Prima che te lo dicano gli altri – Marino Magliani

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Recensione a cura di Rino Casazza

Leo Vialetti è un sessantenne strambo e disadattato. Vive fin dall’infanzia sulle colline liguri della riviera di ponente facendo il contadino e il bracconiere. Per i suoi limiti intellettivi e la scarsa istruzione, in qualsiasi altra parte del mondo sarebbe un reietto, ma lì, nel suo habitat, dove vive una piccolissima comunità, e tutti si chiamano per soprannome, è riuscito a tirare avanti decentemente, tanto che ha un rustico di proprietà e un discreto gruzzolo da parte, accumulato per un fine di cui si dirà.

Marino Magliani affianca uno stile che può definirsi verista, “inquadra” punto di vista, linguaggio e mentalità dei personaggi a quello del narratore classico che compare con riflessioni agrodolci sull’esistenza, mescolate a poetiche descrizioni paesaggistiche e riesce a farci amare il protagonista del suo “Prima che te lo dicano gli altri”.

Per la storia di Leo Vialetti si può scomodare l’Odissea. Non solo perché nella seconda parte del romanzo il ruvido “scemo del villaggio” miracolato compie il viaggio lungamente vagheggiato nell’Argentina della natura soverchiante e delle ingiustizie sociali, ma soprattutto perché la sua è, mutatis mutandis, una Telemachia.

Leo infatti cerca il padre, un mitico personaggio della sua infanzia, proprietario di una bellissima villa nel paese, emigrato in Sudamerica da un trentennio.

L’uomo, Raul Porti, aveva sempre avuto un occhio di riguardo per Leo da bambino, nonostante fosse lo zimbello degli amici per il carattere chiuso e il cervello corto.

Poco prima della partenza aveva impartito al piccolo Leo un indimenticabile ciclo di lezioni private  in cui non gli aveva insegnato solo le materie scolastiche, ma anche e soprattutto l’amore per la natura e la cura delle piante, attraverso la tecnica “magica” dell’innesto.

Raul e Leo non si sono mai detti di essere padre e figlio, anche se Leo aveva sempre saputo la verità, visto che la madre aveva scelto di rivelarglielo “prima che glielo dicessero gli altri”.

L’ambientazione si sposta senza perdere ritmo e vivacità descrittiva dall’Italia all’Argentina, dove Leo si reca per inseguire le tracce di Raoul Porti di cui non si hanno più notizie. Si pensa che sia “desaparecido”.

Il nostro Telemaco ruspante fatica ad adattarsi all’immensa area cittadina di Buenos Aires, ma mostra di avere molta più affinità con le distese solitarie e inospitali della Pampa, dove finisce per approdare nel suo pellegrinaggio cocciuto per conoscere di persona la verità sul padre “prima che glielo dicano gli altri”.

Insomma, un bel “romanzo di formazione” in cui la formazione dura tutta la vita, in cui anche un “povero di spirito” può aspirare una maggiore consapevolezza di sé e delle proprie radici.

 

Voce di Rino Casazza

 

Trama

Prima di essere un cacciatore e bracconiere, e agricoltore solitario con la passione dell’innesto, Leo Vialetti è stato un bambino della Val Prino nell’Italia del boom che qui non è mai arrivato, una Liguria di frontiera che vede il mare per sbaglio e in cui crescere senza padre significa diventare grandi troppo presto. In un’estate decisiva come tutte quelle che fanno da preludio all’adolescenza, l’unico adulto che sembra volersi prendere cura di lui è uno straniero, un argentino, Raul Porti, che gli dà ripetizioni scolastiche e gli insegna ad amare e rendere fertile la terra, prima di sparire improvvisamente. Quando Leo deciderà di comprare all’asta la vecchia villa di Raul Porti, ciò che scoprirà lo costringerà a perdere un mezzo amore appena sbocciato e partire alla cieca per l’Argentina, per capire dove e come sia finito l’uomo più importante della sua vita, proprio nei giorni più terribili del Novecento sudamericano, quelli dei desaparecidos. Grazie a una lingua lirica, affilata e precisa, Magliani costruisce una storia durissima di formazione, che non fa sconti alla nostra storia recente e che ci racconta di un affetto che travalica sentenze e confini spaziotemporali per restituirci l’avventura epica per eccellenza, la ricerca delle proprie radici.

 

Dettagli

  • Genere: Mainstream
  • Copertina flessibile:330 pagine
  • Editore: Chiarelettere (30 agosto 2018)
  • Collana:Narrazioni
  • Lingua:Italiano
  • ISBN-10:8832960222

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