La laguna delle nebbie – Paolo Forcellini

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Trama

Una nebbia densa e impenetrabile invade il dedalo delle calli e dei campi veneziani e tra le allegre carnevalate del rigido inverno la città nasconde il peggio di sé: l’inspiegabile scomparsa di alcuni bambini in luoghi diversi. Qual è il filo rosso che collega queste sparizioni? Non c’è alcuna motivazione, nessun segnale evidente, neppure una richiesta di riscatto. E malgrado l’impegno senza sosta del commissario Marco Manente e della sua squadra, sembra impossibile risolvere il mistero. Il clima è tesissimo, la stampa cittadina scaglia contro l’organico del commissariato di San Marco accuse di inefficienza e invettive feroci. Vedere la Polizia brancolare nel buio è più di quanto la gente possa sopportare. Saranno la determinazione e la tenacia del sovrintendente Gennaro Santamaria, appassionato di Sacre scritture e delle vite dei santi, e le felici intuizioni di Manente ad aprire concreti orizzonti. Ci vorranno nove poliziotti sguinzagliati a far compere per una missione molto anomala, trentasei analisi di laboratorio, due complesse ricerche e un’atmosfera carica di suspense perché Venezia possa smascherare il mostro.

Voce di Roberto Roganti

 

Recensione a cura di Gino Campaner (Gino dei libri) 

Il commissario Marco Manenti, creato dalla penna di Paolo Forcellini, giunge con questo romanzo alla sua quarta indagine.

L’inchiesta si svolge all’inizio dell’inverno (dai giorni che precedono il Natale fino al termine del carnevale e oltre) all’interno della laguna di Venezia.

Un inverno, tipico per Venezia, nel quale la nebbia la fa da padrona ed è proprio in questo gelido e lattiginoso clima che si muove un pericoloso assassino.

Il caso non si presenterà affatto semplice da risolvere e metterà a dura prova l’intuito e le capacità investigative del commissario e di tutta la sua squadra.

Tutto ha inizio con la sparizione di un bambino a cui non si dà, forse, la necessaria importanza, si pensa a una disgrazia, ma poi le sparizioni si susseguono e la faccenda si fa via via più preoccupante.

Quando tutto sembra perso e anche il commissario rischia di dover cedere l’incarico per gli scarsi risultati ottenuti, ha un’intuizione e, sapientemente supportato dal sovraintendente Santamaria, porterà le indagini nella giusta direzione.

Ritengo che il suo romanzo avrebbe potuto essere un ottimo thriller, lugubre, nero e adrenalinico. Ma a causa di scelte, per me un po’ discutibili, ha perso la sua forza dirompente che secondo me poteva essere esplosiva.

Dal mio punto di vista ci sono dettagli (non proprio marginali) che tutto sommato rendono l’insieme meno appassionante, come i nomi dei personaggi: troppo coloriti o il continuo ricorso alla parlata veneziana in momenti fondamentali della narrazione che rendono la lettura meno scorrevole e fanno scemare l’adrenalina crescente.

Oppure ancora il frequente racconto di banchetti con la descrizione dettagliata delle più prelibate pietanze tipiche veneziane, anche in momenti topici dell’indagine o l’indugiare sull’avvenenza delle colleghe in commissariato con tanto di complimenti espliciti per poi, en passant, andare alle vie di fatto.

Ecco di esempi ce ne sarebbero diversi ma già questi spiegano le mie perplessità. Perché poi il libro racconta una storia interessante, verosimile e veramente nera con tanto di accenni storici su Venezia assolutamente incisivi, precisi e pertinenti.

Mi dispiace ma questo è il mio personale parere, forse un romanzo non perfettamente riuscito, peccato perché c’erano delle ottime premesse.

 

Dettagli

  • Genere: Giallo
  • Copertina flessibile: 202 pagine
  • Editore: Cairo (11 aprile 2019)
  • Collana: Scrittori italiani
  • Lingua:Italiano
  • ISBN-10: 8830900095
  • ISBN-13: 978-8830900097

 

 

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