Ogni riferimento è puramente casuale – Antonio Manzini

Trama

Tra realismo grottesco e thriller psicologico sette racconti sull’industria culturale, critici, sarcastici, che idealmente si ricollegano alla visione polemica di Sull’orlo del precipizio contro il cinismo e la speculazione che minacciano la libertà dei libri; ma in essi soprattutto si sente l’inventiva di un grande scrittore e la capacità di attrarre e imprigionare nella purezza del raccontare.

Voce di Dario Brunetti

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Oggi parliamo con Alice Basso

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Intervista a cura di Massimo Ghigi

Ciao Alice, ti ringrazio tanto per essere qui con noi di gialloecucina, è per me un grandissimo piacere poter fare un po’ di chiacchiere con te! Personalmente confesso di essere un lettore non molto costante per quel che riguarda la serialità, non ho quasi mai trovato personaggi che mi abbiano fatto scalpitare in attesa di una nuova avventura, una delle eccezioni è proprio la nostra amata ghostwriter Vani Sarca giunta, con ‘Un caso speciale per la ghostwriter’, alla sua quinta e ahinoi ultima avventura! Avevi già dato la notizia all’uscita del precedente ‘La scrittrice del mistero’, ti chiedo allora come è maturata la decisione di concludere la serie?

ABCaro Massimo, la decisione è nata già matura, nel senso che ci ha messo pochissimo tempo a crescere… devi sapere infatti che ho deciso sin da subito, sin dall’epoca del libro numero uno, che sarebbero stati cinque libri in tutto. Una serie corta, compatta e con un capo e una coda; cinque libri che a leggerli tutti di fila dessero l’idea di essere un romanzo solo. E questo è perché… a me le serie piacciono così! Mi sono ritrovata troppe volte a imprecare contro una serie, letteraria o televisiva, che non aveva il coraggio di dichiararsi finita e si protraeva inanellando idee sempre più flosce! Sai, no?, quelle serie di cui il lettore si accorge che sono arrivate alla frutta molto prima che se ne accorga l’autore… Ecco, io alla mia cara Vani volevo dare un finalone col botto, e per trovarne uno buono la mia opinione è che lo si debba progettare sin da subito.

Trovo che ‘Un caso speciale per la ghostwriter’ sia veramente un degno finale di una saga molto amata; tutti i personaggi che hanno accompagnato Vani nelle sue storie sono qui riuniti e fanno fronte comune per un unico obiettivo, ritrovare l’odiato (ma neanche tanto) ormai ex-editore Enrico Fuschi, scomparso senza lasciare traccia… se vogliamo questo è un po’ il tuo ‘End Game’ non trovi?!

ABAh, allora il mio piano ha funzionato!!! Molto, molto bene [dice, fregandosi le mani alla Montgomery Burns]

Quando è nata la storia? Si dice che il grande Andrea Camilleri abbia già in cassaforte l’ultima avventura del Commissario Montalbano, anche tu avevi quest’ultimo libro già nel cassetto o hai cominciato a scriverlo dopo ‘La scrittrice del mistero’?

ABGuarda, proprio perché, come ti dicevo, sono sempre stata convinta che i migliori finali sono quelli che si hanno ben chiari in testa sin da quando si inizia a scrivere, le scalette di tutti e cinque i libri erano già fissate all’epoca dell’uscita del primo. Il che significa che nel 2015 già sapevo come avrei fatto finire Vani nel 2019!

In questo libro siamo testimoni di profondi cambiamenti sia nella vita di Vani che in quella di alcuni dei personaggi che abbiamo altrettanto amato, Morgana in primis! Com’è cambiata invece Alice Basso dal suo esordio con ‘L’imprevedibile piano della scrittrice senza nome’ (datato 2015) ad oggi?

ABAh, mi sembra che siano passati vent’anni! Ci pensi che quattro anni fa ancora non avevo fatto una presentazione in pubblico? E oggi sono in giro a ciarlare impunemente quasi tutte le settimane (e spesso più volte a settimana). E non avevo ancora imparato cosa significasse scrivere sotto contratto, avere qualcuno che vuole che tu consegni un libro e anzi investe e conta sul tuo lavoro creativo! E non rispondevo a interviste come questa!

Prima citavo ‘End Game’ capitolo per certi versi conclusivo della saga Marvel, diciamo allora che ti arriva una proposta per realizzare un film tratto dai tuoi libri e hai carta bianca nel scegliere regista e interpreti principali; magari in passato ci hai anche già pensato, quali nomi ti vengono in mente?

ABDeheh, devi sapere che questo è uno dei giochi più divertenti che faccio sempre con i miei lettori (e in special modo con le mie lettrici). E’ vero infatti che un paio di indicazioni su come io mi immagini i personaggi le ho date: un paio di volte ho accennato al fatto che per me Berganza somiglia a De Niro in “Heat – La sfida”, ed è cosa nota che Vani ricordi LisbethSalander, per me quella dei film originari, Noomi Rapace. Ma è anche vero che non ho nulla, proprio nulla in contrario (anzi!) a che i lettori sovrappongano ai nomi dei personaggi le facce che vogliono. E qui scatta il gioco: non passa settimana che le lettrici non mi mandino, via chat di Facebook, le foto degli attori che loro vedrebbero bene nei ruoli principali. Trattandosi solitamente di grandissimi figaccioni, io mi guardo bene dal dissuaderle…

Oltre che una bravissima scrittrice, sei anche cantante in almeno due band! E che cantante!… La tua anima più rock viene fuori senz’altro nella band Soundscape 2.0 e proprio in questi giorni è uscito il vostro ultimo lavoro, ‘Morgana: Canzoni per una ghostwriter’, dove trovano spazio alcune canzoni della nostra Morgana, in duplice versione inglese e italiano (nota per chi legge: dovete assolutamente sentire ‘Il gioco dell’Inferno e Paradiso/The UnderestimatedWeight of Heaven’ !!!), com’è nato questo progetto e com’è stato accolto dagli altri membri del gruppo?

ABEbbene sì, caro: ognuno ha i suoi lati oscuri, e il mio è fare la rockstar come una quindicenne. Ma che divertimento! Una delle mie band si chiama SpareWheels, è molto divertente e con loro eseguo principalmente famosi brani pop o rock riarrangiati in chiave acustica; diciamoci la verità, è un pretesto per fare anche del cabaret. Invece, le Soundscape 2.0 sono una band indie tutta composta da ragazze… che fra l’altro hanno mediamente 13 anni meno di me. Qualche anno fa mi hanno chiesto di sostituire la loro cantante, che se n’era andata a ridosso di un concerto già fissato, e io, che pensavo si sarebbe trattato di un favore provvisorio, mi son trovata così bene che sono ancora lì. Una delle ragioni per cui queste ragazze sono delle fantastiche compagne di band è che amano sperimentare e non si tirano indietro di fronte a nessuna sfida: così, quando ho proposto loro di mettere davvero in musica i brani contenuti nei miei libri, bam!, fatto!, e adesso ecco il cd.

Sempre parlando della tua voce, ad una presentazione del libro ‘La scrittrice del mistero’, ho avuto la fortuna di ascoltarti mentre leggevi alcuni brani e mi sono ritrovato a ridere come un cretino!… sei stata fantastica! Questo per dire che, magari per dare un seguito alle storie di Vani e non lasciarci del tutto senza di lei, potresti realizzare gli audiolibri delle sue avventure, se c’è da fare una petizione lo faccio eh!!!

ABGuarda che mi monto la testa. In effetti, l’audiolibro del primo libro della serie, “L’imprevedibile piano della scrittrice senza nome”, è stato fatto… e mi hanno permesso di essere io a registrarlo! Non è ancora uscito (manca una parte di editing, ancora: a proposito, lo sai quanto lavoro c’è dietro a ogni audiolibro, anche quando leggi bene? Una cosa pazzesca, che non diresti mai!), ma non credo manchi molto, e c’è in contratto già anche il secondo, “Scrivere è un mestiere pericoloso”. E ti dirò: registrare l’audiolibro è stata una delle esperienze più divertenti della mia vita!

Una domanda che mi piace fare agli autori e che rivolgo a te che arrivi da ben cinque libri di successo, ricordi il giorno in cui hai avuto tra le mani la prima copia del tuo primo libro? Ci racconti le tue emozioni, le tue sensazioni?

ABMe la ricordo eccome, ed è stata un’emozione pazzesca, ma ce n’era stata un’altra ancora più pazzesca, prima; te la racconto perché è legata al salone del Libro di Torino, ed essendo appena terminata l’edizione di quest’anno siamo pure sul pezzo.

Devi sapere che io, in quanto lavoratrice (come editor e redattrice) in case editrici piccoline, fino a un certo anno ho partecipato ai Saloni del Libro sempre in veste di standista/bancarellaia: insomma montavo lo stand, vendevo i libri, smontavo lo stand, morivo di fatica. Il mio primo libro, “L’imprevedibile piano”, è stato acquistato da Garzanti nel marzo del 2014, ma sarebbe uscito solo nel 2015, dunque al salone del 2014 ho partecipato ancora come bancarellaia, ma con la consapevolezza che di lì a un anno su uno di quei tavoli, in uno di quegli stand, e pure uno dei miei preferiti, ci sarebbe stata anche una copertina con il mio nome. Ecco: il momento in cui me ne sono resa conto è stato folgorante, una scossa elettrica.

So che, per nostra fortuna, hai già nuove mirabolanti idee per i tuoi progetti letterari futuri, riesco a strapparti qualche informazione o è tutto top-secret!? Quando un autore tira fuori un personaggio di grande successo pensi che abbia poi la possibilità di proporre al pubblico qualcosa di diverso? Mi riferisco alla risposta dei lettori, leggendo alcuni commenti in rete ho avuto modo di constatare che le uscite dello stesso Camilleri extra-Montalbano piuttosto che per es. quelle di Manzini extra-Schiavone, sono accolte in modo un pochino tiepido.

ABBravo, infatti questa è un’altra delle ragioni per cui ritenevo saggio chiudere Vani prima di dedicarmi ad altro: evitare che quell’“altro” venisse trascurato perché “tanto io aspetto il prossimo di Vani”. Ma io ho intenzione di mettercela tutta anche in quell’“altro” che verrà, quindi mi sarebbe dispiaciuto farlo nascere già in una situazione di svantaggio! Comunque: ci sono in cantiere sia dei romanzi stand alone, come si suol dire (che in italiano starebbe per: che non prevedono uno sviluppo seriale), sia altre serie. I temi saranno diversi, ma due cose te le posso dire: il cast di Vani avrà dei cameo, e lo stile sarà sempre il solito, cioè mezzo comico (o forse anche un po’ più di mezzo). Perché io le cose serie e solo serie col cavolo che riesco a scriverle.

Alice io ti ringrazio ancora per la tua cortesia, ovviamente spero di poterti rivedere presto ad una delle tue presentazioni e, come da consuetudine per il nostro blog gialloecucina, concludo questa nostra bella chiacchierata chiedendoti una citazione e, ovviamente, una ricetta, anche a ‘coefficiente di pigrizia’ più o meno alto! Grazie ancora, a presto!

ABLa citazione: vado a memoria perché l’ho letta anni fa e ho tentato invano di ritrovarla, ma mi pare che SomersetMaugham abbia detto “rifilare il proprio libro da leggere a qualcuno che non l’ha chiesto è un atto così grave che ci si può far perdonare solo non chiedendogli mai cosa abbia pensato del libro”.

La ricetta non è una ricetta, perché figurati!, come se tu non mi conoscessi, e non conoscessi la mia inettitudine in cucina!, ma è un consiglio molto da Vani Sarca: il whisky non si beve nei tumbler come si vede fare nei film americani (a meno che non abbiano il fondo molto spesso e li si tenga in mano da quello), perché il calore della mano attraverso il vetro scalda il whisky e lo rovina! Smettetela di imitare J.R. e procuratevi bicchieri con lo stelo!