Il custode delle ossa–Fiona Cummins

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Trama

La vita di Erdman Frith sta letteralmente andando in pezzi. La sua vita professionale è un disastro, la moglie è sul punto di lasciarlo, e al figlio di soli sei anni, Jakey, è stata diagnosticata la Sindrome dell’Uomo di pietra, una rarissima malattia genetica destinata a trasformarlo, col tempo, in una sorta di statua vivente. Quando Clara Foyle, cinque anni appena, scompare vittima di un probabile rapimento, il sergente Etta Fitzroy e la sua squadra si gettano nelle indagini con tutta la rabbia e l’angoscia che si provano di fronte a un’innocente in pericolo. Ma la polizia annaspa nel vuoto e l’identità del colpevole rimane avvolta nel più completo mistero. Mentre anche Jakey di colpo sparisce come nel nulla, le sorti dei bambini rapiti e delle loro famiglie si scoprono più legate che mai. E alla detective Fitzroy non resta che lanciarsi in una corsa contro il tempo per salvare Jakey, Clara e altri come loro. Fiona Cummins sonda il confine sottile che dentro ognuno di noi separa la luce dall’ombra, la fame di vendetta dal bisogno di redenzione, in una storia sulla capacità di sperare proprio quando tutto sembra perduto.

voce di Manuela Fontenova

 

Recensione a cura di Federico Adacher

Una penna affilata, precisa, terrificante, oscura e sin troppo umana accompagna il lettore dalla prima all’ultima pagina del romanzo d’esordio della scrittrice d’oltremanica Fiona Cummins, Il custode delle ossa.

Erdman Frith è un uomo che ha perso da tempo la capacità di sperare in un lieto fine: membro della redazione della trecentottantesima rivista più venduta del Regno Unito senza alcuna possibilità di successo e appeso al sottile filo di quel che è rimasto del suo matrimonio incerto. L’unica gioia che riempie di colore la vita di Erdman è anche la fonte della sua più grande tristezza e frustrazione: suo figlio Jakey. Per quanto il piccolo Jakey- sei anni- sia l’unica cosa giusta che Erdman pare abbia mai fatto in tutta la sua vita e farebbe di tutto per lui (di tutto), non può di certo guarirlo dalla Sindrome dell’Uomo di pietra: una malattia caratterizzata da un anomalo sviluppo del tessuto osseo, oppure, secondo le parole dell’autrice, una progressiva formazione di un secondo scheletro che finisce per intrappolare chi ne è affetto in una vera e propria prigione di ossa. A oggi non esiste cura.

Niente che l’amore di un padre non possa curare, non è forse così?

A pochi chilometri dalla sfera familiare che circonda Jakey (ma milioni di anni luce per distinzione di classe sociale) avviene la conoscenza (per meglio dire il rapimento) di Clara Foyle, una bambina affetta dalla mancanza delle tre dita centrali di entrambi le mani sin dalla nascita. Il suo rapimento combacerà con la scomparsa di Jakey. La forte e decisa detective Etta Fitzroy farà di tutto pur di comprendere il nesso che lega la scomparsa dei due bambini e salvarli prima che diventino parte del macabro museo del collezionista d’ossa.

I destini delle famiglie dei due bambini, della detective Etta Fitzroy e del colpevole si intrecceranno fino a unirsi indissolubilmente in un finale inaspettato e agrodolce che dona spazio a un seguito.  La scrittura è scorrevole, semplice e fluida. Un utilizzo estremamente efficace della tecnica narrativa del flashforward (piccole anticipazioni sul futuro)permette di immergersi in un’atmosfera dai richiami fortemente cinematografici che ricordano i claustrofobici momenti di tensione del Silenzio degli Innocenti e la sottile linea che separa il bene dal male nelle opere del regista tedesco Fritz Lang. Particolarmente apprezzato è l’utilizzo dei numerosi punti di vista dei personaggi: dal detective, al padre di famiglia, al serial killer, la scrittrice riesce a convergere il complesso ma mai complicato filo narrativo del romanzo passando dalla prospettiva del carnefice a quella della vittima rendendo spesso difficile indentificare chi sia davvero chi.

Trovare qualcosa che sia anche solo lontanamente paragonabile a un difetto in questo romanzo è difficile, eppure una nota di troppo può essere identificata nella caratterizzazione dei personaggi, i quali appaiono sin troppe volte come cliché che infestano il panorama narrativo del genere giallo e thriller: un detective tormentato dai demoni del suo passato, una famiglia distrutta ancora prima che la vita del figlio sia in pericolo, un colpevole estremamente umano. Nonostante questi siano dei personaggi appartenenti ormai a una “mitologia” chenon accenna a tramontare(e che per molte persone possono essere considerati un punto di forza) credo che una caratterizzazione diversa e più selettiva avrebbe potuto generare un romanzo forse meno avvincente ma sicuramente più originale. Ciò, ovviamente, non toglie la qualità effettiva di un romanzo che è stato recentemente selezionato come adattamento di una futura serie televisiva.  Un’ottima scelta con molto materiale di facile trasposizione scenica per creare un progetto di buona narrazione, forse tratteggiando i temi, la cinematografia e lo stile del regista Fukunaga in True Detective.

In conclusione, Il custode delle ossa è una lettura caldamente consigliata soprattutto a chiunque si avvicini per la prima volta al genere del thriller.

 

Dettagli:

  • Genere: Thriller
  • Copertina rigida: 523 pagine
  • Editore: DeA Planeta Libri (23 ottobre 2018)
  • Collana: Narrativa italiana
  • Lingua: Italiano
  • ISBN-10: 8851165653
  • ISBN-13: 978-8851165659

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