarsi l’uno all’altro, per sorreggersi insieme contro il mondo.

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ALLA RICERCA DEL LIBRO PERDUTO… Il sergente nella neve – Mario Rigoni Stern

a cura di Eleonora Zaffino

Trama

“Oggi, a quasi cinquant’anni dalla pubblicazione, questo celebre resoconto di un semplice sottoufficiale alpino che si trova a combattere nel settore centrale del fronte russo, proprio quando l’esercito dell’Unione Sovietica sferra il suo potente attacco demolitore, acquista rilievo speciale. Man mano che i fatti narrati si allontanano nel tempo, il diario del sergente diventa più intenso e assume i caratteri dell’esperienza perenne. La testimonianza scritta, rispetto agli eventi storico-geografici da cui è scaturita, intrattiene lo stesso rapporto che potremmo supporre fra la moneta e il suo conio.” (Dalla postfazione di Eraldo Affinati).

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Rubrica “Palato da detective”, n° 5 – I MISTERI DEL CHRISTMAS PUDDING Al pranzo di Natale con Agatha Christie e Dorothy Sayers

Articolo di Giusy Giulianini

 

I MISTERI DEL CHRISTMAS PUDDING

Al pranzo di Natale con Agatha Christie e Dorothy Sayers

 

Stelle indiscusse, con Margery Allingham e Ngaio Marsh, del poker d’assi al femminile che più brillò nella Golden Age del mistery classico, Agatha Christie e Dorothy Sayers condivisero molto.

Nate entrambe nell’ultima decade del XIX secolo da famiglie della middle class britannica, furono istruite a casa, anche se la prospettiva di un buon matrimonio guidò l’educazione di Agatha, mentre la lungimiranza dei genitori di Dorothy le consentì di frequentare l’università, conseguendo la prima laurea concessa dall’università di Oxford a una donna.

Co-fondatrici di quel Detection Club, nato nei primi anni Trenta con piglio goliardico ma con il nobile intento di favorire un proficuo scambio tra gli autori per mantenerne alta la qualità narrativa, ne divennero entrambe presidenti.

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Oggi parliamo con… Francois Morlupi

a cura di Alessandro Noseda

 

Abbiamo il piacere di ospitare il recente trionfatore del Festival Letterario di Ladispoli. Benvenuto Francois e complimenti!

F.M.: Grazie mille è un piacere per me essere qui con voi in questa splendida cucina letteraria! Rosso sangue, noto. Colore azzeccato, direi!

Infilati un grembiule che iniziamo a cucinare: tra poco arriverà la redazione di Gialloecucina affamata! Cosa prepariamo?

F.M.: Da romano non posso che dirti una carbonara o un’amatriciana!

Hai vinto premi importanti con “Formule Mortali”, giallo definito perfetto dai lettori. Qual è la ricetta magica?

F.M.: È vero che ho vinto tre premi (Roma, Grottammare, Ladispoli) che mi hanno riempito d’orgoglio. Tutti hanno una valenza particolare: il primo, Grottammare per ovvi motivi. L’inizio di tutto. Il secondo, Roma, perché da romano, mi ha reso felice. L’ultimo infine perché totalmente inaspettato!

Non ho però la presunzione di pensare di aver scritto un libro perfetto, anzi. Adoro parlare con i lettori di Formule Mortali e chieder loro, consigli, opinioni o anche critiche costruttive per poter migliorare. Rileggendo Formule Mortali cambierei alcune cose che ora, da scrittore più navigato, mi sembrano perfettibili.

Non credo che esista una ricetta magica per quanto riguarda il genere poliziesco, ma penso fermamente che debba subire un’evoluzione e non rimanere ancorato dai dettami (eccezionali eh, sia chiaro!) primi gialli. Sono finiti i tempi del giallo “perfetto” alla Christie, penso infatti, che il giallo debba indirizzarsi verso il noir e non lasciare più soltanto una scia di sangue dietro di sé. L’indagine deve anche essere una scusa, per poter raccontare altro e offrire al lettore, spunti di riflessioni e domande. Risposte mai, non esageriamo! Però è interessante descrivere la società in cui viviamo o magari una città con le sue qualità e problematiche o un ambito lavorativo come il mondo accademico…

 

Senza raccontarci la trama o svelarci molto, ci invogli a comprarlo e leggerlo?

F.M.: Formule Mortali è un noir ambientato a Roma. L’ inchiesta risulta fin da subito difficile, inquietante. La peggiore che i poliziotti del commissariato di Monteverde dovranno mai affrontare.

La vicenda poliziesca non deve però togliere spazio alla vita intima dei protagonisti. Ho passato molto tempo nel cercare di renderli umani. Né bianchi né neri, ma grigi, con i loro pregi e difetti. Persone comuni che si trovano invischiate in un crimine più grande di loro e al tempo stesso, lottano nella quotidianità con i loro problemi personali. Non sono supereroi, anzi. Ma ligi al dovere quello sì. Ve li presento brevemente: Continua a leggere

I MAESTRI DEL GIALLO – J. J. CONNINGTON

 

a cura di LUIGI GUICCIARDI

Capita non proprio raramente che un giallista divida il suo impegno di scrittore con un’attività – anche prestigiosa – di ricerca, didattica e saggistica di carattere scientifico. Alfred Walter Stewart, che da autore di romanzi polizieschi si scelse lo pseudonimo di J. J. Connington, fu proprio uno di questi. Nato a Glasgow nel settembre del 1880, si segnalò infatti negli anni Trenta come uno studioso di fama nel campo della chimica. Suo padre era preside dell’università di Glasgow, che il figlio Alfred frequentò prima di proseguire gli studi e laurearsi in chimica nel 1907 alla University College di Londra. Subito dopo, nel 1909, gli fu affidata la docenza di chimica organica presso il Queen’s College di Belfast, e nel 1914 fu docente di chimica fisica e radioattività presso l’università di Glasgow. Durante questi laboriosi anni di studio pubblicò alcuni saggi scientifici, come Stereochemistry (1907), Recent advances in organic Chemistry (1908) e Some Physico-chemical Themes (1922). Nel corso della seconda guerra mondiale, infine, attirò l’attenzione della comunità scientifica europea per il cambiamento nella particella β di un elemento radioattivo e suggerì il termine isobaro come complementare a isotopo, finché, nel 1944, si ritirò dall’insegnamento accademico a causa di ricorrenti problemi cardiaci.

 

Il suo esordio nella narrativa fu con il romanzo di fantascienza Nordenholt’s Million (1923), pubblicato già con il nome di J.J. Connington. E dopo un romanzo dell’anno successivo, stavolta non di genere (Almighty Gold), finalmente nel 1926 Connington diede alle stampe i suoi due primi romanzi polizieschi, Death at Swaythling Court, inedito da noi, e The Dangerfield Talisman, edito in Italia da Mondadori nel 1930 col titolo fedele Il talismano dei Dangerfield. Il buon favore di pubblico incontrato da questi primi “esperimenti” sorprese non poco l’austero scienziato, che aveva cominciato a scriverli di notte (confessò) un po’ per diletto e un po’ per riposarsi dalle fatiche dell’insegnamento e della ricerca, e lo indusse così a proseguire.

 

Con il suo terzo Giallo, Murder in the Maze, del 1927, Connington presentò l’investigatore sir Clinton Driffield, destinato a diventare il protagonista della maggioranza delle sue opere successive. E con l’assunzione di questo personaggio fisso, si avviò a modellare un tipo di mystery poliziesco in cui l’indagine è largamente debitrice di molti espedienti assunti da discipline scientifiche che lo stesso Stewart praticava, come la chimica, la balistica, la fotografia, la dattiloscopia e altre ancora.

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