In terra d’Africa. Gli italiani che colonizzarono l’impero – Emanuele Ertola

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Trama

l 9 maggio 1936, dal balcone di piazza Venezia, Mussolini annunciava agli italiani la «riapparizione dell’impero sui colli fatali di Roma». L’Etiopia, fin dai tempi della disastrosa battaglia di Adua del 1896, era stata l’oggetto del desiderio del colonialismo italiano. Gli italiani per decenni l’avevano voluta, sognata, avevano ucciso ed erano morti per possederla. Il duce aveva piani grandiosi: eliminare l’emigrazione all’estero popolando l’Etiopia con milioni di italiani, che avrebbero dato vita a una società ideale, produttiva, razzialmente pura e perfettamente fascista. In decine di migliaia risposero all’appello, lasciarono le loro case e partirono, convinti dalla propaganda del regime che avrebbero potuto fare fortuna in una terra ricca di opportunità. La realtà sarebbe stata molto diversa. Ma quali furono le esperienze di coloro che si trasferirono nelle terre del Negus? Dove e come emigrarono? Quanto fu diversa la loro quotidianità da quella vissuta in Italia? Come interagirono con gli etiopici e con il regime? La risposta a queste domande ci restituisce la storia degli uomini e delle donne che colonizzarono l’impero, con i loro sogni e le loro aspettative, le loro esperienze e i loro giudizi su questa breve, ma decisiva, esperienza Oltremare.

Voce di Eleonora Zaffino

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Dop on the road – La Lombardia

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La Lombardia ha una ricca tradizione agricola nonostante l’inesorabile evoluzione industriale. Prodotti di alta qualità e certificati come il riso e il mais per quanto riguarda i cereali.

I vini si impongono dal Franciacorta Doc  allo Sforzato della Valtellina . Tra i formaggi spiccano Bitto, Gorgonzola, Provolone, Taleggio, Crescenza, Caprini freschi di capra. Ortaggi come l’asparago di Cantello (Varese), la mela della Valtellina, la pera mantovana e il melone tipico della pianura. Insaccati come il salame d’oca di Mortara, il Salame di Varzi, la Bresaola della Valchiavenna, il fegato d’oca, la luganega, i violini di capra, i verzini, la sopressata bresciana, il cotechino.

Tra i dolci oltre al famoso Panettone o al Torrone di Cremona si spazia tra i Biscotti di Prosto (Valchiavenna), Offelle di Parona, Ricciolini mantovani,Brutti ma buoni (Gallarate), La Sbrisolona di Mantova, gli amaretti di Saronno, La Resta (Como)

 

Tortelli mantovani di zucca:

  • 1,2 kg di zucca mantovana
  • 150 gr di amaretti
  • 150 gr di mostarda mantovana con relativo sciroppo
  • 150 gr di Parmigiano Reggiano
  • Pangrattato per donare consistenza all’impasto, noce moscata (abbondante), sale, pepe

Per la sfoglia:

  • 400 gr di farina 00
  • 4 uova e 1 tuorlo
  • 25 gr di olio EVO

Per il condimento:

25 gr di burro e 5 foglie di salvia fresca

 

Lavate la zucca, privatela dei semi e della buccia,tagliatela a spicchi che metterete su una teglia coperta da carta da forno e cuocete a 160° per 40 min. La polpa deve essere asciutta e pronta per essere spappolata con una forchetta.Lasciarla raffreddare e riposare. Nel frattempo tritare la mostarda e sbriciolare gli amaretti con un coltello (non usare il mix). In una ciotola radunare la polpa della zucca e il trito di amaretti, il Parmigiano Reggiano, la noce moscata, salate, pepate e amalgamare il composto.

Sulla spianatoia mettere la farina a fontana e al centro rompere le uova unire l’olio e impastare.Formare una palla, coprirla con un canovaccio e lasciarla riposare per 2 ore.  Al termine stendere la sfoglia, adagiare il ripieno e cuocerli in abbondante acqua salata per 6 minuti. Scolare i tortelli e condire con il sugo di burro precedentemente aromatizzato in una padella con la salvia. Servire ogni singola porzione con abbondante Parmigiano fresco

Sporchi delitti. La nuova indagine del commissario Cataldo – Luigi Guicciardi

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Trama

A Sestola, noto centro di villeggiatura dell’Appennino modenese, una donna della ricca borghesia viene orribilmente sgozzata. Quando, pochi giorni dopo, un’altra donna viene uccisa a coltellate nel suo appartamento a Modena, delle indagini viene incaricato il commissario Giovanni Cataldo, al culmine della maturità professionale. Coadiuvato dal sovrintendente De Pasquale e da un giovane agente di Sestola, Cataldo inizia un’inchiesta resa difficile dall’assenza di ogni rapporto tra le donne uccise, a parte l’essere entrambe separate da tempo dai propri mariti. Finché, a forza di scavare, un legame emerge, rappresentato dalla clinica di chirurgia estetica del dottor Roversi, un rinomato professionista la cui moglie è inspiegabilmente scomparsa un anno prima. Le indagini, protratte fra mille ostacoli, coinvolgono via via un noto politico, un fotografo di moda e un giornalista sportivo, ma senza risultati concreti, complicandosi anzi ancora di più dopo l’omicidio di una ricca cartomante, specialista nella lettura dei tarocchi. E se la chiave del mistero fosse nascosta in un piccolo villaggio trentino, dove il tempo si è fermato? Affidandosi al proprio intuito e alla propria tenacia, Cataldo porterà alla luce un’agghiacciante storia di violenze, silenzi e vendetta, entrando nel cuore di esistenze quotidiane e scoprendo il peso di un passato doloroso che esige ancora il suo prezzo di sangue.

Voce di Dario Brunetti

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