Ombre sulla neve – Marco Travaglini

neve.jpg

TRAMA

La tranquillità di un paesino di montagna viene incrinata dall’omicidio dell’irreprensibile primo cittadino. I sospetti delle forze dell’ordine si indirizzano subito verso la pista della vendetta personale, ma quando una coppia viene trovata orribilmente uccisa, secondo le stesse modalità del primo delitto, appare chiaro che ci si trova di fronte a un serial killer. Qualcuno, nel candore di quelle montagne innevate, paradiso di sciatori e atleti, sta barbaramente assassinando ed è fondamentale fermarlo al più presto.
Un thriller in cui ai quieti ritmi della montagna si sovrappongono i battiti serrati del cuore di un misterioso serial killer e quelli angosciati dei suoi inseguitori.

Voce di Roberto Roganti

Continua a leggere

L’angolo di Letizia – Intervista a Serena Venditto

La nostra mitica Letizia Vicidomini, nel corso della trasmissione ‘Letizia di domenica’ in onda su Radio Base, ha intervistato la scrittrice Serena Venditto che ha parlato della sua serie di romanzi gialli che ha per protagonista Mycroft, gatto detective, uscita per Homo Scrivens e di cui Mondadori ha riproposto recentemente la prima indagine intitolata “Aria di Neve”.

L’isola di Alice – Daniel Sánchez Arévalo

41JVCRkuZNL.jpg

Trama

Un minuto dopo la mezzanotte, il mondo di Alice va in frantumi. Un attimo prima lei era a casa, serena, in attesa che Chris tornasse da Yale, dove si era recato per un importante incontro di lavoro. Un attimo dopo il telefono squilla e una voce gentile le annuncia che suo marito è morto in un incidente d’auto. E, all’improvviso, Alice si ritrova sola con una figlia di sei anni e un’altra in arrivo. A poco a poco, però, un’altra informazione si fa strada fra il dolore e lo sconcerto: quella voce gentile ha detto che la macchina di Chris non era nei pressi di Yale, bensì da tutt’altra parte, sulla strada che porta a Robin Island, un’isoletta vicino a Nantucket. Perché Chris le ha mentito? Cos’altro le ha tenuto nascosto? Possibile che il loro matrimonio fosse una menzogna? Alice ha bisogno di risposte e sa di poterle trovare solo a Robin Island. Quindi abbandona tutto, si trasferisce sull’isola e comincia a indagare. Ma ben presto si renderà conto che, in quella piccola comunità, tutti hanno dei segreti e che le bugie sono come massi che la stanno trascinando in un abisso di ambiguità e tradimenti. Un abisso in cui Alice rischia di annegare…

Voce di Roberto Roganti

Continua a leggere

L’energia del vuoto – Roberto Bragalone

9788893331166_0_0_626_75.jpg

 

Trama

È un tardo pomeriggio di fine marzo quando, al terzo miglio della via Appia, tra i ruderi del Circo di Massenzio, viene trovato il cadavere di un cameriere, Emanuele Damiani. Sembrerebbe una morte naturale, ma nella dinamica dell’accaduto c’è qualcosa che non torna. Il caso, allora, viene affidato a Stefano Pacini, ispettore stropicciato, mediocre, umano. Guidate dal fiuto del vice Montali e dalla prepotente direzione del nuovo commissario Quattrucci, le indagini portano alla luce un torbido intreccio di passione, potere, politica e soldi, un gioco sottile in cui personaggi ambigui si sposano a società occulte, flussi di denaro e relazioni poco chiare. Un fatto romano che, come tutti i fatti romani, potrebbe essere spiegato nei modi più disparati. Per esempio, come una storia d’amore mai nata, come un’assenza, o come l’errore comune di considerare il vuoto uno spettatore silenzioso.

Voce di Roberto Roganti

Continua a leggere

La solitudine degli amanti – Fabio Mazzeo

71cZnHiqnWL.jpg

Trama

Il cadavere di un’artista cinquantunenne, sposata con uno degli avvocati più influenti di Roma, viene ritrovato a piazza delle Muse. Seduta su una poltrona di vimini, sembra contemplare il panorama incantevole e romantico. In realtà è stata uccisa. Nel suo braccio uno squarcio, un morso; all’anulare una vera di diamanti. Sono gli stessi elementi di un omicidio ancora irrisolto avvenuto diciassette mesi prima. Le donne assassinate non si conoscono tra loro, ma hanno in comune segreti inconfessabili. Tutte conservano, tra i loro effetti personali e nascosti, versi scritti con inchiostro verde su foglietti bianchi. Sono frasi del testo di una canzone di Ivano Fossati: L’amante. A indagare su queste strane morti, una coppia che condivide oltre alla ricerca del colpevole una propria solitudine. L’ispettore di polizia Andrea Giannini che, colpito dalla macchina del fango per una presunta relazione con la moglie di un malavitoso, annega nella musica il dolore per la morte della donna che gli aveva fatto scoprire l’amore; il magistrato Liliana Cannata che, decisa ad arrivare alla verità giudiziaria a ogni costo, si trova isolata nella città crudele dove tutto è immortale, anche la commistione tra bene e male.

Voce di Dario Brunetti

Continua a leggere

Oggi parliamo con Giuseppe Petrarca

36223861_266924843868388_8833936966895534080_n-200x300.jpg

Intervista a cura di Anna de Riggi

In questi giorni, durante una presentazione del libro l’Avvoltoio (Homo Scrivens), ho avuto il piacere di intervistare lo scrittore Giuseppe Petrarca che, nonostante sia entrato da poco a far parte della grande famiglia della letteratura italiana, annovera già tantissimi premi, il primo che ricorderei è sicuramente quello di cui è stato insignito per la sua attività letteraria, il prestigioso Premio “Spoleto Festival Art”, vetrina internazionale di arte e cultura,  e il premio “Garfagnana in Giallo Barga Noir 2018.”, nella sezione Classic , poi il premio “Michelangelo Buonarroti” per il racconto il “Coraggio di Nicolay” e non ultimo il premio “Comunicare per l’Europa”.

L’esordio letterario di Petrarca è targato 2013, con “Inchiostro rosso”: una fosca storia di respiro internazionale, ambientata tra Milano e Zurigo che tratta di inquietanti quanto rare malattie genetiche e di occulti affari di potere delle lobby delle multinazionali farmaceutiche. Con “Corpi senza storia” (Homo Scrivens, collana Dieci, 2016) Petrarca sposta il focus sulla realtà del disagio mentale e delle sperimentazioni farmacologiche, talvolta spregiudicate e pericolose. “Corpi senza storia”: internati cui viene crudelmente negata ogni appartenenza al genere umano.

“L’avvoltoio”, la nuova indagine del commissario Lombardo”, edito nel 2018 da Homo Scrivens di Napoli (Collana Dieci), chiude la trilogia e affronta due intricate vicende: un traffico d’organi gestito da un’organizzazione criminale internazionale che non esita a operare anche su bambini inermi e una violenta epidemia nel campo di accoglienza di Cala Manenti in Sicilia, di natura dolosa.

La letteratura di Petrarca tocca temi scottanti, attuali, di cui spesso non si parla, solleva tematiche delicate che non sono solo di denuncia ma offrono, attraverso una scrittura cosciente e consapevole, una meditazione più approfondita, la conoscenza di un argomento schivato da molti.

In questi romanzi realtà e finzione si mescolano, creando qualcosa di spaventosamente credibile perché riflettono il periodo storico in cui viviamo. Un giallo sociale che racconta le nostre paure personificandole, che scuote senza far male e ci avvolge in un processo catartico attraverso il quale possiamo elaborare le nostre ansie, comprendere le preoccupazioni e i disagi e avere il coraggio di affrontarli. L’autore regala pagine intense di poesia e letteratura in cui domina un’onestà intellettuale che colpisce il lettore fin dalle prime pagine. Onestà intellettuale che traspare dal racconto, fedele a un’idea personale, portatrice di un messaggio di speranza, dove la parola da dura e violenta diventa parola di scelta e di opinione, uno strumento efficace capace di liberare un corpo e un’anima, anche il più incatenato.

Buongiorno e benvenuto nel blog Giallo e cucina, Giuseppe. Entriamo subito nel vivo dell’intervista: chi è “L’Avvoltoio”?

L’avvoltoio è un essere spregevole, un vero e proprio killer che indossa il camice bianco. È un uomo mediocre, che utilizza le mani come strumento di morte. Non si pente, non si ravvede, perché vive arroccato nella sua malvagità, offre la sua professione a organizzazioni senza scrupoli. Il suo male è mediocre, e questo lo rende ancora più aberrante, fa ancora più paura. Ma accadrà qualcosa, basterà il gesto di una sua piccola vittima e su di lui, sulla sua vergognosa vita, si abbatterà una tremenda maledizione.

 

Immigrazione e traffico clandestino di organi umani sono gli argomenti principali del suo libro: come mai ha scelto di affrontare proprio questi temi?

Ho scelto questi argomenti perché sono temi, purtroppo, di stringente attualità, in qualche modo trattati, fino ad ora, solo come denuncia o solo per interesse di parte.  La mia è una riflessione più ampia su una società dolente, una società che ha perso la voglia di sperare e di amare, una società che fa della paura il male principale, che toglie ogni respiro, toglie il futuro a ognuno di noi. Una paura che ci rende morti a metà. In particolare il traffico clandestino di organi è un argomento tabù, di cui nessuno parla, e invece rappresenta una piaga vergognosa anche nel nostro paese, nella nostra società. Un carosello dell’orrore dove le vittime sacrificali sono i diseredati, perché lo straniero diventa il nemico da combattere. I poveri hanno avuto sempre il triste ruolo di Caprio espiatorio.

 

Secondo lei chi può essere definito “l’Avvoltoio” nella società attuale?

Purtroppo dentro ognuno di noi si nasconde un mostro. Esistono persone apparentemente normali, che nascondono segreti indicibili. Il male affascina, purtroppo, il male incuriosisce. Ecco perché si assiste a una morbosa sete di conoscere chi pratica il male. Esiste un mondo di insospettabili costituito da medici e politici ingarbugliati in un vortice di omertà, corruzione e speculazione che li porta a tramare macabre azioni al servizio di organizzazioni criminali. Un mondo di uomini senza scrupoli che, nella convinzione di respingere l’immigrato, si illudono anche di respingere il malessere che l’attraversa. Un mondo, per questo, ancora più disgustoso.

 

“L’avvoltoio” è un romanzo che sta riscuotendo molto successo. Ha anche ricevuto il premio Spoleto Art Festival 2018: secondo lei, ai suoi lettori, cosa piace particolarmente del suo libro?

Il mio libro parla direttamente al cuore del lettore, cerca una riflessione più ampia sui problemi che interessano l’intera collettività, perché le vicende del commissario Lombardo, il protagonista seriale, arrivano a un punto cruciale, dove più che l’investigazione, comincia a diventare essenziale un’indagine dentro la propria vita, dentro se stesso, un viaggio nella propria coscienza, con la consapevolezza di essere giunto ad un bivio: decidere se valga ancora la pena di rischiare la vita per il bene comune. L’intreccio della storia personale di Cosimo Lombardo getta interrogativi complessi e la coscienza dell’eroe si confronta con il proprio vissuto di uomo, come in una grande palestra delle emozioni. Un amore tormentato, le incertezze del senso del vivere, i dilemmi sulla verità e sulla giustizia s’innestano in una contemporaneità difficile e confusa. Il finale è realisticamente ambiguo e inquietante, sia nella sua dimensione collettiva sia in quella privata. Il libro affronta temi di impatto sociale e scuote le coscienze dei lettori, perché il male va guardato in faccia, senza voltarsi dall’altra parte, nell’indifferenza o, peggio ancora, nella passiva abitudine o addirittura nella rassegnazione, che generano un clima di odio e di cattiveria.

 

La Sicilia fa da sottofondo?

Lo scenario è quello di una Sicilia attuale, magico palcoscenico di tradizioni culturali che accompagnano i personaggi e alleviano la storia, avvolgendo il lettore in un’immaginaria sensazione di profumi e sapori. È qui che commissario Lombardo è nato, è qui che ritornando in quella amata terra dopo tantissimi anni sarà coinvolto nella risoluzione di questa intricata vicenda. Il mare diventa così motivo centrale del libro. Il mare che unisce, mette in contatto. Il mare che è ponte tra culture e arcipelaghi di popoli. Il mare custode di tradizioni e storia per noi “antichi marinai”. Quel mare che non è parete, non è muro ma una finestra sul mondo. Quel mare che oggi nella sua morsa ferale sta diventando una tomba liquida. E accanto a quel mare, il commissario ricorda i tempi dell’adolescenza e cercherà di ritrovare sé stesso, di sentire una rigenerazione dell’anima per poter continuare a combattere il crimine alla ricerca della verità.

Un’ ultima domanda  Giuseppe.Non può mancare per il nostro blog che coniuga la passione dei libri a quella della cucina conoscere il suo piatto preferito o il dolce che assapora più volentieri perché le due cose sono la faccia di un’unica medaglia,entrambe se fatte con il cuore e l’anima regalano grandi emozioni e trasmettono un piacere indefinibile. 

Qual è per  dunque il piatto che le delizia il palato e le solletica la mente?

Giuseppe Petrarca:-Sono abbastanza ghiotto e mi piace gustare sempre nuovi sapori,ma certamente il piatto  a cui non dico mai di no è “spaghetti con le vongole.”Un piatto napoletano a base di pasta e vongole.

La pasta va cotta al dente e poi mantecata in padella nel sauté di vongole, sfumato con vino bianco secco e si può completare il piatto con un po’ di prezzemolo fresco tritato finemente, è buonissimo.L’altra cosa che non smetterei mai di mangiare è la pastiera,un grande classico della pasticceria napoletana.Un tripudio di sapori e di odori che mette allegria solo a guardarla.Di solito a Napoli la trovi sempre anche se é un dolce tipicamente pasquale,felice con tutte quelle striscioline sembra vestita a festa  proprio per te,sembra chiamarti dalle vetrine delle pasticcerie e non nascondo che molto spesso la compro, poi velocemente torno a casa e la divoro.Sicuramente questo dolce, con il suo gusto classico poco zuccherino e rinfrescato dai fiori d’arancio celebra il ritorno della Primavera,il grano è infatti simbolo  di ricchezza e fecondità e le uova rappresentano la vita nascente,tutti  ingredienti giusti che mi mettono allegria e mi strappano un sorriso anche in quelle giornate brutte e uggiose.

Grazie Giuseppe per questa intervista e…

Buona pastiera a tutti!

 

Ingannando si impara – Riccardo Landini

51BJQ1yOHPL._SX308_BO1,204,203,200_.jpg


Trama

La morte di Claudia e la crisi del suo lavoro spingono Sandrelli in un cupo isolamento da cui sembra non riuscire a rialzarsi. La scoperta di vecchi documenti relativi al probabile rapimento di una sua ex compagna di scuola avvenuto vent’anni prima lo spinge però a rimettersi in pista e a cercare di far luce su quello che era davvero accaduto. Nel frattempo viene coinvolto nell’assassinio di Maicol, un suo collaboratore che si era prestato a effettuare un trasporto di droga per conto della camorra. Col fiato sul collo da parte dei parenti di Maicol che lo credono corresponsabile, dei criminali che temono sappia qualcosa di troppo e della DIA che lo sospetta di collusione, Brenno dovrà impegnarsi a smascherare un serial killer di cui nessuno sospettava l’esistenza e che lo attende nascosto nell’ombra. La soluzione del rompicapo ancora una volta giungerà all’ultima pagina, lasciando un protagonista incerto se considerarsi vincente o nuovamente vittima degli inganni della vita.

Voce di Roberto Roganti

Continua a leggere

La vanità dei pesci pulitori – Matteo Monforte

516qSCMhZyL.jpg

Trama

Vi è mai capitato di svegliarvi da soli, all’improvviso, nella camera di uno squallidissimo albergo ad ore, alle dieci del mattino, vestiti da prete, con la testa che vi esplode, una bottiglia di gin vuota per terra, segni evidenti di sniffate di cocaina sul comodino, un film porno in pausa nello schermo della piccola tv, alcuni preservativi aperti e non avere la minima idea del perché siate finiti lì? Ecco, a Martino Rebowsky (trombettista grasso, pigro, sfacciato, irritante, ubriacone e misogino) sì. Toccherà quindi a lui ricostruire, pezzo per pezzo, quella incredibile nottata di cui non ha il minimo ricordo; solo così potrà riuscire a scoprire che fine ha fatto Camilla, la ragazza che era con lui e della quale nessuno ha più tracce da dopo quella sera. Come un grasso segugio, Rebowsky – aiutato dalla sua amica Marilù, metropolitana eroina naif – si mette sulla pista che lo porterà a ricomporre quel surreale puzzle di cui si trova involontariamente tassello. Ed è così che tra musicisti paranoici, scorbutici gestori di locali notturni, ballerine di lap dance, preti dalla dubbia moralità, pusher marocchini, prostitute sudamericane, ricche signore annoiate della Genova “bene”, artisti dal dubbio talento, “incensiste” senza arte né parte, ubriaconi corrotti e poeti sgangherati, Martino arriverà a sbrogliare un’intricata matassa di equivoci e fatti strani, fino a quando un cadavere si intrometterà all’improvviso nell’indagine, cambiando tutte le carte in tavola.

Voce di Dario Brunetti

Continua a leggere

Un ristretto in tazza grande – Federico Maria Rivalta

41jaNWrgzkL.jpg

Trama

La prima avventura del cronista più distratto e imprevedibile d’Italia.Riccardo Ranieri, giornalista del Mattino di Padova e assiduo frequentatore dei campi da golf, si trova suo malgrado coinvolto in un omicidio che sconvolge la rilassata routine del Golf Club Frassanelle. Inizia così una vera e propria caccia all’uomo in cui preda e predatore si confondono. Nonostante la protezione di un irruente poliziotto e le premurose attenzioni dell’affascinante e implacabile procuratrice Giulia Dal Nero, anche Ranieri si ritrova nel mirino dell’assassino. Meno male che a proteggerlo ci sono l’imprevedibilità delle sue mosse e la cronica incapacità a gestire le situazioni.

Voce di Elena Rossi

Continua a leggere